Dimenticatevi mammuth o scimmie dispettose, gli unici mostri che incontrerete in questo speciale museo sono quelli sacri del mondo del giornalismo.
Stiamo parlando del Newseum, il tempio delle news: cinque secoli di storia del giornalismo, dall’invenzione della stampa, ai social media dei giorni nostri. Un museo non-museo, interattivo, dove si impara, si approfondisce, ma soprattutto ci si diverte.
L’America rende così omaggio alla professione della notizia, da sempre considerata sinonimo di democrazia e libertà di espressione. Come “welcome” all’ingresso troviamo una grande lastra in marmo con scolpito il Primo Emendamento della Costituzione americana: ”Il Congresso non farà leggi che favoriscano qualsiasi religione, o che ne proibiscano la libera professione, o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti.”
L’edificio si affaccia su Pennsylvania Ave. a Washington, nei pressi della Casa Bianca: 23 mila metri quadri, sette piani di acciaio, cemento e cristallo, cinquemila visitatori ogni giorno.
Tra i cimeli più curiosi: la macchina fotografica del primo fotografo del Los Angeles Times (1917), un ex elicottero della stampa, un pezzo del muro di Berlino, la penna e il blocco di Michael Isikoff, il reporter a cui Bill Clinton deve lo scandalo Lewinski, i resti dell’antenna del World Trade Center dopo la strage dell’11 settembre.
Il Newseum ci racconta più di cinquecento anni di storia della notizia, e del mondo: pensate che tra non molto la carta stampata sarà un reperto archeologico da ammirare in una teca?
Scritto da Federica Bianchi


