The XX.
Crooner dark.
E l’uomo riprende il controllo sulle macchine.
Succede sempre così.
A un certo punto arriva un gruppo e rivoluziona un suono diventando padrone dello stile.
Gli XX annullano il punk funk, affievoliscono la nu new-wave, azzerano le doti vocali e rendono umana la house dandogli una pulsazione irregolare, piegando la drum machine ai propri voleri ritmici. Il beat oscilla, le note sono ancora meno che su disco e le voci sussurrano usando pochissime note, come fossero i nuovi crooner.
Dal vivo la loro musica è ancora più sensuale grazie all’atmosfera notturna, al suo bagaglio di mistero e dolcezza; ma anche al modo di suonare le canzoni, come se i BPM fossero sensazioni e non numeri.
Fin dal primo brano, l’ovvia (per scelta) quanto fondamentale (per suono) “Intro”, gli XX hanno gestito l’umore dell’intera Cavea dell’Auditorium fornendo la colonna sonora a un intero spettro di emozioni: ci hanno commosso con “Stars”, esaltato con “Shelter”, ci hanno fatto balzare in piedi con “Night Time” e fatto impazzire come ragazzine con “Crysalised”.
Poi il giovane Oliver Sim lascia il basso, sfila il microfono e ondeggia verso il centro del palco realizzando una versione commovente di “Fantasy”, il punto di volta del concerto, il momento in cui è stato chiaro a tutti di aver davanti tre post-adolescenti in grado di cambiare il corso della musica.
Merito anche di Jamie Smith che rende umana la drum machine e di Romy Madley Croft le cui note ostinate alla chitarra sono la colonna melodica di tutto il set.
Gli XX sono la colonna sonora perfetta per chiudere un decennio di musica urlata, distorta, dura e diurna, d’ora in poi saranno bisbigli e house oscillante.
–
Di seguito una scaletta di massima, utilizzate i commenti per aggiornarla:
Intro
- Crystalised
- Islands
- Heart Skipped A Beat
- Fantasy
- Shelter
- VCR
- Basic Space
- Night Time
- Infinity
Bis:
- Stars
‘Crystalised’ dal concerto di Roma
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YMcKmw_w4P8[/youtube]
Scritto da Fabrizio Galassi


