Sono quelli che che hanno portato dentro Nstreet l’eccentricità perfetta: fenomeno video musicale, video più visto, incrocio tra il pop musicale e il pulp cinematografico.
Sono i Lemmings, che lanciano adesso il loro primo album (qui il trailer “Mai”).
“Lemmings” è un disco d’esordio eclettico e difficile da etichettare, i cui riferimenti sonori più evidenti sono al punk, al surf, al rock’n’roll ed allo ska, con echi di reggae e anche di folk nella sua incarnazione più inquieta, quella dei Gogol Bordello.
Un tempo si sarebbe parlato di “crossover” tra generi, o di “patchanka”, dicono dal quartier generale della band, ora l’intento principale è trasmettere la propria idea di musica, fortemente animata da spirito live, che permette ad ogni brano di crescere spontaneamente, senza l’assillo della collocazione in una categoria specifica.
Le apparecchiature vintage con cui è stato curato il missaggio rimandano direttamente al citazionismo di fondo, che permea le canzoni dell’album “Lemmings”: un melting pot sonoro che è stato più volte accostato alle invenzioni cinematografiche di Quentin Tarantino, fonte di ispirazione dei Lemmings anche per la sua estetica horror/pulp.
Nel preascolto del vischioso album, e tornando al loro MySpace-Drive In confermo quello che ci suscitarono appena entrati, inaspettatamente, tra noi:
Hanno carattere, hanno gusto della citazione del passato dentro un presente che sfugge, mischiano l’elettronica col gusto retrò e una delle leggende dei videogiochi, anzi recuperano il cinema horror e lo saturano di note e pixel, si iscrivono a una piattaforma di condivisione delle esperienze intuendone l’essenza pop, senza chiedere promozioni o sponsorship, ma solo per il gusto e il senso di esserci, dentro le cose che accadono, con la loro presenza vera e con quella truccata.
D’altronde, come dicono loro, “Il rischio è quello di fidarsi della verità”.
Scritto da Daniela Ranieri



fantastici, siete fantastici
ancora vado in giro cantando dicono che io non so dicono che io non ho
massimo