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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; viral</title>
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		<title>Wow, your lips are cold!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Può un bacio salvarci dalla crisi? Forse in parte sì, ma il discorso è complicato. In ogni caso meglio provarci: dove e quando ha poca importanza, se non poche ore prima dell&#8217;incontro. L&#8217;iniziativa è stata annuciata via mail ed SMS, sui <strong>blog e</strong> <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=63242973909" target="_blank">su Facebook</a> col claim &#8220;<a href="http://investinyourlove.wordpress.com/" target="_blank">Invest in your love</a>&#8220;. Se poi sono in gioco, oltre al bacio, la performance, Internet, gli <strong>SMS</strong>, la mobilitazione, la <strong>metropoli</strong>, la <strong>pubblicità</strong>, il <strong>viral</strong>, la <strong>guerrilla strategy</strong>, l&#8217;effetto sorpresa, il situazionismo postmoderno, siamo in presenza di una tendenza. </p>
<p>Questo è un esempio del fenomeno dei <strong>flash mob</strong>: un po&#8217; <strong>blind date</strong> un po&#8217; caccia al tesoro. Il loro scopo sembra essere quello di creare un non-evento in un <strong>non-luogo</strong>. Masse più o meno consistenti di persone si automobilitano attraverso  una comunicazione il più delle volte istantanea, rapida, last minute, e si reca in non-luoghi condivisi dove non-fare delle cose. <a href="http://www.youtube.com" target="_blank"><strong>YouTube</strong></a> è piena di video che riguardano i flash mob.</p>
<p>Nel &#8217;92 <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Aug%C3%A9" target="_blank">Marc Augé</a></strong> cominciò a parlare dei <strong>non-luoghi</strong>: spazi anonimi, dedicati ad attività non classificabili secondo categorie tradizionali, spazi di passaggio, zone aeroportuali, transiti, <strong>attraversamenti</strong> metropolitani tipici della surmodernità. I non-luoghi sono per definizione contrapposti ai luoghi antropologici, caratterizzati dall&#8217;investimento simbolico delle azioni che vi si svolgono, dalle relazioni identitarie che li strutturano, dalle pratiche culturali che li abitano. I non-luoghi sono la vittoria della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Logica_fuzzy" target="_blank">logica fuzzy</a></strong> che si esprimerà negli anni a venire nelle pratiche di rete.</p>
<p>Nelle occasioni create dal flashmob il <strong>non-luogo</strong> collassa su se stesso: non si tratta di posti che vengono scelti per la loro particolare conformazione o posizione geografica, ma di zone casuali dove intessere un incontro che ha tutto il suo valore nel suo esaurirsi. Chissà che ne avrebbero detto i situazionisti viennesi. Intanto, è sempre più stretto il legame tra le rete e la città: sembra che stanziarsi nella rete, con siti, blog, account nei social network, abbia sempre più come riflesso una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deterritorializzazione" target="_blank">deterritorializzazione</a> dei luoghi fisici. Il dibattito è aperto.  </p>
<p>E voi, avete mai partecipato a uno di questi non-eventi? Che tipo di messaggio avete ricevuto? Quanto tempo intercorreva tra la sua lettura e il momento del raduno? Ci siete andati? E se doveste organizzarne uno voi, che inventereste?</p>
<p>Qualche esempio: <strong>Manhattan</strong>, 3 giugno 2003, ore 19.00. Duecento persone entrano nel reparto arredamento di<strong> Macy&#8217;s</strong> per acquistare un fantomatico &#8220;tappeto dell’amore&#8221;. Si attiva il sistema di sicurezza, si scattano foto e si girano video, ma in dieci minuti la folla, così come è apparsa, scompare.<br />
Poco dopo, a <strong>New York,</strong> i flashmobbers hanno fatto pacifica irruzione negozio di scarpe di <strong>Manhattan</strong>, dove hanno fatto finta di far parte di una comitiva di un autobus turistico che veniva dal Maryland, e hanno recitato il ruolo di turisti tutti eccitati di essere in un negozio di scarpe. Sempre nel 2003, a<strong> Osaka</strong>, in Giappone, centinaia di persone si sono sparse per le strade vestite da <strong>Agente Smith</strong>, il cattivo clone di <strong>Matrix</strong>, e in 10 minuti si sono dileguate.</p>
<p>Il 25 marzo scorso, 30 coppie si sono messe d&#8217;accordo per recarsi in <strong>Piazza SS. Apostoli</strong> a Roma e si sono strette in un bacio congelato, dalle 17.20 alle 17.25. Un nostro Nseeker, <a href="http://beta.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a>, ci è andato: <a href="http://beta.nstreet.it/experience/202/292/Frozen+Kiss+a+Roma" target="_blank">qui</a> la sua scheda-esperienza. Dopo Berlino, Londra, Shangai, New York, Vancouver, il frozen kiss di <em><strong>Invest in your love</strong></em> è stato replicato anche a <strong>Milano</strong> il <strong>31 Marzo</strong>.<br />
Voi c&#8217;eravate? Correlatevi allora. La <strong>Wikipedia delle esperienze</strong> si compone anche di un capitolo sul bacio freezato. Fa sorridere che nell&#8217;immobilità estrema si condensino tanti mobili, connessi, smobilitanti significati.</p>
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		<title>Cose che il web (non) avrebbe (mai) voluto vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di comunicazione veicolano? Assuefatti ai contenuti della tv generalista e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di <strong>comunicazione</strong> veicolano? Assuefatti ai contenuti della <strong>tv generalista</strong> e alle solite chiacchiere, molti utenti migrano verso il <strong>web</strong> in cerca di novità. E&#8217; questa la nuova frontiera del <strong>citizen journalism</strong>? Forse sì. Conosciamoli meglio.</p>
<p><strong>Daniela</strong>: Ciao. Chi siete, quanti siete, da dove venite.<br />
<strong>Giorgio</strong><em>: Mi chiamo <strong>Giorgio Magri</strong>, sono il giornalista in studio ed uno degli autori, vengo da Paperopoli e di lavoro faccio il tecnico luci, ho pensato di fare il tgng ed ho chiamato il povero Di Giorgio perché per commentare le notizie italiane le mie cazzate non bastavano.. ci voleva qualcuno che le sparasse grosse grosse…<br />
</em><strong>Silvio</strong><em>: <strong>Silvio Di Giorgio</strong>, scrivo le notizie e dall&#8217;ultimo tg mi occupo anche del montaggio (in senso tecnico, non sessuale visto che lo conosco da poco). Sono di Benevento ed essere cresciuto nel feudo di Mastella mi portava a due possibili conclusioni: la droga o la satira. Ho scelto la via più dolorosa.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Che vuol dire <a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">TgNG </a>?<br />
<em><strong>G</strong>: &#8220;Telegiornale noi Giorgi&#8221;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: <strong><a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">Kazinger</a></strong> suona familiare. Citazione di un cartone giapponese o sberleffo alle alte sfere della cristianità?<br />
<strong>G</strong><em>: E&#8217; prima di tutto un soprannome che mi accompagna da tempo immemore, in secondo luogo uno sberleffo alle alte sfere della cristianità.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Vi sentite di affermare che siete nel solco della satira oppure siete in una zona che siete i primi a  battere?<br />
<strong>G</strong><em>: Siamo i primi a battere in questa zona? Speriamo che non arrivino ordinanze strane…<br />
</em><strong>S</strong><em>: Satira e nulla più. Poi ci basta sapere che non abbiamo nulla a che fare con il <strong>Saturday Night Live</strong> di Italia1.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Il politicamente scorretto funziona di più in rete allora.<br />
<strong>G</strong>:<em> Si credo che Lippi sia un ottimo allenatore…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>Funziona in rete perchè è permesso solo in rete. Ma solo perchè non sono ancora riusciti ad imbrigliarla. Questione di tempo. Ma dopo troveremo un altro sistema: Pasquino non muore mai&#8230;</em></p>
<p><strong>D</strong>: A proposito, perché le vostre cose girano su internet, sui blog, nelle <strong>Community</strong>? è una scelta suppongo.<br />
<strong>G</strong>:<em> Mah, non credo esistano televisioni pronte a mandare in onda tgng… tu che dici?<br />
</em><strong>S</strong>: <em>E&#8217; una scelta obbligata ed un punto di partenza. Io miro a scrivere i testi per Radio Maria.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Avete avuto casi di censura da parte di siti che ospitavano le vostre cose?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora no.<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Solo autocensura. Kazinger è un vero animale quando scrive: a volte devo bruciargli le sigarette sotto i piedi per convincerlo ad andarci più soft con le battute. Una volta voleva accostare Berlusconi alla mafia&#8230;Con tutti i sacrifici che ho dovuto fare per entrare in Cosa Nostra!</em></p>
<p><strong>D</strong>: A parte tutto, cosa c’è di salvabile nei mass media tradizionali per chi come voi si rivolge ad un pubblico definitivamente smaliziato?<br />
<strong>G</strong>: <em>Niente</em>.<br />
<strong>S</strong>:<em> I bravi giornalisti ci sono ma hanno la stessa visibilità dei titoli di coda di un film porno.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: E cosa c’è di sicuramente marcio o di poco chiaro nei meccanismi che si attivano in rete? Non sarà mica davvero il paese di Bengodi in cui si può dire tutto?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora lo si può fare se coperti dall’anonimato, e noi non lo siamo, inoltre soppesiamo attentamente le nostre battutacce, soprattutto quelle sporche, certo non è tutto oro ciò che luccica… però l’aria che si respira in rete e decisamente meno oppressa… la televisione è una pagliacciata, sembra di vedere i cinegiornali luce del ventennio… ridicolo…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Della rete non mi piace chi si nasconde dietro un nick. Anche io uso un nick quando rimorchio le suore in calore su <strong>Facebook</strong>, ma quando parlo di politica, soprattutto quando lo faccio negativamente, cioè sempre, mi firmo con nome e cognome. A volte il mio.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Molti comici o intellettuali che fanno anche satira sono emigrati nella rete proprio per i limiti imposti dai media tradizionali. Voi siete partiti dalla rete: intendente amministrarvi al mainstream, prima o poi, o pensate di diventare famosi ed esportare i vostri codici altrove?<br />
<strong>G</strong>:<em> Uhm… ti ripeto, la natura stessa del tgng ci preclude a priori la “grande distribuzione”, se qualcuno sarà disposto  a farlo… boh… peggio per lui…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Internet la considero una palestra dove provare i testi, mi riferisco anche al mio blog, dove sto raggranellando un sorprendente numero di “adepti”. Ho scritto un libro satirico ma vista la situazione generale italiana ho più probabilità di essere pubblicato se scrivessi il seguito del Mein Kampf. Ho intenzione di provare anche su altri canali: qualcosa già si è messo in moto ma non ne parlo per scaramanzia.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Il vostro linguaggio è parodistico, nel senso che utilizza i codici tradizionali per produrre effetti destabilizzanti. Quali sono secondo voi le nuove frontiere linguistiche della satira? Non è stato già detto tutto in tutti i modi possibili.<br />
<strong>G</strong>:<em> Sicuramente il” format” tgng non è niente di nuovo… ( <strong>Luttazzi,</strong> <strong>Rocco Tanica</strong> etc.) lavorando sull’attualità comunque si ha una miniera inesauribile, magari son già stati utilizzati tutti i linguaggi ma nessuno può ridere di cose che non sono ancora successe…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Le parole hanno milioni di combinazioni possibili; il tg è un format inflazionato, ma se il contenuto è originale lo spettatore si dimentica del contenitore e si concentra sul contenuto.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Quali sono i vostri modelli?<br />
<strong>G</strong>: <em>I grandi buffoni dissacranti in genere Dario Fo, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Emilio Fede… io inoltre sono cresciuto a pane ed Elio e questo sicuramente ha influito…<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Groucho Marx e Woody Allen innaffiati da una spruzzatina di Daniele Luttazzi.<br />
</em> </p>
<p><strong>D</strong>: Per fare quello che fate che tipo di competenze avete? Avete seguito dei corsi? È proprio fondamentale conoscere gli strumenti del mestiere per pubblicare contenuti in rete, oppure va bene anche l’artigianale per cavalcare il passaparola, i meccanismi del <strong>viral</strong>, il <strong>buzz</strong>?<br />
<strong>G</strong>:<em> Il mio lavoro non ha nulla a che vedere con tgng  e non ho frequentato nessun corso né scuola particolare, per il viral ed il buzz io non ho studiato il francese non ti posso aiutare..<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Se non esistessero i forum di internet a quest&#8217;ora starei ancora cercando di capire come si accende il tostapane.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Per far girare i vostri lavori fate parte di diverse Community. Insomma la condivisione è la chiave per il futuro dell’innovazione anche linguistica in rete?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sì devo dire che lo <strong>sharing </strong>è importante per noi della new generation che cerchiamo un slot nella community del web che ci dia visibilità nel week end al brunch col welcome drink…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Stai cercando di rimorchiarmi?<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Secondo voi quel è il vostro tg più riuscito? Ce lo raccontate?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sarebbe come se mi chiedessi qual è il figlio che preferisci… tecnicamente la terza puntata è sicuramente la più efficace, per i testi è un evoluzione continua, non ho un preferito<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Ad ogni tg introduciamo una qualche miglioria quindi direi che il più riuscito è sempre l&#8217;ultimo. Considera poi che lo scriviamo sentendoci al tel o via mail&#8230;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Che pensate dei giovani di oggi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sono incolpevolissimi ignoranti…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>I giovani d&#8217;oggi sono la classe dirigente e politica che veglierà domani sulla mia vecchiaia. Quando ci penso mi conforta sapere di avere una pistola nel comodino.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Ci fate la playlist delle cose migliori della rete secondo voi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Questi sono i siti che guardo più spesso:</em><br />
<em>1-sabinaguzzanti.it<br />
2-italiadallestero.info (traduzioni di articoli stranieri)<br />
3-voglioscendere.it<br />
4-istruzioni generiche per la costruzione di ordigni esplosivi<br />
5-giovani donne in abiti succinti e/o senza abito alcuno.<br />
6-il blog di Silvio Di Giorgio<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Oltre al sito dove ti spogli in webcam?<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Simpaticissimi. Avete lo spazio di due righe per dire quello che volete su internet e libertà. Avanti.<br />
<strong>G</strong>: <em>I pazzi non siamo noi, in un mondo normale si vedrebbero i veri giornalisti in televisione e quelli di studio aperto che scrivono sul muro con la bomboletta, ridiamoci sopra, se ci scoraggiamo è finita; SARA’ UNA RISATA CHE LI SEPPELIRA’!<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Io non c&#8217;entro niente con questa storia! L&#8217;anno scorso Kazinger ha rapito mia nonna e da allora sono costretto a scrivere questa porcheria di Tg. Aiutatemi!<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Grazie. Intendo grazie comunque…<br />
<strong>G</strong>: <em>Grazie? E de che? sò 180 euri&#8230;&#8221;<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Grazie a te, è stato un onore: le tue domande denotano una spiccata intelligenza e cultura. (Ora che ho ripetuto tutto quello che volevi tu me lo dai o no l&#8217;antidoto?). Grazie dell&#8217;attenzione che ci stai concedendo, un abbraccio Silvio p.s. Ti amo</em></p>
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		<title>Cosa ci faccio qui?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 16:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puoi farti contagiare da un virus innocuo, che anzi implementa la tua esperienza della vita e del mondo. Come funziona il contagio? Le modalità di trasmissione e condivisione delle informazioni ricavate dalle esperienze è quella definibile dalla logica Wiki. Creando sapere condiviso e modificabile, si contribuisce alla creazione di una memoria collettiva, sempre estendibile, modificabile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi farti contagiare da un virus innocuo, che anzi implementa la tua <strong>esperienza </strong>della vita e del mondo. Come funziona il contagio? Le modalità di <strong>trasmissione </strong>e <strong>condivisione </strong>delle informazioni ricavate dalle esperienze è quella definibile dalla logica <strong>Wiki</strong>. Creando sapere condiviso e modificabile, si contribuisce alla creazione di una memoria collettiva, sempre estendibile, modificabile, migliorabile, rivedibile all’infinito. La città non è più fissa, è filmabile e replicabile! La memoria non è un monumento: è una scultura continua, una forma che si modifica.</p>
<p>I fattori contagianti sono sparsi dai “<strong>pionieri</strong>” delle tendenze, dai <strong>cool hunter</strong>, dai <strong>trends scouters</strong>, dagli <strong>watchers</strong>.</p>
<p>Le sfere del contagio vivono e pulsano della tua stessa vita:</p>
<p><strong>Lifestyle</strong> – Come hai scelto di vivere? Quante volte al giorno controlli la posta? Fai colazione con il sushi? Vivi di guerrilla marketing? Mastichi un po’ di <strong>viral</strong>? Conosci le potenzialità del subvertising? Frequenti i locali alla moda o preferisci i posti incantati, i laghi di montagna, i parchi cittadini in cui passeggiare e fare soste di connessioni wi-fi?</p>
<p>Lifestyle è  condivisione delle attività che costruiscono lo stile della nostra vita. Momenti rituali, eventi, incontri, tendenze ma anche sentimenti, sogni e ambizioni di una generazione a confronto.</p>
<p><strong>EmoTechno</strong> – La dimensione multiforme della tecnologia. Un’agorà dedicata all’intero settore delle tecnologie, con una particolare attenzione al loro aspetto “<strong>emozionale</strong>”. Sarà questo uno dei territori preferiti dai technology leader, trovandovi sempre video attuali, autorevoli e aperti al confronto delle video risposte.</p>
<p><strong>Arts &amp; Media</strong> – Cosa c’è nel desiderio dell’espressione artistica e nelle creazioni di arte cross-mediale? Non è morta l’arte? Come faccio a fare arte col telefonino e un programma di montaggio? Queste sfere sono attraversate e continuamente modificate dall’uso delle nuove tecnologie. In questo canale rientrano anche i fenomeni dell’arte urbana come il writing,  il parkour, lo stickering, il guerrilla e  viral marketing, il subvertising, il buzz/word-of-mouth.</p>
<p>In Officina-project lo spazio dell’arte mediale è filtrato dall’attività di <strong>Media Hunting</strong>, cioè di percezione delle tendenze di diffusione di nuove modalità di comunicazione tecnologica, attraverso nuovi strumenti e nuovi dispositivi, o di un loro uso innovativo.</p>
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