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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; social network</title>
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		<title>Se fossi Lady Gaga&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amata, copiata, imitata, Lady Gaga è la regina indiscussa delle copertine e non solo dei suoi album. C'è perfino chi veste come lei, per essere lei ogni giorno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="hide"><a href="http://blog.nokiaplay.it/se-fossi-lady-gaga.html">Se fossi Lady Gaga&#8230;</a></h2>
<div id="attachment_12071" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/07/LadyGagaPost.jpg"><img class="size-full wp-image-12071" title="LadyGagaPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/07/LadyGagaPost.jpg" alt="" width="210" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Lady Gaga</p></div>
<p>Ogni tre per due &#8211; blog post &#8211; ci ritroviamo a parlare di lei, <strong>Lady Gaga</strong>. Proviamo a lasciar perdere e far finta di niente, ma c&#8217;è sempre qualcosa da dire. Del resto in quanto a colpi di testa la regina del pop non si fa desiderare, se non dai suoi fan. Che sono migliaia, letteralmente impazziti per lei. Fosse solo per la voce, ma la cantante è considerata un modello, punto di riferimento di stile un po&#8217; sopra le righe, ma senza dubbio originale e riconoscibile.</p>
<p>E così non ci stupiamo se sfogliando virtualmente i quotidiani online ci imbattiamo nelle foto di una sua <strong>grande fan</strong>, La Fan per essere precisi, che si è confezionata un abito uguale a quello della cantante e una volta indossato non l&#8217;ha più tolto. Se vedete <a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/07/06/foto/sosia_lady_gaga-5425527/1/" target="_blank">la gallery di Repubblica</a> troverete la fan che stira, butta la spazzatura, fa colazione e guarda la tv a letto, sempre <em>di Lady Gaga vestita</em>&#8230;</p>
<p>Un altro punto segnato per la bizzarra stella made in USA (e anche un po&#8217; made in Italy) è stato rubare a Obama il record di <strong>&#8220;personaggio vivente con 10 milioni di fan iscritti sulla sua pagina Facebook&#8221;</strong>.</p>
<p>Con uno stile da manuale i due personaggi si sono scambiati parole di stima davanti a duemila presenti nel corso di una serata di beneficenza.</p>
<p>Consultate le date del <a href="http://www.nokiaplay.it/search/?q=Monster+Ball" target="_blank">Monster Ball Tour su Nokia Play</a>. Non perdete l&#8217;opportunità di vincere il concerto di Lady Gaga con il concorso <a href="http://www.nokiaxte.it/" target="_blank">&#8220;Vinci la tua passione&#8221;</a>. Trovate un po&#8217; di info in un <a href="http://blog.nokiaplay.it/passione-vinci-nokiaxte.html" target="_blank">nostro post</a>.<strong> Avete tempo  fino al 3 agosto!</strong></p>
<p>Tutta la musica di <strong>Lady Gaga</strong> è su <a href="http://music.nokia.it/"><img title="Nokia Music Store" src="../wp-content/uploads/2010/05/Nokia-Music-Store2.gif" alt="Nokia Music Store" width="100" height="15" /></a>
<p class="hide"><a class="nstore" href="http://music.nokia.it" target="_blank">Scopri tutta la musica di Nokia Music Store</a></p>
<p class="hide">&nbsp;<br />
<h2 class="hide"><a href="http://www.nokiaplay.it/" target="_blank">Scopri Nokia Play, carica i tuoi eventi e trova concerti musicali</a></h2>
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		<title>Una notte al Newseum</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque secoli di storia del giornalismo, da Gutenberg ai social media, custoditi nel tempio della notizia a Washington]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7716" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/Newseum.jpg"><img class="size-full wp-image-7716" title="Newseum" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/Newseum.jpg" alt="" width="280" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Newseum</p></div>
<p>Dimenticatevi mammuth o scimmie dispettose, gli unici mostri che incontrerete in questo speciale museo sono quelli sacri del <strong>mondo del giornalismo</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando del <a href="http://www.newseum.com/" target="_blank">Newseum</a>, il tempio delle news: cinque secoli di storia del giornalismo, dall’invenzione della stampa, ai social media dei giorni nostri. Un museo non-museo, interattivo, dove si impara, si approfondisce, ma soprattutto ci si diverte.</p>
<p>L&#8217;America rende così omaggio alla professione della notizia, da sempre considerata sinonimo di <strong>democrazia e libertà di espressione</strong>. Come &#8220;welcome&#8221; all’ingresso troviamo una grande lastra in marmo con scolpito il Primo Emendamento della Costituzione americana:  &#8221;Il Congresso non farà leggi che favoriscano qualsiasi religione, o che ne proibiscano la libera professione, o che <strong>limitino la libertà di parola, o di stampa</strong>; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti.&#8221;</p>
<p>L&#8217;edificio si affaccia su Pennsylvania Ave. a Washington, nei pressi della Casa Bianca: <strong>23 mila metri quadri, sette piani</strong> di acciaio, cemento e cristallo, cinquemila visitatori ogni giorno.</p>
<p><strong>Tra i cimeli più curiosi</strong>: la macchina fotografica del primo fotografo del Los Angeles Times (1917), un ex elicottero della stampa, un pezzo del muro di Berlino, la penna e il blocco di Michael Isikoff, il reporter a cui Bill Clinton deve lo scandalo Lewinski, i resti dell’antenna del World Trade Center dopo la strage dell&#8217;11 settembre.</p>
<p>Il <strong>Newseum</strong> ci racconta più di cinquecento anni di storia della notizia, e del mondo: pensate che tra non molto la carta stampata sarà un reperto archeologico da ammirare in una teca?</p>
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		<title>Il brusio di Google</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' arrivato Buzz, la nuova funzionalità di Gmail che rende la mail ancora più social. Quanto fa paura agli altri network?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6795" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/gmailbuzzPost.jpg"><img class="size-full wp-image-6795" title="gmailbuzzPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/gmailbuzzPost.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">www.google.com/buzz</p></div>
<p>Se Facebook può fornire un servizio di posta, perché Google non dovrebbe diventare un po&#8217; più social? Parliamo di <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank"><strong>Buzz</strong></a>, appena lanciato dal colosso di Mountain View, che promette di dare filo  da torcere alla &#8220;concorrenza&#8221;.</p>
<p>Buzz non si limita a riproporre delle features già conosciute dagli utenti, e a cui sono ormai abituati. Va oltre, facendo una selezione delle funzionalità più utili e meglio riuscite di siti come <strong>Twitter, Facebook, MySpace</strong> e le fa proprie, per potenziare il servizio di posta di Gmail.</p>
<p>I social user superano i <strong>300 milioni</strong>, contro i  circa <strong>280 milioni</strong> di utilizzatori della posta elettronica. Ciononostante l&#8217;universo social appare spesso più che ricco, confuso. Tantissime possibilità, male organizzate, a cui è complicato accedere. Ecco, quindi, la risposta di Google.</p>
<p>Facciamo un giro tra le potenzialità di <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank">Buzz</a>. Prima di tutto potete <strong>selezionare tra i contatti</strong> della vostra rubrica quelli con cui volete rimanere in contatto in modo costante.</p>
<p>Poi, c&#8217;è l&#8217;<strong>auto-following</strong>, per interagire rapidamente con le persone che sentite più spesso. Buzz visualizza in tempo reale gli aggiornamenti di stato degli amici e permette di caricare <strong>contenuti audio e video</strong>: la modalità è nota, si apre uno spazio rispondere ai messaggi, inserire l&#8217;indirizzo di un sito o l&#8217;url di un video.</p>
<p>C&#8217;è la possibilità di <strong>rendere pubblica una discussione</strong>, e non relegarla ai confini di Gmail. Sempre in tema di privacy, si può creare un nuovo<strong> album fotografico o video</strong>, gestendo singolarmente ogni cartella per renderla accessibile a tutti o solo ad alcuni.</p>
<p>Avevate in mente una normalissima casella di posta elettronica?  Dimenticatela. Bisbigliate un po&#8217; su Buzz,<br />
e se è di vostro gradimento, cliccate virtualmente su <strong>&#8220;Mi piace&#8221;</strong>.</p>
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		<title>(Don&#8217;t) add as friend</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un professore di Oxford ha scoperto che le nostre menti non possono gestire più di 150 rapporti di amicizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6765" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/AddAsAFriend1.jpg"><img class="size-full wp-image-6765" title="AddAsAFriend" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/AddAsAFriend1.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">La campagna di Internet for Peace</p></div>
<p>Vi è mai capitato di incontrare un amico (in carne ed ossa), inviperito perché non l&#8217;avete aggiunto come amico virtuale su<strong> Facebook</strong>? O peggio ancora, perché &#8220;avete chiesto l&#8217;amicizia a tutti ma a lui no?&#8221;. Bene, d&#8217;ora in poi avrete una scusa per rimbalzare i compagni delle elementari o il vostro capo.</p>
<p>Ve la fornisce un professore di Oxford che ha dato il nome a questo &#8220;limite&#8221;: “numero di Dunbar”. Robin Dunbar, professore  di antropologia dell’evoluzione all’Università di Oxford e papà della teoria sostiene che <strong>le nostre menti non possono gestire più di 150 rapporti di amicizia. </strong>Tutta colpa della neocorteccia, la parte del cervello impiegata nell&#8217;elaborazione del pensiero cosciente e del linguaggio.</p>
<p>Centocinquanta: tante sono le persone che potete chiamare amici. Al massimo. Tutti gli altri sono semplici conoscenti con cui condividere qualche chiacchiera (o forse meglio parlare di chat?) da bar, nulla più. Il numero non è stato formulato a caso, è <strong>ricorrente nella storia  umana</strong> quando si parla di gruppi di persone o di comunità.</p>
<p>In realtà, se 150 vi sembrano perfino troppe, non vi preoccupate: siete perfettamente in linea con le ricerche del luminare. <strong>Dunbar</strong> sostiene infatti che la nostra mente è in grado di gestire in modo profondo solo un pugno di amici, quelli che si contano sulle dita di una mano per intenderci. Tutto parte infatti dal numero <strong>cinque</strong>, che identifica le persone più vicine.</p>
<p>Quindi è inutile aggiungere persone al proprio entourage personale, se poi non avete tempo e modo di coltivare l&#8217;amicizia, mantenerla viva o fare in modo che cresca. Dimenticate i contatti (centinaia) di Facebook o (migliaia) di MySpace, e concentratevi su quelle (poche) decine che davvero vi stanno ad ascoltare. Non dimenticate però di aggiungere la <strong>&#8220;Pace&#8221; </strong>tra gli amici, come suggerisce la campagna di comunicazione di <a href="http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm" target="_blank"><strong>Internet for Peace</strong></a>, giocando sulla formula entrata ormai nel linguaggio comune da social network &#8220;Add as friend&#8221;.</p>
<p>Se gli amici si vedono nel momento del bisogno&#8230; <strong>di quanti amici avete bisogno</strong>? Provate a contare.</p>
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		<title>Snake your life: le abilità liquide del giocatore seriale cambiano pelle</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:49:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il passatempo delle lunghe attese, quello che da primo scacciapensieri cellulare è diventato col tempo un agone di sfide all’ultimo cristallo liquido, è diventato un cult che premia coloro che lo sanno reinventare nei modi più bizzarri e &#8220;sociali&#8221;. Nokia presenta Play Ovi, la nuova iniziativa on line che dà la possibilità a tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://contest.playovi.it/contest/snake-your-life"><img class="alignnone size-full wp-image-1837" title="snake_your_life_heading" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/snake_your_life_heading1.jpg" alt="snake_your_life_heading" width="495" height="295" /></a></p>
<p>Il passatempo delle lunghe attese, quello che da primo scacciapensieri cellulare è diventato col tempo un agone di sfide all’ultimo cristallo liquido, è diventato un <strong>cult </strong>che premia coloro che lo sanno reinventare nei modi più bizzarri e &#8220;sociali&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.nokia.it/" target="_blank">Nokia</a> presenta <a href="http://playovi.it/" target="_blank">Play Ovi</a>, la nuova iniziativa on line che dà la possibilità a tutti gli appassionati del mondo <a href="http://www.nokia.it/" target="_blank">Nokia</a> di vincere fantastici premi ogni settimana e dare libero sfogo alla loro creatività.</p>
<p><a href="http://playovi.it/" target="_blank">Play Ovi</a> permette a tutti gli internauti di partecipare ad un semplice e divertente gioco in tre livelli ispirato al mitico <strong>Snake</strong>, il primo gioco dei <strong>telefoni cellulari</strong> <strong>Nokia.</strong></p>
<p>In palio ogni settimana, grazie ad un concorso a premi basato sul modello dell&#8217;<strong>instant win</strong>, per i giocatori più fortunati due <strong>Nokia N97</strong>. Tutti i partecipanti che avranno completato con successo i tre livelli riceveranno in premio una settimana di prova di uno dei tre <strong>giochi N-gage</strong> del momento: <strong>Asphalt 4, Prince of Persia, Real Football 2009</strong>.</p>
<p>Nell’ambito di <a href="http://playovi.it/" target="_blank">Play Ovi</a> si inserisce il panel di quattro appassionanti contest: dureranno dalle sei alle dieci settimane a seconda dei concorsi, e saranno lanciati ognuno attraverso un social network specifico.</p>
<p>In particolare, al vermetto idolo di un&#8217;intera generazione rende omaggio <a href="http://contest.playovi.it/contest/snake-your-life" target="_blank">Snake your life</a>: pensato per tutti coloro che amano i<strong> social network</strong> e la condivisione di contenuti multimediali e per questo lanciato sui <strong>social network </strong>e su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, prevede la realizzazione da parte degli utenti di un video che dovrà essere caricato su <a href="http://share.ovi.com" target="_blank">OVI Share</a>,  il cui protagonista è un inaspettato <strong>Snake “urbano”</strong> in movimento per le strade della propria città.</p>
<p>In palio per i primi classificati <strong>Nokia N97</strong> e <strong>viaggi</strong> ad<strong> Helsinki.</strong></p>
<p>In occasione del concorso, che è iniziato il <strong>21 Settembre</strong> e finirà il<strong> 25 Ottobre</strong>, è stato prodotto un <strong>video teaser</strong>, in cui un intero prato verde colmo di gente si tramuta in uno <strong>Snake</strong> umano.</p>
<p>C<strong>ondivisione, gioco, panorami urbani, esperienza, formazione di abilità condivise</strong>. Play.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1461/2827/Snake+Your+Life!"><img class="alignnone size-full wp-image-1841" title="sna" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/sna1.jpg" alt="sna" width="410" height="362" /></a></p>
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		<title>Lying Down Game: la Rivoluzione sdraiata in salsa italiana sfida il mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 08:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra il flash mob, il situazionismo, la Rivoluzione silenziosa e l’assoluto nonsense si situa la nuova mania che è partita da Internet, è passata per le piazze e i posti più impensati del pianeta, e su Internet riapproda col suo trofeo di foto surreali colonizzando i social network. È il Lying Down Game, una specie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1257/2523/Lying+Down+Game+Italia%2C+il+lancio!"><img class="alignnone size-large wp-image-1430" title="dscf5878" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/08/dscf5878-768x1024.jpg" alt="dscf5878" width="459" height="610" /></a></p>
<p>Tra il <strong>flash mob</strong>, il situazionismo, la <strong>Rivoluzione silenziosa</strong> e l’assoluto nonsense si situa la nuova mania che è partita da Internet, è passata per le piazze e i posti più impensati del pianeta, e su Internet riapproda col suo trofeo di foto surreali colonizzando i <strong>social network</strong>.</p>
<p>È il <a href="http://www.nstreet.it/profile/554/LyingDownItalia" target="_blank"><strong>Lying Down Game</strong></a>, una specie di piccola ossessione che consiste nel farsi fotografare nei luoghi più improbabili e strani,<strong> sdraiati</strong> a terra o su qualsiasi supporto: pavimenti, marciapiedi, radici di alberi, automobili altrui, segnali stradali divelti, materassini a forma di coccodrillo, amici consenzienti, peluche.</p>
<p>Su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è arrivato grazie a <a href="http://www.nstreet.it/profile/532/Giorgio" target="_blank">Giorgio Marandola</a>, principale responsabile dell’importazione del fenomeno inglese nelle nostre patrie terre e promotore dell&#8217;iniziativa, che spiega:</p>
<p><em>L’importante è che il luogo sia pubblico. Più gente viene coinvolta nelle foto e meglio è, sia che stia partecipando alla foto come protagonista che come semplice spettatore incredulo.</em></p>
<p>Come è nato questo gioco, e come è possibile che si sia diffuso tanto?</p>
<p><em>Il <strong>Lying Down Game</strong> è nato in <strong>Inghilterra</strong>, per merito di un gruppo di amici stanchi di postare sempre le stesse foto di feste, uscite e cenette varie.</em></p>
<p><em>Lo scopo originario era quello di movimentare solo i loro profili, ma in breve quesa è divenuta una vera e propria mania tanto da dare vita ad una competizione tra <strong>Paesi </strong>vera e propria.</em></p>
<p>Siamo in guerra, dunque.</p>
<p><em>Sì. Per adesso sta vincendo la <strong>Nuova Zelanda</strong>, seguita dall&#8217; Inghilterra.<br />
Noi pensiamo che sia il momento di far scendere in campo anche l&#8217; <strong>Italia</strong>, postando le foto più assurde ed incredibili sul nostro gruppo ufficiale, sia su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=113832476335" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> che su <a href="http://www.flickr.com/groups/lyingdownitalia/" target="_blank">Flickr</a>.</em></p>
<p>Come pensate di vincere? Insomma, i neozelandesi sono più rilassati di noi e hanno più posto libero a disposizione, gli Inglesi da parte loro possono contare sulla maggiore proverbiale rigidità e su un aplomb che a volte diventa fobia schizoide, tutte componenti molto utili, mi smbra, in questo tipo di gioco.</p>
<p><em>Sì, ma noi abbiamo na carta in più: oltre alle foto nei posti più improbabili, noi APRIAMO LA COMPETIZIONE ANCHE AI VIDEO! Il primo video è su <a href="http://www.nstreet.it/experience/1257/2524/Lying+Down+Game+Italia%2C+il+video" target="_blank">Nstreet</a>.<br />
</em></p>
<p>Ah! Perchè questa variante?</p>
<p><em>Perchè indubbiamente i video rappresenteranno una vera e propria chicca, con le stesse regole delle foto, ma con più animazione.</em></p>
<p>Quali sono esattamente le regole?</p>
<p>1) Bisogna essere sdraiati a faccia in giù.<br />
2) Le mani devono essere aderenti al corpo con i palmi rivolti all&#8217;interno.<br />
3) I luoghi li scegliete voi, ma dovranno essere strani e surreali, largo alla fantasia!</p>
<p>Oltre al<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=113832476335" target="_blank"> gruppo su Facebook</a>, al <a href="http://www.flickr.com/groups/lyingdownitalia/" target="_blank">Flickr</a> e all’<a href="http://www.twitter.com/lyingdownitalia" target="_blank">account Twitter</a>, avete anche un <a href="http://www.lyingdownitalia.com" target="_blank">sito</a>. A che serve, se il fenomeno è di quelli che fanno impazzire i fruitori di socialcosi?</p>
<p><em>Il <a href="http://www.lyingdownitalia.com" target="_blank">sito</a> raccoglierà le notizie relative al gioco, gli aggiornamenti, e funzionerà da aggregatore e punto di riferimento fuori da Facebook per tutti.</em></p>
<p><em>Inoltre ogni fine settimana verranno pubblicate le foto ed i video migliori,</em> <em>e tutti i vincitori settimanali saranno in competizione per il meglio del mese.</em></p>
<p>WOW. <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è felice di essere stata scelta come ulteriore e originale biglietto da visita del progetto e di accogliere i video di questa specie di <strong>Parkour </strong>per sedentari o blasè. Ci auguriamo di poter servire alla causa della crescita delle esperienze di mobilitazione sdraiata.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/554/LyingDownItalia"><img class="alignnone size-full wp-image-1437" title="6732_121407160828_118595230828_2776381_3852975_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/08/6732_121407160828_118595230828_2776381_3852975_n.jpg" alt="6732_121407160828_118595230828_2776381_3852975_n" width="328" height="145" /></a></p>
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		<title>&#8220;Ho verniciato di viola le tue labbra stanotte / ho baciato nel rosa due ginocchia scarlatte&#8221; Fragil Vida su Nstreet</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(&#8230;) Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita: d&#8217;ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma; d&#8217;acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea, esile struttura (&#8230;). Pablo Neruda Da questi versi dedicati alla fotografa rivoluzionaria Tina Modotti prendono il nome i Fragil Vida, gruppo modenese che dal &#8217;97 è in orbita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.myspace.com/fragilvida"><img class="alignnone size-full wp-image-1402" title="860243197_l" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/08/860243197_l.jpg" alt="860243197_l" width="538" height="484" /></a></p>
<p><em>(&#8230;) Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita:<br />
d&#8217;ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma;<br />
d&#8217;acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea,<br />
esile struttura (&#8230;).</em><br />
<strong>Pablo Neruda</strong></p>
<p>Da questi versi dedicati alla fotografa rivoluzionaria<strong> Tina Modotti</strong> prendono il nome i <strong>Fragil Vida</strong>, gruppo modenese che dal &#8217;97 è in orbita creativa attorno al circolo musicale &#8220;<strong>Lato B</strong>&#8221; di Finale Emilia, e che ci ha colpito per le modalità con cui riempie la scala musicale di suggestioni, di atmosfere, di citazioni extramusicali.</p>
<p>Definiscono il loro nuovo album omonimo “un mix di <strong>poesia </strong>e di <strong>commedia dell&#8217;arte</strong> tra <strong>musica</strong> e <strong>teatro</strong>&#8220;, che portano in giro tra teatri, piazze, palcoscenici,  eventi annunciati sui <strong>social network</strong>.</p>
<p>E infatti di teatrale c&#8217;è il gusto per il travestimento: maschere da Pulcinella seri, grembiuli da mercato del pesce, echi popolari, attrezzi da cuochi che fanno il rumore giusto per un passaggio da un tipo di musica a un&#8217;altra.</p>
<p>“<a href="http://www.nstreet.it/experience/1236/2465/L'appeso+-+Fragil+Vida" target="_blank">L’appeso</a>” che è tratto dall&#8217;album &#8220;E così noi&#8221; e  che ospitiamo su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, è il sogno distratto di un sonnambulo, mentre “<a href="http://www.nstreet.it/experience/1237/2466/L%27Estasi%20-%20Fragil%20Vida" target="_blank">L’estasi</a>&#8221; è talmente bello da essere quasi <strong>dada.</strong></p>
<p>Noi ne siamo stati conquistati appena abbiamo sentito l&#8217;incipit da cui è tratto il titolo di questo post: “ho verniciato di viola le tue labbra stanotte ho baciato nel rosa due ginocchia scarlatte”</p>
<p>Sono sette artisti dalle diverse culture di riferimento: David Merighi (voce e pianoforte), Daniele Merighi (batteria e voce), Francesco Boni (contrabbasso e basso elettrico), Diego Gavioli (chitarre), Gianluca Galletti (voce recitante), Federico Alberghini (percussioni), Andrea Facchini (saxofoni).</p>
<p>Decidono di cantare la vita fragile, che pure a volte si fa potente e piena di emozioni, tanto che i 7 artisti hanno deciso di scavalcare i generi (indie? Elettrico? Pop?), di non scegliere etichette restrittive (nel vero senso della parola: la loro produzione è affidata a <a href="http://www.myspace.com/lafabbrica" target="_blank">La Fabbrica, etichetta indipendente</a>).</p>
<p>L’album omonimo che stanno portando in giro per l’estate ha una struttura da e-book: un <strong>concept </strong>che li racchiude ma nessun limite popolare, nessun ammiccamento trito all’<strong>etnico</strong> o al <strong>folk</strong>. Al contrario, 7 suoni intrecciati che cantano la differenza, la fragilità e la forza.</p>
<p>David Merighi, pianoforte e voce, reinventa la strada del cantautorato puro sperimentando in modo coraggioso l&#8217;intreccio con la voce recitante, a sottolineare la teatralità del gruppo inscindibile dalle loro performances live.</p>
<p>Fragil Vida è un album studiato, curato, ma soprattutto vissuto, confermano, “l&#8217;album è nato da tutti. Mentre nascevano i testi si appiccicavano le note”.</p>
<p>Stasera suonano a <strong>TORRE DEL SARACENO</strong> &#8211; località Torre dell&#8217; Ovo a Marina di Torricella (Taranto).</p>
<p>Ecco le altre date del tour:</p>
<p>06 agosto BLUE DAHILA &#8211; Marina di Gioiosa Jonica (RC)<br />
07 agosto BAR COLLO &#8211; Torre S. Susanna (BR)<br />
08 agosto CONTE STACCIO &#8211; Roma<br />
10 agosto SPAZI ESPOSITIVI &#8211; Campagna (SA)<br />
14 agosto BAR FLY &#8211; Finale Emilia (MO)<br />
15 agosto Camurana (MO)<br />
29 agosto &#8220;Ridurre e Differenziare&#8221; &#8211; Casalvelino (SA)<br />
30 agosto Circolo Arci 1°Maggio &#8211; Riomagno (Lu)<br />
18 settembre Mani Tese &#8211; Canaletto (MO)<br />
19 settembre Caffè Frignano &#8211; Pavullo (MO)</p>
<p>www.fragilvida.com<br />
www.myspace.com/fragilvida<br />
www.myspace.com/lafabbrica</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/fragilvida"><img class="alignnone size-full wp-image-1404" title="l_3d09d6c2a917394695006a421ebe5b7d1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/08/l_3d09d6c2a917394695006a421ebe5b7d1.jpg" alt="l_3d09d6c2a917394695006a421ebe5b7d1" width="600" height="399" /></a></p>
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		<title>Il Superquark del Nuovo Millennio: Codice Internet per divulgare la rete</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 10:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa fanno con Internet i giovani e i giovanissimi è uno degli argomenti preferiti dai non giovani. Tutte le politiche repressive si basano sull’ipotesi apocalittica: la rete alimenta gli istinti criminali, incoraggia gli scambi di identità, aiuta chi copia le versioni di latino, consente lo sviluppo di personalità devianti tese all’inganno e al raggiro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa fanno con <strong>Internet</strong> i giovani e i giovanissimi è uno degli argomenti preferiti dai non giovani.<br />
Tutte le politiche repressive si basano sull’ipotesi apocalittica: la rete alimenta gli istinti criminali, incoraggia gli scambi di identità, aiuta chi copia le versioni di latino, consente lo sviluppo di personalità devianti tese all’inganno e al raggiro della categoria indifesa dei minori.</p>
<p>Inoltre, se si è dei potenziali terroristi su Internet si trovano indirizzi e form di iscrizione per campi di addestramento, e se si è dei bombaroli in rete si trovano istruzioni dettagliatissime su come costruire ordigni micidiali utilizzando sapone di Marsiglia e qualche altro ingrediente facilmente acquistabile al minimarket sotto casa.</p>
<p>Quanto valgono queste preoccupazioni? I giovani (categoria sfuggente di per sé) sono davvero così ingenui o così male intenzionati? Hanno davvero bisogno di chi li aiuti a colpi di <strong>leggi restrittive</strong> ad uscire di casa e a costruirsi relazioni fisiche a scapito di quelle guidicate irreali della socialità on-line?</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/senza-titolo-14.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1052" title="senza-titolo-14" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/senza-titolo-14.jpg" alt="senza-titolo-14" width="600" height="380" /></a></p>
<p>Le leggi che ignorando le potenzialità positive di Internet impongono giri di vite sull’uso e sui contenuti veicolati attraverso la rete vengono oggi messe fortemente in discussione, tanto da essere bloccate a livello istituzionale e col furor del popolo della rete (vedi la <strong>legge Hanopi</strong>, ora <a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/06/hadopi-in-francia-nessun-bavaglio-a-internet-legge-bocciata.html" target="_blank">bocciata</a> in Francia).</p>
<p>Stasera, a <a href="http://www.codiceinternet.it/" target="_blank"><strong>Codice Internet</strong></a>, si parla proprio del rapporto tra Internet e giovani generazioni.<br />
Visto che alla luce delle proposte anche in ambito politico si ha la sensazione che il nostro Paese sia ancora in una fase di alfabetizzazione informatica, <a href="http://www.codiceinternet.it/profiles/blogs/settimana-internet-roma-il-2" target="_blank">Codice Internet </a>si propone fin dalla sua nascita di “<strong>divulgare la rete</strong> in Italia”.</p>
<p>Per Nstreet, che ha proposto per stasera un <a href="http://www.codiceinternet.it/profile/NstreetTeam" target="_blank">proprio panel</a> di discussione, quello tra giovani e Internet è un rapporto di utilità e di costruzione di orizzonti cognitivi, sociali, culturali e professionali. Come recita l’introduzione al programma di qusta sera, “Distriscarsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e variegato, gestire i propri contatti, il proprio tempo libero, dare sfogo alla propria creatività.</p>
<p>Internet permette ai giovani e ai giovanissimi di accedere ad un mondo di informazioni e servizi vastissimo.<br />
<strong>Social network </strong>e siti di <strong>recruitment online</strong> sono solo alcuni dei siti maggiormente frequentati dalla fascia giovane degli utenti della Rete, da sempre la più attiva nelle attività di condivisione e creazione del contentuto”</p>
<p>E voi come la pensate riguardo Internet e giovani? Il sito di Codice Internet ha aperto una <a href="http://www.codiceinternet.it/group/codiceinternetlab/forum/topics/settimana-internet-roma-2" target="_blank">sezione di discussione</a> libera in cui proporre il proprio tema di discussione con tutti i materiali che si intende portare all’attenzione. La promessa è che i contributi migliori verranno mandati in onda durante la serata.</p>
<p>Domani vi sapremo dire.</p>
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		<title>Quanto è sexy il sottodominio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 07:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo emisfero è stata dura svegliarsi alle 6.01 del mattino di Sabato 13 giugno per scegliere il proprio vanity Url su Facebook. Questo piccolo millenium bug era stato annunciato con un countdown fin dai giorni scorsi: un cartello di testo in tutte le home page degli account, e una mail se l’utente la richiedeva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo emisfero è stata dura svegliarsi alle 6.01 del mattino di<strong> Sabato 13 giugno</strong> per scegliere il proprio <strong>vanity Url</strong> su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p>Questo piccolo <strong>millenium bug</strong> era stato annunciato con un <a href="http://www.trackback.it/articolo/facebook-allarme-url-personalizzato/11659/" target="_blank">countdown</a> fin dai giorni scorsi: un cartello di testo in tutte le home page degli account, e una mail se l’utente la richiedeva, annunciavano la novità a<strong> 200 milioni di utenti registrati</strong>.</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/count_down.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-983" title="count_down" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/count_down.jpg" alt="count_down" width="450" height="136" /></a></p>
<p>Così <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> spiegava questa novità:<br />
<em>&#8220;From the beginning of <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, people have used their real names to share and connect with the people they know. This authenticity helps to create a trusted environment because you know the identity of the people and things on Facebook. The one place, though, where your identity wasn’t reflected was in the Web address for your profile or the <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> Pages you administer. The URL was just a randomly assigned number like “id=592952074.” That soon will change.</em></p>
<p><em>We’re planning to offer <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> usernames to make it easier for people to find and connect with you. When your friends, family members or co-workers visit your profile or Pages on <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, they will be able to enter your username as part of the URL in their browser. This way people will have an easy-to-remember way to find you. We expect to offer even more ways to use your Facebook username in the future.”</em></p>
<p>Come dire: oggi che dire <strong>Facebook</strong> è come dire <strong>PC</strong> o <strong>telefono</strong> per gli ostinati dell’off line, possiamo anche permetterci di fornirvi gratis uno dei servizi tradizionalmente destinati ai marchi o agli affari: possiamo offrirvi un brand. Anzi, facciamo di più: vi diamo il nostro <strong>brand </strong>come garanzia, e insieme, dopo un semplice slash, vi diamo l’opportunità di personalizzarci, di personalizzare <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Infatti, lì dove prima il nostor profilo era identificato attraverso una stringa di caratteri alfanumerici generati in modo <strong>random</strong> dal software del <strong>social network,</strong> ora siamo proprio noi a scegliere il nostro indirizzo, che coincide col nostro nome. Solo su Internet, finalmente, la mia identità è anche dove puoi trovarmi.</p>
<p>Sì certo, in questo modo sarà anche più facile, per chi ci cerca, rintracciarci: il sistema è fatto in modo che il proprio nome venga indicizzato e quindi sia più facile raccogliere pezzi di noi in giro per il web (<strong>Facebook</strong> è una bola e un paracadute per l’<em>horror vacui</em> dei pixel).</p>
<p>Ma come fa a sfuggirci che questa è l’ultima delle possibilità contemplate e delle opportunità che si aprono a chi, scattando alle 6 del mattino (a mezzanotte negli Stati Uniti, orario che rende la corsa molto più competitiva), può decidere di occupare PER SEMPRE un sottodominio col nome che gli pare?</p>
<p>Parliamoci chiaro: chi ha pensato, con l’eccezione di chi scrive, di scegliere il <strong>proprio nome</strong> come vanity url? Il <strong>cybersquatting</strong>, spauracchio dei grandi marchi e delle personalità politiche e dello spettacolo (i vip), viene in questo modo incoraggiato, direte voi.<br />
Ma no, non si tratta neanche di questo.</p>
<p>Una volta i <strong>sottodomini</strong> erano i cugini sfigati dei domini in rete, specie nella prima fase di sviluppo del web, quando un  provider di servizi forniva un sottodominio ai propri clienti.</p>
<p>Ora non sono pià chiamati <strong>subdomains</strong>, ma <strong>vanity url</strong>, e riguardano <strong>Facebook</strong>, il luogo immateriale dove le persone convogliano un flusso ininterrotto di contatti e comunicazioni, dove il <strong>marketing</strong> intreccia  continue relazioni tra <strong>brand</strong> e tra <strong>brand </strong>e consumatori.</p>
<p>Nella macchina distributrice di parole più grande del mondo, il proprio nome, o l’identità che si è scelta, si stagliano come una porzione significativa del mondo <strong>Facebook</strong>, cioè del mondo della rete, cioè del mondo.</p>
<p>E voi che <strong>vanity url</strong> avete scelto? A chi lo avete rubato? E quanto il vostro<strong> vanity url</strong> si avvicina allo username che avete scelto per entrare dentro la Community di <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>?</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a> avrà scelto &#8220;viralavatar&#8221;? E <a href="http://www.nstreet.it/profile/372/ziguline" target="_blank">ziguline</a>? E <a href="http://www.nstreet.it/profile/255/SATOBOY" target="_blank">SATOBOY</a>?</p>
<p>Infatti, questa è fatta di persone. Col<strong> Facebook connect</strong>, chi siete su<strong> Facebook</strong> siete su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>. È quello che fate, è come usate la rete e i suoi spazi, che fa di voi dei vanitosi o dei dominati.</p>
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		<title>Nstreet @ Frontiers of Interaction: dentro l&#8217;ecosistema digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uno di quegli eventi che non si possono perdere, non solo per dire &#8220;ci sono stato&#8221;, ma per poter goderne nella contemporaneità. Lo streaming continuo attraverso i social network, la possibilità di testimoniare la propria presenza attraverso un codice da anteporre allo status, il vedersi e il farsi vedere sul maxischermo in sala e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uno di quegli eventi che non si possono perdere, non solo per dire &#8220;ci sono stato&#8221;, ma per poter goderne nella contemporaneità. Lo <strong>streaming</strong> continuo attraverso i <strong>social network</strong>, la possibilità di testimoniare  la propria presenza attraverso un codice da anteporre allo status, il vedersi e il farsi vedere sul maxischermo in sala e sugli schermi dei <em>followers</em> dell&#8217;evento via<strong> Twitter</strong>.</p>
<p>Essere nel presente e saper costruire da quello un&#8217;esperienza è il succo della ricerca dell&#8217;<strong>interaction design</strong>. Ormai da 5 anni, <a href="http://frontiers.idearium.org/2009/" target="_blank">Frontiers of Interaction</a><a href="http://frontiers.idearium.org/2009/" target="_blank"> </a>, ideato e prodotto da <a href="http://www.leeander.com" target="_blank">Leandro Agrò</a> &amp; <a href="http://www.lineagialla.com" target="_blank">Matteo Penzo</a> e nato dalla community di <a href="http://www.idearium.org/" target="_blank">idearium.org</a> attorno ai temi dell&#8217;interaction <strong>design</strong>, si è affermato come uno degli appuntamenti più rappresentativi per toccare da vicino alcuni tra i più alti esempi di come le nuove tecnologie<strong> </strong>ridisegnigno la nostra vita.</p>
<p>È indubbio che siamo di fronte a un radicale cambiamento antropologico relativo ai nostri usi delle tecnologie: tutto quello che abbiamo a disposizione determina i nostri approcci col mondo, non solo con la sua materia, ma con tutto quello che la riempie, comprese la relazioni tra gli oggetti, le persone, le mappe mentali che guidano l’agire e il progettare.</p>
<p>Come ci ha spiegato <strong>Carlo Infante</strong> nella bella intervista che ci ha rilasciato nei giardini dell’Acquario, la scommessa antropologica del momento riguarda l’interazione tra uomo e macchina, che non è più una lotta o una pura azione strumentale, ma si riconfigura in termini di permormatività, di intelligenze comunicanti e diffuse, veicolate e alimentate all’interno di un’<strong>ecosistema digitale</strong>.</p>
<p>Ieri <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è stata all’evento, ma ha preferito l’approccio ludico, di chi assaggia tutti i sapori degli angoli, più che quello di chi compila un trattato sui singoli temi affrontati (ed alcuni erano davvero di alto livello, come quello a cura di <strong>Luca Simeone</strong> e <strong>Salvatore Iaconesi</strong> sui legami tra <strong>interaction design</strong> e il rito brasiliano del <strong>funerale Bororo</strong>).</p>
<p>Abbiamo preferito diffonderci come redazione, allungarci come occhio, moltiplicarci come mano. Lo si può vedere dai video dell&#8217;Nstreet Team oggi in primo piano.<br />
Ci siamo messi nel flusso dello <strong>streaming</strong> affidando alla tastiera nota dei nostri personal computer (ottimo il servizio wireless e le postazioni dedicate per l&#8217;alimentazioni ai lati della sala) gli aggiornamenti sullo stato mentale e materiale che ci pervadeva, e la molteplicità degli interessi che ci catturavano.</p>
<p>La<strong> location </strong>dell’<a href="http://www.casadellarchitettura.it/" target="_blank"><strong>Acquario Romano</strong></a>, dalla struttura simile a quella di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon" target="_blank">Panopticon</a>, ha contribuito a suggerire link mentali: lo sguardo è forse la più innocente e insieme la più sapiente delle tecnologie. Non a caso, le nuove frontiere dell’interazione danno su un orizzonte di interfacce senzienti, capaci di sentire lo sguardo umano e quindi di modificare la materia a partire da questo riconoscimento.</p>
<p>Anche il panorama sonico si offre al tocco sensibile della mano e dell’occhio: in <a href="http://www.nstreet.it/experience/732/1436/TANGerINE:%20creazione%20sonora%20collettiva%20from%20Frontiers" target="_blank">questo video</a> l’istallazione <a href="http://frontiers.idearium.org/2009/05/13/tangerine-cities-alle-frontiere/" target="_blank">TANGerINE  Cities</a> (TANGible Interactive Natural Environment), mostrataci da <strong>Nicola Torpei</strong> dell’Università di Firenze, si proclama come “mezzo di creazione sonora collettiva, uno spiraglio sul mondo sonoro della città del futuro”.</p>
<p>Il suo aspetto geniale, che ci ha conquistato, non riguarda soltanto la sua capacità “intelligente” di prelevare la materia sonora dal mondo e di farne mondo, ma la sua sensibilità, il fatto di essere sollecitabile dallo sfioramento di un cubo che, manovrato dall’utente, “cattura” il suono sulla superficie (o la pelle?) della piattaforma e poi lo rilascia nello spazio creando delle musiche.</p>
<p>Ogni suono può essere sommato ad un altro, e comporre così delle sinfonie che non sono solo acustiche, ma ambientali, materiali, superficiali, <strong>random</strong>.</p>
<p>È questo il cambiamento antropologico di fronte al quale ci troviamo: la realtà è senz’altro arricchita da tutto questo, la realtà è aumentata.</p>
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