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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; Pubblicità</title>
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		<title>Creatives are bad! (again)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 07:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Creatives are Bad!&#8220;, la mostra itinerante organizzata dall’agenzia di comunicazione integrata MTN Company di Cava de’Tirreni (SA), presenta la comunicazione rifiutata nel Connecting Day di Verona. I lavori rifiutati saranno esposti il 29 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 presso il “Salone Margherita” del Centro Congressi VeronaFiere. Per ulteriori informazioni sul programma della manifestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1594/2998/Creatives+are+Bad!%2709"><img class="alignnone size-full wp-image-1915" title="eHuDuTezuZuP" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/eHuDuTezuZuP.jpg" alt="eHuDuTezuZuP" width="628" height="418" /></a></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.nstreet.it/experience/194/284" target="_blank">Creatives are Bad!</a>&#8220;, la mostra itinerante organizzata dall’agenzia di comunicazione integrata <a href="http://www.mtncompany.it/default.php?cod=blog" target="_blank">MTN Company</a> di<strong> Cava de’Tirreni (SA)</strong>, presenta la <strong>comunicazione rifiutata</strong> nel <a href="http://www.connectingday.com/" target="_blank">Connecting Day</a> di Verona.</p>
<p>I<em> lavori rifiutati </em>saranno esposti<strong> </strong>il <strong>29 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 presso il “Salone Margherita”</strong> del <strong>Centro Congressi VeronaFiere</strong>. Per ulteriori informazioni sul programma della manifestazione e su come raggiungere la location è possibile consultare il sito dedicato: <a href="http://www.connectingday.com/" target="_blank"><strong>www. connectingday.com</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1595/2999/Creatives+are+Bad!%2709"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" title="Lame5yneduza" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Lame5yneduza.jpg" alt="Lame5yneduza" width="628" height="418" /></a></p>
<p>Ogni tappa della<strong> mostra itinerante </strong>ha rappresentato un momento di riflessione sulle problematiche legate al rifiuto in comunicazione e sui fattori ad esso collegati, quali la cultura in comunicazione del cliente, la capacità del creativo di rispondere in pieno alle volontà del committente ed il livello qualitativo delle proposte presentate.</p>
<p>Tante le novità della edizione 2009/2010 di &#8220;<a href="http://www.creativesarebad.com" target="_blank"><strong>Creatives are Bad!</strong></a>&#8221; che coinvolge agenzie di comunicazione e studi di progettazione grafica provenienti da ogni Paese d’Europa e rientra tra le manifestazioni di rilevanza internazionale dell&#8217;&#8221;<a href="http://create2009.europa.eu" target="_blank"><strong>Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione</strong></a>&#8220;.</p>
<p>Su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> tutte le immagini della mostra itinerante, basata, come tengono a dire gli organizzatori, sull&#8217;idea che la <strong>comunicazione pubblicitaria</strong> sia un processo falsificabile, perfettibile, costantemente teso tra arte e autoironia.</p>
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		<title>Il profumo delle immagini: nella cosmesi dello sguardo il desiderio di vita</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’immagine può evocare un profumo? Si chiede Mrxibis nella sua scheda sul caffè ellenico. Sì, forse sì. Può senza dubbio suscitare emozioni, come abbiamo più volte discusso su questo blog. Ma forse le immagini che sanno farlo meno bene sono proprio quelle dei profumi. Di solito evocano tutt’altro (potere, natura, animalità, cultura, civilizzazione, addomesticamento degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1304/2579"><img class="alignnone size-full wp-image-1858" title="QyDadutaTuDy" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/QyDadutaTuDy.jpg" alt="QyDadutaTuDy" width="682" height="454" /></a></p>
<p><em>Un’<strong>immagine</strong> può evocare un <strong>profumo</strong></em>? Si chiede <a href="http://www.nstreet.it/profile/172/mrxibis" target="_blank">Mrxibis</a> nella sua <a href="http://www.nstreet.it/experience/1304/2579" target="_blank">scheda sul caffè ellenico</a>.</p>
<p>Sì, forse sì. Può senza dubbio suscitare <strong>emozioni</strong>, come abbiamo più volte discusso su questo<a href="http://blog.nokiaplay.it" target="_blank"> blog</a>.</p>
<p>Ma forse le<strong> immagini</strong> che sanno farlo meno bene sono proprio quelle dei <strong>profumi</strong>. Di solito evocano tutt’altro (potere, natura, animalità, cultura, civilizzazione, addomesticamento degli istinti, urbanità, sessualità, bisessualità, neutralità, orgasmo, distacco, fierezza, spasmo).</p>
<p><a href="http://www.parmacolorviola.com/ita/" target="_blank">Questo profumo</a>, per esempio, evoca musica. Musica come aria, musica come spazio geografico abitato da melodia. Un luogo, <strong>una città</strong>, l’atmosfera dell’arte sospesa lievemente nell’aria.</p>
<p>Laddove il <strong>marketing</strong> della cura del corpo procede per simbolo, quello dei profumi procede per allegoria.</p>
<p>È in questo molto vicina alle strategie della <strong>cosmesi</strong>: costruiscono un mondo, un ordine, dentro il quale posizionare il proprio <strong>desiderio</strong>.</p>
<p>Le immagini dei <strong>profumi</strong> si nutrono della <strong><em>sinestesia</em></strong>, quella traduzione testuale tra sensi diversi. Ma non si tratta solo di una <strong>sinestesia visivo-olfattiva</strong>: si tratta di sfioramento tra <strong>tatto</strong> e <strong>sguardo</strong>, e tra tocco e gusto.</p>
<p>Ricorrono allo stereotipo della <strong>seduzione</strong>. Invece, alcune immagini producono una vera seduzione senza passare per la sua versione banalmente sessuale. Paradossalmente, sono le immagini di cose non profumanti ad essere profumate.</p>
<p>Ricordate il <a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482" target="_blank">video</a> di <a href="http://www.nstreet.it/profile/411/Omaccione" target="_blank">omaccione</a> di 10&#8221; (quasi uno<em><strong> still-life</strong></em> vivo) sui <a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482" target="_blank">cannolicchi vivi di Mattinata</a> (FG),  uno dei più cercati sui motori di ricerca?</p>
<p><strong>Immagine</strong> più descrizione:<br />
<em>Avete mai mangiato delle cozze crude? Non le trovate buonissime? Da vive sono ancora più buone perché freschissime. Più fresche di così non si può. I cosiddetti &#8216;<strong>cannolicchi</strong>&#8216; &#8211; nello specifico &#8211; sono ottimi.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482"><img class="alignnone size-full wp-image-1862" title="Senza Titolo -1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-1.jpg" alt="Senza Titolo -1" width="413" height="373" /></a><br />
</em></p>
<p>Ci vuole poco per trovarsi su una spiaggia e sentire la sabbia scricchiolare tra i denti.</p>
<p>I vari <strong>video del rito del the</strong> (uno su tutti, <a href="http://www.nstreet.it/experience/451/819" target="_blank">quello di fluido</a>)  non è da meno: il vapore sale dal video fin dentro le nostre vie respiratorie.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/451/819"><img class="alignnone size-full wp-image-1866" title="Senza Titolo -5" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-5.jpg" alt="Senza Titolo -5" width="419" height="382" /></a></p>
<p>E tra tutti i video di viaggi, uno su tutti: il <a href="http://www.nstreet.it/experience/144/206" target="_blank">Viaggio in centroamerica</a>, ad Oxaca, di <a href="http://www.nstreet.it/profile/145/Mannap%C3%B2" target="_blank">Mannapò</a>, che così descrive la sua esperienza: http://www.nstreet.it/experience/144/206</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/144/206"><img class="alignnone size-full wp-image-1864" title="Senza Titolo -3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-3.jpg" alt="Senza Titolo -3" width="415" height="377" /></a></p>
<p><em>Dopo 5 ore di bus passo dal clima caotico di città del messico a quello rilassato di<strong> Oaxaca</strong>,dove nei mercati della comida e quelli di artigianato mi perdo piacevolmente tra sacchi di chili, carne, caldo de pollo, spezie e odore di VITA!!! MI SENTO A CASA&#8230;</em></p>
<p>Forse è proprio questo il <strong>profumo delle immagini</strong>: suggerire alterità e al tempo stesso farci sentire a casa.</p>
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		<title>Geo + Friend</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 08:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nstreet è attenta fin dalla sua nascita alle esperienze legate all&#8217;innovazione. Insieme allo speciale su Frontiers09, all&#8217;interno della piattaforma si trova una delle schede più importanti sul tema dell&#8217;Innovazione di tutta la rete: l&#8217;approfondimento di interviste legate all&#8217;evento di Barcamp innovatori, una conferenza, come si legge sul sito,  &#8220;generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è attenta fin dalla sua nascita alle esperienze legate all&#8217;innovazione. Insieme allo <a href="http://www.nstreet.it/?m=searchresult&amp;q=frontiers" target="_blank">speciale su Frontiers09</a>, all&#8217;interno della piattaforma si trova una delle schede più importanti sul tema dell&#8217;<strong>Innovazione</strong> di tutta la rete: l&#8217;approfondimento di interviste legate all&#8217;evento di <a href="http://www.nstreet.it/?m=searchresult&amp;q=barcamp" target="_blank">Barcamp innovatori</a>, una conferenza, come si legge sul <a href="http://barcamp.org/InnovatoriPA" target="_blank">sito</a>,  &#8220;generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento portando un progetto, un&#8217;idea, preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione&#8221;.</p>
<p>Abbiamo incontrato <a href=" http://www.innovatori.forumpa.it/finalisti-2009/?innovatore=45" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> per parlare dell&#8217;innovazione nel campo della telefonia.</p>
<p>Cosa significa l&#8217;innovazione nel campo della telefonia mobile, dal punto di vista sociologico più che da quello tecnologico?<br />
<em>Secondo me la telefonia mobile ha inciso tantissimo, negli ultimi anni, negli stili di vita, sia in positivo che in negativo. Da un punto di vista sociologico, non sono tutte rose e fiori perchè spesso non si distingue più il momento lavorativo da quello del meritato relax.</em></p>
<p><em>Basta vedere le spiagge dove c&#8217;è più gente che sbraita al telefono di quelli che prendono il sole. Infatti continuano a lavorare, a taenersi in contatto con l&#8217;ufficio senza riuscire a staccare del tutto la spina.<br />
</em><br />
Questao paradigma ha rivoluzionato anche il mondo del lavoro. La raggiungibilità costante ha lati positivi e negativi. Che ne pensi al riguardo?<br />
<em>Nelle organizzazioni e il &#8220;mobile office&#8221; oggi è un paradigma di riferimento al punto che la posta elettronica, ad esempio, rischia di diventare un servizio &#8220;sincrono&#8221;.<br />
Strumenti come il blackberry, e altri palmari sono in grado di espletare, in mobilità, molte funzioni che una volta erano impensabili.</em></p>
<p>Insomma, tutto qui? Innovazione nel campo della telefonia significa portarsi l&#8217;ufficio sempre dietro?<br />
<em>Non mi fermerei alle innovazioni più scontate. Mi piacerebbe che si pensasse già al palmare come ad un &#8220;<a href="http://www.tre.it/public/INQ.php" target="_blank">socialfonino</a>&#8220;. Infatti molti servizi on-line sono oggi integrati nel palmare grazie a due sistemi di connettività che sono sinergici: il <strong>GPS </strong>e Internet.</em></p>
<p>Quali vantaggi porta, realmente, la geolocalizzazione, quando per anni siamo stati illusi dal fatto che la mobilità potesse permettere una sorta di ubiquità, del poter essere in ogni luogo e, quindi, in nessun luogo preciso?<br />
<em>Georeferenziarsi (con ilGPS o con la triangolazione GSM) è fondamentale per richiedere servizi personalizzati. Uno strumento come &#8220;<a href="http://www.tweakersoft.com/mobile/aroundme.html" target="_blank">Aroundme</a>&#8220;  o l&#8217;ultimo &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tecnologia%20e%20Business/speciale-cellulari/servizi-mobili/pagine-gialle-mobile.shtml?uuid=b04031de-55d3-11de-8641-7073d85a2f75&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Pagine Gialle</a>&#8220;  basato l&#8217;offerta di servizi e applicazioni in base al &#8220;dove ti trovi ora&#8221;.</em></p>
<p>La rete supporta questi servizi di utilità. Possiamo dire che Internet si è territorializzata, stando sempre attenta a dove siamo e dove andiamo, per renderci la vita più facile?<br />
<em>Guarda, <a href="http://www.google.com/latitude/intro.html" target="_blank">Google Latitude</a> è un servizio che fa intravedere enormi potenzialità sempre legate alla georeferenziazione.<br />
Oggi quasi tutti i servizi web per palmare richiedono di attivare la localizzazione del terminale per poter offrire servizi personalizzati di vario tipo (notizia, cinema, farmacie, ristoranti, ecc.)</em></p>
<p>Se è indubbia la sua utilità personale, potrebbe sfuggire quella sociale. Come la pensi a riguardo?<br />
<em>Ogni programma di social networking come <strong>Facebook</strong>, <strong>Friendfeed</strong>, <strong>Twitter</strong>, <a href="http://brightkite.com/" target="_blank">BrightKnight</a>, ecc oggi permette di costruire attorno al sistema &#8220;<strong>GEO + FRIEND</strong>&#8221; una serie di potenziali servizi a valore aggiunto.<br />
Proprio oggi mi è successa una cosa simpatica che descrive forse meglio cosa intendo:<br />
Mi trovo in vacanza all&#8217;isola d&#8217;Elba e dopo pranzo sfoglio il mio palmare per trovare un sito web con le spiaggie dell&#8217;isola. Appena lo condivido socialmente con <strong>delicious</strong>, ecco che su <strong>Friendfeed </strong>appare il mio <strong>bookmark</strong>. Molti social friend capiscono dove sono e cominciano a darmi consigli. Senza che io abbia espressamente chiesto nulla.<br />
Il link è questo:<a href="http://ff.im/3O5ZA" target="_blank"> http://ff.im/3O5ZA</a></em></p>
<p>Hai parlato del concetto di <strong>GEO + FRIEND</strong>. Cosa significa?<br />
<em>Per <strong>GEO + FRIEND</strong> intendo qualcosa che grazie ai dispositivi mobili sempre connessi e sempre collegati ai vari social network riesca a dare servizi sia a pagamento che attraverso il passa parola.</em></p>
<p>A tuo avviso, come l&#8217;innovazione ad alti livelli si traduce in scelte del consumatore, spesso molto giovane, alfabetizzato, ecc, e quanto dipende da ricerche su tendenze molto spicciole, sui consumi culturali dei giovani, sulle uscite serali, sulle esigenze reali dei consumatori?<br />
<em>Immaginiamo come tutto ciò legato ai servizi di music sharing, video sharing, ecc, possa cambiare il mondo dei consumi.<br />
Sono qui, ascolto questa canzone, la condivido con i miei amici che mi consigliano la discoteca più vicina o il cinema dove stanno proiettando un film del mio attore preferito.</em></p>
<p><em>Non è fantascienza, è già oggi così. Basta guardare le <strong>pubblicità </strong>dei palmari. Non mettono più in primo piano la capacità della fotocamera o la capacità di storage ma, piuttosto, la possibilità di cliccare un pulsante e condividere le foto su <strong>Flickr</strong> o i video su <strong>Youtube</strong> o la musica su </em><strong>Last.fm</strong><em>.<br />
Verrà il giorno in cui l foto nonsi salverà più sulla memoria del telefono ma, automaticamente, verrà inviata al proprio profilo di <strong>Flickr</strong>.<br />
Ecco questo è il futuro del &#8220;socialfonino&#8221; che unisce le caratteristiche del palmare predisposto e abilitato al mobile office alla capacità di stare sempre connesso con la rete sociale per dare e ricevere informazioni sul business, sui consumi e sul divertimento.</em></p>
<p>Ma innovazione è anche <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented_reality" target="_blank"><strong>realtà aumentata</strong></a>: non perdetevi oggi su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> il <a href="http://www.nstreet.it/experience/753/1472/Augmented+reality+-+dimostrazione+e+potenzialit%C3%A0" target="_blank">video di Viralavatar</a> che ci spiega come funziona, quelli dello schermo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented_reality" target="_blank">augmented reality</a> che abbiamo visto a <a href="http://frontiers.idearium.org/2009/" target="_blank">Frontiers09</a>,  e tutti gli altri inviati dagli amici del <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1682524123&amp;ref=ts" target="_blank">nostro Facebook</a> che si sono voluti sfidare sul tema dell&#8217;innovazione.<em><br />
</em></p>
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		<title>Pubblicità=verità</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 07:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guardate questo cartellone pubblicitario: non vuol dire niente. Mi ha fatto perdere ore, e quando rinuncio a capirlo mi sale la rabbia. Eppure, questa pubblicità è la più onesta possibile. Dichiara la sua disonestà, cioè la menzogna di ogni campagna pubblicitaria, che consiste nel creare una realtà illusoria fondata sul nulla semantico. Per Nstreet, questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate questo <a href="http://www.nstreet.it/experience/365/600" target="_blank">cartellone</a> pubblicitario: non vuol dire niente. Mi ha fatto perdere ore, e quando rinuncio a capirlo mi sale la rabbia. Eppure, questa <strong>pubblicità</strong> è la più onesta possibile. Dichiara la sua disonestà, cioè la menzogna di ogni campagna pubblicitaria, che consiste nel creare una realtà illusoria fondata sul nulla semantico.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/365/600"><img class="alignnone size-full wp-image-805" title="gyduraqeza4u" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/gyduraqeza4u.jpg" alt="gyduraqeza4u" width="400" height="301" /></a></p>
<p>Per <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, questo è davvero un esempio di <strong>marketing non convenzionale</strong>: il <strong>brand</strong> abdica al suo potere per decretare il potere del <strong>nonsense</strong>.</p>
<p>Certo, paragonata alle altre campagne banalmente geniali, in cui il meccanismo semantico è ben oliato e perfettamente combaciante con l’effetto voluto, si rischia di svalutarla.<br />
Se le pubblicità rifiutate finiscono <a href="http://www.nstreet.it/experience/194/284" target="_blank">qua</a>, tra quelle che hanno passato il filtro dell’efficacia comunicativa ci sono esempi di cui, grazie a voi, andiamo fieri su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>.</p>
<p>C’è il<a href="http://www.nstreet.it/experience/559/1091/Colosseo%20a%20Termini!!!!" target="_blank"> Colosseo ricostruito</a> all’interno della Stazione Termini con bottigliette di birra: perfetta.<br />
Roma, stilizzata nel suo monumento simbolo, riprodotto in scala, utilizzando il <strong>packaging</strong> riconoscibilissimo di un prodotto straniero, dentro un ambiente di passaggio, dentro Roma per chi arriva a Roma.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/559/1091"><img class="alignnone size-full wp-image-804" title="abezulenuzu5" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/abezulenuzu5.jpg" alt="abezulenuzu5" width="400" height="301" /></a></p>
<p>Cosa si vede prima arrivando in una metropoli? La stazione, certamente. Invece no, il Colosseo, ma rivisitato in chiave contemporanea: un transito accanto all’eterno, o quasi (non è venuto in mente a nessun ragazzino di farlo franare con un pallone? Io la trovo una tentazione irresistibile).</p>
<p>C’è quella, immediata, nella quale si indica in due parole accostate, <a href="http://www.nstreet.it/experience/424/735" target="_blank">Ingresso Piadina</a>, senza alcuna relazione tra loro, dove recarsi per ottenere soddisfazione:</p>
<p>C’è il<strong> marketing politico</strong> della <a href="http://www.nstreet.it/experience/467/884" target="_blank">propaganda a Cuba</a>, una sorta di <strong>American Dream</strong> in chiave rivoluzionaria.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/467/884/Propaganda"><img class="alignnone size-full wp-image-803" title="ezeleqawurub" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/ezeleqawurub.jpg" alt="ezeleqawurub" width="400" height="276" /></a></p>
<p>C’è <a href="http://www.nstreet.it/experience/353/584" target="_blank">quella che merita il primo posto</a>, per l’abilità di <a href="http://www.nstreet.it/profile/264/cris@ns" target="_blank">cris@ns</a> che ha saputo cogliere l’attimo più combaciante, e quindi più straniante, capace di provocare un’ironia davvero non convenzionale: questa esperienza è una di quelle in cui si mischiano poesia e cinismo.</p>
<p>Non si può restare neutri di fronte ad uno scatto del genere, se si ama (o odia, fa lo stesso) la pubblicità, la comunicazione, la semiotica.</p>
<p>Questa &#8220;messa in abisso&#8221; chiama in causa parti profondamente radicate nel pubblico dei consumatori più smaliziati: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ironia#Ironia_romantica" target="_blank">ironia romantica</a>? Piacere casuale della <strong>decodifica</strong>? Senso di rivalsa verso il potere delle multinazionali?</p>
<p>Oppure, nel caso si preferisse il <strong>meanstream</strong>, la soddisfazione della conferma del potere mobile ed eterno del <strong>brand</strong>? L’informazione riuscita è quel messaggio a cui il ricevente, o il consumatore, è il <strong>consumattore</strong>, attribuisce valore.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/353/584"><img class="alignnone size-full wp-image-806" title="qygehazahy5e" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/qygehazahy5e.jpg" alt="qygehazahy5e" width="408" height="600" /></a></p>
<p>Il valore della pubblicità di una <strong>Cola turca</strong> è amplificato, anziché diminuito, dal passaggio casuale dei camion della <strong>Cola internazionale</strong>. Il potere del messaggio nel cartellone è tanto più forte quanto più è potente quello del mondo fisico, che sta passando per caso.</p>
<p>Fuori e dentro il <strong>cartellone</strong>, sei preso nel messaggio e nello slittamento di quelli che in semiotica si chiamano tempi di enunciazione. Wow.</p>
<p>Fateci sapere cosa vi suscita, fateci vedere le pubblicità che vi hanno stregato o fatto arrabbiare: ne siamo assetati.</p>
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		<title>Wow, your lips are cold!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Può un bacio salvarci dalla crisi? Forse in parte sì, ma il discorso è complicato. In ogni caso meglio provarci: dove e quando ha poca importanza, se non poche ore prima dell&#8217;incontro. L&#8217;iniziativa è stata annuciata via mail ed SMS, sui blog e su Facebook col claim &#8220;Invest in your love&#8220;. Se poi sono in gioco, oltre al bacio, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può un bacio salvarci dalla crisi? Forse in parte sì, ma il discorso è complicato. In ogni caso meglio provarci: dove e quando ha poca importanza, se non poche ore prima dell&#8217;incontro. L&#8217;iniziativa è stata annuciata via mail ed SMS, sui <strong>blog e</strong> <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=63242973909" target="_blank">su Facebook</a> col claim &#8220;<a href="http://investinyourlove.wordpress.com/" target="_blank">Invest in your love</a>&#8220;. Se poi sono in gioco, oltre al bacio, la performance, Internet, gli <strong>SMS</strong>, la mobilitazione, la <strong>metropoli</strong>, la <strong>pubblicità</strong>, il <strong>viral</strong>, la <strong>guerrilla strategy</strong>, l&#8217;effetto sorpresa, il situazionismo postmoderno, siamo in presenza di una tendenza. </p>
<p>Questo è un esempio del fenomeno dei <strong>flash mob</strong>: un po&#8217; <strong>blind date</strong> un po&#8217; caccia al tesoro. Il loro scopo sembra essere quello di creare un non-evento in un <strong>non-luogo</strong>. Masse più o meno consistenti di persone si automobilitano attraverso  una comunicazione il più delle volte istantanea, rapida, last minute, e si reca in non-luoghi condivisi dove non-fare delle cose. <a href="http://www.youtube.com" target="_blank"><strong>YouTube</strong></a> è piena di video che riguardano i flash mob.</p>
<p>Nel &#8217;92 <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Aug%C3%A9" target="_blank">Marc Augé</a></strong> cominciò a parlare dei <strong>non-luoghi</strong>: spazi anonimi, dedicati ad attività non classificabili secondo categorie tradizionali, spazi di passaggio, zone aeroportuali, transiti, <strong>attraversamenti</strong> metropolitani tipici della surmodernità. I non-luoghi sono per definizione contrapposti ai luoghi antropologici, caratterizzati dall&#8217;investimento simbolico delle azioni che vi si svolgono, dalle relazioni identitarie che li strutturano, dalle pratiche culturali che li abitano. I non-luoghi sono la vittoria della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Logica_fuzzy" target="_blank">logica fuzzy</a></strong> che si esprimerà negli anni a venire nelle pratiche di rete.</p>
<p>Nelle occasioni create dal flashmob il <strong>non-luogo</strong> collassa su se stesso: non si tratta di posti che vengono scelti per la loro particolare conformazione o posizione geografica, ma di zone casuali dove intessere un incontro che ha tutto il suo valore nel suo esaurirsi. Chissà che ne avrebbero detto i situazionisti viennesi. Intanto, è sempre più stretto il legame tra le rete e la città: sembra che stanziarsi nella rete, con siti, blog, account nei social network, abbia sempre più come riflesso una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deterritorializzazione" target="_blank">deterritorializzazione</a> dei luoghi fisici. Il dibattito è aperto.  </p>
<p>E voi, avete mai partecipato a uno di questi non-eventi? Che tipo di messaggio avete ricevuto? Quanto tempo intercorreva tra la sua lettura e il momento del raduno? Ci siete andati? E se doveste organizzarne uno voi, che inventereste?</p>
<p>Qualche esempio: <strong>Manhattan</strong>, 3 giugno 2003, ore 19.00. Duecento persone entrano nel reparto arredamento di<strong> Macy&#8217;s</strong> per acquistare un fantomatico &#8220;tappeto dell’amore&#8221;. Si attiva il sistema di sicurezza, si scattano foto e si girano video, ma in dieci minuti la folla, così come è apparsa, scompare.<br />
Poco dopo, a <strong>New York,</strong> i flashmobbers hanno fatto pacifica irruzione negozio di scarpe di <strong>Manhattan</strong>, dove hanno fatto finta di far parte di una comitiva di un autobus turistico che veniva dal Maryland, e hanno recitato il ruolo di turisti tutti eccitati di essere in un negozio di scarpe. Sempre nel 2003, a<strong> Osaka</strong>, in Giappone, centinaia di persone si sono sparse per le strade vestite da <strong>Agente Smith</strong>, il cattivo clone di <strong>Matrix</strong>, e in 10 minuti si sono dileguate.</p>
<p>Il 25 marzo scorso, 30 coppie si sono messe d&#8217;accordo per recarsi in <strong>Piazza SS. Apostoli</strong> a Roma e si sono strette in un bacio congelato, dalle 17.20 alle 17.25. Un nostro Nseeker, <a href="http://beta.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a>, ci è andato: <a href="http://beta.nstreet.it/experience/202/292/Frozen+Kiss+a+Roma" target="_blank">qui</a> la sua scheda-esperienza. Dopo Berlino, Londra, Shangai, New York, Vancouver, il frozen kiss di <em><strong>Invest in your love</strong></em> è stato replicato anche a <strong>Milano</strong> il <strong>31 Marzo</strong>.<br />
Voi c&#8217;eravate? Correlatevi allora. La <strong>Wikipedia delle esperienze</strong> si compone anche di un capitolo sul bacio freezato. Fa sorridere che nell&#8217;immobilità estrema si condensino tanti mobili, connessi, smobilitanti significati.</p>
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		<title>Persuasioni creative</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di crisi economica, sembra fuori luogo parlare del potere del <strong>marketing</strong>, e di trovate per fidelizzare  consumatori ormai del tutto disincantati.  Ma è innegabile che una delle tendenze inarrestabili della contemporaneità sia una comunicazione sempre più decisamente modellata sulla ricerca di nuove forme linguistiche e di codici inediti per esprimere la potenza di un prodotto o di un brand. I blogger impazziscono per la pioggia di immagini e parole che imperversa sugli schermi e sui cartelloni, sulle strade e nei <a href="http://www.surrealist.it/2009/03/10/new-york-campagna-ambient-per-i-sopranos/" target="_blank">bagagliai</a> di tutto il mondo. Tra i capelli delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harajuku_girl" target="_blank">Harajuku girls</a> di Tokyo balena l&#8217;indiscusso fascino dei nomi della moda italiani, i monogrammi degli stilisti riempiono sempre meno il nostro guardaroba,  e sempre di più i desktop e le bacheche dei <strong>Facebook</strong> di molti di noi. Che succede? Sarà per la ventata di ottimismo che secondo una ricerca commissionata da <a href="http://www.prnewswire.com/mnr/pepsi/36358/" target="_blank"><strong>Pepsi</strong></a> ha travolto la generazione dei <strong>Millennials</strong>, sarà che in tempi di crisi l&#8217;atmosfera patinata di magazine, blog e riviste si confonde allo smog metropolitano, rassicurandoci. Tutti respiriamo brand, tutti consumiamo prodotti e ne siamo tutti cacciatori.  Abbiamo intervistato un soggetto interessante per parlare di questo: art director di giorno, blogger di notte. Mestiere, creazione e riflessione. Salvatore &#8220;Sasà&#8221; Tommasello, di <a href="http://www.surrealist.it/" target="_blank">Surrealist.it</a></p>
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		<title>Manuale di Dipendenza</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daniela: Ciao Flavia, tu hai da tempo fatto outing: Simply ADddicted a cosa? SimplyADdicted: Tranquillizzo i miei genitori dicendo che la mia è dipendenza alla pubblicità. Il mio lavoro che, come dice il payoff del mio blog, è la mia passione/Passione. D: Nel tuo blog utilizzi un linguaggio molto originale: diretto, autentico, mai patinato, accattivante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daniela: Ciao Flavia, tu hai da tempo fatto outing: <a href="http://simplyaddicted.splinder.com/" target="_blank">Simply ADddicted </a>a cosa?<br />
<em>SimplyADdicted: Tranquillizzo i miei genitori dicendo che la mia è dipendenza alla pubblicità. Il mio lavoro che, come dice il payoff del mio blog, è la mia passione/Passione.</em></p>
<p>D: Nel tuo <strong>blog</strong> utilizzi un linguaggio molto originale: diretto, autentico, mai patinato, accattivante. A volte si ha l&#8217;impressione che tu voglia rendere addicted anche i tuoi lettori.<br />
<em>SA: Innanzitutto: grazie! Il linguaggio che ho scelto voleva dare un messaggio preciso. Quando ho iniziato a giudicare le campagne altrui ero solo una studentessa. Non potevo atteggiarmi a espertona, sarei stata ridicola. Oltre che perseguitata. Così ho optato per l’ironia e l’autoironia. Faccio sul serio, ma non mi prendo troppo sul serio. Credo che questo sia piaciuto.<br />
</em></p>
<p>D: La considerazione che colpisce è che l’espressione di un certo tipo di originalità, di innovazione linguistica, di gioco tra immagini e parole, è oggi del tutto in mano ad un linguaggio, quello pubblicitario, che tradizionalmente viene pensato come teso ad ingannare, a persuadere in modo occulto il consumatore. Che ne pensi?<br />
<em>Purtroppo col tempo è nata un’incomprensione (e la colpa è anche di chi fa comunicazione): la pubblicità non dovrebbe essere inganno. Un tempo si dava a un prodotto una reason why, una motivazione razionale. Quando non c’era, si doveva omettere o inventare (non esiste nessun bifidus activus!). Ora si è compreso che la comunicazione è più sofisticata di questo. E più emotiva.<br />
</em></p>
<p>D: Pensi sia un caso che questi contenuti che coinvolgono l&#8217;<strong>emotività</strong> attraverso il gioco dei codici siano veicolati in modo preferenziale nel web?<br />
<em>SA: Per nulla casuale. Questi contenuti hanno gli stessi ingredienti del Web: comunicazione, condivisione (“<strong>sharing</strong>”, per essere fighi), innovazione e creatività. Riesci a trovare punti in comune con la tv?</em></p>
<p>D: Alcune campagne pubblicitarie (se ha ancora senso chiamarle così) nascono e si alimentano con il passaparola proprio attraverso la rete. Da cosa dipende? Dal pubblico? Dal linguaggio? Dalla velocità? Dalla qualità immateriale dei prodotti?<br />
<em>SA: I casi sono 2: o la campagna è disarmante (vedi </em><a href="http://www.youtube.com/results?search_type=&amp;search_query=whassup+2008&amp;aq=f" target="_blank"><em><strong>Wassup 2008</strong></em></a><em>), o dietro alla campagna c’è un caso (vedi <strong><a href="http://current.com/">Current</a></strong>).<br />
</em></p>
<p>D: A proposito, alcune campagne non passano o non sopravvivono in altri contesti: stavo leggendo proprio il <a href="http://simplyaddicted.splinder.com/post/19918965/Chi+ha+paura+del+giornalismo%3F" target="_blank">post</a> in cui parli del caso <a href="http://current.com/items/89861662/anteprima_vanguard_istruzioni_per_sbattezzarsi.htm">Vanguard</a>, e della censura da parte del Comune di Roma nei confronti dei cartelloni sui rapporti tra mafia e chiesa e sul terrorismo proposti da <strong>Current</strong>. Ci racconti cosa è successo e cosa ne pensi?<br />
<em>SA: Penso che l’ATAC non abbia valutato adeguatamente il caso. Dicevano che la campagna non era adatta ai mezzi in movimento, ma gli spazi richiesti erano le fermate della metropolitana. Hanno parlato di immagini disturbanti e incomprensibili per i romani.  Ma grazie a Internet tutti hanno potuto constatare di persona che così non era. Quindi hanno confessato che il vero problema era l’annuncio con la domanda “Cosa succede quando la camorra entra in chiesa?”. Perché siamo a Roma e la Chiesa non si può nemmeno nominare. Infatti a Milano le affissioni non hanno subito nessun blocco. Lo stesso IAP, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, ci ha dato ragione. Una notizia così non poteva lasciare indifferente il Web.<br />
</em></p>
<p>D: Perché alcuni codici passano in rete e altrove no?<br />
<em>SA: Perché in Rete non ci sono filtri o gerarchie. Nessun tg Rai o Mediaset ha trattato della vicenda <strong>Current</strong>. Perché? Sicuramente il fatto che c’entrava un canale Sky ha avuto la sua parte. Eppure sono migliaia i siti che ne hanno parlato (tra i quali quelli delle maggiori testate giornalistiche). Per non parlare dei blogger che spontaneamente hanno postato sulla vicenda. Non sono più i media tradizionali a scegliere su cosa dobbiamo farci un’opinione. Grazie, ma ora ci pensiamo noi a selezionare quali sono le notizie.<br />
</em></p>
<p>D: In Italia ci sono agenzie e creativi particolarmente validi. A tuo avviso si soffre comunque un po’ l’atmosfera pesante del linguaggio scolastico, del ritardo e del divario tecnologico, delle limitazioni della censura derivanti dal nostro passato storico-culturale?<br />
<em>SA: Sicuramente, ma la verità è anche che con Internet non abbiamo più scusanti. Possiamo formarci da soli, colmando i vuoti dell’insegnamento accademico, e come dimostra la vicenda <strong>Current</strong> possiamo combattere la censura. </em></p>
<p>D: Ti ricordi una campagna, o un video, o un viral-case, particolarmente interessante di cui vorresti parlare?<br />
<em>SA: Su tutti mi ha colpito l’iniziativa di <strong>Burger King</strong> per lanciare il nuovo “Angry Hopper”. Eliminando dalla propria lista di <strong>Facebook</strong> 10 amici, si aveva diritto al panino gratis. Associare il fast food alla “fast friendship” di <strong>FB</strong> è stata un’idea geniale. In tanti si chiedevano come utilizzare quel social network per la pubblicità. Be’, questo è un modo.<br />
</em></p>
<p>D: Secondo te la pubblicità ha un futuro oltre il  <strong>non conventional</strong>? Per esempio, il cellulare potrebbe essere un vettore dei <strong>virus</strong>?  Totalmente inserito nella nostra quotidianità, potrebbe essere il veicolo ideale di una infenzione di cui ti dichiari dipendente…<br />
<em>SA: Assolutamente, il cellulare è sicuramente il mezzo di comunicazione che usiamo di più e anche quello con cui abbiamo un rapporto più emotivo. Ma niente spot tv trasposti su cellulare: sfruttiamo bene le caratteristiche del mezzo.</em></p>
<p>D: Cioè?<br />
<em>SA: Il fatto di non essere un rumore di sottofondo come la tv, ma un mezzo che controlliamo, che nasconde tantissimo di noi: i numeri dei nostri amici, i contatti di lavoro, i messaggi ricevuti e inviati, insomma, un mondo al quale la tv non si avvicina nemmeno lontanamente.</em></p>
<p>D: Ok, Flavia, ti ringraziamo e ci auguriamo che non ti venga mai in mente di iniziare un rehab.<br />
<em>SA: <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Grazie a te Daniela! E in bocca al lupo per <strong>Nstreet</strong>, mi sembra fantastica.</em></p>
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