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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; nseeker</title>
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		<title>The King is dead. Long live the King! Il tributo italiano a MJ</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mail è arrivata nella mia casella di posta a mezzanotte e 36 minuti del 26 Giugno scorso: Breaking News Alert The New York Times Thursday, June 25, 2009 &#8212; 6:32 PM ET &#8212;&#8211; Michael Jackson Is Dead, A.P. Reports Michael Jackson, the pop star, has died, The Associated Press reported, citing a person with [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mail è arrivata nella mia casella di posta a mezzanotte e 36 minuti del 26 Giugno scorso:</p>
<p><em>Breaking News Alert<br />
The New York Times<br />
Thursday, June 25, 2009 &#8212; 6:32 PM ET<br />
&#8212;&#8211;<br />
<strong>Michael Jackson Is Dead</strong>, A.P. Reports</em></p>
<p><em>Michael Jackson, the pop star, has died, The Associated Press<br />
reported, citing a person with knowledge of the situation.<br />
Earlier, Mr. Jackson, unconscious, had been rushed to a Los<br />
Angeles hospital.</em></p>
<p><strong>Michael Jackson</strong>, la pop star, è morto. Il Re del Pop, l&#8217;artista che ha venduto più dischi di tutti nel mondo con un solo singolo, l&#8217;uomo più ricco, più sfortunato, più <strong>self-styled </strong>e disperato del pianeta, da quel momento non esisteva più.</p>
<p>Nello stesso momento <strong>Google</strong> <em>crashava</em>, segno che non solo le agenzie ma tutti i nodi della rete si erano attivati e allarmati, i profili dei social network e il <em>twitteraggio</em> continuo rimandavano la stessa incredibile notizia.</p>
<p>E&#8217; stato scritto davvero di tutto, di bene e di male, ma quello che ha sorpreso il mondo è l&#8217;affetto e un senso di incredulità e di nostaglia non rassegnata, che tutti, fans e non, da ogni paese del mondo, hanno tributato alla persona più discussa della musica mondiale.</p>
<p>E&#8217; come se ancora non si credesse alla morte: quella biologica segna la fine della persona e dela biografia, ma in casi come questi qualcosa resiste oltre il biologico, e sopravvive nello <strong>stile</strong>, nella cultura e nella sensibilità artistica del mondo intero.</p>
<p>Questo genio fisico della musica e della danza la cui fine è così incredibile continua a incarnarsi in questi giorni e a diffondersi nei tributi spontanei, come quello per le strade di <strong>New York</strong> che ci ha mandato il nostro <strong>Nseeker</strong> <a href="http://www.nstreet.it/experience/1005/2006" target="_blank">Viralavatar</a>, oltre che in eventi e spettacoli organizzati da professionisti che hanno voluto mettere il loro talento al servizio della celebrazione della sua imperitura grandezza.</p>
<p>Il regista <a href="http://www.myspace.com/mauriziocolombi" target="_blank"><strong>Maurizio Colombi </strong></a>(regista di <em>We will Rock You </em>e <strong>Peter Pan il musical</strong>), fan di <strong>Michael</strong>, è rimasto tristemente colpito da questa perdita, tanto da voler organizzare un tributo sulle stesse corde e nel ritmo che ha segnato la vita di questo grande personaggio.</p>
<p><strong>Sabato 18 luglio</strong>, alle ore 21, il <strong>Teatro Nuovo di Milano</strong>, ospiterà il tributo italiano a MJ.</p>
<p><strong><em>Tributo a Michael Jackson</em></strong>, spiegano gli organizzatori,<em> non vuole essere una celebrazione, ma soltanto un modo per trovarsi tutti insieme a ricordare e dare vita ancora una volta alla musica di Michael, alle sue canzoni, alle sue coreografie, che ormai fanno parte di noi.</em></p>
<p>Un teatro prestigioso dove ci si incontrerà per assistere alle <strong>performance </strong>di due straordinari ballerini e coreografi, <strong>Roberto Chierici </strong>e <strong>Betty Style</strong>, che riproporranno in maniera magistrale le coreografie di <strong>Thriller</strong> e dei più grandi video di Jacko.  Insieme a loro, uno straordinario corpo di ballo e la proiezioni di <strong>contributi video</strong> rari, dedicati a Michael.</p>
<p>Già che i <strong>videoclip</strong> di<strong> MJ</strong> hanno segnato una svolta nel mondo della musica: la loro regia suggeriva plot, atmosfere, fiction, che si incastravano alla perfezione al sogno realizzato da questo eterno bambino prodigio, questo Gene Kelly non della pioggia ma dei liquami metropolitani, eroe delle gang band, White man degli Afro-americani, bambola cyborg, zombie ironico, Dorian Gray del bisturi.</p>
<p>A riprova del fatto che più che piangere la morte di MJ, il desiderio che ha preso il mondo in questi giorni è quello di celebrarne la vita, la passione, il talento mostruoso, il genio del corpo, l&#8217;ascesa infinita.</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/mj-copia1.jpg"></a><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/mj-copia2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1231" title="mj-copia2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/mj-copia2-300x127.jpg" alt="mj-copia2" width="653" height="275" /></a></p>
<p><em>Per info:<br />
<a href="mailto: silvia.arosio@fastwebnet.it" target="_blank">silvia.arosio@fastwebnet.it</a></em></p>
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		<title>La tekno è morta, viva la tekno</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensavate fosse finita? Pensavate che il 2000 avesse portato via ogni voglia revisionista e ogni elogio archeologico del post industriale? Su Nstreet ci sono due video di eventi tekno: uno è sul tour in Colombia di Joy Kitikonti, dj di fama internazionale. Mirko Rispoli ha fatto un video report delle serate nelle città di Medellin, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavate fosse finita? Pensavate che il 2000 avesse portato via ogni voglia revisionista e ogni elogio archeologico del post industriale?<br />
Su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ci sono due video di eventi <strong>tekno</strong>: uno è sul tour in Colombia di <a href="http://www.nstreet.it/experience/261/391" target="_blank">Joy Kitikonti</a>, dj di fama internazionale. <a href="http://www.nstreet.it/profile/106/mirkorispoli" target="_blank">Mirko Rispoli</a> ha fatto un video report delle serate nelle città di Medellin, Pereira, Cali, Bogotà. Poi c’è roba di casa nostra: <a href="http://www.nstreet.it/profile/220/alice23" target="_blank">alice23</a>, la nostra <strong>Nseeker</strong> più giovane e più appassionata di rave e serate a tema, preferisce un tipo di evento tekno diversa: lo <a href="http://www.nstreet.it/experience/251/374/San+valentino+Jungle+e+DnB+%40+Strike+" target="_blank">Strike</a>, l’evento <a href="http://www.nstreet.it/experience/332/538/+Stakanovismo08+-+Roman+industrial+tekno-+" target="_blank">Stakanovismo</a> e quello <a href="http://www.nstreet.it/experience/557/1088/Shockraver%27s+Decade+-+10+anni+del+sito++the+shockraver+-+part+1" target="_blank">Shockraver&#8217;s Decade</a>.</p>
<p>Se guardate e ascoltate bene, Mirko e alice23 sono agli antipodi dell’esperienza <strong>tekno</strong>: la musica che esce fuori dalla console di <strong>Joy</strong> è house, a tratti <strong>techhouse</strong>, ma sempre sui 120 bpm, quella dello <strong>Strike</strong> è <strong>jungle</strong> e <strong>Dnb</strong>, ma soprattutto  lo <strong>Strike</strong> è un posto occupato dove si paga poco (2-3 euro), mentre gente come <strong>Joy</strong> suona in locali di un certo tipo, con le cubiste, le drag queen,  il privè, le liste, oppure in occasione di “rave commerciali”.</p>
<p>Serate di questo tipo in Italia sono quelle del ciclo <a href="http://www.diabolika.biz/" target="_blank">Diabolika</a>, del tutto inserite nella cosiddetta industria del divertimento. Mentre in contesti urbani postindustriali, o in posti occupati e autogestiti come lo Strike queste sono feste con al centro la musica. Si tratta di divertimento e autofinzanziamento. Forse qui sta la differenza tra evasione e impegno, anche se nel mondo della tekno si evita la politica.</p>
<p>Ma chiediamolo alla nostra esperta, <a href="http://www.nstreet.it/profile/220/alice23" target="_blank">alice23</a>:</p>
<p><em>Forse più che di serate tekno, sarebbe più corretto parlare di free party, o tekno <strong>underground culture</strong>, poichè la <strong>tekno</strong> è un genere musicale, ma nella scena underground e del free party non esiste solo la tekno.</em></p>
<p><em>Certo è che la tekno resta particolarmente legata al mondo underground del <strong>free party</strong> poichè nasce da lì e vive quasi esclusivamente lì, tanto da diventarne impropriamente sinonimo, e in questa accezione più ampia possiamo definirla come movimento culturale <strong>undergound</strong>, che abbraccia diverse aeree dalla musica, alla scultura, all&#8217;arte in generale.</em></p>
<p><em>Questo nasce in parte dalla evoluzione della cultura traveller e dei <strong>festival</strong> degli anni ‘60 e ‘70, dalla <strong>cultura  punk</strong>.<br />
In queste zone si creò una sorta di anarchia temporanea, il principio del <strong>d.i.y.</strong> (do it yourself), dove vigeva il principio dell&#8217;autoproduzione, dell&#8217;auto-organizzazione e della partecipazione, in un certo senso un principio fortemente anticapitalistico, e collegato all&#8217;idea che il divertimento non si possa comprare e che parlare di &#8220;industria del divertimento&#8221; è una sciocchezza (per essere teneri).</em></p>
<p><em>In questo minestrone di <strong>underground culture</strong> trovano spazio diversi generi musicali e correnti artistiche, tra cui appunto la tekno, la <strong>goa trance</strong> (o <strong>psy trance</strong> come la chiamano a Londra), la DnB, e la  <strong>tekno industrial</strong>,  la <strong>dark trance</strong>, il tek noise, quello di <strong>Stakanovismo</strong> per capirci.</em></p>
<p>Come in ormai tutti gli aspetti dell’agire contemporaneo, la <strong>rete </strong>gioca un ruolo fondamentale nella costruzione degli eventi rave associati a questi generi musicali: la partecipazione e la condivisione vengono canalizzate dalle <strong>fanzine</strong> on line, persino negli ambiti più conflittuali di autogestione e autoproduzione culturale.</p>
<p>La sequenza ininterrotta e ossessiva dei bpm solo raramente rimane nuda e cruda: il più delle volte, è arricchita da ciò che circonda e fa l’evento: <strong>sound systems</strong>, <strong>installazioni</strong>, <strong>proiezioni video</strong>, <strong>performances</strong>.<br />
Non solo delirio: miscela di cultura underground, punk, psichedelia, circuiti di rete, alta definizione, rumore, contaminazione, incubo.</p>
<p>Stakanovismo, in particolare, è stato un evento che ha catturato la nostra attenzione: organizzato al al <a href="http://www.kollatinounderground.org/" target="_blank">kollatino underground</a>, spazio abbandonato, festa, tempo rubato alla fabbrica, dopolavoro. Noise, rumore sì, ma non quello della macchina che produce alienazione. Di più: rumore della macchina reinterpretato, reiterato, ritualizzato.</p>
<p>In una parola, con quella k di traverso (si scrive <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stacanovismo" target="_blank">stacanovismo</a>), si racchiude un secolo di lotta, e il conflitto viene liberato, e quindi elaborato, in un evento collettivo quasi catartico. Una coazione, come direbbe Freud, cioè un loop, ma finalizzato alla liberazione. Sarà così? O è solo maledettamente assordante, desocializzante e quindi alienante?</p>
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		<title>Somewhere over the Moonbow</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 08:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’arcobaleno. Guardalo bene: è solo colore, in lui nulla è forma. (&#8230;). In esso infatti l’ordinedella bellezza è quello della natura. La sua bellezza è la legge stessa, non più tramutata in natura, in spazio, non più bella per simmetria, spazio e leggi. Non più attraverso forme per derivazione dal canone, no, bella in se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>&#8220;L’arcobaleno. Guardalo bene: è solo colore, in lui nulla è forma. (&#8230;). In esso infatti l’ordinedella bellezza è quello della natura. La sua bellezza è la legge stessa, non più tramutata in natura, in spazio, non più bella per simmetria, spazio e leggi. Non più attraverso forme per derivazione dal canone, no, bella in se stessa.<br />
Nell’armonia, poiché canone e opera sono un tutto unico&#8221;.</em><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Benjamin" target="_blank">Walter Benjamin</a>, Metafisica della gioventù. Scritti 1910-1918</p>
<p>È una delle poche <em>performance</em> gratuite e non inquinanti che si possono guardare, anzi che si devono guardare. L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arcobaleno" target="_blank">arcobaleno</a> è uno dei fenomeni atmosferici che più colpiscono l’immaginario e la fantasia. Nella mitologia greca rappresentava la tavolozza dei colori ad uso degli dei, nella Bibbia è  il segno offerto da Dio a Noè per indicare l’inizio di una nuova alleanza dopo il diluvio.</p>
<p>E infatti è dopo il temporale che si manifesta. Nelle favole nordiche là dove finisce un <strong>arcobaleno</strong> è sepolta una pignatta piena d’oro custodita dagli gnomi, e anche gli unicorni sembra che seguano la sua traiettoria per trovare le fonti per dissetarsi. Oggi l’arcobaleno è il simbolo della <strong>pace</strong> e della molteplicità delle culture, rappresentata dai colori dell’iride.</p>
<p>Contrariamente a quanto si può pensare, fotografare un arcobaleno è difficilissimo: i cromatismi sono  molto tenui, perciò per coglierli occorrono obiettivi con lenti a bassissima dispersione cromatica.</p>
<p>Ciononostante, a riprova del suo fascino lieve e incantato, su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ci sono diversi esemplari di arcobaleni: <a href="http://www.nstreet.it/experience/354/585" target="_blank">naturali</a>, <a href="http://www.nstreet.it/experience/317/511" target="_blank">a 180°</a>, <a href="http://www.nstreet.it/experience/317/522/Arcobaleno+naturale-artificiale" target="_blank">artificiali</a> (prodotti da riflessi impensabili di superfici alluminiche).<br />
La luce accarezza l’obiettivo, ed è proprio quella la sfida: cogliere un attimo effimero situato tra due tempi (quello della pioggia e quello della quiete), e fissarlo nell’esperienza.</p>
<p>Ma perché ci piace tanto? Lo abbiamo chiesto alle nostre due trendhunter, <a href="http://www.nstreet.it/profile/103/annabaiocco" target="_blank">annabaiocco</a> e <a href="http://www.nstreet.it/profile/220/alice23" target="_blank">alice23</a>:<br />
<strong></strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.nstreet.it/profile/220/alice23" target="_blank">alice23</a>: <em>In realtà niente di più di un banale fenomeno atmosferico, e tuttavia  capace di esercitare un gran fascino da  secoli,  l’arcobaleno ci piace perchè conserva un ché di <strong>magico</strong>. É raro vederlo, ancor di più fotografalo, o vederne un a 180° come quello ripreso da <a href="http://www.nstreet.it/experience/317/511" target="_blank">aledino</a>, che ricorre in film e illustrazioni. A me successe una volta sola, ormai più di 10 anni fa e ancora lo ricordo perfettamente.  La sua bellezza è innegabile, contiene tutti i<strong> colori</strong>, e i colori, si sa, ci mettono di buon umore. Inoltre l’arcobaleno appare quando esce il sole, dopo un temporale&#8230;  esiste forse un messagio più positivo? Devo confessare che ogni volta che ne vedo  uno un po&#8217; mi emoziono.  Capisco perfettamente perchè molte culture antiche gli attribuivano un carattere divino: come si fa a guardarlo e a non pensare che sia un ponte per il cielo, il regno degli dei o altro? O a non aver voglia di cercare il suo inizio e provare a salirci sopra?</em></p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/103/annabaiocco" target="_blank">annabaiocco</a>: <em>Credo di non vedere un arcobaleno da molti anni o forse semplicemente non lo ricordo.  Il successo dell’arcobaleno nelle testimonianze video e fotografiche lasciate su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è   forse dovuto  all’ opportunità di catturare  per  pochi secondi  un evento tanto spettacolare quanto inaspettato  e  breve.  L’arcobaleno rimanda alla bellezza della natura che ti coglie di sorpresa anche in  qui  contesti metropolitani che di naturale hanno ben poco. La sua apparizione ti costringe a fermarti , osservare  e godere dello spettacolo multicolore anche per pochi secondi …. E’ come fosse  una piacevole e breve sospensione del tempo.</em></p>
<p>Se l’arcobaleno è pura forma, allora la <strong>fotografia</strong>, e ancora di più il <strong>video</strong> che ne registra la durata cangiante, è il corpo vivente di quella forma. È il disegno di un’<strong>esperienza</strong>, un marchio nello schermo più diffuso al mondo, il cielo, a beneficio di quanti non hanno potuto usufruire della visione.</p>
<p>Ci è piaciuto che abbiate ingrandito la scheda sull’arcobaleno: testimonia della voglia di condivisione che anima il <strong>web,</strong> e anche dello spirito, che abbiamo voluto infondere ad <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, del dono, che non è solo scambio, ma partecipazione ad un aptrimonio di esperienze collettive. Io c’ero, ma anche se non c’ero l’ho visto, grazie a te che lo hai messo sotto gli occhi di tutti nel luogo dove io stesso carico e faccio rivivere la mia esperienza di un attimo.</p>
<p>Abbiamo saputo da voi:<br />
- che nel Settembre scorso, a Cambridge l’arcobaleno è apparso capovolto rispetto alla norma, fenomeno che si chiama “<a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=496002198453cad9" target="_blank">mutamento</a>”.<br />
- che ci sono anche arcobaleni circolari detti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sun_dog" target="_blank">parhelion</a> (uno dei più celebri si manifestò in coincidenza con la <strong>Conferenza per il dialogo internazionale tra leader africani ed asiatici</strong> che si tiene sull’isola di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Langkawi" target="_blank">Langkawi</a>, in Malesia).<br />
- che esistono arcobaleni notturni, che non si originano a partire dalla rifrazione della luce solare sulle goccioline d’acqua, ma da quella lunare. Si chiamano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Moonbow" target="_blank">moonbow</a>, e se ci fosse qualcuno di voi che sapesse coglierla, che avesse la fortuna di alzare gli occhi al cielo e di prendere la propria <strong>cam</strong>, e che poi volesse donarla a tutti noi, quello è un <a href="http://blog.nokiaplay.it/passione-nseeker.html" target="_blank"><strong>Nseeker</strong></a>.</p>
<p>Cacciatore d’incanti, fissatore della luce dell’<strong>esperienza</strong>, è colui che sfida chiunque a rifarla e a superarla.</p>
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		<title>Passione Nseeker</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 07:26:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su Nstreet.it l&#8217;esperienza di ognuno rivive in quella di migliaia di altre persone, è replicabile e condivisibile da altri utenti, come in una Wikipedia delle esperienze. Ogni tassello partecipa alla costruzione di un sapere collettivo fatto di immagini, informazioni, musiche e atmosfere che si ampliano all&#8217;infinito. Benchè chiunque possa iscriversi e partecipare alla costruzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.nstreet.it">Nstreet.it</a> l&#8217;esperienza di ognuno rivive in quella di migliaia di altre persone, è replicabile e condivisibile da altri utenti, come in una <strong>Wikipedia delle esperienze</strong>. Ogni tassello partecipa alla costruzione di un <strong>sapere collettivo</strong> fatto di immagini, informazioni, musiche e atmosfere che si ampliano all&#8217;infinito.</p>
<p>Benchè chiunque possa iscriversi e partecipare alla costruzione di questa grande Babele digitale delle esperienze, alcuni contenuti spiccano sugli altri perché sono i primi di <strong>catene di esperienze</strong>, o perchè sono talmente originali da portare alla luce aspetti del tutto inediti della realtà.</p>
<p>Questi sono i video e le foto degli <strong>Nseeker</strong>.<br />
Queste schede, per il loro contenuto e lo spirito contemporaneo che li anima, sono un traino per tutti gli utenti della <strong>Community</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it"><img class="alignnone size-full wp-image-615" title="bannerhome01b1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/04/bannerhome01b1.png" alt="bannerhome01b1" width="300" height="100" /></a></p>
<p><strong>Chi sono gli Nseeker</strong>?<br />
Sono i <strong>trend setter</strong> di <a href="http://www.nstreet.it">Nstreet.it</a>.<br />
Sono persone che vanno in giro a caccia di esperienze da mettere in condivisione. Vivono nelle <strong>metropoli</strong> o nelle periferie, partecipano agli <strong>eventi</strong>, costruiscono <strong>thread</strong> da seguire.<br />
Catturano le esperienze con ogni mezzo a loro disposizione: mobile, video, foto camere. Dove c&#8217;è un <strong>Nseeker</strong> qualcosa si muove, la città si manifesta, le possibilità diventano esperienze.</p>
<p>Le loro dita sono attive sul <strong>play</strong>, le loro voci sono fuori campo, i loro occhi registrano le scenografie costruite dagli eventi. Sono cercatori e guardatori. Hanno l’occhio allenato per le cose che vale la pena vivere e condividere.<br />
Fiutano i luoghi dove le cose accadono, per cogliere e registrare le scosse telluriche che determinano le nuove configurazioni dei <em>trend</em>.</p>
<p>Percorrono le strade a caccia dell’atmosfera  “<strong>cool</strong>” degli eventi, ma anche delle curiosità che contraddistinguono il vivere quotidiano. “<strong>Geolocalizzano</strong>” le loro esperienze in modo che qualcun altro possa farle a sua volta, e fornire sempre nuove angolazioni e punti di vista. Il <strong>luogo</strong> è importante: ogni città, ogni paese, ogni località di provincia e persino ogni singola<strong> strada</strong>, compongono un mosaico sempre più esteso, che si anima sotto le vostre dita.</p>
<p>Il bello di ogni <strong>Nseeker</strong> è che sa quali sono i <strong>luoghi sensibili</strong> della contemporaneità, oppure sa quali devono diventarlo, e li carica di tutta la propria passione.</p>
<p>Se anche a te piace andare a caccia di <strong>tendenze</strong>, se ami fare video e foto di quello che vedi intorno a te, puoi essere un<strong> Nseeker</strong>.</p>
<p>Come si diventa <strong>Nseeker</strong>? La redazione navigherà, a sua discrezione, tra gli utenti più attivi e creativi per scoprire i migliori e proporre loro di diventare <strong>Nseekers</strong>, sotto stipula di un regolare contratto. Quella di <strong>Nseeker</strong> è una attività retribuita, che permetterà di aggiungere un’esperienza di alto livello al proprio <strong>portfolio</strong>.</p>
<p>I<strong> criteri</strong> per essere scelti saranno del tutto meritocratici:<br />
Diventeranno <strong>Nseeker</strong> gli utenti che:</p>
<ul>
<li>caricheranno esperienze capaci di stimolare e coinvolgere la <strong>Community</strong>;</li>
<li>dimostreranno di essere più attenti al mondo contemporaneo, alla comunicazione del <strong>web 2.0</strong>, alle tendenze della moda, del design, dello street-style, del food design, degli eventi artistici e culturali che popolano le metropoli di tutto il mondo;</li>
<li>dimostreranno di saper costruire contenuti di qualità sfruttando le nuove tecnologie digitali, i telefoni di nuova gernazione, le videocamere, i software di <strong>montaggio</strong> e postproduzione.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.nstreet.it">Nstreet.it</a> è una lente su ogni strada e su quello che la fa vivere.</p>
<p>Guardati intorno, e mettici tutt* te stess*</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-619" title="flux52" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/04/flux52.jpg" alt="flux52" width="180" height="139" /></p>
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		<title>La fine della moda, il trionfo del Vintage</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 07:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che senso ha fare 2000 kilometri, inquinando e consumando combustibile, per andare a comprare un vestito usato? In un’ottica ecomica, ed ecologica, nessuno. Ma ha un senso per la moda del <strong>vintage</strong>. Così mi spiega una mia amica che una volta ogni due mesi va a <strong>Londra </strong>per tornare con la valigia piena di cinafrusaglie che sembrano uscite dalla cantina di una nonna e vestiti costosissimi ma in alcuni punti leggermente lisi. Usati, appunto. Da quando usato è diventato sinonimo di <strong>cool</strong>? C’entra il vintage.<br />
La Definizione di Vintage, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale" target="_blank">Wikipedia</a>, l&#8217;enciclopedia libera on line, è questa:</p>
<p>“Si definisce come vintage un oggetto prodotto nel ventennio precedente o prima, il quale per vari motivi è diventato oggetto cult per le sue qualità superiori, se confrontate ad altre produzioni precedenti o successive dello stesso oggetto. Anche se pronunciato impropriamente all&#8217;inglese /vinteig/, il vocabolo Vintage deriva assolutamente dal francese &#8220;l&#8217;age du vin&#8221; (l&#8217;annata del vino) e, per estensione, da &#8220;vendange&#8221; (vendemmia). La pronuncia più corretta é /véntadg/. Il termine coniato inizialmente per i vini vendemmiati e prodotti nelle annate migliori, è poi diventato sinonimo della espressione d&#8217;annata.</p>
<p>Vintage è <strong>cross gender</strong>. Piace a uomini e donne e si estende agli oggetti della vita quotiodiana, agli strumenti musicali, ai complementi d’arredo, agli accessori, alle automobili, alle illustrazioni grafiche e pubblicitarie, al <strong>look</strong>. È, cioè, più che un genere, uno stile di vita. Ha iniziato a diffondersi in virtù della spinta, data principalmente dai creativi e dai designer, al riciclo e al risparmio. L’<em>understatement</em> – cioè l’atteggiamento di chi evita di palesare il proprio status sociale attraverso oggetti costosi o appariscenti &#8211; promosso dal vintage è quello di uno stile che rifiuta di entrare nel circuito della moda e che invece di subire i <em>trend</em> li recupera dal passato, riattualizzandoli.</p>
<p>In fondo, come diceva <strong>Coco Chanel</strong>, la moda passa, lo stile resta. Vintage non è semplicemente retrò, e non è antiquariato, anche se sono dimensioni contigue: ciò che rende d’annata un oggetto è il suo appartenere all’epoca della produzione industriale, che nei decenni ’60 ’70 ha cominciato a sfornare oggetti di uso quotidiano, decretando contemporaneamente la <strong>fine dell’aura</strong> dell’opera d’arte non riproducibile.</p>
<p>Vintage non è semplice rivisitazione: al contrario dei cicli delle mode che si susseguono (hippy, folk, fifties, ecc) è genere a se stante che resiste alle mode. Il fatto che sia trasversale ne conferma la sua natura di “atmosfera”. Quindi a parte l’usato (“usato da chi?” è una domanda che raramente viene posta), vintage può essere anche un oggetto prodotto in questi anni, che “cita” il vintage. In questo è il contrario della moda, dove questa è il trionfo del nuovo.</p>
<p>Da fenomeno per intenditori e di nicchia, sta diventando fenomeno commerciale di massa. Entrato nel circuito della moda grazie alle modelle che, come dice <a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2006/apr/07/fashion" target="_blank">Hadley Freeman</a>, giornalista del <a href="http://www.theguardian.co.uk">Guardian</a>, “sono le uniche persone alle quali sta bene proprio tutto e soprattutto le uniche ad avere abbastanza tempo per andare a spulciare tra il vestiario di <strong>gente morta</strong>”, il vintage da stile è divenuto <em>trend</em>.</p>
<p>I <strong>mercatini vintage</strong> hanno avuto in questi ultimi anni un successo formidabile non nei piccoli centri storici, dove sarebbe stato più facile recuperare materiali d’annata da saccheggiare dal vecchio armadio della zia, ma proprio nelle grandi metropoli. Tra le mecche del vintage <strong>New York</strong>,  <strong>Parigi</strong>, <strong>Londra</strong>, <strong>Los Angeles</strong>.</p>
<p>Ma Anche <strong>Roma</strong> e <strong>Milano</strong> sono invase da questa tendenza: su <a href="http://www.nstreet.it">Nstreet</a>, la nostra esperta di vintage ed <strong>Nseeker</strong> <a href="http://www.nstreet.it/profile/103/annabaiocco" target="_blank">annabaiocco</a> ha caricato i suoi video dei <strong>Mercatini vintage</strong> della capitale, tra pizzi, merletti, tacchi a rocchetto, occhialoni sixties, pantaloni a zampa, spille decò, bigiotteria vera e falsa, paralumi damascati, frange charleston, glitter anni ’80, pomelli di armadio a forma di cigno, brocche, vinili introvabili, telefoni bianchi, biancheria da boidoir, oggettistica d’interni stile 2001 Odissea nello Spazio e tutti gli oggetti di una discreta archeologia del futuro.</p>
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		<title>Il Cosplay della Storia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 08:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo ancora si doveva vedere. Sempre in tema di Roma come metropoli che è diventata location, in occasione del Natale di Roma si è assistito a un vero trionfo della pop storiografia. Nella settimana della cultura, con musei e luoghi d&#8217;arte aperti e gratuiti, la vicenda dei due gemelli allattati dalla lupa, l’atmosfera preincendiaria dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo ancora si doveva vedere. Sempre in tema di <strong>Roma</strong> come metropoli che è diventata location, in occasione del <strong>Natale di Roma</strong> si è assistito a un vero trionfo della pop storiografia. Nella <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&amp;targetPage=/Homepage/Area_Content/Rubriche__Primo_Piano/Cultura_,_eventi_,_tempo_libero/info-2050128678.jsp" target="_blank">settimana della cultura</a>, con musei e luoghi d&#8217;arte aperti e gratuiti, la vicenda dei due gemelli allattati dalla lupa, l’atmosfera preincendiaria dei Fori, e tutto il parafernalia dello stile imperiale, compresi calzari, corazze, loriche, scudi e, per le donne, tuniche da vestali piace da 2762 anni, quindi <em>nihil novi</em>. Però sarà perché quest’anno ci siamo andati, e forti di tutte le esperienze che stiamo facendo anche con i nostri <strong>Nseeker</strong>, non abbiamo potuto fare a meno di notare delle similitudini tra queste celebrazioni tradizionali e i più contemporanei <strong>Cosplay</strong> di origine giapponese. Che la <strong>Storia</strong> venga trattata come un fumetto non è un’idea nuova ma finora era legata per lo più a un intento divulgativo e didattico. Quello che stupisce è che i modi di vivere e far vivere la storia si conformano a quelli in cui si vive e si fa rivivere i mondi dei fumetti.</p>
<p>Gli ultimi due post di <a href="http://www.nstreet.it">Nstreet</a> sembrano legati in un modo che non può essere casuale: in giro per Roma in questi due giorni, abbiamo assistito a qualcosa che non aveva a che fare tanto col carnevale quanto con il gioco di ruolo delle <strong>sottoculture</strong> <strong>pop</strong>, in cui i personaggi della romanità (così come veicolati dal serial <strong>Rome</strong>, dal film <strong>Il Gladiatore</strong> e dai documentari televisivi) si stagliavano in tutta la loro potenza di <strong>fiction</strong> sullo sfondo reale delle rovine della romanità, in un gioco di riflessi in cui lo specchio, più che uno specchio, era uno <strong>schermo</strong>. Al contrario del carnevale, non si sono indossati semplicemente dei costumi: quello di Roma Imperiale è un dress code, che ha coinvolto i partecipanti come se fossero in una serata a tema di un locale. Fra la <strong><em>performance</em></strong> della storia e la Storia con la sua fisicità in rovina, si è inserito lo <strong>screen</strong>:<strong> </strong> la <strong>maschera</strong>, tipica di quei momenti che l’antropologia chiama &#8220;liminoidi&#8221;, si è trasformata in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Animegao" target="_blank"><strong>animegao</strong></a>, icona pop, faccia di <strong>anime,</strong> <strong>imago</strong> che non è stata tramandata attraverso il documento, ma ri-costruita nel tempo attraverso i media, il cinema, il fumetto, i souvenir, le comparse di Via dei fori imperiali, le foto coi turisti. La stessa città, si è trasformata in questi giorni in un <strong>macro-set</strong> ricalcato sui modelli di quelli di <strong>Cinecittà </strong>che a loro volta cercano di imitare quelli reali.</p>
<p>Ecco un <a href="http://www.nstreet.it/experience/274/413/2762%C2%B0%20Compleanno%20di%20Roma%20-%20Sfilata%20costumi%20antichi%20Romani!" target="_blank">video</a> bellissimo di <a href="http://www.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a> su uno degli eventi che hanno contraddistinto questo che, non a caso, da Natale (nome impegnativo e sacro legato a una nascita che non è durata 7 giorni) è diventato &#8220;compleanno&#8221;, come di qualcuno che si conosce, o di un logo. Il <strong>logo Roma</strong>.</p>
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