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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; manga</title>
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		<title>Un museo per Doraemon</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco G. Caolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà inaugurato a Kawasaki un museo dedicato a Fujiko F. Fujio, l'autore di manga notissimi come Doraemon e Obake no Q-taro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9399" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9399" title="doraemon ambasciatore" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/04/doraemon-ambasciatore-300x202.jpg" alt="Doraemon ambasciatore" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">Doraemon nominato &quot;Ambasciatore degli Anime dal ministro degli Esteri Komura Masahiko</p></div>
<p>In <strong>Giappone </strong>è una star conclamata e la sua notorietà non accenna a diminuire.<br />
A testimonianza di ciò la sua investitura, nel 2008, ad &#8220;<strong>Ambasciatore degli Anime</strong>&#8221; (affinché con la sua immagine potesse promuovere la cultura e l&#8217;industria dell&#8217;animazione fuori dal Giappone) da parte del ministro degli Esteri Komura Masahiko, e, oggi, la creazione di un <strong>museo </strong>a lui dedicato (o meglio, al suo creatore).</p>
<p>Parliamo di un <strong>gattone blu</strong>. Un<strong> gattone spaziale</strong>.<br />
Ancora non è chiaro? Parliamo di <strong>Doraemon</strong>.</p>
<p>Il prossimo anno sarà inaugurato a <strong>Kawasaki </strong>un museo dedicato a<strong> Fujiko F. Fujio</strong>,  l&#8217;autore di <strong>manga </strong>che ha creato serie di cartoni animati notissime in Giappone e nel resto del mondo come <strong>Doraemon </strong>e <strong>Obake no Q-taro</strong><br />
L&#8217;esposizione ospiterà circa <strong>50.000 disegni originali</strong>, la scrivania e altri oggetti il disegnatore utilizzati per dar vita ai suoi personaggi di cartoons.</p>
<p>Il museo, di 3 piani, sorgerà nel quartiere <strong>Tama </strong>di <strong>Kawasaki</strong>, dove l&#8217;artista è vissuto fino alla morte e verrà inaugurato il 3 settembre 2011.</p>
<p>In una conferenza stampa, <strong>Masako Fujimoto</strong>, la vedova del disegnatore il cui vero nome era <strong>Hiroshi Fujimoto</strong>, ha dichiarato: &#8220;<em>I disegni originali, per loro natura, rappresentano il tempo in cui mio marito ha vissuto. Io non volevo lasciarli sparsi in posti separati. Sarei felice se i bambini di tutto il mondo venissero a visitare il museo&#8221;.</em></p>
<p>I fan sono già all&#8217;erta. E non si tratta di soli bambini, c&#8217;è da giurarlo.</p>
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		<title>Psychovicious: Betty Ford Center cammina con noi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo stile rehab va ancora alla grande: le viziose occhiaie che ti danno i trattamenti disintossicanti non si ottengono nemmeno con lo smoky make up più azzardato (che, diciamocelo, tende un po’ ad appiattire lo sguardo e dopo qualche ora cola). L’aria vissuta e la disperata bellezza dei paradisi artificiali dello star sistem tengono ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/639/Betty+Ford+C"><img class="alignnone size-full wp-image-1614" title="cover" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/cover.jpg" alt="cover" width="600" height="600" /></a></p>
<p>Lo stile <strong><em>rehab </em></strong>va ancora alla grande: le viziose occhiaie che ti danno i trattamenti disintossicanti non si ottengono nemmeno con lo <em>smoky </em>make up più azzardato (che, diciamocelo, tende un po’ ad appiattire lo sguardo e dopo qualche ora cola).</p>
<p>L’aria vissuta e la disperata bellezza dei paradisi artificiali dello star sistem tengono ancora saldamente il primo posto tra i criteri di assegnazione dello status di celebrità divorata dal successo e dalla malinconia.</p>
<p>L’aspetto più <em><strong>uncool </strong></em>della vita umana, il percorso di riabilitazione dopo una dipendenza (vedi E. Morin, <em>Le star</em>) è ancora di fatto il più <strong>cool</strong> nel mondo patinato della star.</p>
<p>Riflessioni che sono d’obbligo quando su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> sono comparsi i <a href="http://www.nstreet.it/profile/639/Betty+Ford+C" target="_blank">Betty Ford Center</a>, vincitori dell’Heineken jammin&#8217; Festival nel 2007 e autori del singolo pluripremiato (da pubblico e critica) intitolato, guarda un po’, “<strong>ENJOY THE REHAB</strong>”.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/639/Betty+Ford+C" target="_blank">Betty Ford Center</a> è il nome di un centro di riabilitazione dalla droga e dall&#8217;alcol che si trova a Rancho Mirage (California), fondato dall&#8217;ex first lady degli Stati Uniti Betty Ford. È conosciuto, appunto, come il &#8220;rehab of the stars&#8221;, una forma molto glamour di ospedale o, se volete, la versione clinica di un costoso centro benessere.</p>
<p>Ora il gruppo, viziosissimo e glam, luccicoso di lipstick e chitarre elettriche, entra su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> con un pezzo che siamo sicuri susciterà inammoramenti, perplessità, discussioni, emozioni:  “<a href="http://www.nstreet.it/experience/1418/2770/%22PSYCHOVICIOUS%22+BETTY+FORD+Center" target="_blank">PSYCHOVICIOUS</a>”, clip con immagini tra <strong>Lynch</strong> ( non sono i conigli di<strong> Inland Empire</strong>, quelli?) e<strong> Tarantino </strong>(il coltello sferrazza subdolo in questo locale <strong>pulp</strong> come un <strong>manga</strong> per adulti, altrettanto innocuo) fluidamente incastrate a una<strong> musica</strong> incalzantissima e inquietante.</p>
<p>Il tema non è fatto per rassicurare: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma" target="_blank"><strong>la sindrome di Stoccolma</strong></a>.</p>
<p>Ci auguriamo che nessuno di voi abbia fatto realmente un’esperienza di <strong><em>rehab </em></strong>o di identificazione con l’aggressore, ma è chiaro che qui parliamo di ben altro: si racconta un’epoca citandola anche nei suoi aspetti tossici (l&#8217;aveva fatto, coi suoi mezzi, anche <strong>Baudelaire</strong>).</p>
<p>Guardatelo e dite che ne pensate. La condivisione delle esperienze è anche questo: progetti singoli che costruiscono narrazioni collettive, confermano o distruggono tendenze e mode.</p>
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		<title>Lost in traslation e Dei nascenti nella decade della crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 08:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è un post che scrivo con tutta me stessa. L’argomento ispira la mia passione per i misteri della comunicazione, eccita la mia fascinazione per il Giappone, incrina le mie poche certezze culturali. Richiede logica esattezza odorosa di carta di riso, di plastica rosa e cristalli liquidi. Per questo motivo arrivo in redazione alle 8.50, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/21860339.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1334" title="21860339" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/21860339.jpg" alt="21860339" width="626" height="382" /></a></p>
<p>Questo è un post che scrivo con tutta me stessa. L’argomento ispira la mia passione per i misteri della comunicazione, eccita la mia fascinazione per il <strong>Giappone</strong>, incrina le mie poche certezze culturali. Richiede logica esattezza odorosa di carta di riso, di plastica rosa e cristalli liquidi.</p>
<p>Per questo motivo arrivo in redazione alle 8.50, accendo a palla l’aria condizionata, insonorizzo la stanza come se fossi al 57° piano della <strong>Ginza Dori</strong>, e inizio a dipanare una complicatissima matassa <strong>transculturale</strong>.</p>
<p>Tutto è iniziato quando ieri ha fatto il suo ingresso dentro lo spazio un po’ troppo italo centrico di <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> un&#8217;entità che ha attirato subito la nostra attenzione, con un <a href="http://www.nstreet.it/experience/1186/2346/Il+Cocktail+perfetto%3A+Omotesando+Style" target="_blank">video</a> che ci ha fatto impazzire: una specie di <a href="http://www.nstreet.it/experience/1186/2346/Il+Cocktail+perfetto%3A+Omotesando+Style" target="_blank">spot</a> in cui una ragazza di nipponica rasserenante consapevolezza spiega con candore disarmante ed espressione <strong>Zen</strong> come si fa il <strong>Whiskey &amp; Soda</strong>, ovvero, come tutti sanno, mischiando 1 parte e mezza di Whiskey con 5 di soda dentro un bicchiere con un po’ di ghiaccio e mescolando (non <strong>shekerando</strong>, mescolando!).</p>
<p>Come se non bastasse, e se non ci avesse già abbastanza ipnotizzato il minimalismo elegante dei gesti di questo pulitissimo video, <a href="http://www.nstreet.it/profile/524/tokyodecade" target="_blank">tokyodecade</a>, sua autrice/autore, ci ha definitivamente legato a lei/lui/loro, con <a href="http://www.nstreet.it/experience/1188/2348/TVXQ%3A+Manifesti+vivi++in+metro+a+Omotesando" target="_blank">questo</a> capolavoro.</p>
<p>È un video girato nella stazione della <strong>Metro Eki</strong>, nel quartiere <strong>Omotesando</strong>,  dove si promuoveva con particolari manifesti aderenti alle colonne del sotterraneo, il <strong>tour</strong> di tali <strong>TVXQ</strong>, pop group coreano adorato in tutto l&#8217;Oriente.</p>
<p>Si vede gente che si accalca attorno alle colonne come se avesse la possibilità di toccare i divi in carne e ossa, il tutto accompagnato da gridolini di incredulità dell’operatrice di lingua inglese e dai flash di giapponesi con borse <strong>Prada</strong>, rapite dalla maestosità dei faccioni di plexiglass e tenute a bada da poliziotti con megafono.</p>
<p>Indagando su questi <strong>Take That</strong> coreani, abbiamo scoperto una cosa incredibile: sono conosciuti con un nome diverso a seconda dei Paesi in cui sono diventati famosi. Da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TVXQ" target="_blank">Wikipedia</a>:</p>
<p>I <strong>TVXQ</strong> (spesso abbrievati in TVXQ! o TVXQ), l&#8217;acronimo di <strong>Tong Vfang Xien Qi</strong>, sono un quintetto sudcoreano formato sotto la SM Entertainment nel 2003. In Corea del Sud sono conosciuti come <strong>Dong Bang Shin Gi</strong> o Dong Bang Shin Ki (동방신기 traduzione: &#8220;Gli Dei Nascenti dell&#8217;Est&#8221; ), mentre in Giappone sono noti come Tohoshinki (<strong>THSK</strong>) e in Cina con il suddetto <strong>TVXQ</strong>, che poi è divenuto il nome internazionale. Prima che debbuttassero con l&#8217;attuale nome, gli erano stati proposti altri tre nomi : O Yukbu Jang (오장육부), Dong Bang Bul Pae (동방불 , Jeonseoleul Meokgo Saneun Gorae (전설을 먹고 사는 고래 ). Decisero di chiamarsi Dong Bang Bul Pae ma fu respinto per motivi di estetica del nome, scritto in Haja.</p>
<p>Non è straordinario che si scarti un nome per “<strong>motivi di estetica</strong>”? Ma attenzione, non stiamo parlando dell’estetica del suono (non è cacofonico), né di quella del contenuto (non è semanticamente volgare, o ambiguo), ma di una estetica visuale, grafica.</p>
<p>E poi: perché si chiamano con <strong>nomi diversi</strong>? E questi nomi, vogliono dire tutti la stessa cosa? La sensazione è no, vogliono dire cose diverse. Ma allora vuol dire che non ha più senso la logica autoriale dell&#8217;artista rodata da secoli di cultura occidentale! Ma allora siamo in presenza di un vero prodotto commerciale che come le bambole assume volti e nomi diversi a seconda di dove, in mezzo a quale massa di consumatori, deve far breccia!</p>
<p>Ma questo è un capolavoro di <strong>antropologia</strong>!</p>
<p>Nel Paese dell’interiorità esplosa, esibita, dei gesti perfetti, levigati da millenni di tradizioni e ora richiamati da ogni angolo del mondo come capisaldi di una nuova estetica, questi 5 ragazzetti dai capelli <strong>manga</strong> che potrebbero benissimo aver imparato a suonare con <strong>Guitar Hero </strong>sono idoli da adorare dal vivo come nelle loro riproduzioni plastiche, in un gioco infinito di rifrazioni artificiali e di follia <strong>pop</strong>.</p>
<p>In italia esiste il fan club dei <strong> TVXQ</strong> (tanto per dire: il loro indirizzo viene prima di quello di Wikipedia cercando <strong>TVXQ</strong>) con tanto di forum curatissimo e patinato (font rosa confetto su fondo bianco e intestazioni verde alieno). È gestito da ragazze e ragazzi i cui nick e avatar sono quelli dei componenti del gruppo, che loro preferiscono chiamare <strong>DBSK</strong>, cioè “Gli Dei Nascenti dell’Est”.</p>
<p>Complimenti a <a href="http://www.nstreet.it/profile/524/tokyodecade" target="_blank">tokyodecade</a> per la scelta del nome: dal leggendario film <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo_Decadence" target="_blank">Tokyodecadence</a>, che tratteggiava con crudele poesia la decadenza (che per noi Occidentali è una categoria per precisa della storia e dell’estetica) di una civiltà antichissima e ipertecnologica, ha inventato un nome che invece insieme all’atmosfera morbosa del<strong> film </strong>evoca un tempo, una decade, che è quella che stiamo vivendo e che si sta per concludere.</p>
<p>Dal paese in cui, mentre qualcuno teorizzava la <strong>fine della Storia,</strong> <strong>Hello Kitty</strong> si muoveva alla conquista del mondo sferrando colpi di <strong>katana</strong> a pesci vivi per il <strong>sushi</strong>, <a href="http://www.nstreet.it/profile/524/tokyodecade" target="_blank">tokyodecade</a> ha caricato anche un altro video: quello della <a href="http://www.nstreet.it/experience/1187/2347/Scimmie+a+Omotesando" target="_blank">fuga di una scimmia</a> per le vie del quartiere <strong>Omotesando</strong>.</p>
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		<title>Io ero Lady Oscar</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nstreet ha cominciato a popolarsi di strani personaggi in parrucca e vestiti acrilici, in pose marziali e pop. Si tratta di video di Cosplay. Ci siamo documentati in rete: con le sue 50 mila pagine web visitate ogni giorno da un target commerciale che va dai 14 ai 35 anni, Satyrnet è uno dei portali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ha cominciato a popolarsi di strani personaggi in parrucca e vestiti acrilici, in pose marziali e pop.</p>
<p>Si tratta di video di <strong>Cosplay</strong>. Ci siamo documentati in rete: con le sue 50 mila pagine web visitate ogni giorno da un target commerciale che va dai 14 ai 35 anni, <a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a> è uno dei portali di riferimento per i giovani appassionati di <strong>animazione</strong>, <strong>fumetto</strong>, <strong>cinema</strong> e <strong>nuove tecnologie</strong>. Al <a href="http://www.satyrnet.it" target="_blank">sito principale</a>, composto da oltre 20mila pagine, sono collegati altri siti che formano un network in grado di raggiungere diverse tipologie di utenti: dal mondo<strong> manga</strong> (<a href="http://www.aulamanga.it" target="_blank">www.aulamanga.it</a> è il sito più visitato in Italia dagli amanti del settore), alla <strong>fantascienza</strong> (<a href="http://www.starwarsitalia.it" target="_blank">www.starwarsitalia.it</a>), al fenomeno emergente del <strong>cosplay</strong> (con il sito <a href="http://www.cosplayitalia.com" target="_blank">www.cosplayitalia.com</a>) . A questi si aggiungono altri domini in grado di raggiungere invece un pubblico targettizzato per interessi specifici.<br />
Abbiamo incontrato <strong>Gianluca Falletta</strong>, 28 anni, Presidente di <a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a>.</p>
<p>D: Cos’è <a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a>? Quando è nata e da quante persone è composto il  suo staff?<br />
R: <em>Il network <a href="http://http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a> altro non è che la proiezione sul web del lavoro di un team di persone che hanno fondato e fatto crescere l’omonima Associazione culturale Satyrnet, nata nel 1999 e con alle spalle oramai anni di esperienza nell’ organizzazione di importanti<strong> eventi </strong>promozionali e manifestazioni tematiche in tutta Italia. Il nostro consiglio direttivo è composto da 5 persone ma contiamo tra collaboratori, frelance e redattori circa una ventina di persone.</em></p>
<p><a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a> si annuncia come “il portale del divertimento”, e racchiude vari mondi (musica, cinema, libri, game..). Entrandoci si respira subito un’aria fresca, da agenda del liceo in versione web 2.0. Mi confermi questa intenzione?<br />
<em></em><em>Satyrnet nasce già nel 1999 come “ sito 2.0 ante litteram”, nel senso che sin dalla sua prima stesura, il portale è cresciuto sostanzialmente con il contributo attivo dei suoi visitatori, i loro articoli, le loro recensioni e i loro speciali. Certo il linguaggio html di un tempo consentiva una “pubblicazione” di questo materiale in maniera più laboriosa di quanto il php ci da oggi.</em></p>
<p>Quando vi siete accorti che la moda del <strong>Cosplay</strong>, dopo avere invaso il mondo off line delle fiere dei fumetti, stava colonizzando il web?<br />
<em><a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a> è formata da appassionati che  frequentano da sempre gli eventi di settore italiani, ancor prima di diventarne organizzatori. Per questo abbiamo seguito il fenomeno cosplay sin dalle sue prime espressioni: si può dire che Satyrnet sia cresciuto con esso. Per questo è venuto abbastanza naturale inserirlo nel portale monitorando mano a mano i siti e le community che i singoli appassionati creavano sulla rete.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/501/947/Astharoshe"><img class="alignnone size-full wp-image-758" title="ehyryzumywum" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/ehyryzumywum.jpg" alt="ehyryzumywum" width="396" height="600" /></a></em></p>
<p>Voi segnalate eventi e siete sempre “sul pezzo”: avete una redazione? Dove prendete le info? Andate personalmente a seguire gli eventi?<br />
<em>Proprio per la filosofia di Satyrnet, noi non abbiamo una redazione vera e propria, la definirei invece “diffusa”: comunichiamo attraverso mail, forum o grazie ai social network, in modo da essere sempre – o quasi – coordinati verso un obiettivo. In più siamo in costante contatto con le varie case editrici, major e publisher internazionali in modo da avere sempre, anche in esclusiva, news aggiornate sui nuovi prodotti. Per quanto riguarda gli eventi sul territorio italiano, gli stessi utenti “stanno sul pezzo” e fanno si che Satyrnet sia costantemente aggiornato su quello che succede.</em></p>
<p>Avete anche organizzato degli eventi: di quanto budget disponete? O sono per lo più eventi low cost in cui tutto è affidato alla fantasia dei partecipanti?<br />
<em>Da <a href="http://www.romics.it/web/" target="_blank">Romics</a> al <a href="http://www.varchifestival.it/" target="_blank">Festival Internazionale di Varchi</a>, dal <a href="http://www.cartoonday.it/" target="_blank">Cartoonday</a> al <a href="http://www.sdcpadova.it/mondo-sdc/news-dalla-rete/com.on.-festival-2.0---roma.html" target="_blank">Festival Com.on</a>: negli ultimi anni il team di <a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrne</a>t ha ideato, collaborato, creato ad hoc per ogni singolo cliente una innumerevole serie di manifestazioni artistiche e culturali,  collezionando partner importanti come Sony Entertainment, Upper Deck, Konami, Examedia, Rai, Filmmaster. Cerchiamo di calibrare le proposte creative e produttive secondo i budget dei committenti riuscendo a creare eventi dal sapore “internazionale” anche con budget ridotti.<br />
</em></p>
<p>Quanti accessi avete?<br />
<em>Oscilliamo molto, diciamo che nei giorni “normali” abbiamo una media di 8-9 mila hit giornaliere, durante gli eventi, come Romics per esempio, possiamo tranquillamente toccare i 90mila giornalieri.</em></p>
<p>Qual è la fascia di età che a tuo parere è più interessata a Satyrnet?<br />
<em>Qualche anno fa avrei detto un target commerciale tra i 15 e i 20 anni, ora, come ho già precedentemente indicato, direi che il taglio si è ampliato verso un pubblico più maturo, fino ai 35 anni: abbiamo infatti realizzato iniziative &#8211; online e reali &#8211; che hanno un gusto più adulto. Tali iniziative, ovviamente, hanno accresciuto il numero di accessi.</em></p>
<p>Ci spieghi questa febbre del Cosplay?<br />
<em>Potrei scriverne per pagine e pagine: speriamo di poter dedicare uno speciale di <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet </a>solo al <strong>Cosplay</strong>. Comunque, il fenomeno nasce nei prima anni 80 nelle fiere di settore nipponiche grazie alla serie Lamu; sbarca invece in Italia a metà degli anni 90 soprattutto cavalcando alcune saghe  di fantascienza (Star Wars, Star Trek e Gundam). Da quel momento il fenomeno cresce a dismisura, sia dal punto di vista “artistico / creativo” che da quello sociale. Di pari passo nascono eventi, manifestazioni e fiere dedicate al fenomeno, tanto che oggi, ogni weekend, si può trovare in giro per l’Italia un evento di settore.</em></p>
<p>Quali sono in Italia gli eventi più rilevanti in tema di <strong>giochi di ruolo</strong> e <strong>cosplay</strong>?<br />
<em>In primis direi la notissima fiera Lucca Comics e Games, vero ombelico del mondo per gli appassionati: un evento mastodontico che coinvolge ogni prima settimana di Novembre tutta la cittadina toscana. Comunque a poca distanza si piazza <a href="http://www.romics.it/web/" target="_blank">Romics</a>, il Festival internazionale del Fumetto e dell’Animazione, del quale Satyrnet da anni è partner organizzativo.</em></p>
<p>Fino a un po’ di tempo fa, si tendeva a separare i mondi della cultura in alti e bassi. In <a href="http://www.satyrnet.it/joomla/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Satyrnet</a> convivono sfere di produzioni culturali molto eterogenee: credi che sia un segno di un cambiamento di paradigma?<br />
<em>Non vorrei essere così categorico ma rilancio la domanda: “Esiste ancora un paradigma universale che definisca la produzione culturale?”. Francamente non credo che, in un panorama fortemente globalizzato nel quale la produzione si basa totalmente sulla crossmedialità, si possano creare categorie distinte e universali  per descrivere la “Cultura”.<br />
Per quanto riguarda Satyrnet, mi permetto di fare una citazione abbastanza scontata, ma che rende l’idea sulla filosofia che sta alla base delle nostre scelte di pubblicazione / promozione:<br />
“Non importa che tu sia Leone o Gazzella, l’importante è che corri …”<br />
</em></p>
<p>Avete un account su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>. Quali esperienze avete caricato?<br />
<em>Abbiamo caricato un <a href="http://www.nstreet.it/experience/195/285" target="_blank">video</a> riguardante la presenza di alcuni <strong>cosplayer</strong> durante l’evento Amref – Poste Italiane, realizzato da K-events Filmmaster Group, lo scorso 11 Gennaio a Roma. Un’iniziativa benefica in cui si potevano portare ad Amref i “regali di Natale indesiderati”: tali doni sono stati messi all’asta e il ricavato donato per la realizzazione di alcune opere umanitaria per le popolazioni dell’Africa. Il tutto ovviamente condito da un mega evento con comici famosi, artisti e cantanti, per una maratona di quasi 10 ore di Show. All’interno di questa manifestazione, Satyrnet ha curato la parte intrattenimento per i bambini che hanno potuto così conoscere “dal vivo” i loro eroi mediatici: <strong>Spiderman</strong>, <strong>Winx</strong>, <strong>Dragon Ball</strong>, <strong>Batman</strong> e Star Wars.</em></p>
<p>Credi che interpretare un personaggio che non appartiene al mondo reale, e che quindi non compie azioni che possono essere giuste o sbagliate, sia definibile come una tendenza perché qualcosa di deresponsabilizzante e rassicurante?<br />
<em>Forse è qualcosa di più. Il <strong>cosplay</strong> potrebbe anche definirsi un’arte, un’espressione creativa che porta gli appassionati a creare qualcosa che non esiste o, per lo meno, che non è stata pensata per essere tangibile. I costumi dei cosplayer sono frutto, dunque, di un sapiente mix tra passione e inventiva: molti costumi da “cartone animato”, infatti, sono così inverosimili che per renderli “reali” serve un lavoro inaudito. Senza dimenticare che cosplay vuol dire anche i<strong>nterpretazione</strong>: è meraviglioso vedere come i fruitori di questo fenomeno riescano a calarsi nei vari personaggi  ricreando le scene originali dalle quali sono stati tratti oppure inventando di sana pianta nuove situazioni in cui inserire magari personaggi di serie diverse in un contesto ex novo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/430/745/Romics+2008"><img class="alignnone size-full wp-image-766" title="ahatene2amed" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/ahatene2amed.jpg" alt="ahatene2amed" width="400" height="267" /></a><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Il Cosplay della Storia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 08:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo ancora si doveva vedere. Sempre in tema di <strong>Roma</strong> come metropoli che è diventata location, in occasione del <strong>Natale di Roma</strong> si è assistito a un vero trionfo della pop storiografia. Nella <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&amp;targetPage=/Homepage/Area_Content/Rubriche__Primo_Piano/Cultura_,_eventi_,_tempo_libero/info-2050128678.jsp" target="_blank">settimana della cultura</a>, con musei e luoghi d&#8217;arte aperti e gratuiti, la vicenda dei due gemelli allattati dalla lupa, l’atmosfera preincendiaria dei Fori, e tutto il parafernalia dello stile imperiale, compresi calzari, corazze, loriche, scudi e, per le donne, tuniche da vestali piace da 2762 anni, quindi <em>nihil novi</em>. Però sarà perché quest’anno ci siamo andati, e forti di tutte le esperienze che stiamo facendo anche con i nostri <strong>Nseeker</strong>, non abbiamo potuto fare a meno di notare delle similitudini tra queste celebrazioni tradizionali e i più contemporanei <strong>Cosplay</strong> di origine giapponese. Che la <strong>Storia</strong> venga trattata come un fumetto non è un’idea nuova ma finora era legata per lo più a un intento divulgativo e didattico. Quello che stupisce è che i modi di vivere e far vivere la storia si conformano a quelli in cui si vive e si fa rivivere i mondi dei fumetti.</p>
<p>Gli ultimi due post di <a href="http://www.nstreet.it">Nstreet</a> sembrano legati in un modo che non può essere casuale: in giro per Roma in questi due giorni, abbiamo assistito a qualcosa che non aveva a che fare tanto col carnevale quanto con il gioco di ruolo delle <strong>sottoculture</strong> <strong>pop</strong>, in cui i personaggi della romanità (così come veicolati dal serial <strong>Rome</strong>, dal film <strong>Il Gladiatore</strong> e dai documentari televisivi) si stagliavano in tutta la loro potenza di <strong>fiction</strong> sullo sfondo reale delle rovine della romanità, in un gioco di riflessi in cui lo specchio, più che uno specchio, era uno <strong>schermo</strong>. Al contrario del carnevale, non si sono indossati semplicemente dei costumi: quello di Roma Imperiale è un dress code, che ha coinvolto i partecipanti come se fossero in una serata a tema di un locale. Fra la <strong><em>performance</em></strong> della storia e la Storia con la sua fisicità in rovina, si è inserito lo <strong>screen</strong>:<strong> </strong> la <strong>maschera</strong>, tipica di quei momenti che l’antropologia chiama &#8220;liminoidi&#8221;, si è trasformata in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Animegao" target="_blank"><strong>animegao</strong></a>, icona pop, faccia di <strong>anime,</strong> <strong>imago</strong> che non è stata tramandata attraverso il documento, ma ri-costruita nel tempo attraverso i media, il cinema, il fumetto, i souvenir, le comparse di Via dei fori imperiali, le foto coi turisti. La stessa città, si è trasformata in questi giorni in un <strong>macro-set</strong> ricalcato sui modelli di quelli di <strong>Cinecittà </strong>che a loro volta cercano di imitare quelli reali.</p>
<p>Ecco un <a href="http://www.nstreet.it/experience/274/413/2762%C2%B0%20Compleanno%20di%20Roma%20-%20Sfilata%20costumi%20antichi%20Romani!" target="_blank">video</a> bellissimo di <a href="http://www.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a> su uno degli eventi che hanno contraddistinto questo che, non a caso, da Natale (nome impegnativo e sacro legato a una nascita che non è durata 7 giorni) è diventato &#8220;compleanno&#8221;, come di qualcuno che si conosce, o di un logo. Il <strong>logo Roma</strong>.</p>
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		<title>Generazione di carta (e laser)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In un’epoca in cui Photoshop fa di ogni fotografo un bugiardo, l’arte raffinata e pop del fumetto diventa strumento di arricchimento della realtà. Dal successo mondiale del <strong>graphic novel</strong> <a href="http://waltzwithbashir.com/" target="_blank">Valzer con Bashir</a>, alla pop addiction dell’Occidente per <strong>manga</strong> e <strong>anime</strong> giapponesi, fino alla mania dei giochi di ruolo e dei travestimenti basati su plot fantascientifici (i cosiddetti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosplay" target="_blank">Cosplay</a>, Costume + Play), è ormai chiaro come quello che riduttivamente si chiama il mondo dei fumetti sia una parte fondamentale e “parlante” della cultura contemporanea. </p>
<p>Anche quest’anno <a href="http://www.cartoomics.org/" target="_blank">Cartoomics</a>, 16esimo appuntamento del <em>Salone del fumetto, dei cartoons, del collezionismo e dei games </em>che si è tenuta alla <strong>Fiera di Milano</strong> dal 27 al 29 marzo, ha attirato a sé visitatori, curiosi, esperti, ma soprattutto <strong>ibridi</strong>. Persone che hanno ormai accolto nello spazio della loro quotidianità il tempo della metamorfosi, quella stessa che disegna trasformazioni su tavole bianche che prendono vita. Collezionisti di stramberie, figurine, parrucche, joysticks, geek plurilaureati in culture tecno-pop, feticisti affezionati del fumetto d’autore, fan storici e neoadepti di <strong>Jiro Taniguchi</strong> di <strong>Hayao Miyazaki</strong>.</p>
<p>Il fumetto, e poi il cinema d’animazione, basato sulla fantascienza o proiettato in tempi e mondi postnucleari, ha introdotto il desiderio del futuro nel tempo passato e presente, producendo anche l’avverarsi di strambe fantasie, di invenzioni surreali, di dispositivi formidabili e macchine portentose. Non a caso, in occasione del quarantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, il sottotitolo della rassegna recitava: <strong>La riconquista del futuro. da Jules Verne a Star Wars passando per Flash Gordon.</strong></p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/160/235/Cartoomics%202009%20a%20Milano"><img class="alignnone size-full wp-image-576" title="pewynaryra8y" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/04/pewynaryra8y.jpg" alt="pewynaryra8y" width="400" height="301" /></a></p>
<p>Naturalmente, <a href="http://www.nstreet.it/" target="_blank">Nstreet </a>non poteva perdersi una fetta così importante (e divertente) delle esperienze contemporanee, ed ospita già diverse schede su questo evento che ha messo insieme i miti di intere generazioni, rivisitati in chiave di superamento di tutte le dicotomie di presente-futuro, realtà-fantasia, attualità-virualità, impegno-gioco, infanzia-maturità, a favore della perfezione non ordinata del gioco, della poesia e dell’immaginazione.</p>
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		<title>Geek is sexy</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 17:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta il nerd: intelligente, superintelligente, intelligentissimo. Eppure, negletto, timido, pallido, emarginato, preso in giro da colleghi e compagni di studio. Nell&#8217;immaginario collettivo dell&#8217;era personal computing, l&#8217;abilità da smanettone è stata sempre contrapposta alla socialità, all&#8217;apertura mentale e alla capacità di seguire le tendenze e le mode. Ma da qualche anno a questa parte, prendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nerd" target="_blank">nerd</a></strong>: intelligente, superintelligente, intelligentissimo. Eppure, negletto, timido, pallido, emarginato, preso in giro da colleghi e compagni di studio. Nell&#8217;immaginario collettivo dell&#8217;era personal computing, l&#8217;abilità da smanettone è stata sempre contrapposta alla socialità, all&#8217;apertura mentale e alla capacità di seguire le tendenze e le mode. Ma da qualche anno a questa parte, prendere in giro il nerd è passato di moda: segno che è passato di moda essere nerd. E&#8217; in questo momento che entra in scena un nuovo soggetto, molto più affascinante e sofisticato: il <em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek" target="_blank">geek</a>.</strong></em> Il geek (si pronuncia &#8220;ghik&#8221;), che nasce in contemporanea all&#8217;<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Otaku" target="_blank">Otaku</a></strong> giapponese (letteralmente, &#8220;persona che sta in casa&#8221;, &#8220;recluso&#8221;)  e spesso  con quello  confuso, è altamente alfabetizzato con le nuove tecnologie, ama la fantasia, i film di fantascienza e di animazione, i chip e la puzza di elettronica più di qualsiasi altra cosa al mondo. Se per  l&#8217;informatico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Steven_Raymond" target="_blank">Eric Raymond</a>, che ne parla in &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jargon_File" target="_blank">Jargon File</a>&#8220;,  il <strong>geek</strong> incarna tutti i peggiori stereotipi dell&#8217;hacker, &#8221;asociale, maleodorante, un monomaniaco pallido in viso con una personalità giusta, forse, per grattare il formaggio&#8221;, forse in web 2.0 è una figura decisamente meno radicale e più &#8220;sociale&#8221;: il geek lavora e studia nel settore delle nuove tecnologie, è esperto di quasi tutto quello che conta (anche se potrebbe capitare che vada in giro col portachiavi di Miss Droni); partecipa a tutti gli eventi, le fiere, le manifestazioni dove ci siano di mezzo fumetti, videogiochi, manga, anime, giochi di ruolo, è sempre connesso e reattivo. Secchione sì, sfigato no. Il fascino del geek, anche qualora fosse composto di forfora e sudore post <strong>Wii</strong> training, cresce a dismisura, e le aziende lo rincorrono. <a href="http://www.techradar.com/news/world-of-tech/21-guilty-pleasures-for-geeks-565083" target="_blank">Techradar</a> ne ha stilato una lista di inconfessati piaceri: da quello di sapere e in tempo reale le statistiche dei blog altrui, a quello di appoggiare delicatamente la puntina sui solchi di un vinile e ascoltarne il fruscìo. Per non parlare del gusto di ignorare le indicazioni del navigatore satellitare e perdersi nella metropoli cablata, magari facendo precipitare liquidi caratteri dell&#8217;<strong>IPhone</strong> dalla posizione orizzontale a quella verticale. O, ancora del piacere liquido che sprigiona il suono di avvio di un <strong>Apple</strong> (il cosiddetto &#8220;Machintosh bong&#8221;), fino alla perversione sottile, sofisticata e forse anche un po&#8217; snob, di preferire il mainstream di <strong>Microsoft </strong>a qualsiasi altra scelta alternativa. Mix di sapere, pellicola, pixel, competenze covate in lunghi pomeriggi di studio e Commodore 64, il geek accarezza lo screen e immagina nuove location per abitare il futuro. Insomma, non sarà che oggi il geek esprime il <strong><a href="http://www.queimada-agency.com/brand_care_blog/2008/07/27/le-lezioni-di-vincenzo-bernabei-l%e2%80%99industria-culturale-11-seduzioni-visive/" target="_blank">sex appeal dell&#8217;inorganico</a></strong> applicato alla tecnologia?</p>
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