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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; design</title>
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		<title>Come essere eco e glamour, in un touch</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 10:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'applicazione disponibile su Ovi Store GreenGlamGo ti aiuta a scegliere ed acquistare abiti e accessori disegnati da eco-designer, per non dover mai scegliere tra stile e rispetto per l'ambiente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17885" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2011/03/GlamourGoPost.jpg"><img class="size-full wp-image-17885 " title="GlamourGoPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2011/03/GlamourGoPost.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a><em> </em><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p><em>L&#8217;applicazione disponibile su Ovi Store GreenGlamGo ti aiuta a scegliere ed acquistare abiti e accessori disegnati da eco-designer, per non dover mai scegliere tra stile e rispetto per l&#8217;ambiente.</em></p>
<p>Il glamour eco compatibile è l&#8217;argomento del momento: ultima frontiera della moda green <strong>abiti in fibra di latte e di seta</strong>, in mostra a <strong>Mi Milano Pret-a-porter</strong> e riportato da numerose testate giornalistiche come il <a title="TGCOM" href="http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1002613/moda-eco-chic-ecco-gli-abiti-al-latte.shtml" target="_blank">TGCOM</a> e siti dedicati allo stile e all&#8217;ambiente.</p>
<p>Se però pensi che sia  solo l&#8217;ultima trovata pubblicitaria dell&#8217;alta moda e le grandi griffe ti sbagli: vestire glamour e allo stesso tempo eco è possibile. Ed esiste un&#8217;applicazione che ti aiuta a fare la scelta giusta.</p>
<p><strong>GreenGlamGo </strong>è la nuova applicazione scaricabile gratuitamente dall&#8217;Ovi Store che ti aiuta a trovare il giusto equilibrio tra il mondo del glamour e l&#8217;universo eco.</p>
<p>L&#8217;applicazione dedicata a quelle che il blog ufficiale di <strong>Nokia</strong> chiama &#8220;eco-fashioniste&#8221; permette di scoprire e comprare una selezione di articoli ideati da eco-designer. L&#8217;applicazione è stata realizzata su piattaforma Adobe Flash Lite 4.</p>
<p>La schermata principale è divisa in tre sezioni: &#8220;Le nostre selezioni&#8221;, &#8220;Categorie&#8221; e &#8220;In evidenza&#8221;. La prima tab riguarda consigli dagli inventori dell&#8217;applicazione <strong>Carolyn Gerin</strong> e <strong>Clarissa Nicosia</strong>, esperte di moda eco-friendly.</p>
<div id="attachment_17888" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><a title="GreenGlamGo" href="http://store.ovi.com/content/97688" target="_blank"><img class="size-full wp-image-17888" title="GlamourGoPost2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2011/03/GlamourGoPost2.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">GreenGlamGo</p></div>
<p>La seconda, propone cinque sezioni principali tra cui Moda, Bellezza, Matrimonio, Artigianato ed Idee regalo. Ogni categoria riporta informazioni dettagliate su più di un centinaio di prodotti. Le ideatrici dell&#8217;applicazione hanno avvertito la necessità di trovare un mezzo per educare il consumatore ad un<strong> acquisto più consapevole</strong>. Le descrizioni dettagliate di ogni singolo prodotto non si limitano a composizione, costo, materiali, colore, taglia ecc ma riguardano il designer, il concept, le scelte eco fatte nel realizzarlo.</p>
<p>Infine &#8220;In evidenza&#8221; trovi quattro sottosezioni, ognuna di essere propone un&#8217;accurata selezione di prodotti. Per esempio la sezione <strong>&#8220;Green Gift Go&#8221;</strong> contiene libri e riviste a carattere eco.</p>
<p>Se ti dovesse piacere uno di questi prodotti, puoi acquistarlo direttamente dal tuo cellulare cliccando il bottone &#8220;Compra ora&#8221;. Così facendo verrai indirizzato alla pagina web del designer dove potrai completare il processo di acquisto.</p>
<p>Guarda il video per vedere l&#8217;applicazione&#8230; in azione!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aaygEE3P5Cw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/aaygEE3P5Cw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>GreenGlamGo è in esclusiva, e può essere scaricato gratuitamente dall&#8217;Ovi Store per <strong>Nokia N8</strong>.</p>
<p><em>(fonte notizia: <a href="http://blog.ovi.com/dailyapp/global/2011/03/discover-eco-friendly-fashions-with-greenglamgo-on-your-nokia/" target="_blank">forum Nokia</a>)</em></p>
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		<title>Un tema a sorpresa</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/un-tema-a-sorpresa.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema di Rihanna per personalizzare il tuo cellulare è davvero speciale. E non è l'unico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8511" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://store.ovi.com/content/21994?clickSource=browse&amp;categoryId=12&amp;contentArea=personalize" target="_blank"><img class="size-full wp-image-8511 " title="bwing_2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/03/bwing_2.jpg" alt="" width="193" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">il menu del tema b.wing </p></div>
<p>Navigavo alla ricerca del tema gratuito per cellulari di <a href="http://store.ovi.com/content/27035?clickSource=browse&amp;categoryId=12&amp;contentArea=personalize" target="_blank">Rihanna</a>, che ho subito scaricato e testato sul mio cellulare. <strong>La grafica è molto accattivante</strong> ed è divertente sapere dalla voce della cantante che mi sta arrivando un messaggio o una chiamata. Faccio tutte le prove del caso (ovvero mi chiamo e mi mando un sms solo per vedere l&#8217;effetto che fa). Soddisfatta, decido di fare un giro tra gli altri temi a disposizione sull&#8217;Ovi Store e mi imbatto con sorpresa (e gioia) in un tema ispirato alle illustrazioni di un&#8217;artista di Hong Kong: <a href="http://store.ovi.com/content/21994?clickSource=browse&amp;categoryId=12&amp;contentArea=personalize" target="_blank">b.wing</a>.</p>
<p>Ho avuto modo di conoscere l&#8217;arte di questa illustratrice qualche anno fa, proprio a Hong Kong, e non l&#8217;ho mai dimenticata. Ha un <strong>acume e una sensabilità nel cogliere i sentimenti umani </strong>con pochi tratti e <strong>un&#8217;ironia amara fuori dal comune.</strong></p>
<p>Come dimenticare la bambina dal vestitino rosso che chiede se trovi buffo il suo modo di camminare o il bambino nel vaso dal titolo &#8220;My Own Private Evolution&#8221;.</p>
<p>E&#8217; quindi con meraviglia che ho scaricato <a href="http://store.ovi.com/content/21994?clickSource=browse&amp;categoryId=12&amp;contentArea=personalize" target="_blank">b.wing</a> sul mio cellulare. Fantastico. Come sfondo c&#8217;è un malinconico personaggio che tiene tra le mani un grande cuore. All&#8217;interno le icone sono tutte personalizzate. E quando vi connettete al web il caricamento è sempre in stile, provate e vedrete. Insomma non solo i temi più &#8220;pop&#8221;: <strong><a href="https://store.ovi.com/#/personalize?categoryId=12" target="_blank">Ovi Store</a> riserva sempre delle sorprese.</strong></p>
<p>Fate un giro per vedere tra i temi, la applicazioni e le suonerie, free e non&#8230; troverete qualcosa che non vi aspettate. Cosa aspettate?</p>
<p>Per scoprire b.wing <a href="http://www.bugly.biz/" target="_blank">cliccate qui</a></p>
<p>Per scoprire le sorprese di Ovi Store <a href="https://store.ovi.com/" target="_blank">cliccate qui</a></p>
<p>Qualche consiglio? <strong>Navigate tra le 10 applicazioni più scaricate della settimana</strong>, in ordine alfabetico:<a href="http://store.ovi.com/content/21577?clickSource=search" target="_blank"> </a><a href="http://store.ovi.com/content/21577?clickSource=search" target="_blank">Angle Meter Touch</a>, il sistema che vi permette di misurare l&#8217;ampiezza degli angoli; <a href="http://store.ovi.com/content/12867?clickSource=search" target="_blank">Bright Light Touch</a> una vera e propria fonte luminosa, una funziona che non manca mai nella top ten; <a href="http://store.ovi.com/content/24834?clickSource=search" target="_blank">Edge</a>, il gioco d&#8217;azione dove potete guidare il tuo cubo in labirinti di piattaforme cubiche mobili utilizzando  il dito, i tasti del telefonino oppure inclinando il cellulare per  direzionarne lo spostamento; <a href="http://store.ovi.com/content/19084?clickSource=search" target="_blank">Farm Frenzy Lite</a> ovvero come gestire una fattoria, dalla mucca al burro.</p>
<p>E poi <a href="http://store.ovi.com/content/12872?clickSource=search" target="_blank">Level Touch </a>il modo più semplice per essere sempre in bolla e <a href="http://store.ovi.com/content/23045?clickSource=search" target="_blank">Ovi Maps</a>, quello più pratico per non perdere la bussola; l&#8217;intramontabile <a href="http://store.ovi.com/content/20924?clickSource=search" target="_blank">Skype</a> che non ha più bisogno di presentazioni; <a href="http://store.ovi.com/content/21831?clickSource=search" target="_blank">Smell Scanner</a> il gioco gratuito con cui stupire gli amici, basta far credere che il vostro cellulare sia in grado di catturare gli odori&#8230;; <a href="http://store.ovi.com/content/27984?clickSource=search" target="_blank">The Flashlight</a> l&#8217;applicazione che permette al vostro cellulare di emettere una luce di ben sette colori; <a href="http://store.ovi.com/content/23869" target="_blank">Virtual Zippo® Lighter</a> il nome parla da sé, è tale quale l&#8217;accendino originale.</p>
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		<title>Andy Ward ospite di Atom Plastic</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 15:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I più interessanti illustratori e designer contemporanei, italiani e non solo, insieme per una serie di eventi organizzati da Atom Plastic Milano. In arrivo il 4 febbraio l'illustratore inglese Andy Ward]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nokiaplay.it/event/2285/3791/Atom+Plastic+Milano+presenta+Andy+Ward+in+mostra" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6351" title="Atom" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/Atom.jpg" alt="" width="399" height="577" /></a></p>
<p>I più interessanti illustratori e designer contemporanei, italiani e non solo, insieme per una serie di eventi organizzati da <strong>Atom Plastic Milano</strong>. Un modo per presentare e far conoscere al pubblico i lavori dei visualizer più attivi sulla piazza globale.</p>
<p>Il primo ospite della rassegna del nuovo store milanese è <strong>Andy Ward,</strong> illustratore inglese già collaboratore di testate come The Wall Street Journal, Forbes, Time e Usa Today.</p>
<p>Illustrazioni che diventano immagini in movimento: non parliamo di video ma dei suoi lavori commissionati da grandi brand &#8211; <strong>Custo Barcelona, MTV, Budweiser, Citroën, Mars e Mattel</strong> &#8211; per decorare aeroplani e bus londinesi.</p>
<p>L&#8217;artista fa tesoro delle sue esperienze di vita e le trasforma in arte, non è difficile ritrovare nei suoi pezzi il suo percorso: l’<strong>adolescenza </strong>nella campagna inglese, gli anni di vita cittadina a<strong> Londra</strong>, l’amore per i figli e le sue passioni, come la black music americana, la cultura giapponese, il vintage, i tatuaggi dei marinai. Portano la sua firma anche i preziosi accessori in pura pelle <strong>Tookata People</strong>, in esclusiva italiana presso lo shop <strong>Atom Plastic Milano</strong>.</p>
<p><strong>L’exhibition verrà inaugurata giovedì 4 febbraio alle ore 18</strong>, parteciperà anche l’artista, che incontrerà il pubblico e presenterà alcuni dei propri lavori. Avrete modo di visitarla fino al 4 marzo.</p>
<p><strong>Atom Plastic Milano ha tre anime: Shop, Galleria, Eventi.</strong><br />
Il design dello store è stato concepito e realizzato da <a href="http://www.thepinkcouch.it" target="_blank"><strong>The Pink Couch</strong>,</a> collettivo di giovani creativi attivo a Milano dal 2008: www.thepinkcouch.it</p>
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		<title>Sympathy for the unusual: il suono e il colore di Polkadot e ShakeItaly</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/sympathy-for-the-unusual-il-suono-e-il-colore-di-polkadot-e-shakeitaly.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nstreet saluta due nuove entrate sui temi di musica e lifestyle. Shakeitaly, che presenta il suo weekend elettrico-dioramatico, e Polkadot, un nuovo magazine on line collettivo dallo spirito glam. Già che è qui, ShakeItaly presenta il prossimo evento: le rock band The Electric Diorama, My Last Fall e Adam Kills Eve, che daranno spettacolo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2025" title="4-BUDDINI-low" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/4-BUDDINI-low.jpg" alt="4-BUDDINI-low" width="560" height="256" /></p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> saluta due nuove entrate sui temi di <strong>musica </strong>e<strong> lifestyle</strong>.<br />
<a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">Shakeitaly</a>, che presenta il suo <strong>weekend elettrico-dioramatico</strong>, e <a href="http://www.nstreet.it/profile/712/polkadot" target="_blank">Polkadot</a>, un nuovo <strong>magazine</strong> on line collettivo dallo spirito glam.</p>
<p>Già che è qui, <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> presenta il prossimo evento: le <strong>rock</strong> <strong>band <a href="http://www.myspace.com/theelectricdiorama" target="_blank">The Electric Diorama</a>, <a href="http://www.myspace.com/mylastfall" target="_blank">My Last Fall</a> </strong>e<strong> <a href="http://www.myspace.com/adamkillseveband" target="_blank">Adam Kills Eve</a>,</strong> che daranno spettacolo il <strong>1° Novembre</strong>, alle <strong>21,30</strong>, al <strong>Viper Theatre di Firenze</strong>, per l’ ultima tappa del loro “<a href="http://www.nstreet.it/experience/1652/3066/ULTIMA+SERATA+DELLO+%22YES%2C+WEEKEND!+TOUR%22+%40+VIPER+THEATRE+FIRENZE" target="_blank"><strong>Yes, Weekend! Tour</strong></a>”, prodotta e promossa da <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen+shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> e l’associazione culturale <strong>Le Nozze di Figaro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1653/3067/ULTIMA+SERATA+DELLO+%22YES%2C+WEEKEND!+TOUR%22+%40+VIPER+THEATRE+FIRENZE"><img class="alignnone size-full wp-image-2021" title="right_04" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/right_04.jpg" alt="right_04" width="468" height="412" /></a></p>
<p><a href="http://www.polkadot.it/" target="_blank">Polkadot</a> è un giovane sito-progetto di <strong>modern life style</strong>, <strong>design</strong>, <strong>arte</strong>,<strong> musica</strong>, dove la regola è il “<strong>do it yourself</strong>”: questo significa che tutti i collaboratori scelgono gli argomenti di cui parlare, curano l&#8217;aspetto grafico delle news, ricercano e citano le fonti a cui attingere.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1649/3063/Paraphernalia"><img class="alignnone size-full wp-image-2020" title="PARAPHERNALIA_front_mini" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/PARAPHERNALIA_front_mini.jpg" alt="PARAPHERNALIA_front_mini" width="550" height="545" /></a></p>
<p>Nella <strong>grafica minimal</strong> ma ultra patinata delle sue pagine, brillano d<strong>elizie di fotografia, cuori grafici, sneakers costose, schermi sensibili, caramelle di design, stickers di strada, oggetti luccicanti, divani USB, erotismi minimal, interni nipponici</strong>, spunti che provengono dai collaboratori internauti appassionati.</p>
<p>Non ci sono <em>tool</em> che smistano le notizie, per cui ogni collaboratore può contattare uffici stampa e scegliere tematiche, condividendo  novità e contribuendo al crescere di un<strong> progetto condiviso</strong>, arricchito con contenuti che non siano solo lʼarticolo ma anche video, file musicali, per una fruizione facile, immediata, <em><strong>emotional</strong></em>.</p>
<p>Assetati di immagini come siamo, saturi di informazioni che appaiono stagliarsi sullo sfondo di omogeneità degli oggetti che popolano le nostre case, <a href="http://www.nstreet.it/profile/712/polkadot" target="_blank">Polkadot</a> (il <em><strong>Polka dot </strong></em>è il <strong>pattern grafico</strong> dei <em>pois</em>, per intenderci) e <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> portano nuove trame visive e sonore dentro la <strong><em>texture</em></strong> di avventure contemporanee  che vale la pena costruire insieme.</p>
<p>Info:<br />
<a href="http://www.myspace.com/shakeitaly" target="_blank">www.myspace.com/shakeitaly</a><br />
<a href="http://www.polkadot.it" target="_blank">www.polkadot.it</a></p>
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		<title>Muro di celluloide: visioni all&#8217;alba della fine del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi abitiamo uno spazio che è stato della Storia. Respiriamo gli atomi di azoto 14 che sono passati per i polmoni di Giulio Cesare, Napoleone, Jack lo Squartatore, Adriano, Lenin. La Storia ci attraversa continuamente. È per rendere omaggio alla sua digestione che Tekfestival – insieme alla cineteca del Goethe Institut Italien e FLV,  nell&#8217;ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/724/Visioniall%27alba"><img class="alignnone size-full wp-image-2006" title="pp" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/pp.jpg" alt="pp" width="575" height="383" /></a></p>
<p>Noi abitiamo uno spazio che è stato della Storia. <a href="http://www.immaginarioscientifico.it/frontiere/html/gallery/gallery.html" target="_blank">Respiriamo gli atomi di azoto 14</a> che sono passati per i polmoni di Giulio Cesare, Napoleone, Jack lo Squartatore, Adriano, Lenin.</p>
<p>La <strong>Storia</strong> ci attraversa continuamente.</p>
<p>È per rendere omaggio alla sua digestione che <a href="http://www.tekfestival.it/" target="_blank">Tekfestival</a> – insieme alla cineteca del <a href="http://www.goethe.de/INS/it/lp/itindex.htm" target="_blank">Goethe Institut Italien</a> e <a href="http://livevisuals.flyer.it/" target="_blank">FLV</a>,  nell&#8217;ambito della collaborazione con il <a href="http://cinemaaquila.com/" target="_blank">Nuovo Cinema Aquila</a> di<strong> Roma</strong> – entra nel ventennale della <strong>caduta del muro di Berlino </strong>con un evento complesso, articolato, emozionante, che sfugge alle facili celebrazioni.</p>
<p>L’eco irradiante di quel<strong> 9 Novembre</strong> continuerà ad attraversare l’aria, producendo suoni  inediti, visioni, memorie rinnovate, <strong>sabato 7 novembre</strong> alle <strong>ore 18:00</strong> al <strong>Nuovo Cinema Aquila</strong>.</p>
<p>Attraverso la <strong>rassegna cinematografica</strong> si sviluppa una narrazione che va dal <strong>’78</strong> ai primi anni duemila, tessendo le tracce che hanno segnato i rapporti interculturali tra <strong>est</strong> ed <strong>ovest</strong>, pre e post <strong>muro</strong>, le differenze di classe, i movimenti giovanili e la musica, l’etnia, l’identità di genere e l’orientamento sessuale, il landscape, l’urbanistica e l’architettura, la moda.</p>
<p>Il tutto attraverso l’uso di linguaggi diversi: dalle produzioni indipendenti in <strong>super8</strong>, al cinema di grande distribuzione in 35 millimetri, passando per le produzioni della <strong>DEFA</strong> (<strong>Studi cinematografici della Repubblica Democratica Tedesca</strong>).</p>
<p><strong>Proiezioni</strong>, <strong>presentazioni</strong>, <strong>confronti</strong>, <strong>dibattiti</strong>, <strong>video performance</strong> e <strong>feste</strong> cadenzeranno la ritmica dell’evento in una dissolvenza continua.</p>
<p>L’happening, di carattere completamente gratuito, prenderà il via con <strong><em>Berlin Super 80: Music &amp; Film Underground West Berlin 1978 – 1984</em></strong>, la collezione di cortometraggi introvabili, rimasterizzati in un lavoro di archeologia visiva dall’opera di <strong>Rolf S. Wolkenstein</strong>, tra il cinema berlinese d’avanguardia e la <strong>Neue Welle</strong>.</p>
<p>E poi ancora, <a href="http://www.nstreet.it/experience/1644/3058/Trailer+COMRADE+COUTURE+-+EIN+TRAUM+IN+ERDBEERFOLIE+english+subt" target="_blank"><em><strong>Ein traum in erdbeerfolie – Comrade Couture</strong></em></a>, un documentario di culto del regista berlinese <strong>Marco Wilms</strong> che ospitiamo con orgoglio su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, in cui convergono <strong>fashion, design, cultura queer, arte contemporanea</strong> e dissidenza estetica nel quadro di una <strong>Berlino</strong> <strong>Est </strong>pre-caduta attraverso progettazioni sperimentali, cultura <em><strong>Do It Yourself</strong></em>, materiali plastici, sfilate illegali, <strong>party</strong> infiniti, <strong>performance art </strong>e campi di fragole.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1644/3058/Trailer+COMRADE+COUTURE+-+EIN+TRAUM+IN+ERDBEERFOLIE+english+subt"><img class="alignnone size-full wp-image-2009" title="Senza Titolo -2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-24.jpg" alt="Senza Titolo -2" width="416" height="372" /></a></p>
<p>Alla fine di tutto questo, quasi come un rituale al termine dell’orgia simbolica syulle macerie del passato, l’<strong>after-party</strong> con la  partecipazione del musicista e produttore <strong>Peter M</strong>. dell’etichetta <strong>Mannequin</strong> e della formazione <a href="http://www.nstreet.it/experience/1635/3047/Warbear+%26+Trix+%40+Meat+Pie" target="_blank"><strong>TWB – Trix &amp; Warbear</strong></a> in <strong>Radioaktivität</strong> con un set di<strong> minimal techno tedesca e drones</strong>, il tutto accarezzato dalle interferenze visuali delle immagini di repertorio in <strong>vjing</strong> curate da <a href="http://livevisuals.flyer.it/" target="_blank">FLV &#8211; Flyer Live Visuals</a>, che sottraendosi alla caduta ci precipitano nel futuro.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/724/Visioniall%27alba"><img class="alignnone size-full wp-image-2008" title="muro-di-celluloide-2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/muro-di-celluloide-2.jpg" alt="muro-di-celluloide-2" width="589" height="596" /></a></p>
<p>Per contatti e maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=314560605715&amp;ref=ts" target="_blank">MURO DI CELLULOIDE. CELLULOID WALL<br />
VISIONI ALL&#8217;ALBA DELLA FINE DEL MONDO &#8211; VISIONS AT THE DAWN OF THE WORLD&#8217;S END</a><br />
<a href="mailto:info@tekfestival.it" target="_blank">info@tekfestival.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Design Porno Geek</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riciclo fetish-geek e eco friendly. Fino a  un po’ di tempo fa, il design inventava tendenze mescolando quelle della moda e quelle dell’arte. A sua volta, la moda inseguiva l’eccesso (gli scandalosi stiletti catwalk di Alexander McQueen: visualizzati?), ricalcati su quelli del parafernalia sadomaso. Erano i tempi in cui l’approccio emozionale era per lo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riciclo <strong>fetish-geek</strong> e <strong>eco friendly</strong>. Fino a  un po’ di tempo fa, il <strong>design</strong> inventava tendenze mescolando quelle della <strong>moda</strong> e quelle dell’<strong>arte</strong>.</p>
<p>A sua volta, la moda inseguiva l’eccesso (gli scandalosi <strong>stiletti catwalk </strong>di <strong>Alexander McQueen</strong>: visualizzati?), ricalcati su quelli del parafernalia<strong> sadomaso</strong>.</p>
<p>Erano i tempi in cui l’approccio<strong> emozionale</strong> era per lo più analogico.</p>
<p>Il <strong>design </strong>di oggi non si accontenta né della funzione dell’oggetto, né del suo immaginario<strong> pop</strong>: è evidente che la ricerca dello stile si mischia allo spirito <strong>tecno-ecologico</strong> e al <strong>feticismo geek</strong> (abbiamo commentato <a href="http://blog.nokiaplay.it/geek-is-sexy.html" target="_blank">qui</a> la notizia che &#8220;<strong>Geek is sexy</strong>&#8220;).</p>
<p><strong>João Sabino </strong>è un <strong>designer </strong>portoghese di 29 anni che ha pensato, e bene, che i tasti sono i migliori amici delle ragazze. Ha arrotolato una tastiera e ne ha fatto una borsa. Questa.</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/key_bag2.jpg"></a><a href="http://www.nstreet.it/experience/1549/2941/Keybag%3A+la+borsa+tastiera"><img class="alignnone size-full wp-image-1808" title="key_bag2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/key_bag2.jpg" alt="key_bag2" width="472" height="448" /></a></p>
<p>Poi ha ripensato Magritte e ha inventato questa tazza.</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/6a00d8341ca70953ef00e5518cad2d8833-800wi1.jpg"></a><a href="http://www.nstreet.it/experience/1548/2940/Intentional+by+Jo%C3%A3o+Sabino"><img class="alignnone size-full wp-image-1809" title="6a00d8341ca70953ef00e5518cad2d8833-800wi" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/6a00d8341ca70953ef00e5518cad2d8833-800wi.jpg" alt="6a00d8341ca70953ef00e5518cad2d8833-800wi" width="500" height="386" /></a></p>
<p>Eco chic o dipendenza dalle interfacce della nuova socialità?</p>
<p>A riprova dell’istinto pulsionale agli oggetti della quotidianità, è nato un sito che si chiama <a href="http://www.designporn.ca/" target="_blank">Design Porn</a> che recupera le espressioni linguistiche e iconografiche dell’immaginario <strong>porno </strong>(i tag sono<strong> All natural, Oral, Spanking, Toys, Hardcore</strong>) per i <strong>design addicted</strong>.</p>
<p>Un test per scorpire se siete vittime consenzienti del design: quanto piacere vi procura questa immagine?</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1550/2942/Nut+Biter"><img class="alignnone size-full wp-image-1815" title="Nut Biter" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Nut-Biter1.jpg" alt="Nut Biter" width="492" height="401" /></a></p>
<p>&#8220;Il <strong>design </strong>è tutto e dappertutto, lo vediamo, lo respiriamo, lo tocchiamo, lo annusiamo, lo indossiamo, lo sentiamo e lo sogniamo&#8221;, recita il claim del progetto.</p>
<p>Esiste qualcosa di più sensuale?</p>
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		<title>Aria di poesia in città: Marcovaldo e il desiderio delle città vivibili</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 08:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Aveva questo Marcovaldo, un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l&#8217;attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, un piuma che s&#8217;impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c&#8217;era tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza&#8221;.</em><br />
Italo Calvino, <em>Marcovaldo, ovvero le stagioni città</em></p>
<p><em><a href="http://www.officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank"><img class="alignnone size-large wp-image-1286" title="osm_42" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/osm_42-1024x681.jpg" alt="osm_42" width="731" height="485" /></a><br />
</em></p>
<p>Fa il suo ingresso su<a href="http://www.nstreet.it" target="_blank"> Nstreet</a> uno stralunato <strong>progetto urbano</strong> che ha come mission quella di &#8220;rendere più attraente la città, più gradevole la nebbia, più piacevoli le attese degli autobus, più interessanti le aiuole e i vicoli e più stuzzicante la segnaletica stradale&#8221;.</p>
<p>Il nostro ideale. “Siamo in città e ci siamo dentro fino al collo!”, dicono quelli di <a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Officine Marcovaldo</strong></a>, un progetto multidisciplinare che punta all’osservazione, alla ricerca e al miglioramento della comunicazione e della cultura all’interno del tessuto urbano.</p>
<p>Ma cosa vuol dire migliorare la comunicazione e la cultura in un contesto,come quello urbano, in cui è già tanto che esistano e siano utilizzabili i servizi e gli spazi siano il più possibile funzionali?<br />
Rispono i marcovaldi:</p>
<p><em>Pensiamo che un intervento contestuale e allo stesso tempo innovativo e creativo sia indice della crescita e del miglioramento di una città e possa trasformare il cittadino in “attivo abitatore”.</em></p>
<p><a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank">Officine Marcovaldo</a> è dentro la città, ne arriva al cuore sfiorando i paesaggi umani, l’armonia delle forme, i cromatismi, gli scorci suggestivi, ciò che è luogo e ciò che è non-luogo, gli spazi vissuti e gli spazi dimenticati nella disattenzione di tutti i giorni. E’ una <strong>mappa</strong> di segnali, luoghi, simboli e sguardi. Una superficie bianca in grado di assorbire i segni che la città lascia e far emergere i segni che la città assorbe.</p>
<p>La loro idea di <strong>performance  urbana </strong>è quindi quella di un’azione visibile, e collettiva, attraverso cui trasformare i tradizionali spazi urbani in luoghi ideali dove incontrare persone e idee e dove nascono nuove attività e sinergie.<br />
Una di queste è <a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=3" target="_blank">180 Gradi</a>: quello che si capisce è che si svolge in un arco di tempo di 180 minuti in luoghi non tradizionali di intrattenimento: non bar, pub o ristoranti, ma negozi di abbigliamento, di arredamento, librerie…</p>
<p>E’ un evento che racchiude in sé performance artistiche, <strong>design</strong>, <strong>musica </strong>e <strong>cucina</strong>, a metà strada tra un tradizionale aperitivo e una mostra. Sono infatti protagonisti giovani artisti che espongono le loro opere e sono impegnati a realizzare dal vivo ed ex novo la propria performance, mentre musica live e <strong>dj set</strong> accompagnano le tre ore dell’evento.</p>
<p>Mi hanno confessato di essersi avvicinati ad <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> per amore della sperimentazione: come il loro, anche il nostro è un progetto che veste di schermi le città, che infila<strong> pixel </strong>nel tessuto urbano, che spreme le strade in cerca di eventi da raccontare, da esperienze da rifare.</p>
<p>Nell’ambito della Sperimentazione di Marcovaldo salta all’occhio il progetto &#8220;<a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=13" target="_blank">Oggetto smarrito</a>&#8220;, un nuovo progetto delle distratte <a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank">Officine Marcovaldo </a>(la definizione è loro):</p>
<p><em>Ombrelli, salami, agende, stampelle, c’è una massa di oggetti, perduti chissà dove e chissà come, che fluttua nella disperata ricerca del suo sbadato proprietario per dare finalmente un senso alla sua soffice esistenza.<br />
Questo è un esperimento di entropia natalizia.</em></p>
<p><em>Abbiamo volutamente perso una serie di buste sigillate con un messaggio all’interno, busta smarrite per la città la sera di Natale del 2007, in attesa che una mano la raccogliesse e desse il via all’esperimento.</em></p>
<p>Quindi una specie di <strong>object crossing</strong> ma al contrario, cioè a partire dallo smarrimento e non dal ritrovamento?</p>
<p><em>Sì, esatto, il nostro scopo è quello di mappare il percorso che fa un “oggetto smarrito”, scoprirne il suo viaggio di mano in mano, di luogo in luogo, di città in città fino a giungere alla sua destinazione finale (se ci sarà mai). Abbiamo chiesto a chi venisse in contatto con queste buste di inviare una mail ad un nostro indirizzo dedicato raccontandoci dove ha trovato la busta smarrita (e dove la perderà magari), riportando nella mail il numero di identificazione della stessa.</em></p>
<p>Invece &#8220;<a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=14" target="_blank">Empatico Simaptico</a>&#8220;? Che c’entra il sistema nervoso umano con la capacità di rivalutare gli spazi urbani in modo consapevole, ironico, ecologico?</p>
<p><em>Dentro di noi risiede una piccola intelligenza emotiva che come un minuscolo ma coraggioso salmone risale la corrente che scorre nell’animo umano e raggiungendo il cervello ci permette di  provare emozioni non razionali e di usarle in modo consapevole.<br />
Un incontenibile forza, un bisogno irrequieto di seguire l’istinto, la sottile linea che separa il genio dalla sregolatezza e ne fa un confine leggero e valicabile.</em></p>
<p>Quindi?</p>
<p><em>Tutto questo risiede in un “espressione”, una combinazione di gesti e muscoli a fior di pelle che sapientemente tirati e mescolati fanno scatenare il gesto più semplice ma più denso ed empatico dell’ animo: il sorriso!<br />
Il progetto dell’Empatico simpatico intende rendere piu consapevoli i cittadini che un sorriso è un energia rinnovabile.</em></p>
<p><em>Un cittadino sorridente è più tranquillo, non inquina ed è ecosostenibile.</em></p>
<p><em><a href="http://www.officinemarcovaldo.blogspot.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-1288" title="immagine-1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/immagine-1.png" alt="immagine-1" width="400" height="296" /></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attenzione: il cool non è più cool</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ma non hai l’aria condizionata?” “No. E poi non è più cool” “Guarda che è più cool averla e non accenderla” Questo dialogo si è svolto tra me e la ragazzina di 16 anni a cui do ripetizioni di latino. Oltre ad avermi fatto sentire improvvisamente anziana, ciò mi ha dato anche il motivo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ma non hai l’aria condizionata?”<br />
“No. E poi non è più <strong>cool</strong>”<br />
“Guarda che è più cool averla e non accenderla”</p>
<p>Questo dialogo si è svolto tra me e la ragazzina di 16 anni a cui do ripetizioni di latino. Oltre ad avermi fatto sentire improvvisamente anziana, ciò mi ha dato anche il motivo per intraprendere un percorso di aggiornamento sui cambiamenti che hanno investito, negli ultimi anni, il concetto di <strong>cool</strong>.</p>
<p>Non che non ci siano cose più importanti su cui aggiornarsi, e non che sfugga a nessuno che quella di &#8220;<strong>cool</strong>&#8221; è (anche) una categoria inventata dal <strong>marketing</strong> per giustificare l’esistenza dei <strong>cool hunter</strong>, ma è in ogni caso preferibile non essere colti impreperati durante la prossima <strong>apericena</strong> (…) o la prossima versione di Cicerone.</p>
<p>Ho anche chiesto all&#8217;<strong>Nstreeter</strong> che più di ogni altro conosce la materia cosa volesse dire oggi vivere <strong>cool</strong>: <a href="http://www.nstreet.it/profile/453/emanueledangelo" target="_blank">emanueledangelo</a>, curatore e ideatore del sito <a href="http://www.livincool.com" target="_blank">linvin cool</a>, dice:</p>
<p><em>Tentare di interpretare il nostro blog è alquanto impegnativo poichè non esiste una definizione precisa del termine “cool” nell’uso comune italiano. Vivere Cool, appunto è un concetto del tutto astratto che tende ad esprimere a nostro giudizio l’attitudine a vivere al passo coi tempi o in alcuni casi la ricerca spasmodica di anticipare e di vincere il tempo stesso.</em></p>
<p><em>L’esprimersi in arti come la <strong>moda</strong>, il <strong>design,</strong> la musica, la <strong>fotografia</strong> e quant’altro possa risultare <strong>arte</strong>, ci aiuta a mostrare noi stessi nella vita di ogni giorno, ed è proprio uno degli obiettivi del nostro sito quello di divulgare le nostri passioni in queste materie cosicchè tutti i lettori possano giornalmente aggiornarsi su tutte le novità che proporremo. Tutto il lavoro è frutto delle nostre passioni, del nostro tempo e della nostra ricerca nel tentativo di informare tutti coloro che amano come noi <strong>vivere cool</strong>.</em></p>
<p>Voglio capire meglio. Dai miei studi, schematizzando, emerge questo:</p>
<p><strong>Anni ’90</strong>: <strong>cool</strong> = giusto, che detta legge.<br />
Erano cool: la <strong>Britannia</strong>, ascoltare il jazz con il walkman, leggere in metropolitana, fare l’aperitivo alle 19, comprare <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a>, Ibiza, prendere in giro i nerd, <strong>No logo</strong>,  entrare nei locali costosi perché si conosce il pr, partecipare ai concerti dei gruppi grunge vestiti bene, il Pc, <strong>Pulp Fiction</strong>, disprezzare il<strong> trash</strong>, andare ai vernissage, il finger food, La Rinascente, i ristoranti biologici, farsi oscurare i vetri dell’auto, avere l’aria condizionata e accenderla.</p>
<p><strong>Anni ’00</strong>: <strong>cool</strong>= fico.<br />
Era cool: leggere il <a href="http://www.ft.com/home/europe" target="_blank">Financial Times</a>, <strong>No global, </strong>entrare nei locali snobbando i pr, comparire su <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a>, global, essere <strong>Nerd</strong>, <strong>Sex in the City</strong>, <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35176" target="_blank">Be cool</a>, i Build-it-yourself custom software, i notebooks, il <strong>sushi</strong>, le enoteche-cioccolaterie, gli <strong>outlet</strong> e<strong> discount</strong>, il Messico, il trash, non avere l’aria condizionata.</p>
<p><strong>2009</strong>: cool = <strong>sprezzatura</strong> e <strong>coscienza</strong> (leggi “<a href="http://grammar.about.com/od/qaaboutrhetoric/f/sprezzqa2007.htm" target="_blank">What is sprezzatura</a>?”).<br />
È cool: essere <strong>Geek</strong>, Star Wars, <strong>+global</strong>, <a href="http://www.shedoesthecity.com/" target="_blank">She does the city</a>, Web-based applications, essere abbonati a <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired Italia</a>, La Lettonia, i film di Miyazaki, <a href="http://unhub.com/life-is-cool" target="_blank">Life is Cool,</a> gli <strong>Smartphones</strong>, il<strong> kebab</strong>, i mercatini, gli orti urbani, compatire e rivalutare con fare snob il<strong> trash</strong>, le fraschette, leggere tutti i quotidiani del mondo su <a href="http://www.ipse.com/quoton.html" target="_blank">Ipse</a>,<strong> Saviano</strong>, avere l’aria condizionata e non accenderla.</p>
<p><a href="http://www.wendyding.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-1087" title="wendydingfood3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/wendydingfood3.jpg" alt="wendydingfood3" width="387" height="499" /></a></p>
<p>L&#8217;elenco neanche a dirlo è aperto e potenzialmente infinito.</p>
<p>Tanto per sottolineare come questo sia tutto fuorché superficiale, legato com’è alla cultura delle pratiche simboliche messe in atto dagli individui nelle diverse epoche,<strong> Robert Farris Thompson</strong>, professore di Storia dell’arte alla <strong>Yale University</strong>, ci ricorda che che l’<strong>Itutu</strong>, che lui traduce come “<strong>mystic coolness</strong>”, è uno dei 3 pilastri della filosofia religiosa creata nel 15° secolo dalla popolazioni degli <strong>Yoruba</strong> e dall’<strong>Igbo</strong>.</p>
<p><strong>Cool</strong>, in quel contesto, comprende l’idea di un comportamento <strong>elegante</strong>, conciliante e gentile, e ha a che vedere con l’abilità di rifiutare lo scontro e le dispute, il tutto non disgiunto da un’idea di bellezza e grazia fisiche.</p>
<p>Se, come diceva <strong>Lyotard</strong>, delle <strong>grandi narrazioni </strong>non si avverte più il bisogno, e se la crisi ha messo l’Occidente di fronte alla sua follia monetaria e consumistica, è il caso di guardare con un’altra ottica tendenze e mode, senza idolatrarle ma anche senza ignorarle: in fondo, come dimostra il  trionfo dei contenuti e delle narrazioni <strong>Web</strong>, non c’è forse niente di più pervasivo della <strong>cultura sottile</strong>.</p>
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		<title>Nstreet @ Frontiers of Interaction: dentro l&#8217;ecosistema digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acquario Romano]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uno di quegli eventi che non si possono perdere, non solo per dire &#8220;ci sono stato&#8221;, ma per poter goderne nella contemporaneità. Lo <strong>streaming</strong> continuo attraverso i <strong>social network</strong>, la possibilità di testimoniare  la propria presenza attraverso un codice da anteporre allo status, il vedersi e il farsi vedere sul maxischermo in sala e sugli schermi dei <em>followers</em> dell&#8217;evento via<strong> Twitter</strong>.</p>
<p>Essere nel presente e saper costruire da quello un&#8217;esperienza è il succo della ricerca dell&#8217;<strong>interaction design</strong>. Ormai da 5 anni, <a href="http://frontiers.idearium.org/2009/" target="_blank">Frontiers of Interaction</a><a href="http://frontiers.idearium.org/2009/" target="_blank"> </a>, ideato e prodotto da <a href="http://www.leeander.com" target="_blank">Leandro Agrò</a> &amp; <a href="http://www.lineagialla.com" target="_blank">Matteo Penzo</a> e nato dalla community di <a href="http://www.idearium.org/" target="_blank">idearium.org</a> attorno ai temi dell&#8217;interaction <strong>design</strong>, si è affermato come uno degli appuntamenti più rappresentativi per toccare da vicino alcuni tra i più alti esempi di come le nuove tecnologie<strong> </strong>ridisegnigno la nostra vita.</p>
<p>È indubbio che siamo di fronte a un radicale cambiamento antropologico relativo ai nostri usi delle tecnologie: tutto quello che abbiamo a disposizione determina i nostri approcci col mondo, non solo con la sua materia, ma con tutto quello che la riempie, comprese la relazioni tra gli oggetti, le persone, le mappe mentali che guidano l’agire e il progettare.</p>
<p>Come ci ha spiegato <strong>Carlo Infante</strong> nella bella intervista che ci ha rilasciato nei giardini dell’Acquario, la scommessa antropologica del momento riguarda l’interazione tra uomo e macchina, che non è più una lotta o una pura azione strumentale, ma si riconfigura in termini di permormatività, di intelligenze comunicanti e diffuse, veicolate e alimentate all’interno di un’<strong>ecosistema digitale</strong>.</p>
<p>Ieri <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è stata all’evento, ma ha preferito l’approccio ludico, di chi assaggia tutti i sapori degli angoli, più che quello di chi compila un trattato sui singoli temi affrontati (ed alcuni erano davvero di alto livello, come quello a cura di <strong>Luca Simeone</strong> e <strong>Salvatore Iaconesi</strong> sui legami tra <strong>interaction design</strong> e il rito brasiliano del <strong>funerale Bororo</strong>).</p>
<p>Abbiamo preferito diffonderci come redazione, allungarci come occhio, moltiplicarci come mano. Lo si può vedere dai video dell&#8217;Nstreet Team oggi in primo piano.<br />
Ci siamo messi nel flusso dello <strong>streaming</strong> affidando alla tastiera nota dei nostri personal computer (ottimo il servizio wireless e le postazioni dedicate per l&#8217;alimentazioni ai lati della sala) gli aggiornamenti sullo stato mentale e materiale che ci pervadeva, e la molteplicità degli interessi che ci catturavano.</p>
<p>La<strong> location </strong>dell’<a href="http://www.casadellarchitettura.it/" target="_blank"><strong>Acquario Romano</strong></a>, dalla struttura simile a quella di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon" target="_blank">Panopticon</a>, ha contribuito a suggerire link mentali: lo sguardo è forse la più innocente e insieme la più sapiente delle tecnologie. Non a caso, le nuove frontiere dell’interazione danno su un orizzonte di interfacce senzienti, capaci di sentire lo sguardo umano e quindi di modificare la materia a partire da questo riconoscimento.</p>
<p>Anche il panorama sonico si offre al tocco sensibile della mano e dell’occhio: in <a href="http://www.nstreet.it/experience/732/1436/TANGerINE:%20creazione%20sonora%20collettiva%20from%20Frontiers" target="_blank">questo video</a> l’istallazione <a href="http://frontiers.idearium.org/2009/05/13/tangerine-cities-alle-frontiere/" target="_blank">TANGerINE  Cities</a> (TANGible Interactive Natural Environment), mostrataci da <strong>Nicola Torpei</strong> dell’Università di Firenze, si proclama come “mezzo di creazione sonora collettiva, uno spiraglio sul mondo sonoro della città del futuro”.</p>
<p>Il suo aspetto geniale, che ci ha conquistato, non riguarda soltanto la sua capacità “intelligente” di prelevare la materia sonora dal mondo e di farne mondo, ma la sua sensibilità, il fatto di essere sollecitabile dallo sfioramento di un cubo che, manovrato dall’utente, “cattura” il suono sulla superficie (o la pelle?) della piattaforma e poi lo rilascia nello spazio creando delle musiche.</p>
<p>Ogni suono può essere sommato ad un altro, e comporre così delle sinfonie che non sono solo acustiche, ma ambientali, materiali, superficiali, <strong>random</strong>.</p>
<p>È questo il cambiamento antropologico di fronte al quale ci troviamo: la realtà è senz’altro arricchita da tutto questo, la realtà è aumentata.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Slow way of leaves</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 08:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cerimonia del tè]]></category>
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		<description><![CDATA[« Il cuore della Cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l&#8217;acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate proporre il freddo; in inverno il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia; e dare a coloro con cui ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">« Il cuore della Cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l&#8217;acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate proporre il freddo; in inverno il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia; e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione »<br />
(Sen no Rikyū)</p>
<p>Nessuno ormai pensa più al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/T%C3%A8" target="_blank">tè</a> come rimedio nei lunghi pomeriggi di febbre o compagno di rapidi risvegli. Dal fascino austero delle ore 5 p.m. dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra_vittoriana" target="_blank">Inghilterra Vittoriana</a>, questa bevanda è tornata ad essere legata nell&#8217;immaginario ai suoi luoghi di origine, e ha rifatto il giro del mondo.</p>
<p>Nell’epoca della rivalutazione della<strong> lentezza</strong>, del trionfo del gusto orientaleggiante, della rivalutazione di lussi semplici legati al benessere, il <strong>rito del tè</strong> detiene una delle posizioni più alte nell’orizzonte della quotidianità del consumatore consapevole.</p>
<p>La reputazione che circonda le foglie di<strong> tè</strong> è nota a tutti: il desiderio di un momento di tranquillità da dedicare a se stessi è divenuto sempre più una consapevole operazione antiossidante, e da bisogno individuale è divenuta febbre collettiva, da consumarsi lentamente nelle rarefatte atmosfere minimali dei locali più &#8220;<strong>cool</strong>&#8221; del Pianeta.</p>
<p>Introdotto in forma di polvere in <strong>Giappone</strong> 800 anni fa dai <strong>monaci Zen </strong>che ne avevano studiato le foglie in Cina, questo è uno dei pochi prodotti la cui consumazione richiede una <strong>Way of tea,</strong> conosciuta in Occidente come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cha_no_yu" target="_blank"><strong>Cerimonia del tè</strong></a>.</p>
<p>Tutta la complessa serie di regole che prescrivono tempi di <strong>infusione</strong>, materiali, uso e manualità di utensili, tipo di acqua usata, fa di questa cerimonia un’<strong>esperienza</strong> estetica e spirituale e non solo del palato.</p>
<p>La stessa procedura di preparazione sembra suggerire qualcosa che ha a che vedere con la disciplina e il raggiungimento della serenità interiore, legata anche alla consapevolezza di farsi del bene. Tutto questo è <strong>slow</strong>, almeno quanto il <strong>junk food</strong> è<strong> fast</strong>, alleato del consumismo, delle multinazionali, dell’inquinamento e delle malattie dell’occidente industrializzato.</p>
<p>Chi ama il<strong> tè</strong> sa che non è quella cosa insipida fatta infondere nell’acqua tiepida e da insaporire con latte (come gli inglesi, che evidentemente ingorano che i grassi del latte annullano l’effetto benefico dei <strong>polifenoli</strong>), ma una polvere preziosissima e raccolta in luoghi remoti e incontaminati (la migliore, più pastosa, è il <strong>the verde matcha</strong>), che si lascia attraversare dalla setosità del liquido caldo e lo infonde del suo gusto e del suo colore, regalando un momento di benessere che sembra aver contagiato, per osmosi, il <strong>design</strong> dei luoghi dove si consuma, l’abbigliamento di chi lo serve, la gestualità di chi lo beve.</p>
<p>Intorno al rito del tè si organizzano addirittura pacchetti vacanze, non tanto per andarlo a raccogliere nei luoghi dove nasce (per una tazza di pregiatissimo <strong>Pu-erh</strong> bisogna spingersi fino al mercato di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Xuanwu_District,_Beijing" target="_blank">Xuanwu</a> in Cina), quanto per concedersi delle pause in <strong>Hotel</strong> costosissimi e patinati (come il <a href="http://www.cameronhighlandsresort.com/index.htm" target="_blank">Cameron Higlands Resort</a> in <strong>Malaysia</strong>, o il <a href="http://www.glenburnteaestate.com/" target="_blank">Glenburn Tea Estate</a>, in <strong>India</strong>) che promettono trattamenti tutti a base di the.</p>
<p>Ma anche senza eccedere nel <strong>lusso</strong> e nell’ostentazione conssumistica (che è esattamente il contrario dello spirito del <strong>tè</strong>), e senza spingersi fino allo stiramento dei tempi che vediamo nel <a href="http://www.nstreet.it/experience/310/490" target="_blank">video</a> di <a href="http://www.nstreet.it/profile/222/Black+Box" target="_blank">The Black Box</a> su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, anche nelle realtà locali si assiste a una riscoperta di questo antichissimo rito, che forse è una moda, ma forse è anche qualcosa in più, in grado di suggerire nuovi (antichi?) ritmi di vita e di lavoro.</p>
<p>Forse, addirittura, di riconfigurare anche i tempi e i modi della produzione, se anche il <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/" target="_blank">Times </a> di <strong>Londra</strong> ha messo a disposizione dei suoi collaboratori delle sale per la lenta consumazione di ottimo tea <strong>post-coloniale</strong>.</p>
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