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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; cultura</title>
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		<title>Fame di codici e di bellezza: la street art tra Sublime e Punizioni</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla Street Art, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città. Nstreet ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla <strong>Street Art</strong>, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme alle persone della <strong>Community</strong> gli aspetti per lo più artistici, sociali e comunicazionali della questione.</p>
<p>Oggi vorremmo indagare un po’ meglio sull’aspetto legislativo e, per così dire, di conferimento di status (artistico o teppistico?) del <strong>Writing</strong>, soprattutto dopo che <a href="http://www.nstreet.it/profile/563/Geographe" target="_blank">Geographe</a> ha dato testimonianza dello spettacolare <a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti" target="_blank">murale di Sten and Lex</a> ad Ancona.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2692/Sten+and+Lex3"><img class="alignnone size-full wp-image-1545" title="stenlexface3-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface3-thumb.jpg" alt="stenlexface3-thumb" width="500" height="272" /></a></p>
<p>Ci avvaliamo del parere di <a href="http://www.23recordz.net/bol" target="_blank">BOL23</a>, appassionato ed esperto di <strong>Street Art</strong>, collaboratore del progetto artistico multidisciplinare indipendente <a href="http://www.margineoperativo.net/home.html" target="_blank">Margine Operativo</a>, che risponde qui alle domande di <a href="http://www.nstreet.it/profile/94/frac78" target="_blank">Francesco</a>.</p>
<p>Tra i partecipanti di <strong>Attraversamenti Multipli</strong>, di cui parleremo presto, <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank">BOL23</a> ha contribuito ad accendere una discussione molto interessante a cui hanno partecipato anche il collettivo serpentoide e mutante dei <a href="http://www.nstreet.it/profile/255/SATOBOY" target="_blank">SATOBOY</a>, <a href="http://www.nstreet.it/profile/390/GRAFFITI+HUNTER" target="_blank">Graffiti Hunter</a>, e utenti appassionati.</p>
<p><strong>Il reato di «imbrattamento», una fattispecie del danneggiamento, è stato recentemente inasprito dalle nuove norme del Ddl sicurezza e prevede un procedimento per direttissima, e non davanti al Giudice di pace, con una pena fino a 6 mesi e fino a 10 mila euro di multa. Qual è il tuo punto di vista su questo disegno di legge?</strong></p>
<p><em>Credo che un inasprimento delle pene, come si deduce dal D.D.L., sia dal mio punto di vista apprezzabile per quanto riguarda il danneggiamento su beni di &#8220;interesse storico o artistico&#8221;.</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda i beni pubblici non sono d&#8217;accordo. Per me un bene pubblico e&#8217; un bene che &#8220;appartiene&#8221; anche a chi ha commesso il reato, dunque l&#8217;eventuale pena dovrebbe essere minore rispetto al danneggiamento di un bene privato e in questo <strong>D.D.L.</strong> non si coglie questo aspetto.</em></p>
<p><em>Il danneggiamento di cose non è come il danno a spese di una persona. Quest&#8217;ultimo giustificherebbe la reclusione anche in funzione di messa in sicurezza di un pericolo sociale. Ma qui si parla di danni alle cose, alle proprietà e sembra esagerato il ricorso alla pena detentiva.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti"><img class="alignnone size-full wp-image-1549" title="stenlexface1-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface1-thumb.jpg" alt="stenlexface1-thumb" width="500" height="394" /></a><br />
</em></p>
<p><em>La proibizione di vendita di qualsiasi prodotto di uso comune (come sono gli spray, ma anche alcool e farmaci da banco) a soggetti &#8220;minori di 18 anni&#8221; e&#8217; qualcosa di storicamente inefficace.</em></p>
<p><em>Basti pensare al proibizionismo americano o semplicemente al fatto che una tale legge è facilmente aggirabile dai negozianti vendendo a minoriattraverso maggiorenni compiacenti o con dei distributori automatici (di cui qui non si parla).<br />
</em><br />
<strong>Non credi che legislatori e opinione pubblica si lascino traviare da chi effettivamente imbratta monumenti?</strong></p>
<p><em>No, penso che sia chiara a tutti la differenza. Dall&#8217;inizio di questo movimento, il <strong>writing</strong> ha scatenato nei vari osservatori, una ricerca di conoscenza tale che ormai la maggior parte dei suoi codici sono alla portata di tutti. Gli stessi appartenenti alle forze dell&#8217;ordine  (che di solito sono gli ultimi a capire cosa succede) ormai distinguono benissimo tra un &#8220;laura ti amo&#8221; ed una tag, tra un <strong>murales</strong> e un pezzo-graffito. L&#8217; opinione pubblica sa benissimo la differenza tra imbrattare un monumento e fare <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Sa che non  appartiene alla cultura del <strong>writing</strong> danneggiare un altra opera artistica. Come del resto sa che il <strong>writing</strong> opera sui mezzi pubblici  (da qui il riferimento ad essi del legislatore). Sa che spesso e&#8217; accompagnato da ignoranza sociale (intesa come difficoltà a percepire e rapportarsi col resto della società secondo regole prestabilite) e cerca dunque di &#8220;recuperare&#8221; il soggetto con lavori socialmente utili.</em></p>
<p><strong>Tu hai lavorato anche con le istituzioni. Può esserci davvero dialogo tra due mondi apparentemente così lontani?</strong></p>
<p><em>Sono arrivato al mio lavoro con le istituzioni, dopo anni di attività illegale su diversi fronti tra cui quello del <strong>writing</strong>. Due mondi sono lontani finché non scopri una scorciatoia per avvicinarli. Questa strada più breve è sicuramente più impervia di quella che li tiene lontani e prevede in questo caso delle assunzioni di responsabilità e dei compromessi.</em></p>
<p><em>Il dialogo può nascere solamente se le due o più parti si pongono allo stesso livello. Quando è stato il mio turno, ho dovuto rinunciare alla mia libertà per fare spazio a quella della mia comunità ed è stato molto duro, ma in cambio ho ricevuto riconoscimento e apprezzamento a diversi livelli. Quando e&#8217; stato il turno delle istituzioni e&#8217; stato altrettanto duro.</em></p>
<p><em>Hanno dovuto conoscere e comprendere (anche nel senso di annettere, fare parte), dei soggetti che fino al giorno prima consideravano &#8220;<strong>border line</strong>&#8220;, reietti, disadattati ecc. Le discussioni e le esperienze di circa 15 anni, in cerca di basi sul dialogo, hanno portato a diversi risultati. Da una parte diversi writers hanno compreso il messaggio &#8220;<strong>Make your mark IN Society, not ON Society</strong>.&#8221; (lascia il tuo segno nella società,non sulla società) suggerito da una istituzione americana negli <strong>anni &#8217;80</strong> proprio rispetto al <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Hanno capito che la società che combattono è  la stessa di cui fanno parte, da qui la possibilità di cambiare le cose da dentro e non rimanendo fuori dalle discussioni che generano i modi di vivere e le relative legislazioni.</em></p>
<p><em>Nelle città di quasi tutto il mondo abbiamo (noi <strong>writers</strong>) trovato spazi fisici messi a disposizione dalle autorità che li  gestiscono e che ci rappresentano, ma soprattutto comprensione e riconoscimento del nostro bisogno artistico e dunque espressivo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2691/Sten%20and%20Lex"><img class="alignnone size-full wp-image-1555" title="stenlexface2-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface2-thumb.jpg" alt="stenlexface2-thumb" width="500" height="412" /></a><br />
</em></p>
<p><em>Penso che il dialogo ci sia già e questo<strong> D.L.L.</strong> (per quanto da me  ritenuto ingiusto, inefficace e poco comunicativo) è una dimostrazione di questo tentativo di comunicare, è una dimostrazione di forza destinata ad accendere la discussione, è una provocazione ad alzare i toni del discorso, a far fallire i tentativi di comunicazione tra pari.</em></p>
<p><strong>Le tag sono street art?</strong></p>
<p><em>Le tag sono le firme dei <strong>writers</strong>, la base della ricerca del <strong>writers</strong>, rappresentano chi le fa al 100%. La <strong>street art</strong>, come dice il premio nobel <strong>Dario Fo</strong> (nell&#8217;introduzione al catalogo della mostra di Marina Alessi 44+1 Auto Ritratti a cui ho partecipato nel 2009), ha origini lontane. Se dapprima era il <strong>teatro</strong> il fulcro dell&#8217;arte di strada oggi è lo è quella <strong>figurativa</strong>.</em></p>
<p><em>Quando sento dire &#8220;<strong>street art</strong>&#8221; penso a tutta l&#8217;arte creata PER la strada. Creata per essere applicata in strada. Non necessariamente dovrà stare in strada, può anche rimanere in casa o in galleria, ma sarà comunque creata rispettando quei codici essenziali per essere comunicativa in strada. Alcuni <strong>codici</strong> sono di facile comprensione. </em></p>
<p><em>La ripetitività delle <strong>tag</strong> serve ad aumentarne la visibilità come la grandezza delle stesse ed il loro posizionamento in punti stategici (tra cui i mezzi pubblici). Spesso sono gli stessi codici che usano i candidati alle elezioni per deturpare i palazzi storici delle nostre grandi città, per poi essere eletti e non pagare dunque le multe che sono state emesse per attacchinaggio abusivo.</em></p>
<p><strong>Ultima domanda. La street art è davvero arte?</strong></p>
<p><em>Lo dice la parola stessa, lo dicono i libri di storia, lo dice la nostra cultura, i nostri musei, i collezionisti e tutto il cosiddetto mondo dell&#8217;arte.<br />
Potrebbe non essere così, ma allora mi chiederei piuttosto cos&#8217;è l&#8217;arte, chi decide cosa lo è e cosa non lo è ?!?!?!?</em></p>
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		<title>No, le foto delle vacanze NO. (A meno che non siano SLOW)</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 08:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c’è forse niente di meno bello e interessante delle foto delle vacanze, specie quelle degli altri. Sono poco interessanti perché racchiudono ricordi che non sono i nostri, portano venti che non ci hanno sfiorato, racchiudono sguardi che non ci dicono niente della felicità che ha provato chi le ha fatte e chi vi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1189/2352/Bussana%20Vecchia"><img class="alignnone size-full wp-image-1350" title="4ymaxa7awune" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/4ymaxa7awune.jpg" alt="4ymaxa7awune" width="625" height="469" /></a></p>
<p>Non c’è forse niente di meno bello e interessante delle <strong>foto delle vacanze</strong>, specie quelle degli altri.</p>
<p>Sono poco interessanti perché racchiudono ricordi che non sono i nostri, portano venti che non ci hanno sfiorato, racchiudono sguardi che non ci dicono niente della felicità che ha provato chi le ha fatte e chi vi è ritratto.</p>
<p>Sono brutte perché la maggior parte di esse riflette un senso di sciatteria, di velocità, di toccata e fuga (<strong>last minute </strong>è la formula a tradimento che ci accompagna dalla partenza al termine del <strong>viaggio</strong>), tipica dellae soluzioni <strong>all inclusive</strong>, dove le cose viste e i posti abitati anche solo per qualche ora si succedono rapidamente, lasciando un retrogusto di cosa appena assaggiata e male, nella bulimia disinteressata dei<strong> pacchetti vacanze</strong>.</p>
<p>Certo, spesso gli scatti possono tradire le stesse intenzioni del viaggiatore, e comunicare sensi laterali, ai quali magari egli stesso non pensava. Si sa che la macchina ha un occhio indipendente dal nostro che la usiamo, e che a volte siamo del tutto inconsapevoli delle storie che i luoghi e gli oggetti ritratti contengono.</p>
<p>Ovviamente, modalità di <strong>vacanza </strong>diverse, più concilianti verso il bisogno di tutti di “vacanza”, cioè di assenza temporanea da qualcosa, dalla routine temporale e da quella spaziale, produrranno foto diverse.</p>
<p>Non pensate subito male: fare un <strong>turismo slow </strong>non vuol dire chiudersi nei musei cittadini deserti, ritirarsi in una pensione sul lago, fuggire dalla <strong>wi-fi</strong> come dalla peste, passeggiare tutto il giorno alla ricerca di tartufi e letture di poesia ceca (non male per altro), e non richiede necessariamente una formazione un’attrezzatura da <strong>hippy</strong> o un temperamento da <strong>bird-watcher</strong>.</p>
<p><strong>Slow tourism</strong> è una modalità nuova (o recuperata) di fare vacanze in modo <strong>sostenibile,</strong> “responsabile, promuovendo il diritto ed il piacere di godere della <strong>natura</strong>, dei <strong>paesaggi</strong>, della <strong>cultura</strong>, della <strong>gastronomia</strong>, della storia e <strong>tradizioni</strong> umane”, un modo di “fare turismo lento, vedere pochi posti per volta ma entrare nel loro interno, viverli, assaporarli, assimilarli e nello stesso tempo difenderli come patrimonio di inestimabile valore umano e sociale, che è di tutti e va difeso e lasciato alle future generazioni”, come si legge sul sito di <a href="http://www.slowtourismclub.it/index.php" target="_blank">Slow tourism Club</a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/264/cris%40ns" target="_blank">Cris@ns</a>, al secolo Cristina Natta Soleri, che ci ha mostrato, come si fa davanti a un bicchiere di <strong>limoncello</strong> in queste sere d’<strong>estate</strong>, le foto delle sua vacanza slow a <strong>Bussana Vecchia,</strong> vicino<strong> San Remo </strong>(Clicca <a href="http://www.nstreet.it/experience/1189/2352/Bussana%20Vecchia" target="_blank">qui</a> per vedere la mappa), città-borgo che sembra il fantasma di quella che era dopo il terremoto del 1887, ed invece è piena di storia e di vita che spira tra le rovine, nelle botteghe, in mezzo all&#8217;arte giovane sempre in fermento.</p>
<p><em>Su <strong>Bussana Vecchia</strong>, glorioso e potente comune della riviera di ponente potrei scrivere un trattato in più volumi, ma per essere sintetici posso dirti che lassù si trova ancora oggi tutto il &#8220;<strong>fascino delle rovine</strong>&#8221; nel senso piu romantico e anglosassone del termine, il villaggio è rimasto congelato a quel<strong> 23 febbraio 1887</strong>, esternamente nulla è cambiato, la comunità che lo abita da ormai cinquant&#8217;anni ha pazientemente recuperato e consolidato gli interni delle abitazioni, mantenendo inalterata la fisionomia medievale del borgo e la sua condizione di &#8220;rovina&#8221;.</em></p>
<p><em>Lassù il tempo si è fermato, e ancora oggi le emozioni non sono molto diverse da quelle dei primi viaggiatori inglesi che si avventuravano tra quelle pietre all&#8217;inizio del novecento alla ricerca di luoghi &#8220;<strong>pittoreschi</strong>&#8220;. </em></p>
<p>Ma qual è la storia di <strong>Bussana Vecchia</strong>?</p>
<p><em>La storia di questo posto è davvero curiosa, dopo il <strong>terremoto </strong>gli abitanti di Bussana furono costretti con la forza a abbandonare il paese dichiarato inagibile, e una Bussana Nuova venne ricostruita vicino al mare (per favorire una delle solite speculazioni edilizie tipiche del nostro paese!).</em></p>
<p><em>Nel 1959 arrivò un artista di nome <strong>Clizia </strong>al quale ne seguirono altri, tedeschi, inglesi e olandesi, occuparono le case abbandonate e iniziò un progetto, purtroppo mai veramente decollato, di fare di Bussana Vecchia una comunità internazionale di <strong>artisti</strong>. </em></p>
<p>Bussana ricorda un po’ <strong>Calcata</strong>, paesino arroccato, scavato nella roccia, in provincia di <strong>Viterbo</strong>, meta degli alternativi, dei <strong>freak</strong>, degli <strong>hippy</strong>, degli artisti, e ora dagli amanti della<strong> filosofia slow</strong>…</p>
<p><em>Sì, anche Bussana Vecchia dagli anni &#8217;70 è luogo tappa per la <strong>Beat Generation</strong>, i &#8220;cappelloni&#8221; non possono mancare un pellegrinaggio lassù, ero bambina e mi ricordo un campionario di &#8220;figli dei fiori&#8221; che non puoi neanche immaginare!</em></p>
<p>Ma a chi appartiene Bussana?<em><br />
</em></p>
<p><em>Sicuramente gli enti pubblici coinvolti nella vicenda non hanno mai giocato a fondo questa carta e così a distanza di 50 anni non è chiaro di chi siano le mura di Bussana Vecchia, del Demanio? Dei vecchi proprietari? di chi le occupa da decine di anni? Un caso giuridico irrisolto che partecipa a tenere Bussana &#8220;sospesa&#8221; in una condizione fuori dal tempo, dove puoi incontrare ancora oggi personaggi improbabili lassù cresciuti e invecchiati, ormai anche loro un pezzo di storia bizzarra.</em></p>
<p><em>Io spero rimanga per sempre così struggente e malinconica, immobile nel tempo.</em></p>
<p>Non occorre sbrigarsi per vederla, anzi andateci, ma piano, e poi, sempre in modalità <strong>slow</strong>, fateci vedere<strong> le foto delle vacanze.</strong><em></em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1201/2399/Bussana+Vecchia+oggi"><img class="alignnone size-full wp-image-1352" title="vepeve7utuvy" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/vepeve7utuvy.jpg" alt="vepeve7utuvy" width="456" height="600" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Hot spots: perché vado sempre negli stessi posti</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle esperienze più agghiaccianti che si possono fare in una metropoli come Roma il sabato sera è andare in giro per locali. Orde di automobili gonfie di umanità si riversano nei dintorni delle zone calde di quella che negli anni ’80 si chiamava movida romana, e svuotandosi rilasciano nell’ambiente quote irreversibili (almeno per tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle<strong> esperienze</strong> più agghiaccianti che si possono fare in una<strong> metropoli</strong> come<strong> Roma</strong> il sabato sera è andare in giro per locali. Orde di automobili gonfie di umanità si riversano nei dintorni delle zone calde di quella che negli anni ’80 si chiamava <em>movida</em> romana, e svuotandosi rilasciano nell’ambiente quote irreversibili (almeno per tutto il week end) di inquinamento organico, acustico, atmosferico.</p>
<p>Tutto questo, compresso, lo si ritrova anche all&#8217;interno dei<strong> locali</strong>. Che poi sono sempre gli stessi, i soliti sette-otto, intorno ai quali brulicano avventori di passaggio. È tutto troppo subdolamente perfetto perché non ci sia un motivo, che non sia la bellezza dei luoghi o la qualità della musica o del cibo, che spinge centinaia di persone a varcare soglie di stanzoni già pieni e grondanti di sudore e rumori alcolici.</p>
<p>Questo tipo di frequentazione non ha quasi mai forme di fidelizzazione: l’itinerario serale prevede toccate e fughe da un posto all’altro, in una specie di maratona a ostacoli per trovare il luogo meno (o più?) affollato.<br />
Si potrebbe comporre facilmente una<strong> mappa </strong>dei <strong>luoghi sensibili</strong>. Addirittura, digitalizzando la mappa e trasformando i luoghi in siti, è possibile comporre una statistica: i più visitati, le entrate singole, le consumazioni random, le visite di rimbalzo, i <strong>passaggi</strong> multipli.</p>
<p>Il triangolo <strong>Testaccio</strong>-<strong>San Lorenzo</strong>-<strong>Trastevere</strong> (non a caso soggetto spesso a politiche i limitazioni del taffico notturno) si conferma come il più ricco di eventi e il più denso dei resoconti del <strong>nightlife</strong>. È una specie di mappa dei chackra della capitale, stimolando i quali però non si ha un sollievo dal mal di testa ma un suo considerevole aumento.</p>
<p>Ne abbiamo avuto conferma dai vostri <strong>video</strong> su<a href="http://www.nstreet.it" target="_blank"> Nstreet</a>: molti provengono da locali dove si suona la musica del momento, altri  da dove si vedono le tendenze della contemporaneità in fatto di<strong> stile </strong>e <strong>dress code</strong>.</p>
<p>Ma ultimamente stiamo assistendo a un cambiamento che è già realtà in città come <strong>Milano</strong> e <strong>Torino</strong>. Alcuni video, ed è stata qui la nostra sorpresa, vengono da posti del tutto eterogenei, fequentati da una clientela più attenta, paziente, di nicchia. Locali che non vengono presi d’assalto, ma frequentati con costanza e interesse da sempre più persone. Selettivi, esigenti, i clienti dei nuovi locali chiedono, in cambio dell’ingresso e della consumazione, di poter fare un’esperienza.</p>
<p>Il <a href="http://www.circoloartisti.it/index.htm" target="_blank">Circolo degli Artisti</a>, risorto sul limite del Pigneto (quartiere caro a <strong>Pasolini</strong>) nel 1999 dopo la chiusura della sede storica di <strong>Piazza Vittorio</strong>, è uno di questi. Cos’ha di particolare il Circolo?</p>
<p>Risponde Christian Briziobello, responsabile dell’Ufficio Stampa, il Circolo: &#8220;Avanguardia, sperimentazione, rock&#8217;n roll, musica italiana e straniera, emergente e originale, sostegno alle scene musicali in difficoltà, qualità e novità come obiettivi nella scelta della programmazione, impegno a non chiudere fuori nessun genere musicale e soprattutto, negli ultimi anni ed in prospettiva, ad ospitare le altre arti&#8221;.</p>
<p>Oltre alla musica, quindi, si sta rivelando vincente una formula esclusiva: ambientazione all’aperto, stile <strong>giardino giapponese-romano</strong>, con piscina nel periodo estivo, tesseramento da socio del circolo, aperture domenicali con aperitivo, allestimenti artistici, <strong>mercatini</strong>, presentazioni di libri e mostre, serate <strong>Wi-fi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/316/508/mercatino%20giapponese%20@Circolo%20degli%20Artisti"><img class="alignnone size-full wp-image-668" title="upy7axyha7u2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/upy7axyha7u2.jpg" alt="upy7axyha7u2" width="400" height="301" /></a></p>
<p>Alcuni segnali che il consumo culturale nella frequentazioni di luoghi “<strong>di tendenza</strong>” stia profondamente cambiando vengono, se non dal traffico urbano, dalla produzione di resoconti, di report video, di post sui blog più “cool” da parte di clienti e aficionados, dopo che hanno fatto l’esperienza.</p>
<p><strong>Il loop aperitivo-pizza-cinema-discoteca-cornetto è messo profondamente in crisi da nuove originali vie di fuga.</strong></p>
<p>La<strong> condivisione </strong>permessa dai nuovi mezzi di tecnologie di <strong>rete</strong> rende possibile la messa in comune di un sapere legato all’intrattenimento e al divertimento nemmeno pensabile ai tempi della pubblicità comune e delle gazzette della notte. Non a caso questo tipo di locali, che ormai è riduttivo chiamare così in vista della loro riformulazione in termini di ambienti esperienziali e ibridi, non si avvalgono più delle forme tradizionali di <strong>marketing</strong>, ma utilizzano le nuove tecnologie, il passaparola (ora si chiama <strong>word-of-mouth</strong>), il <strong>buzz</strong>.</p>
<p>Anche le critiche all’<strong>effimero </strong>della <em>movida </em>devono essere riviste: le esperienze che si ricavano da serate di questo tipo si protraggono nel tempo, nei video e nelle foto, vengono commentati e condivisi, replicati e criticati dai componenti delle <strong>community</strong> di cui si fa parte. La <strong>experience-wiki</strong> di <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> parla di questa esperienza.</p>
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		<title>Che fai? Faccio l&#8217;Nseeker. Ah.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 10:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoli: sono loro 4, i primi 4. Fanno una cosa che vorrebbero fare in molti, e che molti ancora possono fare se diventeranno i migliori della piattaforma. Provateci. Intanto, lasciamo la parola a loro perché possano presentarsi. Due righe di presentazione ciascuno. Mi chiamo Daniele Montemale ed ho 25 anni. Ho un mia agenzia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eccoli</strong>: sono loro 4, i primi 4. Fanno una cosa che vorrebbero fare in molti, e che molti ancora possono fare se diventeranno i migliori della piattaforma. Provateci. Intanto, lasciamo la parola a loro perché possano presentarsi.</p>
<p><span style="color: #993300;"><img class="alignnone size-full wp-image-489" title="nseekers" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/04/nseekers.jpg" alt="nseekers" width="640" height="480" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Due righe di presentazione ciascuno.<br />
</span></span><span style="color: #800000;">Mi chiamo Daniele Montemale ed ho 25 anni. Ho un mia agenzia di Viral Marketing e Marketing non convenzionale, Viralavatar. Che è anche il nome alter ego o avatar in rete. Amo internet e le sue potenzialità ma sono un animale sociale nonchè un viaggiatore.. anzi, un webtrotters o, come mi piace solitamente definirmi, un pellegrino!<br />
</span><span style="color: #339966;">Alice, 23 anni studentessa. Tra i miei hobbies c&#8217;è sicuramente il video-making, la lettura, ascoltare musica, guardare video&#8230; e ovviamente il web surfing!<br />
</span><span style="color: #000080;">Pierluigi Darino, studente. Cinema, musica.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Sono Annalisa Baiocco, ho 28 anni e sono una laureanda in Scienze della comunicazione; lavoro in una società di comunicazione e produzione televisiva. Tra i miei hobby la capoeira, che pratico da qualche anno, e i viaggi, soprattutto nei paesi anglofoni.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Perché hai scelto di partecipare a questo <strong>progetto </strong>da protagonista? Cosa significa per te essere un <strong>Nseeker</strong>?</span><br />
<span style="color: #800000;">Mi è subito piaciuto il progetto e le sue potenzialità! Gli italiani hanno voglia di tecnologia e in questo momento di Social Networks.. e Facebook non può fare tutto!!!<br />
</span><span style="color: #339966;">Perchè mi sembrava un progetto interessante e trovo anche piuttosto lusinghiero il solo fatto di aver ricevuto la proposta, come non accetarla? inoltre penso che questa potrebbe essere una nuova frontiera per quanto riguarda la condivisione di contenuti online e mi piace esserne parte. Essere un <strong>Nseeker </strong>vuol dire avere una maggiore attenzione al mondo e alle vite degli altri, e una maggiore riflessione su quello che è la mia quotidianità<br />
</span><span style="color: #000080;">Ho scelto di partecipare al progetto per fare nuove esperienze lavorative e soprattutto per passione. Essere un Nseeker significa essere  sempre alla ricerca di nuove tendenze.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">L’idea di una Wikipedia delle esperienze mi è subito piaciuta ; non solo la possibilità di condividere esperienze ma di “aumentarle” attraverso le sfumature che ognuno di noi può offrire ai luoghi, alle persone, agli eventi speciali come ai gesti quotidiani. Il ruolo di nseeker mi sta offrendo  sicuramente il privilegio di ricercare  ed indicare alcune delle tendenze contemporanee più presenti nel territorio urbano, ma credo che l’aspetto più stimolante sia il dialogo  tra gli utenti, fatto di immagini, video, commenti e suggerimenti. </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Cosa è per te oggi una tendenza? Come si diffonde? Quali sono i canali attraverso i quali una tendenza fa presa tra le persone?</span><br />
<span style="color: #993300;">Non seguo molto le tendenze anche se spesso per il mio lavoro mi trovo ad analizzarle o a crearle. Le tendenze </span><span style="color: #993300;">possono essere materiali o immateriali come quelle virtuali (o sincretiche). Si possono attraverso dei Cool Hunters o Opinion Leader o con una grande somma di denaro che brand o società investono per cambiare o creare tendenze a loro favore..<br />
</span><span style="color: #008080;">Una tendenza è un <strong>mood</strong>, un modo di fare o sentire condividono molte persone, è relativa e non assoluta, e per questo non necessariamente è positiva o migliore. Si diffonde certo attraverso il passaparola e  internet, ma la televisione e i media mainstream giocano ancora un ruolo importante, naturalmente per far presa necessita di un contesto fertile.<br />
</span><span style="color: #000080;">Oggi come oggi una tendenza è qualcosa di molto mutevole, per questo un canale indicato per diffonderle è senza dubbio internet.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Le tendenze oggi sono sempre più difficili da afferrare e  da inquadrare, sono liquide: affermazione tanto scontata quanto mai reale soprattutto se gli attori delle nuove mode appartengono alla  net generation. Credo che gli attuali mezzi di ripresa del reale &#8211; e i nuovi strumenti sociali della comunicazione &#8211; <strong>my space</strong>, <strong>youtube</strong>, <strong>facebook</strong>, <strong>blog</strong> &#8211; giochino un ruolo fondamentale nella diffusione dei trend, ma non solo come  amplificatori! Sono parte stessa del trend, dell’esperienza condivisa;  penso,  per esempio, ai <strong>flash mob</strong> organizzati tramite mail o sms. </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Chi sono oggi, secondo te, i <strong>trend setter</strong> più influenti?</span><br />
<span style="color: #993300;">Dipende qual&#8217;è il topic in oggetto. Con la possibilità esponenziale di comunicare e di essere protagonisti grazie ad Internet.. I trend setter possono essere dappertutto o essere chiunque. Spetta a chi studia questi fenomeni trovarli!<br />
</span><span style="color: #339966;">Non credo che il singolo sia sufficiente quando si parli di tendenza perchè è una cosa che matura lentamente, inoltre alcuni hanno influenza  su un target, mentre sono magari totalmente rimbalzati da un altro. Se proprio dovessi fare dei nomi direi Beppe Grillo, Steve Jobs, Facebook, ma anche Paris Hilton.<br />
</span><span style="color: #000080;">Sicuramente  la televisione gioca un ruolo molto importante, ma penso che presto Internet la sostituirà, proprio per la sua natura mutevole.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Mah&#8230; sinceramente non saprei.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Hai visto qualcosa in giro, su YouTube, che secondo te si configura come una tendenza, un viral video, un esempio di <strong>word-of-mouth</strong>?</span><br />
<span style="color: #993300;">Uno solo? Ne vedo tutti i giorni causa il mio lavoro..<br />
</span><span style="color: #339966;">Si tante cose, i flash mob, ma anche gli stessi rave o i festival underground, i video my day yesterday, le foto della serata tra amici on line e taggate già la mattina dopo :-/<br />
</span><span style="color: #000080;">Oggi qualsiasi cosa può diventare tendenza, soprattutto su You-Tube, ma spesso questa tendenza dura pochi mesi. Viviamo in un mondo ultra veloce.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">I flash mob, i raduni di persone che inscenano azioni nonsense in un determinato luogo, sono fenomeni che spopolano a livello globale sia nei territori virtuali della rete che negli spazi sociali delle metropoli contemporanee. Mi viene anche  in mente il fenomeno del parkour e a tal proposito Roma ha  recentemente ospitato il meeting internazionale di <strong>Parkour</strong></span><span style="color: #ff6600;">.</span> </p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Quali video hai realizzato per Nstreet?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Al momento ho realizzato 6 video che variano dal tech (conferenze) al life style (sagre &#8220;2.0&#8243; e flash mob con baci..) .. potete vederli sul </span><a href="http://beta.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank"><span style="color: #993300;">mio profilo</span></a><span style="color: #993300;">.<br />
</span><span style="color: #339966;">Un video su una serata <a href="http://beta.nstreet.it/experience/122/178/San+Valentino+allo+Strike" target="_blank">DnB allo strike</a>, uno su un <a href="http://beta.nstreet.it/experience/123/179/Workshop+a+Roma" target="_blank">workshop</a> con un artista americano all&#8217;A.l.i. il cui lavoro è ancora esposto lì, uno sul festival cortoons, e altri che arriveranno tra poco.<br />
</span><span style="color: #000080;">Per ora ho realizzato un video sulla <a href="http://beta.nstreet.it/experience/101/141/La+festa+della+donna+al+Circolo+degli+Artisti" target="_blank">festa della donna</a>, uno “patriottico” su Salerno, uno sul Happy Hour e uno sul gioco per locali “<a href="http://beta.nstreet.it/experience/193/280/Il+dr.+Why%3A+cultura+e+intrattenimento" target="_blank">Il Dr. Why</a>”.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Ho realizzato quattro video due dei quali, Mercatino vintage al circolo degli artisti e Borghetto Flaminio, dedicati ai mercatini delle pulci di Roma. Gli altri due  sono stati invece girati al al Circolo degli Artisti,  uno dei locali romani che da più spazio ai gruppi emergenti italiani e stranieri.<br />
</span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Come li hai fatti? (videocamera, telefonino) e come li hai prodotti (montaggio, software)?</span><br />
</span><span style="color: #993300;">Ho una fotocamera nuova ma, maledetto feticcio, ha una compressione mpeg1 e quindi devo convertire con Premiere e poi montare con <strong>Final Cut</strong>!!!<br />
</span><span style="color: #339966;">Videocamera e montaggio con <strong>PREMIERE CS3<br />
</strong></span><span style="color: #000080;">Ho utilizzato una videocamera digitale e li ho montati con <strong>Adobe Premiere Pro 1.5</strong>.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Li ho girati con un telefonino <strong>N96</strong>: è per me una sorta di “<strong>camera-stylo</strong>” contemporanea, una micro-macchina da presa facile da usare e non invasiva.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Che tipo di esperienze preferisci cacciare?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Quelle vere, dove mi diverto anche io o a cui provo un grande interesse.. specie se sono all&#8217;aria aperta!!<br />
</span><span style="color: #339966;">Non ho una categoria precisa, cerco di seguire quello che mi interessa, con naturalezza.<br />
</span><span style="color: #003366;">Preferisco ricercare delle esperienze particolari che si distaccano dalla solita routine come per esempio una mostra sulla donna nel giorno delle festa della donna.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Le esperienze che mi attraggono sono quelle relative al mondo della musica, dall’elettronica dei festival romani &#8211; come <strong>Dissonanze</strong>, <strong>Meet in Town</strong> all’auditorium &#8211; agli eventi dedicati alla musica rock indipendente &#8211; come<strong> Martelive</strong>; anche curiosare tra i vari mercatini e negozi vintage della capitale per poter scovare vestiti, accessori,   oggetti di un passato più o meno remoto  che ciclicamente torna alla ribalta rivisitato e influenzato dagli stili della contemporaneità.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Hai un metodo di ricerca degli eventi (<strong>Google</strong>, magazine on line) oppure preferisci il passaparola?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Amici o Facebook events e poi.. un segreto..<br />
</span><span style="color: #339966;">Il passaparola è sicuramente il migliore, ma consulto regolarmente google e magazine  on line.<br />
</span><span style="color: #003366;">E&#8217; uguale, l&#8217;importante che l&#8217;esperienza sia particolare e convincente.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Sicuramente mi fido molto dei consigli di amici che lavorano nell’organizzazione di serate romane, dai festival di musica elettronica ai concerti di band indie e molto altro;  certo non posso ritenermi estranea agli eventi suggeriti da facebook e myspace che in molte occasioni mi hanno incuriosito. Infine ci sono sicuramente riviste on-line e cartacee come <a href="www.neromagazine.it/" target="_blank">Nero magazine</a>, <a href="roma.zero.eu/" target="_blank">Zero Roma.</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Esci appositamente per fare delle risprese o porti il tuo telefonino con te e poi riprendi quello che fai?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Non ho un telefonino che fa riprese..<br />
</span><span style="color: #339966;">Porto con me la telecamera e riprendo quello che faccio, ma la porto solo quando so che potrebbe essere utile, quando fiuto qualcosa.<br />
</span><span style="color: #003366;">In genere esco appositamente per le riprese, però se mi trovo a vivere un&#8217;esperienza sul momento cerco di riprenderla (con il telefonino degli altri, perchè non ne possiedo uno dotato di telecamera)<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Porto sempre l&#8217;<strong>N96 </strong>che mi ha dato la redazione con me; soprattutto amo fare riprese e foto  durante i concerti o serate  particolari nei club romani.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Se dovessi scegliere tra questi ambiti di interesse: moda, design, <strong>lifestyle</strong>, techno, viaggi, cultura, musica, marketing, street style, dress code, guerrilla, dove ti posizioneresti?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Viaggi, cultura, marketing, guerrila e in parte minore lifestyle e street style.</span><br />
<span style="color: #339966;">Probabilmente tra cultura e musica.<br />
</span><span style="color: #003366;">Sicuramente fra viaggi e musica.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Sceglierei musica, moda, cultura, arte, street style.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Nella tua città ci sono eventi che definiresti cool? Come vivi il tuo territorio urbano?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Certamente: è Roma!!! Lo vivo benissimo, Sono sempre in bicicletta!!!</span><br />
<span style="color: #339966;">Ovviamente dipende cosa s&#8217;intende per cool, però si, moltissimi. Attualmente vivo in un posto diverso da quello in cui sono cresciuta, per cui credo ho percezione a metà tra uno studente fuori sede e un romano, però mi piacciono molto gli eventi locali, perchè ti fanno sentire più parte del territorio, più integrato nella realtà locale.</span><br />
<span style="color: #003366;">Oggi come oggi è cool andare in discoteca, anche se non è la mia passione preferita. Per me cool potrebbe essere anche andare a suonare in un locale. Venendo da Salerno, Roma mi appare un po&#8217; stressante, soprattutto per la distanza fra i vari posti, ma mi ci sto abituando presto.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Se cool vuol dire  <strong>aperitivo sushi</strong>, <strong>serata techno</strong> nel centro sociale vecchio stampo, <strong>negozi vintage</strong> nel centro della città, vernissage in gallerie d’arte underground, festival di fumetti e molto altro ancora,  direi che Roma è una città ricca di eventi cool. Gli stimoli che questa città offre sono numerosi e per tutti i gusti; per quanto mi riguarda amo vivere la mia città sia nella sua dimensione notturna legata più legata alla club culture sia in quella diurna e rilassata dei musei del centro, dei bistrot di <strong>Rione Monti</strong> e dei bar di <strong>San Lorenzo</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;esperienza è la relazione emotiva e cognitiva che noi abbiamo con il mondo, avviene in un contesto e tende a diventare memoria. C&#8217;è una esperienza che hai fatto e che avresti voluto tanto filmare?</span><br />
</span>La mia esperienza più grande è sicuramente il <strong>Camino de Santiago</strong>, un viaggio da pellegrino spirituale e/o culturale e/o religioso che ho fatto 2 volte e per 2 volte mi ha cambiato la vita<br />
</span><span style="color: #339966;">Una serata a londra in un locale piccolo, trovato per caso, che non ricordo nemmeno come si chiama<br />
</span><span style="color: #003366;">Avrei voluto filmare una volta in cui sono andato a suonare in un locale e una serata al ristorante cinese dove ne sono successe di tutti i colori.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Un anno fa  a Londra ho partecipato a Secret Cinema, un appuntamento al buio con lo schermo cinematografico:  gli spettatori non conoscono il film che sarà proiettato e solamente nelle ultime 48 ore vengono informati tramite facebook  o newsletter sulla location e l’orario della proiezione. Questa iniziativa, curata nei mini dettagli-dalle scenografie dei luogo prescelto alle installazioni , dalla musica dal vivo agli aperitivi offerti &#8211; ,rende la proiezione del film una esperienza multisensoriale e realmente collettiva!! Appunto, peccato non averla ripresa!!! Per fortuna  ci hanno pensato gli organizzatori. Ecco <a href="http://www.youtube.com/watch?v=f8kP6_d7Mvw&amp;feature=related" target="_blank">il link</a>.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Ti sentivi un opinion maker e un cool hunter anche al di fuori della piattaforma? Avevi già un tuo canale Youtube o Dailymotion? Che valore aggiunto ti porta questa esperienza?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Si mi sentivo un opinion maker e un cool hunter.. ho un mio canale Youtube da anni (sennò che opinion maker sarei?) Questa esperienza mi sta facendo scoprire un social network con un grande potenziale!<br />
</span><span style="color: #339966;">No, non mi sentivo un opinion maker nè un cool hunter, si,  avevo già un mio canale youtube. Quest&#8217;esperienza mi da il confronto con le esperienze delle altre persone, in un certo senso non mi interessa tanto per quello che faccio io ma quello che fanno gli altri.<br />
</span><span style="color: #003366;">Quella di Nseekers è la mia prima esperienza come ricercatore di esperienze e fino ad ora mi sta divertendo.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Sicuramente grazie alla mia esperienza lavorativa maturata  in un’agenzia di comunicazione ed ai miei studi in scienze della comunicazione posso ritenermi attenta osservatrice dei fenomeni sociali e delle nuove forme comunicative della contemporaneità ma solo di recente ho aperto una mia pagina su YouTube.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Due video di Nstreet che ti sono piaciuti particolarmente.</span></span><br />
<span style="color: #993300;"><a href="http://beta.nstreet.it/experience/167/237" target="_blank">Soul Food</a> e <a href="http://beta.nstreet.it/experience/206/296" target="_blank">Discesa in bike dal Terminillo</a>.<br />
</span><span style="color: #339966;">La <a href="http://beta.nstreet.it/experience/206/296" target="_blank">discesa in bici dal terminillo</a>, e il <a href="http://beta.nstreet.it/experience/188/272" target="_blank">Dr why </a>e <a href="http://beta.nstreet.it/experience/160/222" target="_blank">La fiera del fumetto a Milano </a>(sono 3  <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> )<br />
</span><span style="color: #003366;">Il video con il <a href="[12.46.32] Claudia Cecconato: http://beta.nstreet.it/experience/192/279" target="_blank">cubo di Rubik </a>risolto in meno di un minuto e il <a href="http://beta.nstreet.it/experience/202/292/Frozen+Kiss+a+Roma" target="_blank">Frozen Kiss</a>.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Thai chi a Piazza Vittorio  per la ritualità dell’evento, che ogni domenica mattina si ripete alla stessa ora e nello stesso luogo; <a href="http://beta.nstreet.it/experience/160/222" target="_blank">La fiera a Milano </a>per la stravaganza di chi ama  l’universo dei comics  e dei cartoons.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Che valore vuoi portare dentro questa Wikipedia delle esperienze? E cosa ti auguri di ottenere dalla tua partecipazione e dal resto della Community?</span><br />
</span><span style="color: #993300;">La cosa che vorrei scoprire di + sono le esperienze che fanno gli altri e possibilmente farle anche io .. come il Terminillo..</span><br />
<span style="color: #339966;">E&#8217; difficile dire che valore possa portare io, al di là della mia personale esperienza, come ho già detto mi interessa molto il resto della comunity.<br />
</span><span style="color: #003366;">Vorrei contribuire a dare il mio punto di vista sulle tendenze e conoscerne di nuove grazie alla Community.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Vedo l’esperienza di nstreet come una divertente opportunità per registrare nuove tendenze, mode ed esperienze, ma anche di replicarle prendendo spunto dai video degli altri utenti</span><br />
 <br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Quanto conta per te la condivisione? Cosa pensi dello sharing, del mix, del mash up?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">La condivisione è la parola chiave di oggi.. Il 2.0 si basa su quello, ciò vuol dire che tutta la società si basa sulla condivisione.</span><br />
<span style="color: #339966;">Credo che la condivisione sia fondamentale, e molto conveniente per tutti,  e credo che lo sharing e il mash up siano cose che fanno parte della nostra quotidianità tanto quanto il telefonino o le scarpe. Chi ancora non l&#8217;ha capito credo sia piuttosto indietro.<br />
</span><span style="color: #003366;">Non ne ho idea.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">Sono aspetti fondamentali del vivere la rete. La possibilità  di remixare video, di replicare  eventi vissuti da altri contribuiscono ad una reale condivisione collettiva di idee, opinioni ed esperienze.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Quale sarà la tua prossima esperienza?</span></span><br />
<span style="color: #993300;">Vorrei andare in Abruzzo ma ora nn si può.. da fine Aprile ai primi di Maggio sarò tra Belgio e Olanda.. ne vedremo delle belle!</span><br />
<span style="color: #339966;">Magari lo sapessi <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
</span><span style="color: #003366;">Penso un video per Pasquetta o una raccolta di alimentari per i terremotati dell&#8217;Aquila.<br />
</span><span style="color: #ff6600;">La prossima esperienza che vedrete sarà la serata in un locale romano recentemente scoperto, il Flux 23 in zona San Giovanni. Il nome della serata? Priscilla, la regina del deserto. Il Dress code ? Drag</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Grazie ragazzi, buon divertimento.</span></span></p>
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		<title>Lost in traslation: Italia-Inghilterra 0-1 su Scuola e Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 10:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giusto un anno fa in Italia si parlava delle &#8220;3 I&#8221; come soluzione per implementare il settore Scuola e Università: Impresa, Internet, Inglese. Secondo l&#8217;allora candidato premier Berlusconi, erano queste le chiavi per accedere al futuro. Oggi, sempre in Italia, imperversa il dibattito su come spendere i soldi destinati alla cultura, aperto dall&#8217;articolo di Baricco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto un anno fa in Italia si parlava delle <strong>&#8220;3 I&#8221;</strong> come soluzione per implementare il settore <strong>Scuola</strong> e <strong>Università</strong>: Impresa, Internet, Inglese. Secondo l&#8217;allora candidato premier Berlusconi, erano queste le chiavi per accedere al futuro. Oggi, sempre in Italia, imperversa il dibattito su come spendere i soldi destinati alla cultura, aperto dall&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html" target="_blank">articolo</a> di <strong>Baricco</strong> secondo il quale non varrebbe più la pena investire in cultura &#8220;alta&#8221; (teatro, mostre, musei), ma converrebbe piuttosto concentrarsi sulla <strong>tv </strong>per ottenere risultati didattici competitivi.</p>
<p>In quell&#8217;articolo, e nei <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/scalfari-27feb/scalfari-27feb.html" target="_blank">successivi</a> che lo hanno criticato o appoggiato, ci si dimenticava completamente di <strong>Internet</strong>, come ricorda <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200903articoli/41579girata.asp" target="_blank">Mantellini</a>, in un momento in cui il nostro Paese soffre di una lentezza preoccupante rispetto agli altri paesi europei e del mondo in tema di alfabetizzazione digitale. Essendo, invece, Internet un &#8220;luogo moderno ed attuale della crescita culturale del paese&#8221; (sempre per usare le parole di Mantellini), nel Regno Unito se ne sono accorti, e in maniera decisamente più articolata rispetto sia alla già Ministra della Pubblica Istruzione Letizia Moratti sia alle decisioni dell&#8217;attuale Governo di Centro-Destra, che ha infatti pensato bene di tagliare i fondi a Scuola e Università e Ricerca, dimostrando che le 3 I erano solo una vuota promessa elettorale fatta senza nessuna coscienza del loro valore di strumenti e ambiti di crescita culturale e non solo di tecnicismi regressivi.</p>
<p>La buona notizia è che nel Regno Unito hanno preso alla lettera le direttive della Comunità Europea che qui da noi sono spesso interpretate fantasiosamente o che finiscono <em>lost in traslation</em> (a dispetto dell&#8217;intento di studiare meglio l&#8217;inglese). L&#8217;Europa ci chiede di puntare sull&#8217;Informatica. Nel 2000 il Consiglio europeo di Lisbona fissò l&#8217;ambizioso obiettivo di trasformare quella del Vecchio continente &#8220;nell&#8217;economia più dinamica e competitiva del mondo&#8221;.</p>
<p>La notizia la riporta il <a href="http://www.guardian.co.uk/education/2009/mar/25/primary-schools-twitter-curriculum" target="_blank">Guardian </a>di oggi: la Riforma scolastica che verrà proposta in Parlamento il mese prossimo da Sir <strong>Jim Rose</strong> &#8211; già Direttore dell&#8217;Ufficio Standard scolastici di Sua Maestà &#8211; prevede l&#8217;impiego crescente delle tecnologie informatiche a fini didattici insieme all&#8217;ampliamento dell&#8217;autonomia degli insegnanti in merito soprattutto al modo di trasmettere agli studenti le nozioni della didattica tradizionale. Già alle elementari, i bambini dovranno essere in grado, pena la compromissione del loro curriculum, di usare una casella e-mail, di consultare <strong>Wikipedia </strong>per le loro ricerche, di utilizzare <strong>Twitter</strong> e <strong>Facebook</strong> per essere in contatto con la propria rete di amicizie e aprirsi così gradualmente al mondo connesso. <strong>Blogging</strong>, <strong>podcasts</strong>, <strong>e-book</strong>, saranno ambiti e strumenti di apprendimento al pari della Storia, della Letteratura inglese, della Comunicazione, della Comprensione Sociale e Ambientale. Le fonti di informazione e gli strumenti di comunicazione saranno in questo modo implementati e arricchiti a favore della multimedialità, della crossculturalità e del multitasking, non ridotti a favore di una perdita dell&#8217;attitudine alla scrittura o delle modalità di apprendimento consolidate, come paventano i tecnofobici, e come si rischia di pensare alla tecnologia fossilizzandola nell&#8217;imperativo arido e aziendalista delle 3 I.</p>
<p>I piccoli studenti inglesi sembrano entusiasti. Lo siamo anche noi per loro, lo saremmo anche noi per quelli del nostro Paese, e speriamo che potremo esserlo presto.</p>
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