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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; contenuti</title>
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		<title>What&#8217;s Crowdsourcing?!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovvero "crowd - gente comune" e "sourcing – affidamento” = affidare al pubblico parte delle proprie attività. Ecco qualche esempio molto creativo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15798" class="wp-caption alignleft" style="width: 189px"><img class="size-medium wp-image-15798" title="blog.theblogtv.it-wp-content-uploads-libro_crowd" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/11/blog.theblogtv.it-wp-content-uploads-libro_crowd-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Creare, partecipare, community. E ancora condividere, unirsi, creatività collettiva. Il crowdsourcing è tutto questo e molto altro ancora, è una risorsa per chi crea, e una risorsa per il business. Così è come lo spiegherei io in poche parole.</p>
<p>E&#8217; stato spiegato molto meglio nel corso dell&#8217;evento di presentazione dell&#8217;edizione italiana del libro cult di <strong>Jeff Howe</strong>, intitolato appunto <strong>&#8220;Crowdsourcing&#8221;</strong>, a Milano a metà novembre.<br />
Partiamo dalla base, dalla parola,<strong> crowdsourcing</strong> = &#8220;crowd &#8211; gente comune&#8221; e &#8220;sourcing – affidamento”, quindi affidare al pubblico parte delle proprie attività. Un modello, sociale prima e di business poi, basato sul <strong>coinvolgimento  delle community </strong>che creano valore per le imprese, modello che negli  ultimi anni ha trovato nella capacità di aggregazione e scambio fornito dal web il suo terreno ideale di crescita.</p>
<p>Nel corso della presentazione, il curatore dell&#8217;edizione italiana e amministratore delegato di<strong> </strong><a href="http://www.theblogtv.it" target="_blank">The Blog Tv</a>, <strong>Bruno Pellegrini</strong>, ha portato esempi concreti di esperienze partecipative italiane ed estere. E ha commentato così: <em>&#8220;La ragione del successo di Howe è stata proprio quella di fornire un modello &#8216;pratico e accessibile&#8217; di creazione di valore partecipativo e di farlo concentrandosi su un aspetto, quello economico, proprio in un periodo di forte shock del sistema.&#8221;</em> E ancora: &#8220;<em>Il libro di Howe chiarisce la natura del crowdsourcing che prevede l’affidamento di un lavoro ad una community di individui esterni. Una “creatività collettiva” in grado di generare valore per le organizzazione che &#8211; grazie al modello del crowdsourcing &#8211; la riescono ad attivare e la rendono un fattore di vantaggio competitivo.&#8221;</em></p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R99ADGDmH5Q?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R99ADGDmH5Q?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Anche in Italia il crowdsourcing è in continua crescita e sta assumendo sempre più importanza nel business delle imprese.</p>
<p>Tra gli esempi più creativi di partecipazione creativa (ma ce ne sarebbero a decine), citiamo il <strong>“Cadavre Exquis” di Tim Burton</strong>, ovvero quel gioco letterario inventato a metà degli anni ‘20 del secolo scorso da Marcel Duhamel, Jacques Prévert et Yves Tanguy che consiste nel creare collettivamente una frase, un racconto o un disegno: ognuno dà il suo contributo senza avere la minima idea di come abbiano contribuito gli altri giocatori prima di lui. Il risultato è un collage sequenziale e surreale di frammenti che dà luogo a una altrettanto surreale narrazione composta da immagini, disegni, parole&#8230;</p>
<p>Vi consigliamo di dare un&#8217;occhiata anche al video <strong>&#8220;A life on Facebook&#8221;</strong>, che potete <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AYU7zNGY9KQ&amp;feature=player_embedded" target="_blank">vedere qui</a>.</p>
<p>E poi c&#8217;è <a href="http://www.userfarm.com/" target="_blank">UserFarm</a>, un perfetto esempio di crowdsourcing in Italia, Spagna e Francia, firmato TheBlogTV.<br />
Altri esempi? Li trovate nel libro di Howe, of course.</p>
<p><strong>Avete visto qualcosa di interessante? Segnalatelo con un commento!</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 439px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h2>“A life on Facebook”</h2>
</div>
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		<title>Tutti vogliono la bacchetta magica</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/tutti-vogliono-la-bacchetta-magica.html</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 09:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho il mio blog. Ho il mio sito. Ma come trasformo in un'applicazione mobile professionale il mio contenuto web?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15332" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://appwizard.ovi.com/web_nokia/signIn.jsp" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-15332" title="WizardMano" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/11/WizardMano-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Hai il tuo sito. Oppure hai un blog. E vorresti che i tuoi contenuti fossero davvero accessibili ovunque, da chiunque, in mobilità. E&#8217; questo il risultato di un sondaggio: <strong>tutti vogliono la propria applicazione</strong>.</p>
<p>Ma leggiamo più a fondo i risultati della ricerca. <strong>Il 69% dei partecipanti dichiara di non avere ancora un’app dedicata al proprio blog o sito, ma, tra questi, ben quasi il 90% sarebbe disposto a svilupparla (se fosse gratuita)</strong>.</p>
<p>Ma perché se è così alto il desiderio, non hanno preso in considerazione l&#8217;opportunità di realizzarla?</p>
<p>Tra coloro che non hanno una propria app:</p>
<p>- il 60% dichiara di non averla implementata perché non conosce nessuno sviluppatore o non crede di potercela fare da solo<br />
- il 18%  la ritiene un’attività troppo complicata<br />
- il 22% considera troppo alti i costi di sviluppo</p>
<p>In due parole i freni sono: <strong>costi</strong> e <strong>capacità</strong>. E alla domanda &#8220;saresti <strong> </strong>disponibile a frequentare un corso formativo per imparare a sviluppare autonomamente la tua applicazione?&#8221;, il <strong>94% dei partecipanti </strong>al sondaggio ha risposto affermativamente.</p>
<p>Il messaggio è chiaro, <strong>Nokia ha recepito al volo</strong> e ha deciso di <strong>offrire un training gratuito a tutti gli interessati</strong>.</p>
<p><strong>Dal 24 al 26 Novembre </strong>Nokia organizzerà presso i propri uffici di Milano dei corsi di formazione gratuiti per insegnare a tutti coloro che lo desiderano come poter sviluppare la propria app in pochi click grazie a <a href="http://appwizard.ovi.com/web_nokia/signIn.jsp" target="_blank">Ovi App Wizard</a>. Per iscriversi è sufficiente compilare il form online su <a href="http://appwizard.ovi.com/web_nokia/signIn.jsp" target="_blank">www.nokia.it/oviappwizard</a><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Cos&#8217;è Ovi App Wizard?</em></strong></p>
<p>Ovi App Wizard è il tool che consente di trasformare in modo facile i <strong>contenuti web in un’applicazione</strong>, anche senza saper programmare.</p>
<p>Ovi App Wizard guida l’utente in tutte le fasi del processo:</p>
<p>- creazione vera e propria dell’app<br />
- scelta della grafica e delle icone<br />
- pubblicazione all’interno del Nokia Ovi Store</p>
<p>La pubblicazione sul Nokia Ovi Store è un’ottima opportunità per raggiungere un pubblico sempre più ampio grazie alla piattaforma di distribuzione Ovi Store. Inoltre, <strong>Ovi App Wizard</strong> permette di condividere i contenuti creati anche tramite <strong>Twitter e Facebook</strong>.</p>
<p>Importanti aziende attive nel settore dei media, della musica, dello sport e del tempo libero hanno già utilizzato il nuovo tool presente in Ovi Store (National Geographic, 24.com, Yahoo, The Economist, Greenpeace, EMI Music, IDG, Aftonbladet, Berlingske, Hubert Burda Media, Axel Springer, WWF, Travel Channel, Food Network, Cosmopolitan, Men&#8217;s Health e ZDNet&#8230;)</p>
<p><a href="http://appwizard.ovi.com/web_nokia/signIn.jsp" target="_blank">E tu, cosa aspetti? Prova Ovi App Wizard!</a></p>
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		<title>Da 0 a ∞</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri abbiamo iniziato il nostro viaggio di avvicinamento dentro il festival organizzato da More Than Zero. Siamo partiti dalla fine, dalla serata organizzata da Xplosiva con la guest star Kode09, per arrivare, domani, alla diretta della giornata, che seguiremo passo per passo con un metodo di regie incrociate. Oggi entriamo nel vivo dell’evento: si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo iniziato il nostro viaggio di avvicinamento dentro il festival organizzato da <a href="http://www.morethanzero.it/index.php/it/festival.html" target="_blank">More Than Zero</a>. Siamo partiti dalla fine, dalla serata organizzata da <a href="http://www.xplosiva.com/public/index.php" target="_blank">Xplosiva</a> con la guest star <strong>Kode09</strong>, per arrivare, domani, alla diretta della giornata, che seguiremo passo per passo con un metodo di regie incrociate.</p>
<p>Oggi entriamo nel vivo dell’evento: si tratta di un’occasione, unica in Italia, di incontro tra le diverse soggettività e professionalità che popolano la scena del <strong>crossmediale</strong>, dando vita o promuovendo e realizzando progetti che utlizzando il multicanale per far vivere un’idea.</p>
<p>In questo che è un grande evento di <strong>networking</strong>, imprese, creativi, studenti, istituzioni e broadcaster si confrontano per il secondo anno di seguito nell’ambito della <a href="http://www.triennale.it/" target="_blank">Triennale di Milano</a> per lanciare e accogliere la sfida di confezionare contenuti innovativi, per dare vita a progetti di comunicazione crossmediali, che utilizzino cioè tutti i canali della comunicazione contemporanea, dal <strong>web</strong> al cinema, dai cellulari alla tv e alla radio, per cambiare il modo di comunicare un brand, fare politica, o mettere in cantiere idee che altrimenti resterebbero sogni, o al massimo <strong>numeri 0</strong>.</p>
<p><a href="http://www.morethanzero.it/"><img class="alignnone size-full wp-image-999" title="header" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/header.jpg" alt="header" width="1020" height="140" /></a></p>
<p>La metafora del “<strong>cantiere digitale</strong>” che fa da claim all’evento sembra la più azzeccata: insieme al logo disegnato sulla stilizzazione di un giardino, offre un’idea del lavoro, fatto di fatica, strumenti, strategia, cioè in definitiva del progetto finalizzato a un obiettivo, che fa fiorire le idee nel momento utilizzando il motore della<strong> Rivoluzione digitale</strong>.</p>
<p>Una fioritura che però non è isolata o in vitro: quello che domani i singoli di panel di discussione abbozzeranno sarà un ideale di fioriture transmediali, in cui le diverse soggettività si integrino a vicenda.</p>
<p>Infatti, verranno lanciati dei<strong> contest</strong> (per la tv, il mobile, l’advertising, il visual design, ecc ).</p>
<p>L’obiettivo è creare un <strong>network </strong>nazionale e internazionale tra chi cerca e chi offre contenuti e creatività nei diversi ambiti progettuali, entertainment, <strong>brand </strong>e a<strong>dvertising</strong>, utilizzando le possibilità partecipative del Web 2.0.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> sarà presente ancora domani, fin dentro le immagini della giornata, con dirette, interviste e contenuti da condividere sulla prima piattaforma di condivisione delle <strong>esperienze</strong> geolocalizzate.</p>
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		<title>Perché WordPress: una recensione</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/perche-wordpress-una-recensione.html</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 20:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella guerra tra mainstream e indy alcuni prodotti di gestione e pubblicazione di contenuti dimostrano il loro valore nella durata e nalla capacità di trasformarsi a seconda dei cambi di scenario e in seguito all&#8217;aumento esponenziale delle esigenze degli utenti, in termini di performanza, adattabilità, configurabilità e possibilità di integrare plug in e multimedialità. Abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella guerra tra <strong>mainstream</strong> e <strong>indy</strong> alcuni prodotti di gestione e pubblicazione di contenuti dimostrano il loro valore nella durata e nalla capacità di trasformarsi a seconda dei cambi di scenario e in seguito all&#8217;aumento esponenziale delle esigenze degli utenti, in termini di performanza, adattabilità, configurabilità e possibilità di integrare <strong>plug in</strong> e multimedialità. Abbiamo condotto un sondaggio interno tra i blogger, i<strong> beta testers</strong> di <strong>Officina</strong> e della versione private beta di <strong>Nstreet</strong>. Tra feticisti di <strong>WordPress</strong> e scettici, tra integrati e alternativi, Officina, che ha scelto WordPress per le proprie pubblicazioni, ha voluto dare un&#8217;occhiata in giro per vedere che ne pensano altri bravi blogger. Cos&#8217;ha in più <strong>WordPress</strong>? Perché un&#8217;azienda dovrebbe adottarlo come software di <strong>blogging</strong> invece di affidarsi a uno dei tanti prodotti che sono a disposizione? Una delle opinioni più siginificative che abbiamo raccolto, utile per entrare nel mondo di <strong>WordPress</strong> e capirne pregi e difetti, è quella che <strong>Franco Dalfovo</strong> aka <strong><a href="www.strikeweb.it " target="_blank">Strike Web</a></strong> ha rilasciato ad <strong>Eddy Pedro</strong>, nostro pioniere di Nstreet. Potete vederla qui accanto.</p>
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		<title>Cose che il web (non) avrebbe (mai) voluto vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di comunicazione veicolano? Assuefatti ai contenuti della tv generalista e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di <strong>comunicazione</strong> veicolano? Assuefatti ai contenuti della <strong>tv generalista</strong> e alle solite chiacchiere, molti utenti migrano verso il <strong>web</strong> in cerca di novità. E&#8217; questa la nuova frontiera del <strong>citizen journalism</strong>? Forse sì. Conosciamoli meglio.</p>
<p><strong>Daniela</strong>: Ciao. Chi siete, quanti siete, da dove venite.<br />
<strong>Giorgio</strong><em>: Mi chiamo <strong>Giorgio Magri</strong>, sono il giornalista in studio ed uno degli autori, vengo da Paperopoli e di lavoro faccio il tecnico luci, ho pensato di fare il tgng ed ho chiamato il povero Di Giorgio perché per commentare le notizie italiane le mie cazzate non bastavano.. ci voleva qualcuno che le sparasse grosse grosse…<br />
</em><strong>Silvio</strong><em>: <strong>Silvio Di Giorgio</strong>, scrivo le notizie e dall&#8217;ultimo tg mi occupo anche del montaggio (in senso tecnico, non sessuale visto che lo conosco da poco). Sono di Benevento ed essere cresciuto nel feudo di Mastella mi portava a due possibili conclusioni: la droga o la satira. Ho scelto la via più dolorosa.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Che vuol dire <a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">TgNG </a>?<br />
<em><strong>G</strong>: &#8220;Telegiornale noi Giorgi&#8221;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: <strong><a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">Kazinger</a></strong> suona familiare. Citazione di un cartone giapponese o sberleffo alle alte sfere della cristianità?<br />
<strong>G</strong><em>: E&#8217; prima di tutto un soprannome che mi accompagna da tempo immemore, in secondo luogo uno sberleffo alle alte sfere della cristianità.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Vi sentite di affermare che siete nel solco della satira oppure siete in una zona che siete i primi a  battere?<br />
<strong>G</strong><em>: Siamo i primi a battere in questa zona? Speriamo che non arrivino ordinanze strane…<br />
</em><strong>S</strong><em>: Satira e nulla più. Poi ci basta sapere che non abbiamo nulla a che fare con il <strong>Saturday Night Live</strong> di Italia1.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Il politicamente scorretto funziona di più in rete allora.<br />
<strong>G</strong>:<em> Si credo che Lippi sia un ottimo allenatore…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>Funziona in rete perchè è permesso solo in rete. Ma solo perchè non sono ancora riusciti ad imbrigliarla. Questione di tempo. Ma dopo troveremo un altro sistema: Pasquino non muore mai&#8230;</em></p>
<p><strong>D</strong>: A proposito, perché le vostre cose girano su internet, sui blog, nelle <strong>Community</strong>? è una scelta suppongo.<br />
<strong>G</strong>:<em> Mah, non credo esistano televisioni pronte a mandare in onda tgng… tu che dici?<br />
</em><strong>S</strong>: <em>E&#8217; una scelta obbligata ed un punto di partenza. Io miro a scrivere i testi per Radio Maria.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Avete avuto casi di censura da parte di siti che ospitavano le vostre cose?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora no.<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Solo autocensura. Kazinger è un vero animale quando scrive: a volte devo bruciargli le sigarette sotto i piedi per convincerlo ad andarci più soft con le battute. Una volta voleva accostare Berlusconi alla mafia&#8230;Con tutti i sacrifici che ho dovuto fare per entrare in Cosa Nostra!</em></p>
<p><strong>D</strong>: A parte tutto, cosa c’è di salvabile nei mass media tradizionali per chi come voi si rivolge ad un pubblico definitivamente smaliziato?<br />
<strong>G</strong>: <em>Niente</em>.<br />
<strong>S</strong>:<em> I bravi giornalisti ci sono ma hanno la stessa visibilità dei titoli di coda di un film porno.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: E cosa c’è di sicuramente marcio o di poco chiaro nei meccanismi che si attivano in rete? Non sarà mica davvero il paese di Bengodi in cui si può dire tutto?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora lo si può fare se coperti dall’anonimato, e noi non lo siamo, inoltre soppesiamo attentamente le nostre battutacce, soprattutto quelle sporche, certo non è tutto oro ciò che luccica… però l’aria che si respira in rete e decisamente meno oppressa… la televisione è una pagliacciata, sembra di vedere i cinegiornali luce del ventennio… ridicolo…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Della rete non mi piace chi si nasconde dietro un nick. Anche io uso un nick quando rimorchio le suore in calore su <strong>Facebook</strong>, ma quando parlo di politica, soprattutto quando lo faccio negativamente, cioè sempre, mi firmo con nome e cognome. A volte il mio.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Molti comici o intellettuali che fanno anche satira sono emigrati nella rete proprio per i limiti imposti dai media tradizionali. Voi siete partiti dalla rete: intendente amministrarvi al mainstream, prima o poi, o pensate di diventare famosi ed esportare i vostri codici altrove?<br />
<strong>G</strong>:<em> Uhm… ti ripeto, la natura stessa del tgng ci preclude a priori la “grande distribuzione”, se qualcuno sarà disposto  a farlo… boh… peggio per lui…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Internet la considero una palestra dove provare i testi, mi riferisco anche al mio blog, dove sto raggranellando un sorprendente numero di “adepti”. Ho scritto un libro satirico ma vista la situazione generale italiana ho più probabilità di essere pubblicato se scrivessi il seguito del Mein Kampf. Ho intenzione di provare anche su altri canali: qualcosa già si è messo in moto ma non ne parlo per scaramanzia.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Il vostro linguaggio è parodistico, nel senso che utilizza i codici tradizionali per produrre effetti destabilizzanti. Quali sono secondo voi le nuove frontiere linguistiche della satira? Non è stato già detto tutto in tutti i modi possibili.<br />
<strong>G</strong>:<em> Sicuramente il” format” tgng non è niente di nuovo… ( <strong>Luttazzi,</strong> <strong>Rocco Tanica</strong> etc.) lavorando sull’attualità comunque si ha una miniera inesauribile, magari son già stati utilizzati tutti i linguaggi ma nessuno può ridere di cose che non sono ancora successe…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Le parole hanno milioni di combinazioni possibili; il tg è un format inflazionato, ma se il contenuto è originale lo spettatore si dimentica del contenitore e si concentra sul contenuto.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Quali sono i vostri modelli?<br />
<strong>G</strong>: <em>I grandi buffoni dissacranti in genere Dario Fo, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Emilio Fede… io inoltre sono cresciuto a pane ed Elio e questo sicuramente ha influito…<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Groucho Marx e Woody Allen innaffiati da una spruzzatina di Daniele Luttazzi.<br />
</em> </p>
<p><strong>D</strong>: Per fare quello che fate che tipo di competenze avete? Avete seguito dei corsi? È proprio fondamentale conoscere gli strumenti del mestiere per pubblicare contenuti in rete, oppure va bene anche l’artigianale per cavalcare il passaparola, i meccanismi del <strong>viral</strong>, il <strong>buzz</strong>?<br />
<strong>G</strong>:<em> Il mio lavoro non ha nulla a che vedere con tgng  e non ho frequentato nessun corso né scuola particolare, per il viral ed il buzz io non ho studiato il francese non ti posso aiutare..<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Se non esistessero i forum di internet a quest&#8217;ora starei ancora cercando di capire come si accende il tostapane.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Per far girare i vostri lavori fate parte di diverse Community. Insomma la condivisione è la chiave per il futuro dell’innovazione anche linguistica in rete?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sì devo dire che lo <strong>sharing </strong>è importante per noi della new generation che cerchiamo un slot nella community del web che ci dia visibilità nel week end al brunch col welcome drink…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Stai cercando di rimorchiarmi?<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Secondo voi quel è il vostro tg più riuscito? Ce lo raccontate?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sarebbe come se mi chiedessi qual è il figlio che preferisci… tecnicamente la terza puntata è sicuramente la più efficace, per i testi è un evoluzione continua, non ho un preferito<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Ad ogni tg introduciamo una qualche miglioria quindi direi che il più riuscito è sempre l&#8217;ultimo. Considera poi che lo scriviamo sentendoci al tel o via mail&#8230;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Che pensate dei giovani di oggi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sono incolpevolissimi ignoranti…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>I giovani d&#8217;oggi sono la classe dirigente e politica che veglierà domani sulla mia vecchiaia. Quando ci penso mi conforta sapere di avere una pistola nel comodino.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Ci fate la playlist delle cose migliori della rete secondo voi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Questi sono i siti che guardo più spesso:</em><br />
<em>1-sabinaguzzanti.it<br />
2-italiadallestero.info (traduzioni di articoli stranieri)<br />
3-voglioscendere.it<br />
4-istruzioni generiche per la costruzione di ordigni esplosivi<br />
5-giovani donne in abiti succinti e/o senza abito alcuno.<br />
6-il blog di Silvio Di Giorgio<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Oltre al sito dove ti spogli in webcam?<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Simpaticissimi. Avete lo spazio di due righe per dire quello che volete su internet e libertà. Avanti.<br />
<strong>G</strong>: <em>I pazzi non siamo noi, in un mondo normale si vedrebbero i veri giornalisti in televisione e quelli di studio aperto che scrivono sul muro con la bomboletta, ridiamoci sopra, se ci scoraggiamo è finita; SARA’ UNA RISATA CHE LI SEPPELIRA’!<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Io non c&#8217;entro niente con questa storia! L&#8217;anno scorso Kazinger ha rapito mia nonna e da allora sono costretto a scrivere questa porcheria di Tg. Aiutatemi!<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Grazie. Intendo grazie comunque…<br />
<strong>G</strong>: <em>Grazie? E de che? sò 180 euri&#8230;&#8221;<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Grazie a te, è stato un onore: le tue domande denotano una spiccata intelligenza e cultura. (Ora che ho ripetuto tutto quello che volevi tu me lo dai o no l&#8217;antidoto?). Grazie dell&#8217;attenzione che ci stai concedendo, un abbraccio Silvio p.s. Ti amo</em></p>
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