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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; comunicazione</title>
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		<title>Avete vinto un premio</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera l'Interactive Key Award, l'evento dedicato al web e alla comunicazione, ha premiato i professionisti della comunicazione digitale: fuori i nomi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nokia.it/play" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-14562" title="IKA_premio2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/09/IKA_premio2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Ieri sera si è tenuta all’Università IULM di Milano la premiazione <strong>dell&#8217;Interactive Key Award</strong>, il premio dedicato alla creatività nella progettazione e realizzazione di siti web.</p>
<p>L&#8217;Interactive Key Award coinvolge e premia i professionisti che si sono distinti nella comunicazione on line per <strong>creatività, originalità e innovazione tecnologica</strong>.</p>
<p>E tra vincitori di quest&#8217;anno c&#8217;è anche <strong>Nokia Play</strong>!</p>
<p>Siamo felici di condividere con voi questo premio che vedete sulla sinistra e che ha già trovato il suo posto nella <strong>redazione di Nokia Play</strong>, un riconoscimento che ci stimola a fare sempre di più per rendere il sito ancora più ricco, coinvolgente, interessante.</p>
<p>In platea erano presenti ospiti del mondo del giornalismo, dello spettacolo, della cultura e i <strong>migliori professionisti del mondo della comunicazione</strong>.</p>
<p>La giuria dell&#8217;<a href="http://www.mediakey.tv/index.php?id=awards" target="_blank">Interactive Key Award</a> è composta da oltre cento esperti del web e delle nuove tecnologie, account manager, creative director e giornalisti di settore. I criteri in base ai quali i giurati hanno valutato i lavori iscritti sono <strong>la creatività, la qualità dei contenuti, l&#8217;innovazione e la facilità di fruizione</strong>.</p>
<p>Grazie a <a href="http://www.nokia.it" target="_blank">Nokia</a>, ai nostri collaboratori e ai nostri utenti per il supporto: <strong>questo premio è di tutti noi</strong>.</p>
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		<title>Come ti salvo un vino con Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blognpit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viralavatar non  sa resistere:  partecipa a tutti gli eventi a cui viene invitato su Facebook, intreccia conoscenze coi blogger di casa sua e di tutta Italia e organizza con loro serate e happening. La sera del 13 Maggio ha deciso di andare in un locale di San Lorenzo, a Roma, per partecipare ad un evento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a> non  sa resistere:  partecipa a tutti gli eventi a cui viene invitato su <strong>Facebook</strong>, intreccia conoscenze coi <strong>blogger</strong> di casa sua e di tutta Italia e organizza con loro serate e happening. La sera del 13 Maggio ha deciso di andare in un locale di San Lorenzo, a<strong> Roma</strong>, per partecipare ad un evento un po’ insolito, per uno che vive di schermi e realtà aumentata.</p>
<p>Si trattava di un evento promosso su <strong>Facebook</strong> dal <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1504893263&amp;ref=name#/group.php?sid=33756d0197e822c23a4de885f56cab8c&amp;gid=62018413266&amp;ref=search" target="_blank">gruppo Vernaccia</a>.<br />
<a href="http://www.nstreet.it/profile/90/viralavatar" target="_blank">Viralavatar</a> non ha resistito, e tirata fuori la telecamera ha chiesto ad <a href="http://www.nstreet.it/profile/313/Andrea" target="_blank"><strong>Andrea Riccio</strong></a>, fondatore del gruppo, di raccontare la sua storia.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/313/Andrea" target="_blank">Andrea</a>, prima docente freelance nei corsi di <strong>Marketing</strong> di tanti istituti sardi, decide a un certo punto di mettersi in proprio ed organizzarli da sé: nasce &#8220;Marketing e formazione&#8221;, una specie di &#8220;centro benessere per le imprese piccole&#8221;.</p>
<p>Un giorno, discutendo con un amico produttore della Vernaccia, antichissimo vino di <strong>Oristano</strong> la ciu storia è visibile in <a href="http://www.nstreet.it/experience/704/1400" target="_blank">questo video</a> su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>, apprende dispiaciuto che per motivi economici la sua storica cantina è costretta ad abbandonare la produzione di questo tesoro.</p>
<p>Abbiamo raggiunto <a href="http://www.nstreet.it/profile/313/Andrea" target="_blank">Andrea</a>, che fuori dal video ci ha raccontato la sua impresa ai limiti del <strong>marketing</strong>:</p>
<p>Come è nato il <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1504893263&amp;ref=name#/group.php?sid=33756d0197e822c23a4de885f56cab8c&amp;gid=62018413266&amp;ref=search" target="_blank">gruppo Vernaccia</a>?<br />
<em>Sinceramente preoccupato, dopo il colloquio con il mio amico produttore, leggo un articolo su un blog e comincio a commentare.<br />
Reagisco a colpi di tastiera, scrivo un pezzo ma, da marketer, dovendo ragionare con la testa della gente e non con la mia, creo un gruppo su <strong>FB</strong> per tastare il polso della situazione. Ed il polso batte, eccome! Ad oggi, 1300 iscritti.</em></p>
<p>Dopo aver tastato il polso al popolo<em> on line</em>, come ti muovi per mobilitare e sensibilizzare il gusto delle persone verso questo prodotto antico, uno dei più analogici, legati alla convivialità, come il vino?<br />
<em>Dell&#8217;evento “aRoma di Vernaccia” sai bene, adesso, per complicarmi la vita, sto organizzando un Cavatappi d&#8217;idee: per rendere la Vernaccina più attraente e far sì che nei bar oristanesi e non si trovi finalmente quella buona, bisogna partire dal basso: far sì che la gente la chieda. Come? affiancandola all&#8217;arte, di tutti i sensi.</em></p>
<p>Chi vi segue?<br />
<em>Io cerco di coinvolgere artisti di tutti i tipi, dai fotografi ai cuochi, dai musicisti ai webmaster, perchè, per fine luglio, realizzino un&#8217;opera ispirata alla Vernaccia, ed in quei giorni le si esponga per le strade o nelle vetrine dei negozi, per spingere la gente a chiederla, quindi ai baristi a rifornirsene, quindi i produttori a rimboccarsi le maniche.</em></p>
<p>Funziona questo connubio tra artisti, produttori, esperti di marketing, intenditori e appassionati, tutti legati dalle reti sociali dell&#8217;era digitale?<br />
<em>La risposta è senza dubbio molto incoraggiante. A parte un sacco di gente sto coinvolgendo anche Comune, Provincia e CCIAA, oltre alla collaborazione con un festival musicale molto apprezzato che, per pura coincidenza, doveva terminare in quei giorni proprio in una Cantina di Vernaccia di un paesino attorno. Vedremo come fare.</em></p>
<p>È  per questo amore della contaminazione che i seminari che organizzi, al posto del programma delle giornate e della successione degli interventi, ha un menù?<br />
<em>Sì! Hai visto la nuova <a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/semi-nario.pdf" target="_blank">locandina di Semi-nario</a>, scometto. Si tratta di un seminario che si terrà il 20 Giugno e che ho preparato insieme ad altre persone sui modi innovativi di fare Marketing nel Web 2.0.</em> Non è più pensabile regolare la propria attività senza tenere conto dell&#8217;importanza dei social network.</p>
<p>Grazie Andrea, e in bocca al lupo.<br />
<em>Grazie a te, e salute a tutti.</em></p>
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		<title>Cose che il web (non) avrebbe (mai) voluto vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di comunicazione veicolano? Assuefatti ai contenuti della tv generalista e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di <strong>comunicazione</strong> veicolano? Assuefatti ai contenuti della <strong>tv generalista</strong> e alle solite chiacchiere, molti utenti migrano verso il <strong>web</strong> in cerca di novità. E&#8217; questa la nuova frontiera del <strong>citizen journalism</strong>? Forse sì. Conosciamoli meglio.</p>
<p><strong>Daniela</strong>: Ciao. Chi siete, quanti siete, da dove venite.<br />
<strong>Giorgio</strong><em>: Mi chiamo <strong>Giorgio Magri</strong>, sono il giornalista in studio ed uno degli autori, vengo da Paperopoli e di lavoro faccio il tecnico luci, ho pensato di fare il tgng ed ho chiamato il povero Di Giorgio perché per commentare le notizie italiane le mie cazzate non bastavano.. ci voleva qualcuno che le sparasse grosse grosse…<br />
</em><strong>Silvio</strong><em>: <strong>Silvio Di Giorgio</strong>, scrivo le notizie e dall&#8217;ultimo tg mi occupo anche del montaggio (in senso tecnico, non sessuale visto che lo conosco da poco). Sono di Benevento ed essere cresciuto nel feudo di Mastella mi portava a due possibili conclusioni: la droga o la satira. Ho scelto la via più dolorosa.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Che vuol dire <a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">TgNG </a>?<br />
<em><strong>G</strong>: &#8220;Telegiornale noi Giorgi&#8221;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: <strong><a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">Kazinger</a></strong> suona familiare. Citazione di un cartone giapponese o sberleffo alle alte sfere della cristianità?<br />
<strong>G</strong><em>: E&#8217; prima di tutto un soprannome che mi accompagna da tempo immemore, in secondo luogo uno sberleffo alle alte sfere della cristianità.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Vi sentite di affermare che siete nel solco della satira oppure siete in una zona che siete i primi a  battere?<br />
<strong>G</strong><em>: Siamo i primi a battere in questa zona? Speriamo che non arrivino ordinanze strane…<br />
</em><strong>S</strong><em>: Satira e nulla più. Poi ci basta sapere che non abbiamo nulla a che fare con il <strong>Saturday Night Live</strong> di Italia1.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Il politicamente scorretto funziona di più in rete allora.<br />
<strong>G</strong>:<em> Si credo che Lippi sia un ottimo allenatore…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>Funziona in rete perchè è permesso solo in rete. Ma solo perchè non sono ancora riusciti ad imbrigliarla. Questione di tempo. Ma dopo troveremo un altro sistema: Pasquino non muore mai&#8230;</em></p>
<p><strong>D</strong>: A proposito, perché le vostre cose girano su internet, sui blog, nelle <strong>Community</strong>? è una scelta suppongo.<br />
<strong>G</strong>:<em> Mah, non credo esistano televisioni pronte a mandare in onda tgng… tu che dici?<br />
</em><strong>S</strong>: <em>E&#8217; una scelta obbligata ed un punto di partenza. Io miro a scrivere i testi per Radio Maria.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Avete avuto casi di censura da parte di siti che ospitavano le vostre cose?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora no.<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Solo autocensura. Kazinger è un vero animale quando scrive: a volte devo bruciargli le sigarette sotto i piedi per convincerlo ad andarci più soft con le battute. Una volta voleva accostare Berlusconi alla mafia&#8230;Con tutti i sacrifici che ho dovuto fare per entrare in Cosa Nostra!</em></p>
<p><strong>D</strong>: A parte tutto, cosa c’è di salvabile nei mass media tradizionali per chi come voi si rivolge ad un pubblico definitivamente smaliziato?<br />
<strong>G</strong>: <em>Niente</em>.<br />
<strong>S</strong>:<em> I bravi giornalisti ci sono ma hanno la stessa visibilità dei titoli di coda di un film porno.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: E cosa c’è di sicuramente marcio o di poco chiaro nei meccanismi che si attivano in rete? Non sarà mica davvero il paese di Bengodi in cui si può dire tutto?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora lo si può fare se coperti dall’anonimato, e noi non lo siamo, inoltre soppesiamo attentamente le nostre battutacce, soprattutto quelle sporche, certo non è tutto oro ciò che luccica… però l’aria che si respira in rete e decisamente meno oppressa… la televisione è una pagliacciata, sembra di vedere i cinegiornali luce del ventennio… ridicolo…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Della rete non mi piace chi si nasconde dietro un nick. Anche io uso un nick quando rimorchio le suore in calore su <strong>Facebook</strong>, ma quando parlo di politica, soprattutto quando lo faccio negativamente, cioè sempre, mi firmo con nome e cognome. A volte il mio.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Molti comici o intellettuali che fanno anche satira sono emigrati nella rete proprio per i limiti imposti dai media tradizionali. Voi siete partiti dalla rete: intendente amministrarvi al mainstream, prima o poi, o pensate di diventare famosi ed esportare i vostri codici altrove?<br />
<strong>G</strong>:<em> Uhm… ti ripeto, la natura stessa del tgng ci preclude a priori la “grande distribuzione”, se qualcuno sarà disposto  a farlo… boh… peggio per lui…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Internet la considero una palestra dove provare i testi, mi riferisco anche al mio blog, dove sto raggranellando un sorprendente numero di “adepti”. Ho scritto un libro satirico ma vista la situazione generale italiana ho più probabilità di essere pubblicato se scrivessi il seguito del Mein Kampf. Ho intenzione di provare anche su altri canali: qualcosa già si è messo in moto ma non ne parlo per scaramanzia.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Il vostro linguaggio è parodistico, nel senso che utilizza i codici tradizionali per produrre effetti destabilizzanti. Quali sono secondo voi le nuove frontiere linguistiche della satira? Non è stato già detto tutto in tutti i modi possibili.<br />
<strong>G</strong>:<em> Sicuramente il” format” tgng non è niente di nuovo… ( <strong>Luttazzi,</strong> <strong>Rocco Tanica</strong> etc.) lavorando sull’attualità comunque si ha una miniera inesauribile, magari son già stati utilizzati tutti i linguaggi ma nessuno può ridere di cose che non sono ancora successe…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Le parole hanno milioni di combinazioni possibili; il tg è un format inflazionato, ma se il contenuto è originale lo spettatore si dimentica del contenitore e si concentra sul contenuto.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Quali sono i vostri modelli?<br />
<strong>G</strong>: <em>I grandi buffoni dissacranti in genere Dario Fo, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Emilio Fede… io inoltre sono cresciuto a pane ed Elio e questo sicuramente ha influito…<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Groucho Marx e Woody Allen innaffiati da una spruzzatina di Daniele Luttazzi.<br />
</em> </p>
<p><strong>D</strong>: Per fare quello che fate che tipo di competenze avete? Avete seguito dei corsi? È proprio fondamentale conoscere gli strumenti del mestiere per pubblicare contenuti in rete, oppure va bene anche l’artigianale per cavalcare il passaparola, i meccanismi del <strong>viral</strong>, il <strong>buzz</strong>?<br />
<strong>G</strong>:<em> Il mio lavoro non ha nulla a che vedere con tgng  e non ho frequentato nessun corso né scuola particolare, per il viral ed il buzz io non ho studiato il francese non ti posso aiutare..<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Se non esistessero i forum di internet a quest&#8217;ora starei ancora cercando di capire come si accende il tostapane.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Per far girare i vostri lavori fate parte di diverse Community. Insomma la condivisione è la chiave per il futuro dell’innovazione anche linguistica in rete?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sì devo dire che lo <strong>sharing </strong>è importante per noi della new generation che cerchiamo un slot nella community del web che ci dia visibilità nel week end al brunch col welcome drink…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Stai cercando di rimorchiarmi?<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Secondo voi quel è il vostro tg più riuscito? Ce lo raccontate?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sarebbe come se mi chiedessi qual è il figlio che preferisci… tecnicamente la terza puntata è sicuramente la più efficace, per i testi è un evoluzione continua, non ho un preferito<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Ad ogni tg introduciamo una qualche miglioria quindi direi che il più riuscito è sempre l&#8217;ultimo. Considera poi che lo scriviamo sentendoci al tel o via mail&#8230;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Che pensate dei giovani di oggi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sono incolpevolissimi ignoranti…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>I giovani d&#8217;oggi sono la classe dirigente e politica che veglierà domani sulla mia vecchiaia. Quando ci penso mi conforta sapere di avere una pistola nel comodino.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Ci fate la playlist delle cose migliori della rete secondo voi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Questi sono i siti che guardo più spesso:</em><br />
<em>1-sabinaguzzanti.it<br />
2-italiadallestero.info (traduzioni di articoli stranieri)<br />
3-voglioscendere.it<br />
4-istruzioni generiche per la costruzione di ordigni esplosivi<br />
5-giovani donne in abiti succinti e/o senza abito alcuno.<br />
6-il blog di Silvio Di Giorgio<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Oltre al sito dove ti spogli in webcam?<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Simpaticissimi. Avete lo spazio di due righe per dire quello che volete su internet e libertà. Avanti.<br />
<strong>G</strong>: <em>I pazzi non siamo noi, in un mondo normale si vedrebbero i veri giornalisti in televisione e quelli di studio aperto che scrivono sul muro con la bomboletta, ridiamoci sopra, se ci scoraggiamo è finita; SARA’ UNA RISATA CHE LI SEPPELIRA’!<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Io non c&#8217;entro niente con questa storia! L&#8217;anno scorso Kazinger ha rapito mia nonna e da allora sono costretto a scrivere questa porcheria di Tg. Aiutatemi!<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Grazie. Intendo grazie comunque…<br />
<strong>G</strong>: <em>Grazie? E de che? sò 180 euri&#8230;&#8221;<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Grazie a te, è stato un onore: le tue domande denotano una spiccata intelligenza e cultura. (Ora che ho ripetuto tutto quello che volevi tu me lo dai o no l&#8217;antidoto?). Grazie dell&#8217;attenzione che ci stai concedendo, un abbraccio Silvio p.s. Ti amo</em></p>
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		<title>Persuasioni creative</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di crisi economica, sembra fuori luogo parlare del potere del <strong>marketing</strong>, e di trovate per fidelizzare  consumatori ormai del tutto disincantati.  Ma è innegabile che una delle tendenze inarrestabili della contemporaneità sia una comunicazione sempre più decisamente modellata sulla ricerca di nuove forme linguistiche e di codici inediti per esprimere la potenza di un prodotto o di un brand. I blogger impazziscono per la pioggia di immagini e parole che imperversa sugli schermi e sui cartelloni, sulle strade e nei <a href="http://www.surrealist.it/2009/03/10/new-york-campagna-ambient-per-i-sopranos/" target="_blank">bagagliai</a> di tutto il mondo. Tra i capelli delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harajuku_girl" target="_blank">Harajuku girls</a> di Tokyo balena l&#8217;indiscusso fascino dei nomi della moda italiani, i monogrammi degli stilisti riempiono sempre meno il nostro guardaroba,  e sempre di più i desktop e le bacheche dei <strong>Facebook</strong> di molti di noi. Che succede? Sarà per la ventata di ottimismo che secondo una ricerca commissionata da <a href="http://www.prnewswire.com/mnr/pepsi/36358/" target="_blank"><strong>Pepsi</strong></a> ha travolto la generazione dei <strong>Millennials</strong>, sarà che in tempi di crisi l&#8217;atmosfera patinata di magazine, blog e riviste si confonde allo smog metropolitano, rassicurandoci. Tutti respiriamo brand, tutti consumiamo prodotti e ne siamo tutti cacciatori.  Abbiamo intervistato un soggetto interessante per parlare di questo: art director di giorno, blogger di notte. Mestiere, creazione e riflessione. Salvatore &#8220;Sasà&#8221; Tommasello, di <a href="http://www.surrealist.it/" target="_blank">Surrealist.it</a></p>
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		<title>Tendenze disruptive</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 10:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le abitudini di consumo cambiano sempre più rapidamente. I target sfuggono alle aziende, che per farsi conoscere devono inventare nuove strade e utilizzare tutti gli strumenti della comunicazione contemporanea. Pensiero laterale, tendenze da inventare o deviare, flusso di feedback reciproci tra producer e consumer: il Brand, soprattuto attraverso i media non tradizionali, inventa strategie linguistiche innovative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le abitudini di consumo cambiano sempre più rapidamente. I target sfuggono alle aziende, che per farsi conoscere devono inventare nuove strade e utilizzare tutti gli strumenti della comunicazione contemporanea. Pensiero laterale, tendenze da inventare o deviare, flusso di feedback reciproci tra producer e consumer: il <strong>Brand</strong>, soprattuto attraverso i media non tradizionali, inventa strategie linguistiche innovative e diventa <strong>Virus</strong>. Esiste un marketing non convenzionale? O esiste solo un marketing che funziona? Lo chiediamo a un&#8217;ospite speciale.</p>
<p>Daniela: Markettara, blogger. Anni?<br />
<em>Markettara: Pressappoco un quarto di secolo, poco più poco meno <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p>D: Hai uno dei blog più visitati della blogosfera, <a href="http://disruption.splinder.com/" target="_blank">Disruption</a>. Di che parla?<br />
<em>M: Disruption parla, così come dichiara, di creatività che rompe le convenzioni. Cioè di quella che sembra essere ancora oggi la tendenza principale nel marketing: il marketing non convenzionale. Pubblica campagne ad alto contenuto creativo provenienti da tutto il mondo.</em></p>
<p>D: Allora si potrebbe partire subito da una considerazione  molto precisa e cioè: ci sono spazi di non convenzionalità &#8211; intesa come autonomia e libertà espressive -  nel marketing?<br />
<em>M: Mah, io credo che la creatività pura sia il pensiero laterale, senza limiti. e penso all&#8217;arte, soprattutto a quella di strada. Fatta questa premessa, ci sono ampi spazi di non convenzionalità: i consumatori sono da tempo smaliziati, captano la pubblicità e sfuggono ad essa con elevata autonomia decisionale. Ma quando i messaggi e i media sono nuovi, non tradizionali, ad alto impatto creativo, i pubblici cui si comunica non solo diventano più ricettivi alla comuncazione, ma spesso diventano anche i suoi più grandi amplificatori, generando il tanto desiderato passaparola spontaneo.</em></p>
<p>D: Spiegami: cosa fa in concreto il marketing non convenzionale rispetto a quello tradizionale? Non serve a vendere prodotti?<br />
<em>M: Il marketing non convenzionale, rispetto a quello tradizionale, vende sì i prodotti, ma con un&#8217;altra logica: cerca a tutti i costi l&#8217;attenzione, il coinvolgimento, a volte stimola il dialogo (proprio loro, le conversazioni), altre volte sfrutta al massimo l&#8217;effetto sorpresa con l&#8217;obiettivo di generare un passaparola legato ad un&#8217;idea innovativa. Il marketing non convenzionale trae insegnamento dalla voglia di comunicare delle persone (gli esempi più grandi sono in primis blog e social network), e dà loro delle occasioni in più per farlo. Tutto questo con dei budget decisamente più piccoli rispetto a quelli richiesti dai media tradizionali.<br />
</em></p>
<p>D: Visto che hai parlato di creatività, quanto e come pesa la considerazione che la creatività non può riguardare indistamente tutti i prodotti o le campagne pubblicitarie, visto che che solitamente viene applicata alla comunicazione di oggetti o eventi che in fin dei conti sono fatti per essere venduti, e  quindi nell&#8217;opinione comune devono essere semplici, interpretabili, e stimolare bisogni preconfezionati?<br />
<em>M: Naturalmente ci sono prodotti che </em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Seth_Godin" target="_blank"><em>Godin</em></a><em> dipingerebbe di viola, ovvero quelli che si distinguono nella massa, ci sono quelli che stimolano maggiormente la creatività e quelli apprezzati dalle persone per diversi aspetti, che siano lovemark o semplici servizi dall&#8217;elevata utilità. Però personalmente credo che in e per ogni cosa possa essere applicata la creatività. Forse la differenza sta proprio negli insight, nella strategia, nel posizionamento. E poi nell&#8217;applicare il pensiero laterale, partendo dal sovvertimento dei luoghi comuni.</em></p>
<p>D: Qual è la tua specifica esperienza a riguardo? Hai seguito campagne o sei &#8221; solo&#8221; un&#8217;appassionata?<br />
<em>M: Seguo da sempre le campagne e mi danno tanti stimoli per il mio lavoro. infatti mi occupo di non convenzionale dal mio ingresso nel mondo della pubblicità. In ogni agenzia sia stata, partendo dalla strategia di comunicazione, passando dalla creatività e finendo con il planning del buzz connaturato nelle campagne non convenzionali.</em></p>
<p>D: Secondo te per quale motivo Internet e non conventional marketing, guerrillia, word of mouth, sono così legati? Insomma perché usi un blog? Cosa racconta, da che punto di vista, di questa sfera che lega insieme comunicazione, mercato, pubblicità, desiderio, creatività?<br />
<em>M: Ti direi banalmente perché le persone stanno sempre più progressivamente traslocando dalla tv al web, quindi passano più tempo online e parlano di più online. Di conseguenza ,sollecitare dialoghi in Internet &#8211; e quindi amplificare la comunicazione di una campagna grazie al web &#8211; è decisamente più strategico oltre che più semplice. Il blog racconta forse proprio la creatività come link tra tutto questo: società, tendenze, web, marketing. È intrattenimento, è il blog stesso uno strumento per condividere le idee che avvicinano le marche alle persone.</em></p>
<p>D: Immagino che sia questo il motivo per cui le molte persone che ti seguono sono tutte persone alfabetizzate sia con le nuove tecnologie di condivisione che con la comunicazione alternativa&#8230;<br />
<em>M: Sì, ho un pubblico abbastanza mirato: aziende, agenzie e studenti che amano già questo mondo. ma ce ne sono anche tanti semplicemente &#8220;curiosi&#8221;</em></p>
<p>D: Il tuo blog si chiama Disruption: fa venire in mente le strategie choccanti del primo surrealismo. Credi sia possibile dire ancora qualcosa di nuovo? E se sì, credi che la pubblicità sia in grado di realizzare questo sogno?      <em>             <br />
</em><em>M: Credo sia sempre possibile dire qualcosa di nuovo. Basta averne il coraggio e poi farlo con intelligenza.<br />
</em></p>
<p>D: Quali sono le tendenze contemporanee in fatto di non conventional marketing?<br />
<em>M: Le tendenze &#8211; intese come le mode di cui le agenzie spesso amano farsi vanto di conoscere davanti al cliente &#8211; sono sicuramente il viral, Facebook, il buzz e le blog relation. Mi sembra, invece, sia sempre meno di moda il guerrilla marketing. Forse perché in questo momento il re supremo è Facebook.</em></p>
<p>D: Cioè le aziende che utilizzano Facebook per le proprie campagne? Ci spieghi questa tendenza attuale a presentarsi come &#8220;amiche&#8221; del consumatore e non più come Life providers, fornitori di stili di vita?<br />
<em>M: Vero, le aziende &#8220;provano&#8221; a presentarsi come amiche&#8230; ma in realtà sono gli utenti a stabilire le aziende/marche/prodotti di cui vogliono diventare amici, perché ne sono fan.</em></p>
<p>D: Una sorta di postproduzione da parte del consumatore… vuol dire questo <strong>prosumer</strong>, no?<br />
<em>M: Esatto. Paradossalmente, le aziende hanno sempre meno potere, perché sono le persone a gestire le marche e i prodotti, a creare gruppi, pagine, applicazioni pro o contro di esse. È difficile ottenere l&#8217;amicizia, ma se non ci si prova si rimane soli.<br />
</em></p>
<p>D: Molto interessante, sarebbe da approfondire con i lettori di Officina-project e sapere che ne pensano. Sarebbe interessante sapere anche se ci sono persone che hanno trovato lavoro proprio grazie a Facebook o ai blog, proprio diventando amiche delle aziende&#8230;<br />
<em>M: Ti riporto il mio caso personale: il mio lavoro nella mia attuale agenzia, così come in quella precedente, li ho trovati grazie al mio blog</em></p>
<p>D: Davvero? Raccontaci<br />
<em>M: A dire il vero, è il lavoro ad aver trovato me. In questi anni, sono stata contattata da diverse agenzie direttamente tramite il blog, agenzie in cui lavoravano persone che seguivano disruption e che erano incuriosite da markettara. in due di queste agenzie ci sono finita, fortunatamente <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p>D: Ho letto uno dei tuoi ultimi post che parla di un tormentone advertising-web su un particolare phone-reality…<br />
<em>M: Si tratta di una campagna realizzata in Norvegia per il lancio di un reality show dal nome &#8220;The Phone&#8221;. L&#8217;agenzia che ha ideato il progetto ha pensato di sfruttare il tormentone dello squillo del telefono per creare un effetto sorpresa, nascondendo un telefono che suonasse in diretta nelle principali trasmissioni televisive norvegesi. Tutto finalizzato a incuriosire, attirare l&#8217;attenzione e generare passaparola.</em></p>
<p>D: Ah, in virtù del fatto che il telefono è e resta un veicolo di informazione del tutto integrato nella nostra vita, nella quotidianità, addirittura nel nostro corpo, e che quando squilla o vibra attiva un allarme molto sensibilizzato..<br />
<em>M: Sì, la strategia viene definita guerrilla stunt (ma scommetto che le trasmissioni siano state pagate, è per questo che ho parlato di product placement). Non so se hai visto la campagna fatta da Burger King</em></p>
<p>D: <a href="http://www.huffingtonpost.com/2009/01/08/burger-kings-facebook-pro_n_156320.html" target="_blank">Quella su Facebook</a>? Cancella dieci amici?<br />
<em>M: Sì sì! </em><a href="http://www.whoppersacrifice.com/"><em>http://www.whoppersacrifice.com/</em></a><em>. La trovo geniale</em></p>
<p>D: Vero. Secondo quali dinamiche funziona?<br />
<em>M: Il concept alla base è l&#8217;amore verso il prodotto: quindi bk ha chiesto alle persone &#8220;se mi amate davvero, cancellate 10 amici da facebook e vi dò un vostro amato panino gratis&#8221;. in questo modo le ha divertite, intrattenute e nonostante facebook abbia cancellato dopo poco l&#8217;applicazione (perché contro la propria policy), la campagna ha generato un fortissimo passaparola. la stessa idea alla base della campagna era stata sviscerata lo scroso anno con un&#8217;altra campagna, che ha anche vinto a cannes: da alcuni putni vendita burger king è stato cancellato per un giorno il whopper e delle telecamere nascoste hanno ripreso le reazioni &#8211; giuro scioccate &#8211; delle persone. Dopodiché i video sono diventati delle pubblicità tradizionali che comunicavano il prodotto attraverso l&#8217;elevato amore dei consumatori che non potevano vivere senza.</em></p>
<p>D: Fantastico. Grazie Markettara, speriamo di averti presto ancora come nostra special guest<br />
<em>M: Grazie a te, è un piacere. In bocca al lupo per questo grande progetto!</em></p>
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		<title>Nascere digitali &#8211; Chiavi di futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 11:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che vuol dire essere cittadini del digitale oggi? Che tipo di territorio si può abitare, quali sono i valori condivisi all&#8217;interno di questi spazi?  Second Life ha messo in discussione i concetti fino ad allora conosciuti di cittadinanza, di appartenenza, di proprietà e di scambio economico (su SL molte cose si pagano con valuta reale&#8230;). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che vuol dire essere cittadini del digitale oggi? Che tipo di territorio si può abitare, quali sono i valori condivisi all&#8217;interno di questi spazi?  Second Life ha messo in discussione i concetti fino ad allora conosciuti di cittadinanza, di appartenenza, di proprietà e di scambio economico (su SL molte cose si pagano con valuta reale&#8230;). Come si articola la conoscenza in rete? Le modalità di apprendimento nell&#8217;e-learnig, ad esempio, sono affidabili come quelle tradizionali, o addirittura possono aprire scenari inediti di riflessione e attivare diversi tipi di &#8220;INTELLIGENZE&#8221;? </p>
<p><span id="more-141"></span> </p>
<p>Per capire meglio tutto questo, e stimolare ambiti di discussione, qui di seguito riportiamo una serie di slide realizzate da <a href="http://www.mariorotta.com/knowledge/" target="_blank">Mario Rotta</a> in occasione del <a href="https://cittadinanzadigitale.wikispaces.com/" target="_blank">Seminario di Dobbiaco</a>  sul tema della cittadinanza digitale.</p>
<div id="__ss_1072301" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Tendenze Web20 Mrdobbiaco" href="http://www.slideshare.net/OfficinaProject/tendenze-web20-mrdobbiaco?type=presentation">Tendenze Web20 Mrdobbiaco</a><object width="425" height="355" data="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=tendenzeweb20mrdobbiaco-090226054054-phpapp01&amp;stripped_title=tendenze-web20-mrdobbiaco" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=tendenzeweb20mrdobbiaco-090226054054-phpapp01&amp;stripped_title=tendenze-web20-mrdobbiaco" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<div style="font-size: 11px; padding-top: 2px; font-family: tahoma,arial; height: 26px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/OfficinaProject">OfficinaProject</a>. (tags: <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/separate">separate</a> <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/tags">tags</a>)</div>
</div>
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		<title>Condivisione e memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SammyJenkins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Il mio nome è Sammy Jenkins e non riesco ad assimilare nuovi ricordi. Esatto, avete capito bene, soffro di Amnesia Anterograda: non vuol dire che non mi ricordo niente, vuol dire solo che non riesco a ricordarmi quanto di bello ho fatto 10 minuti fa. Nella mia mente le carezze ricevute prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti.</p>
<p>Il mio nome è <strong>Sammy Jenkins </strong>e non riesco ad assimilare nuovi ricordi.</p>
<p>Esatto, avete capito bene, soffro di <a title="Wikipedia: Amensia Anterograda" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anterograde_amnesia" target="_blank">Amnesia Anterograda</a>: non vuol dire che non mi ricordo niente, vuol dire solo che non riesco a ricordarmi quanto di bello ho fatto 10 minuti fa. Nella mia mente le carezze ricevute prima si dileguano come un messaggio sulla bacheca di <strong>facebook</strong>, il loro ricordo si sbiadisce e sparisce mentre sopraggiungono altre informazioni&#8230; e non ho il tasto &#8220;mostra più post&#8221;.</p>
<p>Sono un personaggio di fantasia, di me parla spesso il protagonista di <strong>Memento </strong>che ha il mio stesso disturbo. Solo che lui ha un metodo, ha trovato una via d&#8217;uscita ad una vita senza <strong>memoria</strong>. Si scrive appunti indelebili sulla pelle, <strong>tatuaggi </strong>neri e antiestetici, funzionali all&#8217;andare avanti. A fermare il <strong>tempo</strong>. Come le fotografie.</p>
<p>Ma io, Sammy Jenkins, voglio un modo diverso per tenere traccia delle mie <strong>esperienze </strong>in questo mondo che corre alla velocità dei bit. Voglio un modo più umano, più personale, più tecnologico, per poter ricordare ma soprattutto condividere e tenere traccia con tutti voi di ciò che sta succedendo sul pianeta Terra.</p>
<p>Credo che l&#8217;idea di Officina Project sia quella giusta: costruendo tutti insieme una piazza virtuale per catalogare chi siamo e dove andiamo, anche le tracce scomparse dal mio cervello potranno essere più chiare. Voglio <strong>schedare </strong>ciò che accade fotografandolo, magari col <strong>telefonino</strong>, per poi condividerlo con voi. E se nella mia foto o nel mio video manca un particolare, potreste aggiungerlo per dare alla memoria un contorno completo. Una forma comune.</p>
<p>Se il vero Sammy Jenkins avesse avuto <strong>internet </strong>come alleato forse avrebbe dato un senso ai suoi ricordi sbiaditi, una definizione globale e condivisa della sua memoria ad orologeria. Come stanno facendo tutti gli utenti dei portali 2.0: prendono un momento, una moda, un trend e lo ripetono, come per fissarlo nell&#8217;hard disk collettivo del pianeta, così che non si perda come una goccia nel mare. Si chiamano &#8220;<strong>internet meme</strong>&#8220;, sono gli unici momenti unici/collettivi di internet: mode che si trasmettono come un virus, da singolo a singolo, per essere ripetute e rivissute da tutti.</p>
<p>E qui su <strong>Officina-Project</strong> le parole chiave sono proprio queste, condivisione e&#8230;</p>
<p>Cosa stavo dicendo?</p>
<p>Cosa potrei fare per ricordare meglio? Cosa potrebbe essermi d&#8217;aiuto?</p>
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		<title>Cosa ci faccio qui?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 16:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puoi farti contagiare da un virus innocuo, che anzi implementa la tua esperienza della vita e del mondo. Come funziona il contagio? Le modalità di trasmissione e condivisione delle informazioni ricavate dalle esperienze è quella definibile dalla logica Wiki. Creando sapere condiviso e modificabile, si contribuisce alla creazione di una memoria collettiva, sempre estendibile, modificabile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi farti contagiare da un virus innocuo, che anzi implementa la tua <strong>esperienza </strong>della vita e del mondo. Come funziona il contagio? Le modalità di <strong>trasmissione </strong>e <strong>condivisione </strong>delle informazioni ricavate dalle esperienze è quella definibile dalla logica <strong>Wiki</strong>. Creando sapere condiviso e modificabile, si contribuisce alla creazione di una memoria collettiva, sempre estendibile, modificabile, migliorabile, rivedibile all’infinito. La città non è più fissa, è filmabile e replicabile! La memoria non è un monumento: è una scultura continua, una forma che si modifica.</p>
<p>I fattori contagianti sono sparsi dai “<strong>pionieri</strong>” delle tendenze, dai <strong>cool hunter</strong>, dai <strong>trends scouters</strong>, dagli <strong>watchers</strong>.</p>
<p>Le sfere del contagio vivono e pulsano della tua stessa vita:</p>
<p><strong>Lifestyle</strong> – Come hai scelto di vivere? Quante volte al giorno controlli la posta? Fai colazione con il sushi? Vivi di guerrilla marketing? Mastichi un po’ di <strong>viral</strong>? Conosci le potenzialità del subvertising? Frequenti i locali alla moda o preferisci i posti incantati, i laghi di montagna, i parchi cittadini in cui passeggiare e fare soste di connessioni wi-fi?</p>
<p>Lifestyle è  condivisione delle attività che costruiscono lo stile della nostra vita. Momenti rituali, eventi, incontri, tendenze ma anche sentimenti, sogni e ambizioni di una generazione a confronto.</p>
<p><strong>EmoTechno</strong> – La dimensione multiforme della tecnologia. Un’agorà dedicata all’intero settore delle tecnologie, con una particolare attenzione al loro aspetto “<strong>emozionale</strong>”. Sarà questo uno dei territori preferiti dai technology leader, trovandovi sempre video attuali, autorevoli e aperti al confronto delle video risposte.</p>
<p><strong>Arts &amp; Media</strong> – Cosa c’è nel desiderio dell’espressione artistica e nelle creazioni di arte cross-mediale? Non è morta l’arte? Come faccio a fare arte col telefonino e un programma di montaggio? Queste sfere sono attraversate e continuamente modificate dall’uso delle nuove tecnologie. In questo canale rientrano anche i fenomeni dell’arte urbana come il writing,  il parkour, lo stickering, il guerrilla e  viral marketing, il subvertising, il buzz/word-of-mouth.</p>
<p>In Officina-project lo spazio dell’arte mediale è filtrato dall’attività di <strong>Media Hunting</strong>, cioè di percezione delle tendenze di diffusione di nuove modalità di comunicazione tecnologica, attraverso nuovi strumenti e nuovi dispositivi, o di un loro uso innovativo.</p>
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