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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; community</title>
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		<title>What&#8217;s Crowdsourcing?!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovvero "crowd - gente comune" e "sourcing – affidamento” = affidare al pubblico parte delle proprie attività. Ecco qualche esempio molto creativo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15798" class="wp-caption alignleft" style="width: 189px"><img class="size-medium wp-image-15798" title="blog.theblogtv.it-wp-content-uploads-libro_crowd" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/11/blog.theblogtv.it-wp-content-uploads-libro_crowd-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Creare, partecipare, community. E ancora condividere, unirsi, creatività collettiva. Il crowdsourcing è tutto questo e molto altro ancora, è una risorsa per chi crea, e una risorsa per il business. Così è come lo spiegherei io in poche parole.</p>
<p>E&#8217; stato spiegato molto meglio nel corso dell&#8217;evento di presentazione dell&#8217;edizione italiana del libro cult di <strong>Jeff Howe</strong>, intitolato appunto <strong>&#8220;Crowdsourcing&#8221;</strong>, a Milano a metà novembre.<br />
Partiamo dalla base, dalla parola,<strong> crowdsourcing</strong> = &#8220;crowd &#8211; gente comune&#8221; e &#8220;sourcing – affidamento”, quindi affidare al pubblico parte delle proprie attività. Un modello, sociale prima e di business poi, basato sul <strong>coinvolgimento  delle community </strong>che creano valore per le imprese, modello che negli  ultimi anni ha trovato nella capacità di aggregazione e scambio fornito dal web il suo terreno ideale di crescita.</p>
<p>Nel corso della presentazione, il curatore dell&#8217;edizione italiana e amministratore delegato di<strong> </strong><a href="http://www.theblogtv.it" target="_blank">The Blog Tv</a>, <strong>Bruno Pellegrini</strong>, ha portato esempi concreti di esperienze partecipative italiane ed estere. E ha commentato così: <em>&#8220;La ragione del successo di Howe è stata proprio quella di fornire un modello &#8216;pratico e accessibile&#8217; di creazione di valore partecipativo e di farlo concentrandosi su un aspetto, quello economico, proprio in un periodo di forte shock del sistema.&#8221;</em> E ancora: &#8220;<em>Il libro di Howe chiarisce la natura del crowdsourcing che prevede l’affidamento di un lavoro ad una community di individui esterni. Una “creatività collettiva” in grado di generare valore per le organizzazione che &#8211; grazie al modello del crowdsourcing &#8211; la riescono ad attivare e la rendono un fattore di vantaggio competitivo.&#8221;</em></p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R99ADGDmH5Q?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R99ADGDmH5Q?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Anche in Italia il crowdsourcing è in continua crescita e sta assumendo sempre più importanza nel business delle imprese.</p>
<p>Tra gli esempi più creativi di partecipazione creativa (ma ce ne sarebbero a decine), citiamo il <strong>“Cadavre Exquis” di Tim Burton</strong>, ovvero quel gioco letterario inventato a metà degli anni ‘20 del secolo scorso da Marcel Duhamel, Jacques Prévert et Yves Tanguy che consiste nel creare collettivamente una frase, un racconto o un disegno: ognuno dà il suo contributo senza avere la minima idea di come abbiano contribuito gli altri giocatori prima di lui. Il risultato è un collage sequenziale e surreale di frammenti che dà luogo a una altrettanto surreale narrazione composta da immagini, disegni, parole&#8230;</p>
<p>Vi consigliamo di dare un&#8217;occhiata anche al video <strong>&#8220;A life on Facebook&#8221;</strong>, che potete <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AYU7zNGY9KQ&amp;feature=player_embedded" target="_blank">vedere qui</a>.</p>
<p>E poi c&#8217;è <a href="http://www.userfarm.com/" target="_blank">UserFarm</a>, un perfetto esempio di crowdsourcing in Italia, Spagna e Francia, firmato TheBlogTV.<br />
Altri esempi? Li trovate nel libro di Howe, of course.</p>
<p><strong>Avete visto qualcosa di interessante? Segnalatelo con un commento!</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 439px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h2>“A life on Facebook”</h2>
</div>
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		<title>Ultime dalla community, vol. 1</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 15:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I The Capozeella cercano comparse per il prossimo videoclip. I Figli della Baldoria cercano un nuovo jingle. E Kinetic RomaRadioRaid trova un nuovo punto di vista per scoprire la capitale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana i nostri utenti si sono scatenati. Vi vorrei segnalare un po&#8217; di eventi ed iniziative che animano Nokia Play. Ce ne sono di tutti i tipi&#8230;</p>
<div id="attachment_15721" class="wp-caption alignleft" style="width: 148px"><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4765/8153/Kinetic+RomaRadioRaid/"><img class="size-full wp-image-15721 " title="crop_20101125102023@kinetic" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/11/crop_20101125102023@kinetic.jpg" alt="" width="138" height="138" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Iniziamo con un evento davvero interessante, da non perdere, un modo per conoscere e amare la capitale in <strong>un modo nuovo e itinerante,</strong> in pieno stile Nokia Play. Si tratta di <a href="http://www.nokiaplay.it/event/4765/8153/Kinetic+RomaRadioRaid/" target="_blank">Kinetic RomaRadioRaid</a>, un percorso urbano per auto-radio che attraverserà <strong>Roma</strong> (dal Flaminio al  Corviale) in un itinerario che si snoda lungo la traccia del Tevere, su  vetture Ford connotate dal kinetic design.</p>
<p>L&#8217;itinerario è stato tracciato pensando a uno<strong> sguardo in movimento sull’urbanistica romana</strong> e seguendo la linea scorrevole del Tevere (“tutto scorre”).</p>
<p>Risalendo lo stivale facciamo tappa a Bologna, o meglio San Giovanni in Persiceto, per il <a href="http://www.nokiaplay.it/event/4763/8151/CONCORSONE+BALDORIA/" target="_blank">Concorsone Baldoria</a>, in cui i FIGLI DELLA BALDORIA chiedono alle band, agli amici, ai cantanti professionisti e  non, di ricreare e visitare il loro jingle. Il video di lancio dell&#8217;iniziativa è da antologia&#8230; guardate per credere! E per cantare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="405" height="303" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="file=http://nstreet3.delivery.tbtv.net/video/d5abdd524368e030c81e6579480e59ff.mp4&amp;streamer=lighttpd&amp;logo=http://www.nokiaplay.it/watermark.png&amp;author=Alessia Ravaldi&amp;title=CONCORSONE BALDORIA&amp;description=i FIGLI DELLA BALDORIA sono una...&amp;video_id=8151&amp;autostart=false" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.nokiaplay.it/player.swf" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="405" height="303" src="http://www.nokiaplay.it/player.swf" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="file=http://nstreet3.delivery.tbtv.net/video/d5abdd524368e030c81e6579480e59ff.mp4&amp;streamer=lighttpd&amp;logo=http://www.nokiaplay.it/watermark.png&amp;author=Alessia Ravaldi&amp;title=CONCORSONE BALDORIA&amp;description=i FIGLI DELLA BALDORIA sono una...&amp;video_id=8151&amp;autostart=false"></embed></object></p>
<p>Contattateli via mail figlidellabaldoria@gmail.com per avere la versione originale del jingle e il testo. Maggiori informazioni le trovate sul loro facebook <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=" target="_blank">I figli della baldoria</a>.</p>
<div id="attachment_15739" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><img class="size-full wp-image-15739 " title="TheCapo" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/11/TheCapo.jpg" alt="" width="160" height="226" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Infine, ancora più su, verso Milano, c&#8217;è un <strong>casting d.o.c.: </strong>volete<strong> </strong>comparire nel nuovo video dei <a href="http://www.facebook.com/capozeella" target="_blank">The Capozeella</a>? Martedì 7 dicembre partecipate all&#8217;aperitivo al <strong>Code Club di Busto Arsizio.</strong> Gireranno le il video della nuova canzone <em>&#8220;Studio le Stelle&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Servono tante comparse per un live set con la band!</strong> E dopo le riprese, LIVE con The Capozeella + DJ Set di HOUSE OF WRONGA fino a tardi (il giorno dopo è festa). Per sapere come, quando, dove, cliccate sulla <a href="http://www.nokiaplay.it/event/4764/8152/THE+CAPOZEELLA+cercasi+comparse+per+video/" target="_blank">scheda evento di Nokia Play</a>.</p>
<p><strong>Insomma, ci sono piccoli e grandi eventi ad attendervi. Perché non inserire anche i vostri? Passate parola. </strong>E ovviamente, partecipate partecipate partecipate.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Avete un appuntamento con Lady GaGa!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 08:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto siete GaGa? Dimostratelo venerdì 27 agosto alle 17 in tre Piazze italiane... come, dove, quando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="hide"><a href="http://blog.nokiaplay.it/lady-gaga-flash-mob.html">Avete un appuntamento con Lady GaGa!</a></h2>
<div id="attachment_13515" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/08/GaGaPost.jpg"><img class="size-medium wp-image-13515" title="GaGaPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/08/GaGaPost-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Lady GaGa</p></div>
<p>Siete pazzi di Lady GaGa? Siete pazzi e basta? Non potete mancare domani alle 17 in tre grandi piazze italiane per l&#8217;evento più GaGa dell&#8217;anno, organizzato dal<strong> Fan Forum italiano di Teamworld.it</strong> in collaborazione con il  fansite <strong>ladygagaitalia.it </strong></p>
<p>Il Flash Mob si terrà domani, venerdì <strong>27 AGOSTO </strong>alle <strong>ore 17:00</strong> in contemporanea<strong> </strong>a<strong> Milano</strong> (Piazza Duomo), <strong>Roma</strong> (Piazza del Popolo) e <strong>Napoli </strong>(Piazza del Plebiscito).<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Cosa succederà? </strong>Alle ore 17 in punto tutti i partecipanti inizieranno a ballare una coreografia realizzata su un medley di Alejandro, Telephone e Bad Romance.</p>
<p><strong>Inoltre Team World, in collaborazione con Live Nation, mette in palio tre  biglietti per il concerto di Lady GaGa del 9 Novembre a  Torino.</strong></p>
<p>Solo partecipando ad uno dei 3 flash mob avrete la possibilità di aggiudicarvi uno dei biglietti messi a disposizione, presentandovi in piazza con un perfetto look Lady GaGa! In piazza alcuni ragazzi del team vi scatteranno una foto e  raccoglieranno i vostri dati per partecipare. (NOME COGNOME NUMERO DI  TELEFONO E NICK NAME SU Team World &#8211; Se ancora non siete registrati,  cliccate <a href="http://www.teamworld.it/muser.aspx" target="_blank">QUI</a> )</p>
<p>I tre vincitori (uno per ogni città) saranno scelti ad insindacabile giudizio dello staff di Team World.</p>
<p>Non lasciatevi scappare questa incredibile occasione, sbizzarritevi!</p>
<p>Cosa aspettate? Iniziate a studiare&#8230;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j5a-EO3v8iM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/j5a-EO3v8iM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qui invece trovate il video specchiato che vi aiuterà a studiare la coreografia<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JDoYr5NM27M" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=JDoYr5NM27M</a></p>
<p>Caricate sulla scheda evento di Nokia Play le vostre foto e i vostri video!</p>
<p><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4168/7340/Lady+GaGa+flash+mob+a+Milano/" target="_blank">Flash Mob Milano</a></p>
<p><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4167/7339/LADY+GAGA+flash+mob+a+Roma/" target="_blank">Flash Mob Roma</a></p>
<p><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4169/7341/Lady+Gaga+flash+mob+a+Napoli/" target="_blank">Flash Mob Napoli</a></p>
<p>Tutta la musica di <strong>Lady GaGa</strong> è su <a href="http://music.nokia.it/" target="_blank"><img title="Nokia Music Store" src="../wp-content/uploads/2010/05/Nokia-Music-Store2.gif" alt="Nokia Music Store" width="100" height="15" /></a>
<p class="hide"><a class="nstore" href="http://music.nokia.it" target="_blank">Scopri tutta la musica di Nokia Music Store</a></p>
<p class="hide">&nbsp;<br />
<h2 class="hide"><a href="http://www.nokiaplay.it/" target="_blank">Scopri Nokia Play, carica i tuoi eventi e trova concerti musicali</a></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Abitanti dello SPAZIO IN GENERALE, benvenuti a FLATLANDIA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succederebbe se l’abitante di un ipotetico mondo bidimensionale entrasse in contatto con un abitante del mondo in 3D? Cerca di spiegarlo la narrazione collettiva che avrà luogo a FLATLANDIA (dal titolo del racconto fantastico di Edwin A. Abbot), nello spazio di RGB46 in Piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio. Affrontando il quesito paradossale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3055/FLATLANDIA+1.0%252F09"><img class="alignnone size-full wp-image-1993" title="8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n.jpg" alt="8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n" width="590" height="442" /></a></p>
<p>Cosa succederebbe se l’abitante di un ipotetico mondo bidimensionale entrasse in contatto con un abitante del mondo in<strong> 3D?</strong></p>
<p>Cerca di spiegarlo la narrazione collettiva che avrà luogo a <strong>FLATLANDIA</strong> (dal titolo del racconto fantastico di <strong>Edwin A. Abbot</strong>), nello spazio di <a href="http://www.rgb46.it/" target="_blank">RGB46</a> in <strong>Piazza Santa Maria Liberatrice</strong> a <strong>Testaccio</strong>.</p>
<p>Affrontando il quesito paradossale dal punto di vista della<strong> relatività</strong> artistica, la rassegna mette a nudo i pregiudizi dello sguardo di fronte alle opere d’arte, facendo sentire lo spettatore un po’ come il quadrato che racconta agli abitanti di <strong>Flatlandia</strong> come è fatta una sfera.</p>
<p>Se il supporto è piatto, le dimensioni che esso può ospitare sono infinite.</p>
<p>Tra gli artisti che esporranno la loro visione dell’<strong>arte </strong><em>more geometrico demonstrata</em> ci sarà anche <strong>BOL23rec</strong>, conosciutoalla nostra <strong>community <strong>col nome di</strong></strong> <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank"><strong></strong>BOL23</a> per le sue opere e per il suo orientamento <strong><em>street</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3056/FLATLANDIA+rgb46"><img class="alignnone size-full wp-image-1995" title="8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n.jpg" alt="8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n" width="604" height="371" /></a></p>
<p>Leggiamo alcune delle dichiarazioni d’intenti di<strong> FLATLANDIA</strong>:</p>
<p><em>FLATLANDIA cercherà di superare la <strong>bidimensionalità della superficie</strong> per rimandare ad una vasta e variegata quantità di immaginari.<br />
FLATLANDIA è un contenitore/raccoglitore usato oltre il limite di capienza massima.<br />
FLATLANDIA è un&#8217;iniziativa <strong>open-source </strong>nata per creare una zona fertile attorno al mondo della progettazione.<br />
FLATLANDIA è un liquido che modifica la propria superficie sulla base dei concetti che nel tempo vanno aggiungendosi.<br />
FLATLANDIA punta l&#8217;attenzione sulle relazioni che si instaurano tra le discipline creative, riunisce diverse figure sullo stesso progetto.<br />
FLATLANDIA è &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
FLATLANDIA è un supporto per spazio ai progetti che parlano ma non vogliono urlare.<br />
FLATLANDIA lavora sulla sinergia che si crea tra i progetti. Crediamo che il valore di un lavoro sia proporzionale alla diversità delle discipline che vi partecipano.<br />
FLATLANDIA pone la molteplicità progettuale come cardine e vuole trasmettere gli attributi formali e concettuali di cui i progetti sono portatori.<br />
FLATLANDIA fa suo un approccio olistico: chiedendo ai collaboratori di considerare sempre il progetto nella sua globalità, prevede di ottenere risultati armonici.<br />
FLATLANDIA chiede a tutti i suoi collaboratori: consapevolezza, rigore, passione, poiché questa è la premessa per lavorare assieme e non dover sempre guardare indietro.</em></p>
<p>Affascinante, non c&#8217;è che dire. Non resta che andare a vedere, sperando di essere, col nostro sguardo di abitanti dello spazio generico, almeno delle sfere che scoprono la quinta o l’ennesima<strong> dimensione</strong> (la quarta è già conosciuta, ed è il <strong>tempo</strong>, è il caso di sottolinearlo).</p>
<p>Qui <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=189607953064&amp;index=1#/event.php?eid=189607953064" target="_blank">per partecipare</a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3057/FLATLANDIA%20ancora%20rgb46"><img class="alignnone size-full wp-image-1996" title="9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n.jpg" alt="9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n" width="453" height="604" /></a></p>
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		<title>Fame di codici e di bellezza: la street art tra Sublime e Punizioni</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla Street Art, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città. Nstreet ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla <strong>Street Art</strong>, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme alle persone della <strong>Community</strong> gli aspetti per lo più artistici, sociali e comunicazionali della questione.</p>
<p>Oggi vorremmo indagare un po’ meglio sull’aspetto legislativo e, per così dire, di conferimento di status (artistico o teppistico?) del <strong>Writing</strong>, soprattutto dopo che <a href="http://www.nstreet.it/profile/563/Geographe" target="_blank">Geographe</a> ha dato testimonianza dello spettacolare <a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti" target="_blank">murale di Sten and Lex</a> ad Ancona.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2692/Sten+and+Lex3"><img class="alignnone size-full wp-image-1545" title="stenlexface3-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface3-thumb.jpg" alt="stenlexface3-thumb" width="500" height="272" /></a></p>
<p>Ci avvaliamo del parere di <a href="http://www.23recordz.net/bol" target="_blank">BOL23</a>, appassionato ed esperto di <strong>Street Art</strong>, collaboratore del progetto artistico multidisciplinare indipendente <a href="http://www.margineoperativo.net/home.html" target="_blank">Margine Operativo</a>, che risponde qui alle domande di <a href="http://www.nstreet.it/profile/94/frac78" target="_blank">Francesco</a>.</p>
<p>Tra i partecipanti di <strong>Attraversamenti Multipli</strong>, di cui parleremo presto, <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank">BOL23</a> ha contribuito ad accendere una discussione molto interessante a cui hanno partecipato anche il collettivo serpentoide e mutante dei <a href="http://www.nstreet.it/profile/255/SATOBOY" target="_blank">SATOBOY</a>, <a href="http://www.nstreet.it/profile/390/GRAFFITI+HUNTER" target="_blank">Graffiti Hunter</a>, e utenti appassionati.</p>
<p><strong>Il reato di «imbrattamento», una fattispecie del danneggiamento, è stato recentemente inasprito dalle nuove norme del Ddl sicurezza e prevede un procedimento per direttissima, e non davanti al Giudice di pace, con una pena fino a 6 mesi e fino a 10 mila euro di multa. Qual è il tuo punto di vista su questo disegno di legge?</strong></p>
<p><em>Credo che un inasprimento delle pene, come si deduce dal D.D.L., sia dal mio punto di vista apprezzabile per quanto riguarda il danneggiamento su beni di &#8220;interesse storico o artistico&#8221;.</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda i beni pubblici non sono d&#8217;accordo. Per me un bene pubblico e&#8217; un bene che &#8220;appartiene&#8221; anche a chi ha commesso il reato, dunque l&#8217;eventuale pena dovrebbe essere minore rispetto al danneggiamento di un bene privato e in questo <strong>D.D.L.</strong> non si coglie questo aspetto.</em></p>
<p><em>Il danneggiamento di cose non è come il danno a spese di una persona. Quest&#8217;ultimo giustificherebbe la reclusione anche in funzione di messa in sicurezza di un pericolo sociale. Ma qui si parla di danni alle cose, alle proprietà e sembra esagerato il ricorso alla pena detentiva.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti"><img class="alignnone size-full wp-image-1549" title="stenlexface1-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface1-thumb.jpg" alt="stenlexface1-thumb" width="500" height="394" /></a><br />
</em></p>
<p><em>La proibizione di vendita di qualsiasi prodotto di uso comune (come sono gli spray, ma anche alcool e farmaci da banco) a soggetti &#8220;minori di 18 anni&#8221; e&#8217; qualcosa di storicamente inefficace.</em></p>
<p><em>Basti pensare al proibizionismo americano o semplicemente al fatto che una tale legge è facilmente aggirabile dai negozianti vendendo a minoriattraverso maggiorenni compiacenti o con dei distributori automatici (di cui qui non si parla).<br />
</em><br />
<strong>Non credi che legislatori e opinione pubblica si lascino traviare da chi effettivamente imbratta monumenti?</strong></p>
<p><em>No, penso che sia chiara a tutti la differenza. Dall&#8217;inizio di questo movimento, il <strong>writing</strong> ha scatenato nei vari osservatori, una ricerca di conoscenza tale che ormai la maggior parte dei suoi codici sono alla portata di tutti. Gli stessi appartenenti alle forze dell&#8217;ordine  (che di solito sono gli ultimi a capire cosa succede) ormai distinguono benissimo tra un &#8220;laura ti amo&#8221; ed una tag, tra un <strong>murales</strong> e un pezzo-graffito. L&#8217; opinione pubblica sa benissimo la differenza tra imbrattare un monumento e fare <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Sa che non  appartiene alla cultura del <strong>writing</strong> danneggiare un altra opera artistica. Come del resto sa che il <strong>writing</strong> opera sui mezzi pubblici  (da qui il riferimento ad essi del legislatore). Sa che spesso e&#8217; accompagnato da ignoranza sociale (intesa come difficoltà a percepire e rapportarsi col resto della società secondo regole prestabilite) e cerca dunque di &#8220;recuperare&#8221; il soggetto con lavori socialmente utili.</em></p>
<p><strong>Tu hai lavorato anche con le istituzioni. Può esserci davvero dialogo tra due mondi apparentemente così lontani?</strong></p>
<p><em>Sono arrivato al mio lavoro con le istituzioni, dopo anni di attività illegale su diversi fronti tra cui quello del <strong>writing</strong>. Due mondi sono lontani finché non scopri una scorciatoia per avvicinarli. Questa strada più breve è sicuramente più impervia di quella che li tiene lontani e prevede in questo caso delle assunzioni di responsabilità e dei compromessi.</em></p>
<p><em>Il dialogo può nascere solamente se le due o più parti si pongono allo stesso livello. Quando è stato il mio turno, ho dovuto rinunciare alla mia libertà per fare spazio a quella della mia comunità ed è stato molto duro, ma in cambio ho ricevuto riconoscimento e apprezzamento a diversi livelli. Quando e&#8217; stato il turno delle istituzioni e&#8217; stato altrettanto duro.</em></p>
<p><em>Hanno dovuto conoscere e comprendere (anche nel senso di annettere, fare parte), dei soggetti che fino al giorno prima consideravano &#8220;<strong>border line</strong>&#8220;, reietti, disadattati ecc. Le discussioni e le esperienze di circa 15 anni, in cerca di basi sul dialogo, hanno portato a diversi risultati. Da una parte diversi writers hanno compreso il messaggio &#8220;<strong>Make your mark IN Society, not ON Society</strong>.&#8221; (lascia il tuo segno nella società,non sulla società) suggerito da una istituzione americana negli <strong>anni &#8217;80</strong> proprio rispetto al <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Hanno capito che la società che combattono è  la stessa di cui fanno parte, da qui la possibilità di cambiare le cose da dentro e non rimanendo fuori dalle discussioni che generano i modi di vivere e le relative legislazioni.</em></p>
<p><em>Nelle città di quasi tutto il mondo abbiamo (noi <strong>writers</strong>) trovato spazi fisici messi a disposizione dalle autorità che li  gestiscono e che ci rappresentano, ma soprattutto comprensione e riconoscimento del nostro bisogno artistico e dunque espressivo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2691/Sten%20and%20Lex"><img class="alignnone size-full wp-image-1555" title="stenlexface2-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface2-thumb.jpg" alt="stenlexface2-thumb" width="500" height="412" /></a><br />
</em></p>
<p><em>Penso che il dialogo ci sia già e questo<strong> D.L.L.</strong> (per quanto da me  ritenuto ingiusto, inefficace e poco comunicativo) è una dimostrazione di questo tentativo di comunicare, è una dimostrazione di forza destinata ad accendere la discussione, è una provocazione ad alzare i toni del discorso, a far fallire i tentativi di comunicazione tra pari.</em></p>
<p><strong>Le tag sono street art?</strong></p>
<p><em>Le tag sono le firme dei <strong>writers</strong>, la base della ricerca del <strong>writers</strong>, rappresentano chi le fa al 100%. La <strong>street art</strong>, come dice il premio nobel <strong>Dario Fo</strong> (nell&#8217;introduzione al catalogo della mostra di Marina Alessi 44+1 Auto Ritratti a cui ho partecipato nel 2009), ha origini lontane. Se dapprima era il <strong>teatro</strong> il fulcro dell&#8217;arte di strada oggi è lo è quella <strong>figurativa</strong>.</em></p>
<p><em>Quando sento dire &#8220;<strong>street art</strong>&#8221; penso a tutta l&#8217;arte creata PER la strada. Creata per essere applicata in strada. Non necessariamente dovrà stare in strada, può anche rimanere in casa o in galleria, ma sarà comunque creata rispettando quei codici essenziali per essere comunicativa in strada. Alcuni <strong>codici</strong> sono di facile comprensione. </em></p>
<p><em>La ripetitività delle <strong>tag</strong> serve ad aumentarne la visibilità come la grandezza delle stesse ed il loro posizionamento in punti stategici (tra cui i mezzi pubblici). Spesso sono gli stessi codici che usano i candidati alle elezioni per deturpare i palazzi storici delle nostre grandi città, per poi essere eletti e non pagare dunque le multe che sono state emesse per attacchinaggio abusivo.</em></p>
<p><strong>Ultima domanda. La street art è davvero arte?</strong></p>
<p><em>Lo dice la parola stessa, lo dicono i libri di storia, lo dice la nostra cultura, i nostri musei, i collezionisti e tutto il cosiddetto mondo dell&#8217;arte.<br />
Potrebbe non essere così, ma allora mi chiederei piuttosto cos&#8217;è l&#8217;arte, chi decide cosa lo è e cosa non lo è ?!?!?!?</em></p>
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		<title>Hot spots: perché vado sempre negli stessi posti</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle esperienze più agghiaccianti che si possono fare in una metropoli come Roma il sabato sera è andare in giro per locali. Orde di automobili gonfie di umanità si riversano nei dintorni delle zone calde di quella che negli anni ’80 si chiamava movida romana, e svuotandosi rilasciano nell’ambiente quote irreversibili (almeno per tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle<strong> esperienze</strong> più agghiaccianti che si possono fare in una<strong> metropoli</strong> come<strong> Roma</strong> il sabato sera è andare in giro per locali. Orde di automobili gonfie di umanità si riversano nei dintorni delle zone calde di quella che negli anni ’80 si chiamava <em>movida</em> romana, e svuotandosi rilasciano nell’ambiente quote irreversibili (almeno per tutto il week end) di inquinamento organico, acustico, atmosferico.</p>
<p>Tutto questo, compresso, lo si ritrova anche all&#8217;interno dei<strong> locali</strong>. Che poi sono sempre gli stessi, i soliti sette-otto, intorno ai quali brulicano avventori di passaggio. È tutto troppo subdolamente perfetto perché non ci sia un motivo, che non sia la bellezza dei luoghi o la qualità della musica o del cibo, che spinge centinaia di persone a varcare soglie di stanzoni già pieni e grondanti di sudore e rumori alcolici.</p>
<p>Questo tipo di frequentazione non ha quasi mai forme di fidelizzazione: l’itinerario serale prevede toccate e fughe da un posto all’altro, in una specie di maratona a ostacoli per trovare il luogo meno (o più?) affollato.<br />
Si potrebbe comporre facilmente una<strong> mappa </strong>dei <strong>luoghi sensibili</strong>. Addirittura, digitalizzando la mappa e trasformando i luoghi in siti, è possibile comporre una statistica: i più visitati, le entrate singole, le consumazioni random, le visite di rimbalzo, i <strong>passaggi</strong> multipli.</p>
<p>Il triangolo <strong>Testaccio</strong>-<strong>San Lorenzo</strong>-<strong>Trastevere</strong> (non a caso soggetto spesso a politiche i limitazioni del taffico notturno) si conferma come il più ricco di eventi e il più denso dei resoconti del <strong>nightlife</strong>. È una specie di mappa dei chackra della capitale, stimolando i quali però non si ha un sollievo dal mal di testa ma un suo considerevole aumento.</p>
<p>Ne abbiamo avuto conferma dai vostri <strong>video</strong> su<a href="http://www.nstreet.it" target="_blank"> Nstreet</a>: molti provengono da locali dove si suona la musica del momento, altri  da dove si vedono le tendenze della contemporaneità in fatto di<strong> stile </strong>e <strong>dress code</strong>.</p>
<p>Ma ultimamente stiamo assistendo a un cambiamento che è già realtà in città come <strong>Milano</strong> e <strong>Torino</strong>. Alcuni video, ed è stata qui la nostra sorpresa, vengono da posti del tutto eterogenei, fequentati da una clientela più attenta, paziente, di nicchia. Locali che non vengono presi d’assalto, ma frequentati con costanza e interesse da sempre più persone. Selettivi, esigenti, i clienti dei nuovi locali chiedono, in cambio dell’ingresso e della consumazione, di poter fare un’esperienza.</p>
<p>Il <a href="http://www.circoloartisti.it/index.htm" target="_blank">Circolo degli Artisti</a>, risorto sul limite del Pigneto (quartiere caro a <strong>Pasolini</strong>) nel 1999 dopo la chiusura della sede storica di <strong>Piazza Vittorio</strong>, è uno di questi. Cos’ha di particolare il Circolo?</p>
<p>Risponde Christian Briziobello, responsabile dell’Ufficio Stampa, il Circolo: &#8220;Avanguardia, sperimentazione, rock&#8217;n roll, musica italiana e straniera, emergente e originale, sostegno alle scene musicali in difficoltà, qualità e novità come obiettivi nella scelta della programmazione, impegno a non chiudere fuori nessun genere musicale e soprattutto, negli ultimi anni ed in prospettiva, ad ospitare le altre arti&#8221;.</p>
<p>Oltre alla musica, quindi, si sta rivelando vincente una formula esclusiva: ambientazione all’aperto, stile <strong>giardino giapponese-romano</strong>, con piscina nel periodo estivo, tesseramento da socio del circolo, aperture domenicali con aperitivo, allestimenti artistici, <strong>mercatini</strong>, presentazioni di libri e mostre, serate <strong>Wi-fi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/316/508/mercatino%20giapponese%20@Circolo%20degli%20Artisti"><img class="alignnone size-full wp-image-668" title="upy7axyha7u2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/upy7axyha7u2.jpg" alt="upy7axyha7u2" width="400" height="301" /></a></p>
<p>Alcuni segnali che il consumo culturale nella frequentazioni di luoghi “<strong>di tendenza</strong>” stia profondamente cambiando vengono, se non dal traffico urbano, dalla produzione di resoconti, di report video, di post sui blog più “cool” da parte di clienti e aficionados, dopo che hanno fatto l’esperienza.</p>
<p><strong>Il loop aperitivo-pizza-cinema-discoteca-cornetto è messo profondamente in crisi da nuove originali vie di fuga.</strong></p>
<p>La<strong> condivisione </strong>permessa dai nuovi mezzi di tecnologie di <strong>rete</strong> rende possibile la messa in comune di un sapere legato all’intrattenimento e al divertimento nemmeno pensabile ai tempi della pubblicità comune e delle gazzette della notte. Non a caso questo tipo di locali, che ormai è riduttivo chiamare così in vista della loro riformulazione in termini di ambienti esperienziali e ibridi, non si avvalgono più delle forme tradizionali di <strong>marketing</strong>, ma utilizzano le nuove tecnologie, il passaparola (ora si chiama <strong>word-of-mouth</strong>), il <strong>buzz</strong>.</p>
<p>Anche le critiche all’<strong>effimero </strong>della <em>movida </em>devono essere riviste: le esperienze che si ricavano da serate di questo tipo si protraggono nel tempo, nei video e nelle foto, vengono commentati e condivisi, replicati e criticati dai componenti delle <strong>community</strong> di cui si fa parte. La <strong>experience-wiki</strong> di <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> parla di questa esperienza.</p>
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		<title>Cose che il web (non) avrebbe (mai) voluto vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di comunicazione veicolano? Assuefatti ai contenuti della tv generalista e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due blogger, sete di verità, nuda e cruda. Attraverso lo strumento della satira, e forse anche di un po&#8217; di arte della furbizia linguistica, due perfetti sconosciuti si stanno conquistando gli onori della cronaca Web. Cosa c&#8217;è di nuovo ni blog italiani? Che tipo di <strong>comunicazione</strong> veicolano? Assuefatti ai contenuti della <strong>tv generalista</strong> e alle solite chiacchiere, molti utenti migrano verso il <strong>web</strong> in cerca di novità. E&#8217; questa la nuova frontiera del <strong>citizen journalism</strong>? Forse sì. Conosciamoli meglio.</p>
<p><strong>Daniela</strong>: Ciao. Chi siete, quanti siete, da dove venite.<br />
<strong>Giorgio</strong><em>: Mi chiamo <strong>Giorgio Magri</strong>, sono il giornalista in studio ed uno degli autori, vengo da Paperopoli e di lavoro faccio il tecnico luci, ho pensato di fare il tgng ed ho chiamato il povero Di Giorgio perché per commentare le notizie italiane le mie cazzate non bastavano.. ci voleva qualcuno che le sparasse grosse grosse…<br />
</em><strong>Silvio</strong><em>: <strong>Silvio Di Giorgio</strong>, scrivo le notizie e dall&#8217;ultimo tg mi occupo anche del montaggio (in senso tecnico, non sessuale visto che lo conosco da poco). Sono di Benevento ed essere cresciuto nel feudo di Mastella mi portava a due possibili conclusioni: la droga o la satira. Ho scelto la via più dolorosa.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Che vuol dire <a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">TgNG </a>?<br />
<em><strong>G</strong>: &#8220;Telegiornale noi Giorgi&#8221;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: <strong><a href="http://www.realitytv.it/kazinger/" target="_blank">Kazinger</a></strong> suona familiare. Citazione di un cartone giapponese o sberleffo alle alte sfere della cristianità?<br />
<strong>G</strong><em>: E&#8217; prima di tutto un soprannome che mi accompagna da tempo immemore, in secondo luogo uno sberleffo alle alte sfere della cristianità.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Vi sentite di affermare che siete nel solco della satira oppure siete in una zona che siete i primi a  battere?<br />
<strong>G</strong><em>: Siamo i primi a battere in questa zona? Speriamo che non arrivino ordinanze strane…<br />
</em><strong>S</strong><em>: Satira e nulla più. Poi ci basta sapere che non abbiamo nulla a che fare con il <strong>Saturday Night Live</strong> di Italia1.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Il politicamente scorretto funziona di più in rete allora.<br />
<strong>G</strong>:<em> Si credo che Lippi sia un ottimo allenatore…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>Funziona in rete perchè è permesso solo in rete. Ma solo perchè non sono ancora riusciti ad imbrigliarla. Questione di tempo. Ma dopo troveremo un altro sistema: Pasquino non muore mai&#8230;</em></p>
<p><strong>D</strong>: A proposito, perché le vostre cose girano su internet, sui blog, nelle <strong>Community</strong>? è una scelta suppongo.<br />
<strong>G</strong>:<em> Mah, non credo esistano televisioni pronte a mandare in onda tgng… tu che dici?<br />
</em><strong>S</strong>: <em>E&#8217; una scelta obbligata ed un punto di partenza. Io miro a scrivere i testi per Radio Maria.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Avete avuto casi di censura da parte di siti che ospitavano le vostre cose?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora no.<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Solo autocensura. Kazinger è un vero animale quando scrive: a volte devo bruciargli le sigarette sotto i piedi per convincerlo ad andarci più soft con le battute. Una volta voleva accostare Berlusconi alla mafia&#8230;Con tutti i sacrifici che ho dovuto fare per entrare in Cosa Nostra!</em></p>
<p><strong>D</strong>: A parte tutto, cosa c’è di salvabile nei mass media tradizionali per chi come voi si rivolge ad un pubblico definitivamente smaliziato?<br />
<strong>G</strong>: <em>Niente</em>.<br />
<strong>S</strong>:<em> I bravi giornalisti ci sono ma hanno la stessa visibilità dei titoli di coda di un film porno.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: E cosa c’è di sicuramente marcio o di poco chiaro nei meccanismi che si attivano in rete? Non sarà mica davvero il paese di Bengodi in cui si può dire tutto?<br />
<strong>G</strong>: <em>Per ora lo si può fare se coperti dall’anonimato, e noi non lo siamo, inoltre soppesiamo attentamente le nostre battutacce, soprattutto quelle sporche, certo non è tutto oro ciò che luccica… però l’aria che si respira in rete e decisamente meno oppressa… la televisione è una pagliacciata, sembra di vedere i cinegiornali luce del ventennio… ridicolo…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Della rete non mi piace chi si nasconde dietro un nick. Anche io uso un nick quando rimorchio le suore in calore su <strong>Facebook</strong>, ma quando parlo di politica, soprattutto quando lo faccio negativamente, cioè sempre, mi firmo con nome e cognome. A volte il mio.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Molti comici o intellettuali che fanno anche satira sono emigrati nella rete proprio per i limiti imposti dai media tradizionali. Voi siete partiti dalla rete: intendente amministrarvi al mainstream, prima o poi, o pensate di diventare famosi ed esportare i vostri codici altrove?<br />
<strong>G</strong>:<em> Uhm… ti ripeto, la natura stessa del tgng ci preclude a priori la “grande distribuzione”, se qualcuno sarà disposto  a farlo… boh… peggio per lui…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Internet la considero una palestra dove provare i testi, mi riferisco anche al mio blog, dove sto raggranellando un sorprendente numero di “adepti”. Ho scritto un libro satirico ma vista la situazione generale italiana ho più probabilità di essere pubblicato se scrivessi il seguito del Mein Kampf. Ho intenzione di provare anche su altri canali: qualcosa già si è messo in moto ma non ne parlo per scaramanzia.<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Il vostro linguaggio è parodistico, nel senso che utilizza i codici tradizionali per produrre effetti destabilizzanti. Quali sono secondo voi le nuove frontiere linguistiche della satira? Non è stato già detto tutto in tutti i modi possibili.<br />
<strong>G</strong>:<em> Sicuramente il” format” tgng non è niente di nuovo… ( <strong>Luttazzi,</strong> <strong>Rocco Tanica</strong> etc.) lavorando sull’attualità comunque si ha una miniera inesauribile, magari son già stati utilizzati tutti i linguaggi ma nessuno può ridere di cose che non sono ancora successe…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Le parole hanno milioni di combinazioni possibili; il tg è un format inflazionato, ma se il contenuto è originale lo spettatore si dimentica del contenitore e si concentra sul contenuto.</em></p>
<p><strong>D</strong>: Quali sono i vostri modelli?<br />
<strong>G</strong>: <em>I grandi buffoni dissacranti in genere Dario Fo, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Emilio Fede… io inoltre sono cresciuto a pane ed Elio e questo sicuramente ha influito…<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Groucho Marx e Woody Allen innaffiati da una spruzzatina di Daniele Luttazzi.<br />
</em> </p>
<p><strong>D</strong>: Per fare quello che fate che tipo di competenze avete? Avete seguito dei corsi? È proprio fondamentale conoscere gli strumenti del mestiere per pubblicare contenuti in rete, oppure va bene anche l’artigianale per cavalcare il passaparola, i meccanismi del <strong>viral</strong>, il <strong>buzz</strong>?<br />
<strong>G</strong>:<em> Il mio lavoro non ha nulla a che vedere con tgng  e non ho frequentato nessun corso né scuola particolare, per il viral ed il buzz io non ho studiato il francese non ti posso aiutare..<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Se non esistessero i forum di internet a quest&#8217;ora starei ancora cercando di capire come si accende il tostapane.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Per far girare i vostri lavori fate parte di diverse Community. Insomma la condivisione è la chiave per il futuro dell’innovazione anche linguistica in rete?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sì devo dire che lo <strong>sharing </strong>è importante per noi della new generation che cerchiamo un slot nella community del web che ci dia visibilità nel week end al brunch col welcome drink…<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Stai cercando di rimorchiarmi?<br />
</em><strong><br />
D</strong>: Secondo voi quel è il vostro tg più riuscito? Ce lo raccontate?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sarebbe come se mi chiedessi qual è il figlio che preferisci… tecnicamente la terza puntata è sicuramente la più efficace, per i testi è un evoluzione continua, non ho un preferito<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Ad ogni tg introduciamo una qualche miglioria quindi direi che il più riuscito è sempre l&#8217;ultimo. Considera poi che lo scriviamo sentendoci al tel o via mail&#8230;<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Che pensate dei giovani di oggi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Sono incolpevolissimi ignoranti…<br />
</em><strong>S</strong>:  <em>I giovani d&#8217;oggi sono la classe dirigente e politica che veglierà domani sulla mia vecchiaia. Quando ci penso mi conforta sapere di avere una pistola nel comodino.<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Ci fate la playlist delle cose migliori della rete secondo voi?<br />
<strong>G</strong>: <em>Questi sono i siti che guardo più spesso:</em><br />
<em>1-sabinaguzzanti.it<br />
2-italiadallestero.info (traduzioni di articoli stranieri)<br />
3-voglioscendere.it<br />
4-istruzioni generiche per la costruzione di ordigni esplosivi<br />
5-giovani donne in abiti succinti e/o senza abito alcuno.<br />
6-il blog di Silvio Di Giorgio<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Oltre al sito dove ti spogli in webcam?<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Simpaticissimi. Avete lo spazio di due righe per dire quello che volete su internet e libertà. Avanti.<br />
<strong>G</strong>: <em>I pazzi non siamo noi, in un mondo normale si vedrebbero i veri giornalisti in televisione e quelli di studio aperto che scrivono sul muro con la bomboletta, ridiamoci sopra, se ci scoraggiamo è finita; SARA’ UNA RISATA CHE LI SEPPELIRA’!<br />
</em><strong>S</strong>:<em> Io non c&#8217;entro niente con questa storia! L&#8217;anno scorso Kazinger ha rapito mia nonna e da allora sono costretto a scrivere questa porcheria di Tg. Aiutatemi!<br />
</em></p>
<p><strong>D</strong>: Grazie. Intendo grazie comunque…<br />
<strong>G</strong>: <em>Grazie? E de che? sò 180 euri&#8230;&#8221;<br />
</em><strong>S</strong>: <em>Grazie a te, è stato un onore: le tue domande denotano una spiccata intelligenza e cultura. (Ora che ho ripetuto tutto quello che volevi tu me lo dai o no l&#8217;antidoto?). Grazie dell&#8217;attenzione che ci stai concedendo, un abbraccio Silvio p.s. Ti amo</em></p>
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		<title>Social che?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sanoodi è una community. Anzi no: è un software. No: è un social software che, una volta istallato sul tuo cellulare, ti permette di inventare, caricare e condividere i tuoi percorsi preferiti dopo averli tracciati con un sistema GPS. Il sito di Sanoodi è di una semplicità disarmante che è anche la sua forza. Ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanoodi.com/" target="_blank">Sanoodi</a> è una <strong>community</strong>. Anzi no: è un software. No: è un social software che, una volta istallato sul tuo cellulare, ti permette di inventare, caricare e condividere i tuoi percorsi preferiti dopo averli tracciati con un sistema <strong>GPS</strong>. Il sito di <strong>Sanoodi</strong> è di una semplicità disarmante che è anche la sua forza. Ti suggerisce i passi per arrivare a condividere una vera social <strong>outdoor experience</strong>: attraverso una mappa, puoi esplorare i percorsi e le attività correlate (jogging su percorsi di pianura, free climbing in montagna, segnalazione di motel, rifugi, librerie, Starbucks e fiere di paese), e contemporaneamente tenere traccia delle persone che hanno espresso la tua stessa preferenza e, perché no, camminare con loro.</p>
<p><a href="http://www.sanoodi.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-201" title="untitled" src="http://www.officina-project.com/wp-content/uploads/2009/03/untitled.bmp" alt="Percorso Sanoodi" /></a></p>
<p><span id="more-189"></span></p>
<p>Che sia un parco di Los Angeles o una pista ciclabile a Copacabana o ancora un itinerario tra le Piramidi, puoi editare la tua strada, aggiungendo snodi, punti di incontro, attrattive, vicoli ciechi, panoramiche.<br />
Successivamente, puoi scaricare quel sul tuo dispositivo mobile (sono compatibili <strong>Nokia-S60</strong>, <strong>Windows Mobile</strong> 5 e 6, <strong>iPhone 3g</strong> e <strong>Blackberry</strong>), in modo da avere sempre con te le mappe e i percorsi preferiti per fare altre esperienze e successivamente ricaricarle sul sito di Sanoodi, allegando foto e video (dialoga anche con <strong>Flickr</strong>) e mettendoli in condivisione.</p>
<div class="mceTemp">Come sistemi operativi, Sanoodi supporta <strong>Firefox</strong>, <strong>Safari</strong> e <strong>Internet Explorer 7</strong>. La socialità di tutto questo è favorita dal dialogo della piattaforma con <strong>Twitter</strong>: in ogni istante puoi aggiornare il tuo percorso e indicare in che punto ti trovi, invitando i tuoi “followers” virtuali a raggiungerti dovunque ti trovi. Twitterando i tuoi percorsi, hai la possibilità di fare esperienza fisica di attività ideate, costruite, socializzate in quella zona di convergenza tra dispositivi di social presence, microblogging e tecnologie mobili, la cosiddetta <strong>Mobile 2.0</strong> zone, che offre opportunità sempre più trasversali e performanti.</div>
<p>Un progetto da cui prendere spunto in tema di condivisione delle esperienze. Si avvicina molto alla nostra idea di <strong>Wiki</strong>, ma soffre forse ancora di una riduzione della dimensionalità multi-sociale… Come idea, qui in Officina ci era venuta quella di aggiungere delle <strong>playlist</strong> ai percorsi. Oppure di fare una classifica dei migliori, più battuti  (o meno battuti?) percorsi. O ancora, di mettere un chip nella scarpa che comunichi con telefono e <strong>I-Pod</strong>, ma la fantasia corre a tale velocità che il futuro è già arrivato. Intanto, chi sarà il primo ad usare Sanoodi? O è pieno di social jogger in giro?</p>
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		<title>Condivisione e memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SammyJenkins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Il mio nome è Sammy Jenkins e non riesco ad assimilare nuovi ricordi. Esatto, avete capito bene, soffro di Amnesia Anterograda: non vuol dire che non mi ricordo niente, vuol dire solo che non riesco a ricordarmi quanto di bello ho fatto 10 minuti fa. Nella mia mente le carezze ricevute prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti.</p>
<p>Il mio nome è <strong>Sammy Jenkins </strong>e non riesco ad assimilare nuovi ricordi.</p>
<p>Esatto, avete capito bene, soffro di <a title="Wikipedia: Amensia Anterograda" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anterograde_amnesia" target="_blank">Amnesia Anterograda</a>: non vuol dire che non mi ricordo niente, vuol dire solo che non riesco a ricordarmi quanto di bello ho fatto 10 minuti fa. Nella mia mente le carezze ricevute prima si dileguano come un messaggio sulla bacheca di <strong>facebook</strong>, il loro ricordo si sbiadisce e sparisce mentre sopraggiungono altre informazioni&#8230; e non ho il tasto &#8220;mostra più post&#8221;.</p>
<p>Sono un personaggio di fantasia, di me parla spesso il protagonista di <strong>Memento </strong>che ha il mio stesso disturbo. Solo che lui ha un metodo, ha trovato una via d&#8217;uscita ad una vita senza <strong>memoria</strong>. Si scrive appunti indelebili sulla pelle, <strong>tatuaggi </strong>neri e antiestetici, funzionali all&#8217;andare avanti. A fermare il <strong>tempo</strong>. Come le fotografie.</p>
<p>Ma io, Sammy Jenkins, voglio un modo diverso per tenere traccia delle mie <strong>esperienze </strong>in questo mondo che corre alla velocità dei bit. Voglio un modo più umano, più personale, più tecnologico, per poter ricordare ma soprattutto condividere e tenere traccia con tutti voi di ciò che sta succedendo sul pianeta Terra.</p>
<p>Credo che l&#8217;idea di Officina Project sia quella giusta: costruendo tutti insieme una piazza virtuale per catalogare chi siamo e dove andiamo, anche le tracce scomparse dal mio cervello potranno essere più chiare. Voglio <strong>schedare </strong>ciò che accade fotografandolo, magari col <strong>telefonino</strong>, per poi condividerlo con voi. E se nella mia foto o nel mio video manca un particolare, potreste aggiungerlo per dare alla memoria un contorno completo. Una forma comune.</p>
<p>Se il vero Sammy Jenkins avesse avuto <strong>internet </strong>come alleato forse avrebbe dato un senso ai suoi ricordi sbiaditi, una definizione globale e condivisa della sua memoria ad orologeria. Come stanno facendo tutti gli utenti dei portali 2.0: prendono un momento, una moda, un trend e lo ripetono, come per fissarlo nell&#8217;hard disk collettivo del pianeta, così che non si perda come una goccia nel mare. Si chiamano &#8220;<strong>internet meme</strong>&#8220;, sono gli unici momenti unici/collettivi di internet: mode che si trasmettono come un virus, da singolo a singolo, per essere ripetute e rivissute da tutti.</p>
<p>E qui su <strong>Officina-Project</strong> le parole chiave sono proprio queste, condivisione e&#8230;</p>
<p>Cosa stavo dicendo?</p>
<p>Cosa potrei fare per ricordare meglio? Cosa potrebbe essermi d&#8217;aiuto?</p>
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		<title>officina-project è partito!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 18:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Officina-project è lo spazio delle nuove generazioni, che integrano le tecnologie digitali nella loro quotidianità, surfano tra contenuti di convergenza, vivono il tempo nomadico della metropoli. Lo spazio della mobilità urbana, della telefonia e degli stili di vita delle culture metropolitane. Lo spazio della condivisione delle esperienze e della creazione di comunità virtuali attorno al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Officina-project è lo spazio delle nuove generazioni, che integrano le tecnologie digitali nella loro quotidianità, surfano tra contenuti di convergenza, vivono il tempo nomadico della metropoli. Lo spazio della mobilità urbana, della telefonia e degli stili di vita delle culture metropolitane. Lo spazio della condivisione delle esperienze e della creazione di comunità virtuali attorno al concetto di sapere condiviso e di costruzione di memorie digitali patchwork e collettive.</p>
<p>Officina-project non è solo un social network. Non realizza soltanto la connessione di persone mediante la raggiungibilità immateriale e la condivisione di luoghi nei quali incontrarsi fisicamente. Non connette solo persone, ma anche e soprattutto esperienze.<br />
Officina-project non è solo un social media. Non si limita a  raccogliere e diffondere contenuti video. È dimensione integrata di tecnologia, consumo, cultura, socializzazione, territorializzazione, multi-identità.</p>
<p>Pensi di appartenere alla <strong>generazione Y</strong>?<br />
Sei un millennial?<br />
Sei NetGeneration?<br />
Sei NoGeneration?<br />
Sei, ti senti, vuoi diventare un <strong>cool hunter</strong>?<br />
Sei, ti senti, vuoi diventare, un <strong>trend watcher</strong>?<br />
Y è YES, è apertura alla vita, e sguardo sul mondo, è fare le cose. Uscire, guardare, leggere un libro, vedere un film, scrivere una sceneggiatura, riunire delle persone e fare un film, metterlo in rete. La generazione Y vive di tecnologie integrate: Internet, webcam, telefono cellulare, video, streaming, upload, download, Facebook, GoogleMap, MySpace, SecondLife, YouTube, Skype: questo è il pane quotidiano dei giovani dai 17 ai 25 anni, e non solo.<br />
I figli degli anni ’80 hanno visto esplodere la tecnologia nella vita quotidiana, gli appassionati del web costruiscono narrative vitali dentro la sfera delle tecnologie e della connessione. L’appartenenza a diverse community fa discutere e proporre cose nuove: in questo ambiente puoi vivere e rivivere le esperienze di un altro, e far vivere le tue a tutti gli altri, costruendo nel tempo un sistema integrato di conoscenze e competenze, aumentando le tue performance artistiche, mediali e tecnologiche, e il sapere intorno agli spazi che vivi e in quelli che vorresti visitare.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il Trend watcher</strong> osserva la strada e suoi attraversamenti, capta le tendenze che si fanno strada nel panorama comunicativo contemporaneo e le diffonde tra i componenti delle community a cui appartiene. Raccoglie materiali e li porta all’attenzione di tutti gli Internauti.</p>
<p>Cosa vedi nelle strade della tua città? Come si vestono i componenti delle culture giovanili contemporanee? Esistono ancora gli stili, o è tutto fusion, tutto globalizzato, tutto scandito dai ritmi della vita globale e dai marchi delle multinazionali? Cosa fanno i giovani il Venerdì sera? Quante cose ci sono che non sono state scritte, filmate, narrate, di questa generazione? Falle vedere, falle. Falle girare, rivitalizzale. Dà valore alle cose che vedi, alle tendenze che respiri, alle atmosfere che percepisci. Questo è lo spazio per farlo.<br />
Fai la tua esperienza e raccontacela. osserva quella degli altri. <em>Redoit.</em> Migliorala, spiegala, falla suonare, falla esplodere.<br />
O parti da zero, fallo per primo, e detta un trend. Il tuo contributo è uno dei mattoni dell’edificio, che poi diventerà un Ecoparco, poi una città, poi una metropoli diffusa, digitale, cablata e non inquinante, in cui tutte le identità, dei luoghi e delle persone che li attraversano, sono connesse, mixate, ricreate continuamente.</p>
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