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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; codici</title>
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		<title>Fame di codici e di bellezza: la street art tra Sublime e Punizioni</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla Street Art, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città. Nstreet ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sovvertire, convertire, riutilizzare, abbellire, imbrattare, sfumare, ricontestualizzare, semantizzare. Tutti verbi che sono stati applicati alla <strong>Street Art</strong>, denominazione piuttosto vaga di diversi generi di azioni urbane tese a dare un significato artistico a scenari ed oggetti del panorama spesso spento o fatiscente delle città.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ha seguito le vicende italiane di questi giorni, affrontando insieme alle persone della <strong>Community</strong> gli aspetti per lo più artistici, sociali e comunicazionali della questione.</p>
<p>Oggi vorremmo indagare un po’ meglio sull’aspetto legislativo e, per così dire, di conferimento di status (artistico o teppistico?) del <strong>Writing</strong>, soprattutto dopo che <a href="http://www.nstreet.it/profile/563/Geographe" target="_blank">Geographe</a> ha dato testimonianza dello spettacolare <a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti" target="_blank">murale di Sten and Lex</a> ad Ancona.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2692/Sten+and+Lex3"><img class="alignnone size-full wp-image-1545" title="stenlexface3-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface3-thumb.jpg" alt="stenlexface3-thumb" width="500" height="272" /></a></p>
<p>Ci avvaliamo del parere di <a href="http://www.23recordz.net/bol" target="_blank">BOL23</a>, appassionato ed esperto di <strong>Street Art</strong>, collaboratore del progetto artistico multidisciplinare indipendente <a href="http://www.margineoperativo.net/home.html" target="_blank">Margine Operativo</a>, che risponde qui alle domande di <a href="http://www.nstreet.it/profile/94/frac78" target="_blank">Francesco</a>.</p>
<p>Tra i partecipanti di <strong>Attraversamenti Multipli</strong>, di cui parleremo presto, <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank">BOL23</a> ha contribuito ad accendere una discussione molto interessante a cui hanno partecipato anche il collettivo serpentoide e mutante dei <a href="http://www.nstreet.it/profile/255/SATOBOY" target="_blank">SATOBOY</a>, <a href="http://www.nstreet.it/profile/390/GRAFFITI+HUNTER" target="_blank">Graffiti Hunter</a>, e utenti appassionati.</p>
<p><strong>Il reato di «imbrattamento», una fattispecie del danneggiamento, è stato recentemente inasprito dalle nuove norme del Ddl sicurezza e prevede un procedimento per direttissima, e non davanti al Giudice di pace, con una pena fino a 6 mesi e fino a 10 mila euro di multa. Qual è il tuo punto di vista su questo disegno di legge?</strong></p>
<p><em>Credo che un inasprimento delle pene, come si deduce dal D.D.L., sia dal mio punto di vista apprezzabile per quanto riguarda il danneggiamento su beni di &#8220;interesse storico o artistico&#8221;.</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda i beni pubblici non sono d&#8217;accordo. Per me un bene pubblico e&#8217; un bene che &#8220;appartiene&#8221; anche a chi ha commesso il reato, dunque l&#8217;eventuale pena dovrebbe essere minore rispetto al danneggiamento di un bene privato e in questo <strong>D.D.L.</strong> non si coglie questo aspetto.</em></p>
<p><em>Il danneggiamento di cose non è come il danno a spese di una persona. Quest&#8217;ultimo giustificherebbe la reclusione anche in funzione di messa in sicurezza di un pericolo sociale. Ma qui si parla di danni alle cose, alle proprietà e sembra esagerato il ricorso alla pena detentiva.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2689/Sten+and+Lex+graffiti"><img class="alignnone size-full wp-image-1549" title="stenlexface1-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface1-thumb.jpg" alt="stenlexface1-thumb" width="500" height="394" /></a><br />
</em></p>
<p><em>La proibizione di vendita di qualsiasi prodotto di uso comune (come sono gli spray, ma anche alcool e farmaci da banco) a soggetti &#8220;minori di 18 anni&#8221; e&#8217; qualcosa di storicamente inefficace.</em></p>
<p><em>Basti pensare al proibizionismo americano o semplicemente al fatto che una tale legge è facilmente aggirabile dai negozianti vendendo a minoriattraverso maggiorenni compiacenti o con dei distributori automatici (di cui qui non si parla).<br />
</em><br />
<strong>Non credi che legislatori e opinione pubblica si lascino traviare da chi effettivamente imbratta monumenti?</strong></p>
<p><em>No, penso che sia chiara a tutti la differenza. Dall&#8217;inizio di questo movimento, il <strong>writing</strong> ha scatenato nei vari osservatori, una ricerca di conoscenza tale che ormai la maggior parte dei suoi codici sono alla portata di tutti. Gli stessi appartenenti alle forze dell&#8217;ordine  (che di solito sono gli ultimi a capire cosa succede) ormai distinguono benissimo tra un &#8220;laura ti amo&#8221; ed una tag, tra un <strong>murales</strong> e un pezzo-graffito. L&#8217; opinione pubblica sa benissimo la differenza tra imbrattare un monumento e fare <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Sa che non  appartiene alla cultura del <strong>writing</strong> danneggiare un altra opera artistica. Come del resto sa che il <strong>writing</strong> opera sui mezzi pubblici  (da qui il riferimento ad essi del legislatore). Sa che spesso e&#8217; accompagnato da ignoranza sociale (intesa come difficoltà a percepire e rapportarsi col resto della società secondo regole prestabilite) e cerca dunque di &#8220;recuperare&#8221; il soggetto con lavori socialmente utili.</em></p>
<p><strong>Tu hai lavorato anche con le istituzioni. Può esserci davvero dialogo tra due mondi apparentemente così lontani?</strong></p>
<p><em>Sono arrivato al mio lavoro con le istituzioni, dopo anni di attività illegale su diversi fronti tra cui quello del <strong>writing</strong>. Due mondi sono lontani finché non scopri una scorciatoia per avvicinarli. Questa strada più breve è sicuramente più impervia di quella che li tiene lontani e prevede in questo caso delle assunzioni di responsabilità e dei compromessi.</em></p>
<p><em>Il dialogo può nascere solamente se le due o più parti si pongono allo stesso livello. Quando è stato il mio turno, ho dovuto rinunciare alla mia libertà per fare spazio a quella della mia comunità ed è stato molto duro, ma in cambio ho ricevuto riconoscimento e apprezzamento a diversi livelli. Quando e&#8217; stato il turno delle istituzioni e&#8217; stato altrettanto duro.</em></p>
<p><em>Hanno dovuto conoscere e comprendere (anche nel senso di annettere, fare parte), dei soggetti che fino al giorno prima consideravano &#8220;<strong>border line</strong>&#8220;, reietti, disadattati ecc. Le discussioni e le esperienze di circa 15 anni, in cerca di basi sul dialogo, hanno portato a diversi risultati. Da una parte diversi writers hanno compreso il messaggio &#8220;<strong>Make your mark IN Society, not ON Society</strong>.&#8221; (lascia il tuo segno nella società,non sulla società) suggerito da una istituzione americana negli <strong>anni &#8217;80</strong> proprio rispetto al <strong>writing</strong>.</em></p>
<p><em>Hanno capito che la società che combattono è  la stessa di cui fanno parte, da qui la possibilità di cambiare le cose da dentro e non rimanendo fuori dalle discussioni che generano i modi di vivere e le relative legislazioni.</em></p>
<p><em>Nelle città di quasi tutto il mondo abbiamo (noi <strong>writers</strong>) trovato spazi fisici messi a disposizione dalle autorità che li  gestiscono e che ci rappresentano, ma soprattutto comprensione e riconoscimento del nostro bisogno artistico e dunque espressivo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/1364/2691/Sten%20and%20Lex"><img class="alignnone size-full wp-image-1555" title="stenlexface2-thumb" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/stenlexface2-thumb.jpg" alt="stenlexface2-thumb" width="500" height="412" /></a><br />
</em></p>
<p><em>Penso che il dialogo ci sia già e questo<strong> D.L.L.</strong> (per quanto da me  ritenuto ingiusto, inefficace e poco comunicativo) è una dimostrazione di questo tentativo di comunicare, è una dimostrazione di forza destinata ad accendere la discussione, è una provocazione ad alzare i toni del discorso, a far fallire i tentativi di comunicazione tra pari.</em></p>
<p><strong>Le tag sono street art?</strong></p>
<p><em>Le tag sono le firme dei <strong>writers</strong>, la base della ricerca del <strong>writers</strong>, rappresentano chi le fa al 100%. La <strong>street art</strong>, come dice il premio nobel <strong>Dario Fo</strong> (nell&#8217;introduzione al catalogo della mostra di Marina Alessi 44+1 Auto Ritratti a cui ho partecipato nel 2009), ha origini lontane. Se dapprima era il <strong>teatro</strong> il fulcro dell&#8217;arte di strada oggi è lo è quella <strong>figurativa</strong>.</em></p>
<p><em>Quando sento dire &#8220;<strong>street art</strong>&#8221; penso a tutta l&#8217;arte creata PER la strada. Creata per essere applicata in strada. Non necessariamente dovrà stare in strada, può anche rimanere in casa o in galleria, ma sarà comunque creata rispettando quei codici essenziali per essere comunicativa in strada. Alcuni <strong>codici</strong> sono di facile comprensione. </em></p>
<p><em>La ripetitività delle <strong>tag</strong> serve ad aumentarne la visibilità come la grandezza delle stesse ed il loro posizionamento in punti stategici (tra cui i mezzi pubblici). Spesso sono gli stessi codici che usano i candidati alle elezioni per deturpare i palazzi storici delle nostre grandi città, per poi essere eletti e non pagare dunque le multe che sono state emesse per attacchinaggio abusivo.</em></p>
<p><strong>Ultima domanda. La street art è davvero arte?</strong></p>
<p><em>Lo dice la parola stessa, lo dicono i libri di storia, lo dice la nostra cultura, i nostri musei, i collezionisti e tutto il cosiddetto mondo dell&#8217;arte.<br />
Potrebbe non essere così, ma allora mi chiederei piuttosto cos&#8217;è l&#8217;arte, chi decide cosa lo è e cosa non lo è ?!?!?!?</em></p>
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