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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; città</title>
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		<title>Milano città aperta: TAcZ e USB</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una TAcZ -Zona cinematografica Temporaneamente Autonoma- per la diffusione  di  manufatti cinematografici del nuovo millennio. Questo di Cinemaperto è il promo di un&#8217;azione di strada che prenderà vita domani sera con l&#8217;intento di restituire alle persone che li abitano gli spazi pubblici che Milano, come molte altre città, sta vedendo sparire nel cemento e nell’impersonalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/pubblico3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1881" title="pubblico3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/pubblico3.jpg" alt="pubblico3" width="510" height="340" /></a></p>
<p>Una <strong>TAcZ</strong> -<strong>Zona cinematografica Temporaneamente Autonoma</strong>- per la diffusione  di  manufatti cinematografici del nuovo millennio.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1581/2979/cinemaperto+in+Darsena+Milano+venerd%C3%AC+16+ottobre" target="_blank">Questo</a> di <a href="http://www.nstreet.it/profile/703/cinemaperto" target="_blank"><strong>Cinemaperto</strong></a> è il <a href="http://www.nstreet.it/experience/1581/2979/cinemaperto+in+Darsena+Milano+venerd%C3%AC+16+ottobre" target="_blank">promo</a> di un&#8217;<strong>azione di strada</strong> che prenderà vita <strong>domani</strong> sera con l&#8217;intento di restituire alle persone che li abitano gli spazi pubblici che <strong>Milano</strong>, come molte altre <strong>città</strong>, sta vedendo sparire nel cemento e nell’impersonalità urbana.</p>
<p>Un’alternativa attiva al rito dell’<strong>aperitivo</strong>, se – come dicono gli stessi organizzatori -  <em><strong>Cinemaperto</strong> calerà sulla città verso sera quando <strong>Milano</strong>, dimentica di essere solo il terreno di spostamenti comandati e mai troppo stanca di lavorare, vuole scendere in strada desiderosa di aggregazione e convivenza.</em></p>
<p>Ma cosa è il <em>Cinema-aperto</em>? E’ la realizzazione dell’idea di mettere a disposizione uno <strong>schermo</strong> per la libera diffusione di <strong>cinema autoprodotto e indipendente</strong> che vuole raccontare il disagio di una città altrimenti vista solo attraverso telecamere a circuito chiuso.</p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/bimba1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1883" title="bimba1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/bimba1.jpg" alt="bimba1" width="510" height="340" /></a></p>
<p>Dopo le <strong>proiezioni</strong> sul <strong>Bussa</strong> e un lungo peregrinare sulla <strong>Martesana</strong> asfaltata, <strong>Cinemaperto</strong> approda per una notte in <strong>Darsena</strong>, la libera e la restituisce all’aggregazione e alla creatività cittadine.</p>
<p>Chiunque potrà proiettare il proprio corto, ma anche altre forme spontanee d’arte e di comunicazione, portando una <strong>chiavetta usb</strong>, un <strong>dvd </strong>o una <strong>bobina super8</strong>.</p>
<p><strong>Domani, Venerdi 16 Ottobre 2009-zona Darsena dalle 21.30</strong><br />
<a href="http://www.cinemaperto.tk" target="_blank">www.cinemaperto.tk</a></p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/locandina-a4-cinemaperto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1884" title="locandina-a4-cinemaperto" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/locandina-a4-cinemaperto.jpg" alt="locandina-a4-cinemaperto" width="306" height="432" /></a></p>
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		<title>Il profumo delle immagini: nella cosmesi dello sguardo il desiderio di vita</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’immagine può evocare un profumo? Si chiede Mrxibis nella sua scheda sul caffè ellenico. Sì, forse sì. Può senza dubbio suscitare emozioni, come abbiamo più volte discusso su questo blog. Ma forse le immagini che sanno farlo meno bene sono proprio quelle dei profumi. Di solito evocano tutt’altro (potere, natura, animalità, cultura, civilizzazione, addomesticamento degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1304/2579"><img class="alignnone size-full wp-image-1858" title="QyDadutaTuDy" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/QyDadutaTuDy.jpg" alt="QyDadutaTuDy" width="682" height="454" /></a></p>
<p><em>Un’<strong>immagine</strong> può evocare un <strong>profumo</strong></em>? Si chiede <a href="http://www.nstreet.it/profile/172/mrxibis" target="_blank">Mrxibis</a> nella sua <a href="http://www.nstreet.it/experience/1304/2579" target="_blank">scheda sul caffè ellenico</a>.</p>
<p>Sì, forse sì. Può senza dubbio suscitare <strong>emozioni</strong>, come abbiamo più volte discusso su questo<a href="http://blog.nokiaplay.it" target="_blank"> blog</a>.</p>
<p>Ma forse le<strong> immagini</strong> che sanno farlo meno bene sono proprio quelle dei <strong>profumi</strong>. Di solito evocano tutt’altro (potere, natura, animalità, cultura, civilizzazione, addomesticamento degli istinti, urbanità, sessualità, bisessualità, neutralità, orgasmo, distacco, fierezza, spasmo).</p>
<p><a href="http://www.parmacolorviola.com/ita/" target="_blank">Questo profumo</a>, per esempio, evoca musica. Musica come aria, musica come spazio geografico abitato da melodia. Un luogo, <strong>una città</strong>, l’atmosfera dell’arte sospesa lievemente nell’aria.</p>
<p>Laddove il <strong>marketing</strong> della cura del corpo procede per simbolo, quello dei profumi procede per allegoria.</p>
<p>È in questo molto vicina alle strategie della <strong>cosmesi</strong>: costruiscono un mondo, un ordine, dentro il quale posizionare il proprio <strong>desiderio</strong>.</p>
<p>Le immagini dei <strong>profumi</strong> si nutrono della <strong><em>sinestesia</em></strong>, quella traduzione testuale tra sensi diversi. Ma non si tratta solo di una <strong>sinestesia visivo-olfattiva</strong>: si tratta di sfioramento tra <strong>tatto</strong> e <strong>sguardo</strong>, e tra tocco e gusto.</p>
<p>Ricorrono allo stereotipo della <strong>seduzione</strong>. Invece, alcune immagini producono una vera seduzione senza passare per la sua versione banalmente sessuale. Paradossalmente, sono le immagini di cose non profumanti ad essere profumate.</p>
<p>Ricordate il <a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482" target="_blank">video</a> di <a href="http://www.nstreet.it/profile/411/Omaccione" target="_blank">omaccione</a> di 10&#8221; (quasi uno<em><strong> still-life</strong></em> vivo) sui <a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482" target="_blank">cannolicchi vivi di Mattinata</a> (FG),  uno dei più cercati sui motori di ricerca?</p>
<p><strong>Immagine</strong> più descrizione:<br />
<em>Avete mai mangiato delle cozze crude? Non le trovate buonissime? Da vive sono ancora più buone perché freschissime. Più fresche di così non si può. I cosiddetti &#8216;<strong>cannolicchi</strong>&#8216; &#8211; nello specifico &#8211; sono ottimi.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/761/1482"><img class="alignnone size-full wp-image-1862" title="Senza Titolo -1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-1.jpg" alt="Senza Titolo -1" width="413" height="373" /></a><br />
</em></p>
<p>Ci vuole poco per trovarsi su una spiaggia e sentire la sabbia scricchiolare tra i denti.</p>
<p>I vari <strong>video del rito del the</strong> (uno su tutti, <a href="http://www.nstreet.it/experience/451/819" target="_blank">quello di fluido</a>)  non è da meno: il vapore sale dal video fin dentro le nostre vie respiratorie.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/451/819"><img class="alignnone size-full wp-image-1866" title="Senza Titolo -5" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-5.jpg" alt="Senza Titolo -5" width="419" height="382" /></a></p>
<p>E tra tutti i video di viaggi, uno su tutti: il <a href="http://www.nstreet.it/experience/144/206" target="_blank">Viaggio in centroamerica</a>, ad Oxaca, di <a href="http://www.nstreet.it/profile/145/Mannap%C3%B2" target="_blank">Mannapò</a>, che così descrive la sua esperienza: http://www.nstreet.it/experience/144/206</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/144/206"><img class="alignnone size-full wp-image-1864" title="Senza Titolo -3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/Senza-Titolo-3.jpg" alt="Senza Titolo -3" width="415" height="377" /></a></p>
<p><em>Dopo 5 ore di bus passo dal clima caotico di città del messico a quello rilassato di<strong> Oaxaca</strong>,dove nei mercati della comida e quelli di artigianato mi perdo piacevolmente tra sacchi di chili, carne, caldo de pollo, spezie e odore di VITA!!! MI SENTO A CASA&#8230;</em></p>
<p>Forse è proprio questo il <strong>profumo delle immagini</strong>: suggerire alterità e al tempo stesso farci sentire a casa.</p>
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		<title>Le scimmie ci migliorano: Monkeys&#8217; evolution porta l&#8217;urban art su Nstreet</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io esisto sul tuo muro, su quello del tuo vicino, ma anche sulla tua bocciofila, sul tuo treno, sulla tua panchina, e tu non mi vedi e se mi vedi mi critichi, confondi un’opera d’arte con la scritta “cicci ti amo”, “forza juve”, “heil Hitler”, e allora io faccio un passo più lungo, ti scrivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Io esisto sul tuo muro, su quello del tuo vicino,<br />
ma anche sulla tua bocciofila, sul tuo treno, sulla tua panchina,<br />
e tu non mi vedi e se mi vedi mi critichi,<br />
confondi un’opera d’arte con la scritta<br />
“cicci ti amo”, “forza juve”, “heil Hitler”,<br />
e allora io faccio un passo più lungo,<br />
ti scrivo addosso e forse neanche così mi riconoscerai,<br />
ma la tua proprietà prima o poi non sarà più tua,<br />
e le costruzioni fatte dall’uomo si sgretoleranno,<br />
e allo stesso modo anche questo muro si sgretolerà.</em><br />
Dalla <em>performance</em> <a href="http://www.monkeysevolution.org/esiste.htm" target="_blank">ESISTE: Rumori di Superficie</a></p>
<p>Chissà se saranno <strong>3 scimmie</strong> a realizzare il mio sogno di un <strong>graffito</strong> fatto con il lipstick.<br />
Certo di giungle se ne intendono: urbane, generazionali, paesaggisticamente evocate. Il <strong>graffito</strong> è il <strong>trompe l&#8217;œil</strong> del XXI secolo, il <strong>writing </strong>è un barocco contemporaneo filtrato dall&#8217;<strong>industria culturale</strong>.</p>
<p>Ne abbiamo scritto diverse volte, e non è un caso se <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> è diventata un muro virtuale dai cui buchi (non ci piacciono i muri compatti) si intravedono squarci di <strong>città</strong> decorate, reinventate, trasformate.</p>
<p>Sfidiamo chiunque a dire che lo stabile di <a href="http://www.nstreet.it/experience/1471/2838/Graffiti+-+after" target="_blank">questa foto</a> sia più bella <a href="http://www.nstreet.it/experience/1471/2837/Graffiti%20-%20before" target="_blank">prima</a> che <a href="http://www.nstreet.it/experience/1471/2838/Graffiti+-+after" target="_blank">dopo</a>.</p>
<p>Entrano con pennellate in technicolor i <a href="http://www.monkeysevolution.org/index.htm" target="_blank">Monkeys evolution</a> (<a href="http://www.nstreet.it/profile/667/Monkeys" target="_blank">MKE</a>) associazione di writers nata nel 2004 da un gruppo di quattro artisti e amici: Ruben Marchisio, Bernardo Scursatone, Lorenzo Vitari e Paolo Gambertoglio In pochi anni il gruppo è cresciuto arrivando a contare, nel 2009, 10 componenti come membri attivi.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/profile/667/Monkeys" target="_blank">MKE </a>si è sperimentata in variprogetti sempre per riqualificare le superfici degradate del contesto urbano con l’intento di trasformarle in luoghi che, in un legame mutuo di appartenenza, caratterizzassero quel territorio e ne raccontassero la storia.</p>
<p>Sono loro gli autori del &#8220;<a href="http://www.nstreet.it/experience/632/1286" target="_blank">MURALES THYSSENKRUPP</a>&#8220;, dello splendido video caricato da  <a href="http://www.nstreet.it/profile/264/cris%40ns" target="_blank">cris@ns</a> a Maggio.<br />
Il murales è un&#8217; opera artistica realizzata da 12 Writers sul muro di C.so Valdocco a Torino, il 6 Dicembre 2008; nasce da una richiesta che l’Associazione <strong>Legami d&#8217;Acciaio</strong>, composta dagli operai e dai familiari delle vittime ha rivolto a <a href="http://www.nstreet.it/profile/667/Monkeys" target="_blank">Monkeys Evolution</a>, come elemento commemorativo alla tragedia avvenuta presso l&#8217;<strong>acciaieria Thyssenkrupp</strong> a Torino il 6.12.2007.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/632/1287/06-12-2007%2000:53"><img class="alignnone size-full wp-image-1716" title="beZe4yDuNeta" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/beZe4yDuNeta.JPG" alt="beZe4yDuNeta" width="612" height="461" /></a></p>
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		<title>Per cominciare, fare tre giri su se stessi: piccola dérive sperimentale su Nstreet</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/per-cominciare-fare-tre-giri-su-se-stessi-piccola-derive-sperimentale-su-nstreet.html</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 08:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul nostro Facebook è arrivato questo messaggio: Cari candidati allo smarrimento&#8230; siete pronti a perdervi con noi il prossimo 29 settembre? L&#8217;appuntamento è sempre per le h.11.00 ed il luogo&#8230; ve lo dico? non ve lo dico? ve lo dico? &#8230;  no. ancora no. Un flash mob, ci siamo detti. Siamo andati a indagare, compiendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.facebook.com/redazione.nstreet" target="_blank">nostro Facebook</a> è arrivato questo messaggio:<br />
<em><br />
Cari candidati allo smarrimento&#8230; siete pronti a perdervi con noi il prossimo 29 settembre? L&#8217;appuntamento è sempre per le h.11.00 ed il luogo&#8230; ve lo dico? non ve lo dico? ve lo dico? &#8230;  no. ancora no.</em></p>
<p>Un<strong> flash mob</strong>, ci siamo detti. Siamo andati a indagare, compiendo una ricerca a tappeto per niente random dei nostri contatti e tra i <a href="http://www.nstreet.it/users/community" target="_blank">nuovi iscritti a Nstreet,</a> e dopo circa 1 ora siamo arrivati a questa conclusione.</p>
<p>Si tratta di qualcosa che ha a che vedere con <a href="http://www.facebook.com/produzionepovera" target="_blank">Produzione Povera</a>.<br />
L’evento è <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=135285587548&amp;id=1497160082&amp;ref=mf" target="_blank">questo</a>: nell’ambito di <strong>malaseno arte</strong>, progetto per la promozione di talenti “ai margini dell’arte visiva”, l’artista <strong>Anna Franciosi</strong>, dopo l’esperimento di Bucarest, ripeterà a Roma la sua piccola<strong> <em>dérive sperimentale</em></strong> questa volta aprendola a chiunque voglia partecipare.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1467/2833/Produzione+Povera"><img class="alignnone size-full wp-image-1710" title="uMuGe6uTuXaq" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/uMuGe6uTuXaq.jpg" alt="uMuGe6uTuXaq" width="604" height="454" /></a></p>
<p>Anna, il suo cagnolino Terri e il pubblico partecipante andranno “in girum”, alla deriva appunto, con il fine di esplorare una nuova relazione con lo spazio urbano.</p>
<p>A tutti verranno date delle semplici indicazioni, precedentemente stabilite e comunicate attraverso il modello social tipico dei flash mob, che aiuteranno a liberarsi dal calcolo dei tragitti abituali dettati dalla routine quotidiana per sperimentare la propria libertà spaziale.</p>
<p>Ogni partecipante dovrà portare con sé una<strong> macchina fotografica</strong>: tutte le <strong>foto</strong> verranno poi utilizzate in una performance di teatro, suono, video e disegno, che sarà ospitata al circolo degli artisti il prossimo 25 ottobre Fra i Cantieri Creativi del circuito europeo <a href="http://www.tempsdimages.eu/" target="_blank">Temps d&#8217;Images</a> inseriti all&#8217;interno del programma del <a href="http://www.romaeuropa.net/it/sito/festival/festival-2009/" target="_blank">Romaeuropa Festival 2009</a>.</p>
<p>La scelta del posto dal quale partire verrà fatta con un metodo che ci piace molto: puntando a caso la penna ad occhi chiusi sulla cartina della città per tre volte, e solo dopo aver fatto un sorteggio tra le tre diverse possibilità.</p>
<p>Ci sembra un ottimo modo per documentare il rapporto tra individuo e città, tra percorsi obbligati e percorsi reinventati in modalità social, e un ottimo modo per vedere su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> le foto e i video della mostra al Circolo degli Artisti.</p>
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		<title>Corpi fluidi nelle città liquide: danza urbana a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 08:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Invece dei movimenti sismici, coreografie geoemozionali che fanno ballare le città e i corpi in esse. Le aree urbane delle metropoli ospitano ogni giorno geografie, decisioni spaziali, performance cromatiche, che seguono gli stili di vita e le condizioni materiali degli abitanti e degli attraversatori dei suoi spazi. Gli studi culturali hanno da sempre dedicato un’attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/ammutinamenti08big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1581" title="ammutinamenti08big" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/ammutinamenti08big.jpg" alt="ammutinamenti08big" width="397" height="324" /></a></p>
<p>Invece dei movimenti sismici, coreografie geoemozionali che fanno ballare le città e i corpi in esse. Le aree urbane delle<strong> metropoli</strong> ospitano ogni giorno geografie, decisioni spaziali, <strong><em>performance </em></strong>cromatiche, che seguono gli stili di vita e le condizioni materiali degli abitanti e degli attraversatori dei suoi spazi.</p>
<p>Gli studi culturali hanno da sempre dedicato un’attenzione spasmodica nel cercare di comprende le direzioni dei flussi, fisici e culturali, che vivono nei panorami urbani.</p>
<p>La crisi economica ha messo in crisi l’abitalità dello spazio urbano come sinonimo di socialità, relegandone la gestione alle decisioni finanziarie ed economiche dell’emergenza. Lo stesso commercio, con la caccia al <strong>discount</strong> e al risparmio di faggio svedese, ha perso la sua connotazione ottocentesca, di dimensione cara al flaneur, per assumerne una legata alla perdita di identità sociale dei cittadini.</p>
<p>Ma la stessa crisi ha anche permesso la costruzione di spazi non finalizzati al traffico commerciale, a spazi sociali e ricreativi, che ridisegnano i confini identitari della <strong>città.</strong></p>
<p>E’ per questo che l’Associazione Culturale Danza Urbana organizza dal 7 al 13 settembre, a Bologna, la tredicesima edizione di <strong>DANZA URBANA &#8211; FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA NEI PAESAGGI URBANI</strong>, manifestazione conclusiva degli eventi di bè-bolognaestate’09, il programma di spettacoli e intrattenimento culturale del <strong>Comune di Bologna</strong>.</p>
<p>Inaugura il <strong>Festival</strong> in Piazza VIII agosto <strong>Transit</strong>, spettacolo del coreografo franco-algerino <strong>Alì Salmi</strong> che affronta dal punto di vista degli immigrati e in modo non convenzionale i temi dell’immigrazione e della convivenza fra differenti culture: un contributo al dibattito che anima ed interroga le nostre coscienze.</p>
<p>Segue <strong>AHAH</strong>, un’esplorazione della città e delle possibilità di incontro fra spettatore e performer, proposto da un gruppo di sedici giovani danzatori sotto la direzione di Cristina Rizzo.</p>
<p>In diversi luoghi di aggregazione <strong>International Dance Raids</strong> propone tre brevi coreografie di artisti stranieri emergenti, chiamati a rappresentare le rispettive scene nazionali: Spagna, Olanda, Israele.</p>
<p>In chiusura due compagnie del territorio, <strong>Le-Gami e ColletivO CineticO</strong>, presentano delle performance in spazi fortemente connotati, quali il MAMbo e la Cappella Tremlett, con la possibilità, per lo spettatore, di portarsi a casa un ulteriore Frammento del <strong>Festival</strong>.</p>
<p>A seguire l’evento su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> sarà <a href="http://www.nstreet.it/profile/344/SOCIAL%20ART" target="_blank">SOCIAL ART</a>, che da Bolognaestate’09 ha già trasmesso la destabilizzante performance in città di <a href="http://www.nstreet.it/experience/1283/2552/SPOT+OKI+DOK+" target="_blank">OKI DOK</a>.</p>
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		<title>Aria di poesia in città: Marcovaldo e il desiderio delle città vivibili</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 08:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Aveva questo Marcovaldo, un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l&#8217;attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, un piuma che s&#8217;impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c&#8217;era tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza&#8221;.</em><br />
Italo Calvino, <em>Marcovaldo, ovvero le stagioni città</em></p>
<p><em><a href="http://www.officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank"><img class="alignnone size-large wp-image-1286" title="osm_42" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/osm_42-1024x681.jpg" alt="osm_42" width="731" height="485" /></a><br />
</em></p>
<p>Fa il suo ingresso su<a href="http://www.nstreet.it" target="_blank"> Nstreet</a> uno stralunato <strong>progetto urbano</strong> che ha come mission quella di &#8220;rendere più attraente la città, più gradevole la nebbia, più piacevoli le attese degli autobus, più interessanti le aiuole e i vicoli e più stuzzicante la segnaletica stradale&#8221;.</p>
<p>Il nostro ideale. “Siamo in città e ci siamo dentro fino al collo!”, dicono quelli di <a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Officine Marcovaldo</strong></a>, un progetto multidisciplinare che punta all’osservazione, alla ricerca e al miglioramento della comunicazione e della cultura all’interno del tessuto urbano.</p>
<p>Ma cosa vuol dire migliorare la comunicazione e la cultura in un contesto,come quello urbano, in cui è già tanto che esistano e siano utilizzabili i servizi e gli spazi siano il più possibile funzionali?<br />
Rispono i marcovaldi:</p>
<p><em>Pensiamo che un intervento contestuale e allo stesso tempo innovativo e creativo sia indice della crescita e del miglioramento di una città e possa trasformare il cittadino in “attivo abitatore”.</em></p>
<p><a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank">Officine Marcovaldo</a> è dentro la città, ne arriva al cuore sfiorando i paesaggi umani, l’armonia delle forme, i cromatismi, gli scorci suggestivi, ciò che è luogo e ciò che è non-luogo, gli spazi vissuti e gli spazi dimenticati nella disattenzione di tutti i giorni. E’ una <strong>mappa</strong> di segnali, luoghi, simboli e sguardi. Una superficie bianca in grado di assorbire i segni che la città lascia e far emergere i segni che la città assorbe.</p>
<p>La loro idea di <strong>performance  urbana </strong>è quindi quella di un’azione visibile, e collettiva, attraverso cui trasformare i tradizionali spazi urbani in luoghi ideali dove incontrare persone e idee e dove nascono nuove attività e sinergie.<br />
Una di queste è <a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=3" target="_blank">180 Gradi</a>: quello che si capisce è che si svolge in un arco di tempo di 180 minuti in luoghi non tradizionali di intrattenimento: non bar, pub o ristoranti, ma negozi di abbigliamento, di arredamento, librerie…</p>
<p>E’ un evento che racchiude in sé performance artistiche, <strong>design</strong>, <strong>musica </strong>e <strong>cucina</strong>, a metà strada tra un tradizionale aperitivo e una mostra. Sono infatti protagonisti giovani artisti che espongono le loro opere e sono impegnati a realizzare dal vivo ed ex novo la propria performance, mentre musica live e <strong>dj set</strong> accompagnano le tre ore dell’evento.</p>
<p>Mi hanno confessato di essersi avvicinati ad <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> per amore della sperimentazione: come il loro, anche il nostro è un progetto che veste di schermi le città, che infila<strong> pixel </strong>nel tessuto urbano, che spreme le strade in cerca di eventi da raccontare, da esperienze da rifare.</p>
<p>Nell’ambito della Sperimentazione di Marcovaldo salta all’occhio il progetto &#8220;<a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=13" target="_blank">Oggetto smarrito</a>&#8220;, un nuovo progetto delle distratte <a href="http://officinemarcovaldo.blogspot.com/" target="_blank">Officine Marcovaldo </a>(la definizione è loro):</p>
<p><em>Ombrelli, salami, agende, stampelle, c’è una massa di oggetti, perduti chissà dove e chissà come, che fluttua nella disperata ricerca del suo sbadato proprietario per dare finalmente un senso alla sua soffice esistenza.<br />
Questo è un esperimento di entropia natalizia.</em></p>
<p><em>Abbiamo volutamente perso una serie di buste sigillate con un messaggio all’interno, busta smarrite per la città la sera di Natale del 2007, in attesa che una mano la raccogliesse e desse il via all’esperimento.</em></p>
<p>Quindi una specie di <strong>object crossing</strong> ma al contrario, cioè a partire dallo smarrimento e non dal ritrovamento?</p>
<p><em>Sì, esatto, il nostro scopo è quello di mappare il percorso che fa un “oggetto smarrito”, scoprirne il suo viaggio di mano in mano, di luogo in luogo, di città in città fino a giungere alla sua destinazione finale (se ci sarà mai). Abbiamo chiesto a chi venisse in contatto con queste buste di inviare una mail ad un nostro indirizzo dedicato raccontandoci dove ha trovato la busta smarrita (e dove la perderà magari), riportando nella mail il numero di identificazione della stessa.</em></p>
<p>Invece &#8220;<a href="http://www.officinemarcovaldo.com/index.php?cat=14" target="_blank">Empatico Simaptico</a>&#8220;? Che c’entra il sistema nervoso umano con la capacità di rivalutare gli spazi urbani in modo consapevole, ironico, ecologico?</p>
<p><em>Dentro di noi risiede una piccola intelligenza emotiva che come un minuscolo ma coraggioso salmone risale la corrente che scorre nell’animo umano e raggiungendo il cervello ci permette di  provare emozioni non razionali e di usarle in modo consapevole.<br />
Un incontenibile forza, un bisogno irrequieto di seguire l’istinto, la sottile linea che separa il genio dalla sregolatezza e ne fa un confine leggero e valicabile.</em></p>
<p>Quindi?</p>
<p><em>Tutto questo risiede in un “espressione”, una combinazione di gesti e muscoli a fior di pelle che sapientemente tirati e mescolati fanno scatenare il gesto più semplice ma più denso ed empatico dell’ animo: il sorriso!<br />
Il progetto dell’Empatico simpatico intende rendere piu consapevoli i cittadini che un sorriso è un energia rinnovabile.</em></p>
<p><em>Un cittadino sorridente è più tranquillo, non inquina ed è ecosostenibile.</em></p>
<p><em><a href="http://www.officinemarcovaldo.blogspot.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-1288" title="immagine-1" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/immagine-1.png" alt="immagine-1" width="400" height="296" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Welcome to my urban jungle</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 08:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se avete un cortile togliete l’erba, se non ce l’avete o vivete in un grattacielo cercatevi un pezzetto di terra in un giardino comunitario. Rispetto al problema che abbiamo davanti, piantare un orto sembra una cosa piccola e insignificante ma in realtà è una delle cose più importanti e decisive che un individuo può fare per ridurre la quota personale di inquinamento ma soprattutto per diminuire il senso di dipendenza dall’industria del cibo e per cambiare il nostro modo di pensare i risparmi energetici</em>».<br />
Michael Pollan, <em>Il dilemma dell’onnivoro </em></p>
<p>Ha poco senso dichiararsi <strong>Bio oriented</strong> se poi il basilico lo si va a comprare con l&#8217;auto al supermercato dall&#8217;altro capo della città dopo che ha fatto 600 kilometri per arrivare in camion dalla Sicilia.<br />
Nel Paese che ha inventato il consumismo e il <strong>junk food </strong>lo hanno capito già da un po&#8217;, e da lì si sta diffondendo la moda degli orti fai da te.</p>
<p>Leggiamo su <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/08/gli-orti-metropolitani-gli-orti-di-new.html" target="_blank">Repubblica</a> di (esattamente) un anno fa che nell&#8217; <strong>Upper West Side</strong>, all&#8217; incrocio tra West End Avenue e la 74esima strada, &#8220;<em>c&#8217; è una strana costruzione degli Anni Settanta che ha la forma di un vecchio televisore, ospita la Calhoun School, 750 studenti dall&#8217;asilo al liceo. Sul tetto hanno piantato il loro orto, con finalità educative ma anche per rifornire la mensa della scuola.</em></p>
<p><em>A Brooklyn hanno fatto le cose ancora più in grande trasformando un vecchio campo giochi nella Red Hook Community, una fattoria urbana di 12mila metri quadrati dove studenti delle scuole superiori si alternano nel coltivare rucola, pomodori e verza che sono stati venduti a tre ristoranti della zona e in due mercati rionali. E come in tutte le fattorie che si rispettino, anche attorno agli <strong>orti metropolitani </strong>stanno spuntando gli animali da cortile: polli, galline, conigli, tacchini, oche e perfino le arnie con le api per fare il miele</em>&#8220;.</p>
<p>Già il <strong>miele</strong>&#8230; Abbiamo tutti avuto paura che si stesse per avverare la profezia di<strong> Einstein</strong> quando ci hanno detto che le api stavano per sparire (a quanto apre sembra aver funzionato ridurre l&#8217;uso di un antiparassitario).</p>
<p>Per molti tutto questo, sorte che non molti anni fa toccò alla <strong>cucina macrobiotica</strong>, si nutre di un certo compiacimento snob, e ha tutta l&#8217;aria di essere una moda, o al più una tendenza tra le più <strong>cool</strong> (confronta <a href="http://blog.nokiaplay.it/attenzione-il-cool-non-e-piu-cool.html" target="_blank">post del 30 giugno</a>). Ma come si fa a negare che ha delle ripercussioni sui modi in cui il singolo individuo percepisce e costruisce dinamiche economiche e sociali?</p>
<p>Insomma a parte il fatto che in tempi di crisi è sempre meglio autoprodursi il necessario, farlo incoraggia la sensibilizzazione alla logica eco dei <strong>kilometri zero</strong>.</p>
<p>E poi tutti sappiamo che i <strong>pomodori</strong> coltivati sul balcone hanno tutto un altro sapore. È questo senso del passato che viene reinvestito in nuove configurazioni ad affascinare gli ecosensibili? Tutti quelli che si sono cimentati in questa pratica hanno confermato il senso di trionfo che dà il veder crescere qualcosa di mangiabile, il fatto, cioè, che si sta producendo cibo, energia, vita.</p>
<p>Su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> crescono le esperienze dei coltivatori urbani: c&#8217;è la presentazione di <a href="http://www.nstreet.it/experience/996/1984" target="_blank">Stefania</a> del mood post <strong>Omaba</strong> (la firts lady ha dichiarato di voler costruire una personal farm all&#8217;interno dei giardini della <strong>Casa Bianca</strong>). Questa la storia del video:</p>
<p><em>Qualche mese fà il Comune di Villa Verucchio, vicino <strong>Rimini</strong>, ha destinato un&#8217;area, a lato del parco cittadino, alla creazione di orti. Ad uso di pensionati che ne avessero fatto richiesta; partito il tutto, hanno delimitato delle piccole aree che ognuno ha sistemato con coltivazioni varie, ora stanno sorgendo anche i serbatoi per l&#8217;acqua e, prossimamente, dovrebbero avere anche i permessi per posizionare dei piccoli capanni per gli attrezzi.</em></p>
<p><em>A me dà un po&#8217; l&#8217;impressione delle vecchie <strong>cooperative sociali</strong>. Sulla seconda parte c&#8217;è poco da dire, da queste parti quasi tutti quelli che hanno un giardino o un triangolino di terra fuori casa si sono organizzati a coltivare. Però hai visto come crescono bene il mio basilico e miei pomodori?</em></p>
<p><em><a href="http://blog.elation.it/580/orti-in-citta/"><img class="alignnone size-full wp-image-1145" title="giardino_pensile_come_fare_creare_realizzare_giardino_pensile_tetto_verde_coltivare_verdura_sul_tetto_giardini_pensili_tetti_verdi_7" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/giardino_pensile_come_fare_creare_realizzare_giardino_pensile_tetto_verde_coltivare_verdura_sul_tetto_giardini_pensili_tetti_verdi_7.jpg" alt="giardino_pensile_come_fare_creare_realizzare_giardino_pensile_tetto_verde_coltivare_verdura_sul_tetto_giardini_pensili_tetti_verdi_7" width="425" height="425" /></a><br />
</em></p>
<p>Le Istituzioni si accorgono di questa necessità dei singoli, e così il <strong>Comune di Torino</strong> ha destinato e organizzato un&#8217;area vicino al Po per gli orti urbani che vengono affidati su richiesta ai pensionati.</p>
<p>Abbiamo accolto con piacere l&#8217;iscrizione di ieri di <a href="http://www.ortoubrano.it" target="_blank">ortourbano.it</a>, un vlog che raccoglie le esperienze di autoproduzione di Via Rossano, contribuendo ad alfabetizzarci su tipi di terra da usare, concimazione,  erpicature, serre, zappe.</p>
<p>Alessandro, curatore del blog e dell&#8217;orto, ci ha confermato che coltivare qualcosa in uno spazio piccolo come quello del proprio balcone lo ha messo di fronte all&#8217;esigenza di riconsiderare i propri ritmi di vita, resettandoli sul tempo naturale, e di rispettare il corso delle stagioni. Pare anche che abbia acquisito per la prima volta in vita sua il piacere di cucinare e di riunire gli altri abitanti del palazzo, in un rinnovato senso della comunità urbana.</p>
<p>A riprova della portata innovativa di tutto questo, basta considerare che dall&#8217;ortourbanismo di è arrivati all&#8217;<strong>attivismo ecologico</strong> del <a href="http://www.guerrillagardening.it/" target="_blank">Guerrilla Gardening</a>:   il giardinaggio sovversivo, benché non preveda come necessario piantare semi di piante commestibili, si propone di ripulire le città dai rifiuti e di convertire le aiuole trascurate e gonfie di smog in aree verdi biosostenibili. Qualche esempio di <strong>giardinaggio sovversivo</strong>?</p>
<p><em>-<strong>BOMBA DI SEMI</strong>: avvolgi in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori che vorresti veder nascere. Il tutto imbevuto d&#8217;acqua. Ora avvicinati ad un cantiere in disuso o ad una zona abbandonata e lancia le flower-bomb. Dopo qualche settimana potrai apprezzare splendide fioriture in luoghi dimenticati.</em></p>
<p>Che siate tranquilli amanti della zucchina fai da te o attivisti bombaroli di fiori, raccontateci la vostra ecomania su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a>.</p>
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		<title>Come quando fuori piove</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che si fa in questi giorni d&#8217;estate annunciata, di ponti e di pioggia? Un vero Nseeker non si fa certo scoraggiare dal clima, e sa anzi che il modo migliore di vivere la città è coglierla nei suoi momenti di apparente svuotamento, la notte, oppure nei pomeriggi di maltempo, quando tutti sono nei centri commerciali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che si fa in questi giorni d&#8217;estate annunciata, di ponti e di pioggia? Un vero <strong>Nseeker</strong> non si fa certo scoraggiare dal clima, e sa anzi che il modo migliore di vivere la <strong>città</strong> è coglierla nei suoi momenti di apparente svuotamento, la notte, oppure nei pomeriggi di maltempo, quando tutti sono nei <strong>centri commerciali </strong>o nei <strong>cinema</strong> o a casa.</p>
<p>Lo sanno bene quelli di <a href="http://www.nstreet.it/profile/344/SOCIAL+ART" target="_blank">Social Art</a>, che in questi giorni ci stanno mostrando quanto è bella la notte e piena di cultura e divertimento.</p>
<p>Alcune idee vogliamo darvele noi, che siamo ostantemente in giro o al telefono cercando di intercettare gli eventi più Nstreetiani.</p>
<p>Se andate in qualcuno di questi posti, o se partecipate ad uno degli eventi, attenti a vedere se per caso lo sguardo della vostra<strong> Cam </strong>o del vostro <strong>telefonino</strong> stia incrociando quello di qualcun altro: in quel caso, starete assistendo in diretta ad un <strong>Me too</strong> off line.</p>
<p>Altrimenti, potete sempre andare il giorno dopo a controllare su <strong>Nstreet</strong> se qualcuno ha seguito le vostre orme o le ha precedute, ed esclamare <strong>me Too</strong>!, e scoprire di non averna mai abbastanza, di cose che succedono e si incrociano.</p>
<p>Ecco gli eventi* da non mancare:</p>
<p><strong>1 GIUGNO</strong></p>
<ul>
<li><strong> Chemical Brothers + Erol Alkan @ XX years of Cocoricò</strong> 21:00 in cocoricò &#8211; Riccione (RN)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Vitaminic Days &amp; Kiss This! Night: VIVIAN GIRLS + THE PAINS OF BEING PURE AT HEART + Kiss This! dj set </strong> 22:00 in CIRCOLO MAGNOLIA &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>SUNNO </strong> 21:00 in Locomotiv Club &#8211; Bologna (BO)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>D.I.M. </strong> 23:00 in Amnésia &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Junior Boys + Circlesquare </strong> 21:30 in Spazio 211 &#8211; Torino (TO)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Direct Digital </strong> 20:00 in Circolo Culturale Mattatoio (a Carpi &#8211; Mo) &#8211; Carpi (MO)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Vivian Girls + The Pains Of Being Pure At Heart</strong> 22:00 in Circolo Magnolia (a Segrate) &#8211; Segrate (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Junior Boys/ Circlesquare </strong> 21:30 in Spazio 211 &#8211; Torino (TO)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>TONY HUMPHRIES @PURPLE CLUB </strong>23:00 in PURPLE CLUB &#8211; Roma (RM)</li>
</ul>
<p><strong><br />
2 GIUGNO</strong></p>
<ul>
<li>F<strong>esta della Repubblica </strong>10:00 in VIA DEI FORI IMPERIALI &#8211; Roma (RM)</li>
</ul>
<p><strong><br />
3 GIUGNO</strong></p>
<ul>
<li><strong>Lynyrd Skynyrd</strong> 21:00 in PalaSharp (ex Mazda Palace) &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Vitaminic Days: WOMEN + BANJO OR FREAKOUT + HIS CLANCYNESS + Secret Furry Hole dj set</strong> 22:00 in Lato B &#8211; Arci La Freccia &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Academy Architects at the Acquarium</strong> 10:00 in Casa Dell&#8217;Architettura (Ex Acquario Romano) &#8211; Roma (RM)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Mockumentami </strong>11:00 in Quartiere Saragozza &#8211; Bologna (BO)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>WOMEN + HIS CLANCYNESS + BANJO OR FREAKOUT</strong> 22:00 in Rocket &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>IM DELVOYE </strong>10:00 in Collezione Peggy Guggenheim &#8211; Venezia (VE)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il Giardino Italiano </strong>21:00 in Museo Horne &#8211; Firenze (FI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>SMACK! Live painting &#8211; Show case &#8211; Dj set </strong>19:30 in Milano &#8211; Milano (MI)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>SERPENTI a ROMA! alla FNAC e al MADS! </strong>16:00 in Mads Project &#8211; Roma (RM)</li>
</ul>
<p>* Fonte: <a href="http://eventi.zero.eu/" target="_blank">Zero</a></p>
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		<title>Nstreet: arte in corso</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/nstreet-arte-in-corso.html</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ospita in questi giorni un gioiello. È capitato per caso, tra un aggiornamento e l’altro: un nuovo <em>upload </em>di un utente appena iscritto. Si tratta del video “<a href="http://www.nstreet.it/experience/313/498/Concerti%20per%20Uomini%20Pietra" target="_blank">Concerti per uomini Pietra</a>”, e il suo autore, nonché ideatore della <em>performance</em>, è <a href="http://www.richiferrero.it/" target="_blank">Richi Ferrero</a>, colui che ha illuminato la <strong>Chiesa della Gran Madre di Dio</strong> a <strong>Torino</strong> e progettato il <strong>Museo della Sindone</strong>.</p>
<p>Fondatore nel 1996 del<strong> Gran Teatro Urbano</strong>, associazione artistica le cui attività vanno dalla regia all&#8217;installazione urbana e alla scultura ambientale, Richi sta caricando su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> video e <strong>backstage</strong> delle sue istallazioni, che coinvolgono il tessuto urbano e i cittadini meravigliati.</p>
<p>All’interno di un <strong>cantiere</strong> per un <strong>parcheggio sottterraneo</strong> nel cuore di <strong>Torino</strong>, uomini blu, musicisti, operai, pietre, fiammate di luce, e vibrazioni industriali si confondono in una materia onirica e urbana producendo un effetto straniante.</p>
<p>Tutto questo ci ha tanto affascinato che abbiamo incontrato l’autore.</p>
<p><strong>Daniela</strong>:  Per quale ragione una installazione artistica così complessa e articolata, presenze, musica, luci, proiezioni in un cantiere nel centro della città? –<br />
<strong>Richi</strong>: <em>La città costruisce un parcheggio nella sua piazza aulica, si apre una gigantesca voragine, i passanti cambiano strada, i commercianti si lamentano, bisogna trovare un modo per riportare i cittadini in quel luogo, questa è la missione.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/313/545/Concerti%20per%20Uomini%20Pietra%20-%20Montaggio"><img class="alignnone size-full wp-image-650" title="5u5azawupuba" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/5u5azawupuba.jpg" alt="5u5azawupuba" width="400" height="301" /></a><br />
</em></p>
<p>Chi sono gli <strong>Uomini Pietra</strong>?<br />
<em>Sono presenze blu, lo stesso colore delle tute degli operai che in questa città, Torino, hanno per generazioni prodotto prodotto prodotto. </em></p>
<p>Quale riflessione produce la loro presenza?<br />
<em>Dopo la fase industriale e quella post-industriale, siamo in una nuova era. I sistemi di <strong>produzione </strong>sono cambiati: una <strong>tecnologia</strong> sostituisce centinaia di operai.</em></p>
<p>Perché non hai rappresentato la<strong> condizione operaia</strong> al’interno di una <strong>fabbrica</strong> ma dentro un cantiere cittadino?<br />
<em>La presenza operaia degli uomini blu nel cantiere è una metafora: nella città-cantiere trasportano pietre luminose, preziose, lavorano alla<strong> Città di Sotto</strong>. Scavando per costruire , a<strong> piazza San Carlo</strong>, il nuovo parcheggio, si è scoperto che quel luogo, qualche metro più sotto, duemila anni addietro, era già abitato. Questo ci ha allarmato: ecco l’altra città ed ecco perché le pietre sono &#8220;preziose&#8221;.</em></p>
<p>Nel <strong>video</strong> si vedono <strong>musicisti</strong> all’opera: chi sono?</p>
<p><em>A<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stefan_Weisser  " target="_blank"> Ze’v</a>, capostipite della musica cosiddetta industriale, come ai <a href="http://www.wolfeyes.net/" target="_blank">Wolf Eyes</a>, ho chiesto di “suonare il cantiere”, di far nascere i suoni dai materiali, di fare vivere quel gigantesco buco e così la sua storia millenaria e questo hanno fatto.<br />
Agli <a href="http://www.africaunite.com/" target="_blank">Africa Unite</a> ho chiesto di suonare nascosti nello scavo senza darsi in pasto al pubblico come un cuore pulsante nelle viscere di quella piazza mentre gli operatori riprendevano e restituivano sui grandi schermi centrali la loro immagini.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nstreet.it/experience/313/544/Concerti%20per%20Uomini%20Pietra%20-%20montaggio"><img class="alignnone size-full wp-image-651" title="be3ylejave2e" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/05/be3ylejave2e.jpg" alt="be3ylejave2e" width="400" height="301" /></a><br />
</em></p>
<p>La scelta di ambientare l&#8217;opera in un cantiere è sicuramente molto suggestiva ma, immagino, altrettanto complessa: pensiamo alle normative sulla sicurezza. Come hai fatto?<br />
<em>Per quanto riguarda la normativa, certo, non è stato semplice ma se decidi che il tuo palcoscenico è la città, devi essere pronto a scommesse impossibili…</em></p>
<p><em>Per saperne di più:</p>
<p>http://it.youtube.com/richiferrero</p>
<p>http://www.myspace.com/richiferrero</em></p>
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		<title>Città fluide: fenomeno Parkour</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/citta-fluide-il-parkour-e-il-suo-amore-dellostacolo.html</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[banlieu]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[David Bell]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Herbert]]></category>
		<category><![CDATA[metodo naturale]]></category>
		<category><![CDATA[metropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Mp3]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parkour. traceurs]]></category>
		<category><![CDATA[percorso urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni anni si dibatte se il Parkour sia uno sport, un’arte, un hobby, o qualcosa al limite del teppismo urbano. I veri parkouristi (15mila nel 2008) amano essere chiamati traceurs, tracciatori, e preferiscono definire la loro attività come uno street sport, cioè una disciplina che coinvolge allenamento fisico, abilità, acquisizione di tecniche, componente ludica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni anni si dibatte se il <strong>Parkour</strong> sia uno sport, un’arte, un hobby, o qualcosa al limite del teppismo urbano. I veri parkouristi (15mila nel 2008) amano essere chiamati <strong><em>traceurs,</em></strong> tracciatori, e preferiscono definire la loro attività come uno <strong>street sport</strong>, cioè una disciplina che coinvolge allenamento fisico, abilità, acquisizione di tecniche, componente ludica e principio del superamento dei propri limiti, come ogni sport, ma all’interno di un contesto esclusivamente urbano.</p>
<p>Molti vedono nel <strong>parkour</strong> un richiamo ai principi del <a href="http://www.geocities.com/cavamatteo/hebert.htm" target="_blank">metodo naturale di educazione fisica</a> inventato da <strong> Georges Herbert</strong>, per il quale “i doveri fisici di ogni persona possono essere riassunti nella formula: svilupparsi e conservarsi”. Vivere in  armonia col proprio corpo e con l’ambiente circostante è uno degli obiettivi del metodo naturale, ed è anche alla base di tutte le discipline sportive. Ma cosa introduce di nuovo lo sport del Parkour? Un sacco di cose. Tanto per cominciare, l’atleta metropolitano non ha un campo o un ring dentro il quale esercitare la sua abilità ma, tuttavia, non mira ad ampliare lo spazio della propria azione fisica eliminando gli ostacoli. Tutt’altro: la barriera è un elemento fondamentale della sua azione.</p>
<p>Nel parkour, inventato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Belle" target="_blank">David Bell</a> (stuntman dei film di <strong>Luc Besson</strong>) 15 anni fa nella <strong><em>banlieu</em></strong> parigina  il tracciatore si muove, si sposta, percorre passaggi che per altri sono ostruzioni. Sembra correre, attirato dalla vertigine della caduta ed elevato dall’ebbrezza del volo: in realtà, piega il proprio corpo all’esistenza di un ostacolo proprio per oltrepassarlo, e continuare il ricamo dei suoi spostamenti. Già, perché il traceur traccia il <strong>percorso</strong>, lo reinventa. Tettoie, barriere, marciapiedi, muretti, scale, rampe, sono una sfida alla fantasia e alle giunture del corpo: impongono di considerare nuove posizioni, nuovi slanci, nuovi dosaggi di forza, affinché si possa continuare la propria corsa, e proseguire nella traccia della propria mappa ideale nel modo più fluido possibile.</p>
<p>Per questo, il <strong><em>traceur</em></strong> deve conoscere a menadito il tessuto urbano: ogni strettoia, ogni avvallamento dell’asfalto, ogni dislivello, compone un nodo della trama, una nota sul tappeto di musica che spesso accompagna queste performance in <strong>Mp3</strong>, e poi nei video che le mostrano montate. Per questo, <a href="http://www.nstreet.it"><strong>Nstreet </strong></a>c’è: il gusto di percorrere la metropoli con corpo, sguardo, regie personalizzate, il gusto di scoprire le tendenze che si muovono e ci muovono, è il gusto di <a href="http://www.nstreet.it"><strong>Nstreet</strong></a>.</p>
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