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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; Casilino 900</title>
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		<title>Savorengo Ker &amp; Nstreet</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[campo nomadi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;La zona è forse un sistema molto complesso di insidie&#8230; non so cosa succede qui in assenza dell&#8217;uomo, ma non appena arriva qualcuno tutto comincia a muoversi&#8230; la zona in ogni momento è proprio come l&#8217;abbiamo creata noi, come il nostro stato d&#8217;animo&#8230; ma quello che succede, non dipende dalla zona, dipende da noi&#8221; (Stalker [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La zona è forse un sistema molto complesso di insidie&#8230; non so cosa succede qui in assenza dell&#8217;uomo, ma non appena arriva qualcuno tutto comincia a muoversi&#8230; la zona in ogni momento è proprio come l&#8217;abbiamo creata noi, come il nostro stato d&#8217;animo&#8230; ma quello che succede, non dipende dalla zona, dipende da noi</em>&#8221; (Stalker di A. Tarkovskij, 1979)</p>
<p>Ci auguravamo che qualcuno, prima o poi, caricasse su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> una delle esperienze più prodigiose della vita romana degli ultimi anni. Un esperimento che unisce architettura, antropologia,<strong> lifestyle</strong>, cultura dell’abitare, scienze sociali: un esempio materialmente riuscito di <strong>cross cultural communication</strong>.</p>
<p>Si tratta del video caricato da <strong>Max Intrisano </strong>&#8220;<strong>Savorengo Ker</strong>&#8221; (in lingua Romanés “la casa di tutti”), progetto di autoscostruzione abitativa all’interno del “<strong>Casilino 900</strong>”, il <strong>campo nomadi</strong> più grande e vecchio di Roma.<br />
Il progetto, presentato nell’estate scorsa, ha visto in prima linea<a href="http://www.stalkerlab.it/" target="_blank"> Stalker</a>, collettivo-laboratorio di arte urbana, e il <a href="http://www.urbanisticatre.uniroma3.it/" target="_blank">Dipartimento di Studi Urbani </a>dell&#8217;<strong>Università di Roma Tre</strong>, che hanno studiato insieme ai 4 gruppi etnici che popolano il campo una soluzione abitativa alternativa ai container per gli ospiti del campo.</p>
<p>In particolare l’<a href="http://www.osservatorionomade.net/" target="_blank">osservatorio nomade</a> monitorato dal collettivo <strong>Stalker</strong> ha fornito delle chiavi interpretative del rapporto tra territorio ed emergenze abitative tanto alla popolazione nomade che si è impegnata nella costruzione e nella formazione nei confronti dei più giovani, quanto ai soggetti che hanno affiancato il progetto, mettendo in campo strumenti teorici e pratici.</p>
<p>All’interno delle polemiche che ne sono seguite, in una delle realtà più problematiche in termini di integrazione, spunti di riflessione estetica e sociale li offre ora, fino al 15 giugno, la mostra <a href="http://3.bp.blogspot.com/_GGKpCZNzgso/Sh_m3u1fRiI/AAAAAAAAAb8/ZcjPGM36oT4/s1600-h/campus_fronte.jpg" target="_blank">Campus Rom</a>.</p>
<p>Ospitata nell’ambito del festival <a href="http://www.fotografiafestival.it/" target="_blank">FotoGrafia</a>, la mostra ripercorre attraverso lo sguardo di 4 fotografi (Simona Caleo, Giorgio de Finis, <strong>Max Intrisano</strong> e Massimo Percossi) il progetto di ricerca transdisciplinare “Campus Rom, oltre i campi nomadi”.</p>
<p>Come si legge nel bell’<a href="http://eguidevideoart.myblog.it/archive/2009/06/04/casilino-900-%E2%80%93-savorengo-kar.html" target="_blank">articolo</a> che <strong>Romaeuropa Webfactory</strong> ha dedicato alla mostra,  <strong>Savorengo Ker</strong> si afferma come il primo esperimento di architettura autorappresentativa, e come il tentativo di unire sguardi multidiciplinari al fine di rendere più armonico il rapporto tra individuo, ambiente materiale e sociale e considerazione del proprio posizionamento culturale.</p>
<p>Come si legge sul sito di <a href="http://reterom.blogspot.com/" target="_blank">Reterom</a>, <strong>Savorengo Ker</strong> &#8220;non è una casa per i <strong>Rom</strong>, ma è una casa per tutti. È un’idea abitativa che i <strong>Rom</strong> propongono per chi oggi in Italia cerca casa, mettendo a disposizione le loro strategie ecologiche ed economiche: i bassi livelli di consumo, il recupero e riciclaggio dei materiali costruttivi, l’autocostruzione, la flessibilità e implementabilità della casa, tutti elementi che insieme alla concezione solidale della famiglia allargata, rappresentano una risorsa importante da riconsiderare per rispondere alla crisi abitativa italiana&#8221;.</p>
<p>In virtù della politica ibridativa e transdisciplinare del progetto, le foto di <strong>Campus Roma</strong> saranno accompagnate dai due film documentari, <em>Rome to Roma</em>, diaro nomade di Giorgio de Finis e <em>Savorengo Ker, la casa di tutti</em> di <strong>Fabrizio Boni</strong>, che ha voluto regalarceli entrambi per far crescere dentro <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> zone di contaminazione, sincretismi culturali, pratiche sociali ed ecologiche, nello stesso spirito della condivisione innovativa che ha guidato questo esperimento unico.</p>
<p>La casa di tutti è stata incendiata nel <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Casilino-900-brucia-la-casa-dei-sogni/1560445" target="_blank">Dicembre 2008</a>.</p>
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