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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze &#187; arte</title>
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		<title>Il mio cell non è vecchio. E&#8217; vintage (come me)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando è il telefono a parlare del tuo passato, presente e futuro, nasce una nuova galleria d’arte multimediale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15826" class="wp-caption alignleft" style="width: 435px"><a href="http://www.youandnokia.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-15826" title="image001" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/12/image0011.jpg" alt="" width="425" height="269" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>C&#8217;è un posto dove l&#8217;<strong>artista sei tu</strong>, e il tuo cellulare e la tua creatività sono i protagonisti. Nasce <a href="http://www.youandnokia.com/" target="_blank">You&amp;Nokia Gallery</a>, una galleria virtuale multimediale che racchiude immagini, ma ancora di più storie. Le tue.</p>
<p><strong>La galleria è aperta</strong> a tutti coloro che vorranno creare un’opera ispirata alla perfetta alchimia tra una foto del proprio Nokia del cuore, una foto di se stessi scattata durante il periodo di utilizzo del modello scelto e un commento personale sul quel periodo della propria vita.</p>
<p>Quindi:<strong> Nokia in data x + tu in data x + commento sul periodo x</strong></p>
<p>E&#8217; facile!<a href="http://www.youandnokia.com/" target="_blank"> Prova subito</a>.</p>
<p>Visivamente ispirata ai musei d’arte contemporanea, la You&amp;Nokia Gallery nasce per valorizzare quel legame speciale tra le persone e lo strumento che permette loro di condividere la propria vita: tutti possono caricare contenuti all’interno della galleria, postandola allo stesso tempo su Facebook, per dare così il via ufficiale alla propria &#8220;personale&#8221;.</p>
<p>Insomma, il progetto trasuda il claim di Nokia “Connecting People” da tutti i pixel.</p>
<p>Scoprilo qui e partecipa con la tua mobile metà: <strong>share your past, create the future.</strong></p>
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		<title>It’s not only Rock’n’Roll, Baby!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Artisti, non solo musicisti. Le opere di Antony (Antony and the Johnsons), Devendra Banhart, Fischerspooner, Patti Smith, Pete Doherty altri grandi, in mostra alla Triennale di Milano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="hide"><a href="http://blog.nokiaplay.it/it%e2%80%99s-not-only-rock%e2%80%99n%e2%80%99roll-baby.html">It’s not only Rock’n’Roll, Baby! </a></h2>
<div id="attachment_13369" class="wp-caption alignleft" style="width: 177px"><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4148/7319/It%E2%80%99s+not+only+Rock%E2%80%99n%E2%80%99Roll%2C+Baby!+/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-13369" title="rocktriennale" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/08/rocktriennale.jpg" alt="" width="167" height="217" /></a><strong></strong><p class="wp-caption-text">   </p></div>
<p><strong>Ovvero non si vive di solo rock.</strong> O non ci si esprime&#8230; di solo rock. La mostra racconta espressioni artistiche di musicisti e cantanti rock, diverse dalla musica. Un viaggio nella lirica di dodici cantanti, icone sulla scena rock internazionale: <strong>Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherty, The Kills, Herman Dune.</strong></p>
<p>La mostra nasce dal desiderio di far conoscere le opere di personaggi nati artisti prima che rocker. Nelle opere di arte visiva è riconoscibile la lirica, l&#8217;impronta tipica della loro produzione musicale. Tra i pezzi più curiosi, i dipinti fatti col sangue di <strong>Pete Doherty</strong>, le polaroid intime in bianco e nero di <strong>Patti Smith</strong>, i collage di <strong>Antony</strong>.</p>
<p>La prima edizione della mostra si è svolta, con grande successo di pubblico e di critica, al Bozar di Bruxelles nel 2008. Come a Bruxelles con un autore belga, anche la mostra alla Triennale a Milano è stata arricchita dalla presenza di un artista italiano, <strong>Andy dei Bluvertigo.</strong></p>
<p><a href="http://www.nokiaplay.it/event/4148/7319/It%E2%80%99s+not+only+Rock%E2%80%99n%E2%80%99Roll%2C+Baby!+/" target="_blank">Guarda la scheda evento su Nokia Play!</a><br />
<strong>It’s not only Rock’n’Roll, Baby!</strong><br />
A cura di Jérôme Sans<br />
Triennale Bovisa<br />
24 giugno- 26 settembre 2010<br />
La mostra è stata promossa e prodotta dalla Fondazione La Triennale di Milano<br />
con la collaborazione di 2Roads</p>
<p><span id="ctl00_ctl00_ctl00_cpMain_cpMain_ViewImageControl_ucImageView_lblCaption"> </span><img src="file:///C:/DOCUME~1/elga/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-10.png" alt="" /><img src="file:///C:/DOCUME~1/elga/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-11.png" alt="" /><img src="file:///C:/DOCUME~1/elga/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-12.png" alt="" /></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">La Triennale di Milano presenta la  mostra <em>It’s not only Rock’n’Roll, Baby!</em> che sarà aperta  in Triennale Bovisa dal 24 giugno al 26 settembre 2010.<br />
Guardando al rock e all’arte da un  punto di vista inedito, la mostra “<em>It’s not only Rock ’n’  Roll, Baby!”</em> narra la storia di quei musicisti rock che si sono  espressi anche  attraverso le arti visive. Si tratta di una collettiva  in cui si  espongono opere create da dodici artisti alcuni dei quali  icone sulla  scena rock internazionale: Alan Vega, Andy, Antony  (Antony and the  Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on  Speed, Devendra  Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith,  Pete Doherty, The  Kills, Herman Dune.</p>
<p>L’obiettivo che la mostra si pone è  quello di esporre le opere di quei  musicisti che sono nati artisti  prima di darsi al rock; presenta un  aspetto centrale della loro  attività artistica, seppur sconosciuta  rispetto ai loro successi  musicali. I musicisti scelti ci dimostrano  che le due forme di  espressione – il rock e l’arte &#8211; sono  inestricabilmente legate  tra loro. Tutti gli artisti presentano un  proprio specifico  linguaggio formale. Ci sono, tra gli altri, i dipinti  fatti col  sangue di Pete Doherty, le polaroid intime in bianco e nero  di Patti  Smith, i collage di Antony.</p>
<p>La prima edizione della  mostra si è svolta, con grande successo di pubblico e di critica, al  Bozar di Bruxelles nel 2008.<br />
L’iniziativa milanese  ne rappresenta un <em>continuum </em>ideale, orientato a riproporre i  medesimi meccanismi che hanno contribuito al suo successo.<br />
Come a Bruxelles con un  autore belga, così la mostra in Triennale  Bovisa sarà arricchita  con un artista italiano, Andy dei Bluvertigo.</p>
</div>
<p class="hide"><a class="nstore" href="http://music.nokia.it" target="_blank">Scopri tutta la musica di Nokia Music Store</a></p>
<p class="hide">&nbsp;<br />
<h2 class="hide"><a href="http://www.nokiaplay.it/" target="_blank">Scopri Nokia Play, carica i tuoi eventi e trova concerti musicali</a></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Più che un video, un capolavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il video degli "Hold Your Horses" racchiude in poco più di tre minuti, ben ventiquattro opere d'arte reinterpretate dalla band. Riuscite a riconoscerle?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="hide"><a href="http://blog.nokiaplay.it/piu-che-un-video-un-capolavoro.html">Più che un video, un capolavoro</a></h2>
<div id="attachment_8635" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/03/QuadriPost1.jpg"><img class="size-full wp-image-8635" title="QuadriPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/03/QuadriPost1.jpg" alt="Urlo di Munch" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;urlo di Munch</p></div>
<p>Dove potete trovare &#8220;La nascita <em>di Venere</em>&#8221; di Botticelli e &#8220;L&#8217;ultima cena&#8221;, &#8220;La Libertà che guida il popolo&#8221; e &#8220;L&#8217;urlo&#8221; di Munch? Lasciate perdere Louvre, Brera e la Galleria degli Uffizi: stiamo parlando dell&#8217;ultimo video di una band franco americana di cui sentiremo molto parlare nei prossimi mesi: gli <strong>Hold Your Horses</strong>.</p>
<p>Nel video <strong>&#8220;70 millions&#8221;</strong>, i componenti del gruppo rappresentano ventiquattro opere d&#8217;arte in poco più di tre minuti. <strong>Capolavori che appartengono all&#8217;immaginario comune</strong>, riproposti fedelmente o reinterpretati ma comunque sempre riconoscibili.</p>
<p>Le informazioni sulla band sono poche e frammentarie, sebbene si vocifera che sia <strong>in uscita un nuovo singolo</strong>. Se volete saperne di più, fate un giro sul loro profilo <a href="http://www.myspace.com/holdyourhorsesparis" target="_blank">MySpace</a>.</p>
<p>E, ovviamente, non perdete il video. Provate a indovinare i titoli dei quadri o gli autori: quanti ne conoscete? Qualche suggerimento: ci sono <strong>Klimt, Magritte </strong>e poi<strong> Warhol </strong>e<strong> Mondrian</strong>&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/erbd9cZpxps&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/erbd9cZpxps&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
<p class="hide"><a class="nstore" href="http://music.nokia.it" target="_blank">Scopri tutta la musica di Nokia Music Store</a></p>
<p class="hide">&nbsp;<br />
<h2 class="hide"><a href="http://www.nokiaplay.it/" target="_blank">Scopri Nokia Play, carica i tuoi eventi e trova concerti musicali</a></h2>
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		<title>Sympathy for the unusual: il suono e il colore di Polkadot e ShakeItaly</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/sympathy-for-the-unusual-il-suono-e-il-colore-di-polkadot-e-shakeitaly.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nstreet saluta due nuove entrate sui temi di musica e lifestyle. Shakeitaly, che presenta il suo weekend elettrico-dioramatico, e Polkadot, un nuovo magazine on line collettivo dallo spirito glam. Già che è qui, ShakeItaly presenta il prossimo evento: le rock band The Electric Diorama, My Last Fall e Adam Kills Eve, che daranno spettacolo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2025" title="4-BUDDINI-low" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/4-BUDDINI-low.jpg" alt="4-BUDDINI-low" width="560" height="256" /></p>
<p><a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> saluta due nuove entrate sui temi di <strong>musica </strong>e<strong> lifestyle</strong>.<br />
<a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">Shakeitaly</a>, che presenta il suo <strong>weekend elettrico-dioramatico</strong>, e <a href="http://www.nstreet.it/profile/712/polkadot" target="_blank">Polkadot</a>, un nuovo <strong>magazine</strong> on line collettivo dallo spirito glam.</p>
<p>Già che è qui, <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> presenta il prossimo evento: le <strong>rock</strong> <strong>band <a href="http://www.myspace.com/theelectricdiorama" target="_blank">The Electric Diorama</a>, <a href="http://www.myspace.com/mylastfall" target="_blank">My Last Fall</a> </strong>e<strong> <a href="http://www.myspace.com/adamkillseveband" target="_blank">Adam Kills Eve</a>,</strong> che daranno spettacolo il <strong>1° Novembre</strong>, alle <strong>21,30</strong>, al <strong>Viper Theatre di Firenze</strong>, per l’ ultima tappa del loro “<a href="http://www.nstreet.it/experience/1652/3066/ULTIMA+SERATA+DELLO+%22YES%2C+WEEKEND!+TOUR%22+%40+VIPER+THEATRE+FIRENZE" target="_blank"><strong>Yes, Weekend! Tour</strong></a>”, prodotta e promossa da <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen+shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> e l’associazione culturale <strong>Le Nozze di Figaro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1653/3067/ULTIMA+SERATA+DELLO+%22YES%2C+WEEKEND!+TOUR%22+%40+VIPER+THEATRE+FIRENZE"><img class="alignnone size-full wp-image-2021" title="right_04" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/right_04.jpg" alt="right_04" width="468" height="412" /></a></p>
<p><a href="http://www.polkadot.it/" target="_blank">Polkadot</a> è un giovane sito-progetto di <strong>modern life style</strong>, <strong>design</strong>, <strong>arte</strong>,<strong> musica</strong>, dove la regola è il “<strong>do it yourself</strong>”: questo significa che tutti i collaboratori scelgono gli argomenti di cui parlare, curano l&#8217;aspetto grafico delle news, ricercano e citano le fonti a cui attingere.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1649/3063/Paraphernalia"><img class="alignnone size-full wp-image-2020" title="PARAPHERNALIA_front_mini" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/PARAPHERNALIA_front_mini.jpg" alt="PARAPHERNALIA_front_mini" width="550" height="545" /></a></p>
<p>Nella <strong>grafica minimal</strong> ma ultra patinata delle sue pagine, brillano d<strong>elizie di fotografia, cuori grafici, sneakers costose, schermi sensibili, caramelle di design, stickers di strada, oggetti luccicanti, divani USB, erotismi minimal, interni nipponici</strong>, spunti che provengono dai collaboratori internauti appassionati.</p>
<p>Non ci sono <em>tool</em> che smistano le notizie, per cui ogni collaboratore può contattare uffici stampa e scegliere tematiche, condividendo  novità e contribuendo al crescere di un<strong> progetto condiviso</strong>, arricchito con contenuti che non siano solo lʼarticolo ma anche video, file musicali, per una fruizione facile, immediata, <em><strong>emotional</strong></em>.</p>
<p>Assetati di immagini come siamo, saturi di informazioni che appaiono stagliarsi sullo sfondo di omogeneità degli oggetti che popolano le nostre case, <a href="http://www.nstreet.it/profile/712/polkadot" target="_blank">Polkadot</a> (il <em><strong>Polka dot </strong></em>è il <strong>pattern grafico</strong> dei <em>pois</em>, per intenderci) e <a href="http://www.nstreet.it/profile/725/zen%20shakeitaly" target="_blank">ShakeItaly</a> portano nuove trame visive e sonore dentro la <strong><em>texture</em></strong> di avventure contemporanee  che vale la pena costruire insieme.</p>
<p>Info:<br />
<a href="http://www.myspace.com/shakeitaly" target="_blank">www.myspace.com/shakeitaly</a><br />
<a href="http://www.polkadot.it" target="_blank">www.polkadot.it</a></p>
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		<title>Abitanti dello SPAZIO IN GENERALE, benvenuti a FLATLANDIA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succederebbe se l’abitante di un ipotetico mondo bidimensionale entrasse in contatto con un abitante del mondo in 3D? Cerca di spiegarlo la narrazione collettiva che avrà luogo a FLATLANDIA (dal titolo del racconto fantastico di Edwin A. Abbot), nello spazio di RGB46 in Piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio. Affrontando il quesito paradossale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3055/FLATLANDIA+1.0%252F09"><img class="alignnone size-full wp-image-1993" title="8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n.jpg" alt="8320_1221857676205_1521859604_583528_3558359_n" width="590" height="442" /></a></p>
<p>Cosa succederebbe se l’abitante di un ipotetico mondo bidimensionale entrasse in contatto con un abitante del mondo in<strong> 3D?</strong></p>
<p>Cerca di spiegarlo la narrazione collettiva che avrà luogo a <strong>FLATLANDIA</strong> (dal titolo del racconto fantastico di <strong>Edwin A. Abbot</strong>), nello spazio di <a href="http://www.rgb46.it/" target="_blank">RGB46</a> in <strong>Piazza Santa Maria Liberatrice</strong> a <strong>Testaccio</strong>.</p>
<p>Affrontando il quesito paradossale dal punto di vista della<strong> relatività</strong> artistica, la rassegna mette a nudo i pregiudizi dello sguardo di fronte alle opere d’arte, facendo sentire lo spettatore un po’ come il quadrato che racconta agli abitanti di <strong>Flatlandia</strong> come è fatta una sfera.</p>
<p>Se il supporto è piatto, le dimensioni che esso può ospitare sono infinite.</p>
<p>Tra gli artisti che esporranno la loro visione dell’<strong>arte </strong><em>more geometrico demonstrata</em> ci sarà anche <strong>BOL23rec</strong>, conosciutoalla nostra <strong>community <strong>col nome di</strong></strong> <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank"><strong></strong>BOL23</a> per le sue opere e per il suo orientamento <strong><em>street</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3056/FLATLANDIA+rgb46"><img class="alignnone size-full wp-image-1995" title="8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n.jpg" alt="8320_1222013880110_1521859604_583962_649568_n" width="604" height="371" /></a></p>
<p>Leggiamo alcune delle dichiarazioni d’intenti di<strong> FLATLANDIA</strong>:</p>
<p><em>FLATLANDIA cercherà di superare la <strong>bidimensionalità della superficie</strong> per rimandare ad una vasta e variegata quantità di immaginari.<br />
FLATLANDIA è un contenitore/raccoglitore usato oltre il limite di capienza massima.<br />
FLATLANDIA è un&#8217;iniziativa <strong>open-source </strong>nata per creare una zona fertile attorno al mondo della progettazione.<br />
FLATLANDIA è un liquido che modifica la propria superficie sulla base dei concetti che nel tempo vanno aggiungendosi.<br />
FLATLANDIA punta l&#8217;attenzione sulle relazioni che si instaurano tra le discipline creative, riunisce diverse figure sullo stesso progetto.<br />
FLATLANDIA è &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
FLATLANDIA è un supporto per spazio ai progetti che parlano ma non vogliono urlare.<br />
FLATLANDIA lavora sulla sinergia che si crea tra i progetti. Crediamo che il valore di un lavoro sia proporzionale alla diversità delle discipline che vi partecipano.<br />
FLATLANDIA pone la molteplicità progettuale come cardine e vuole trasmettere gli attributi formali e concettuali di cui i progetti sono portatori.<br />
FLATLANDIA fa suo un approccio olistico: chiedendo ai collaboratori di considerare sempre il progetto nella sua globalità, prevede di ottenere risultati armonici.<br />
FLATLANDIA chiede a tutti i suoi collaboratori: consapevolezza, rigore, passione, poiché questa è la premessa per lavorare assieme e non dover sempre guardare indietro.</em></p>
<p>Affascinante, non c&#8217;è che dire. Non resta che andare a vedere, sperando di essere, col nostro sguardo di abitanti dello spazio generico, almeno delle sfere che scoprono la quinta o l’ennesima<strong> dimensione</strong> (la quarta è già conosciuta, ed è il <strong>tempo</strong>, è il caso di sottolinearlo).</p>
<p>Qui <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=189607953064&amp;index=1#/event.php?eid=189607953064" target="_blank">per partecipare</a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1643/3057/FLATLANDIA%20ancora%20rgb46"><img class="alignnone size-full wp-image-1996" title="9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/10/9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n.jpg" alt="9924_1223910807532_1521859604_588386_3198709_n" width="453" height="604" /></a></p>
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		<title>La rivoluzione senza mèta di Banksy nell&#8217;era dei muri da ritagliare</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse non tutti se ne sono accorti, ma ce l’abbiamo anche noi. Cinque Banksy: i due stencil, originali, fotografati alla Andipa Gallery dalla nostra nseeker annabaiocco e i tre upoloadati dalla globetrotter Maddalena82. Su Nstreet occhieggia cieco e stupito lui, uno dei suoi più famosi interventi urbani, l’inquietante Roadwork Rat che sembra sfuggito a qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non tutti se ne sono accorti, ma ce l’abbiamo anche noi.</p>
<p>Cinque <strong>Banksy</strong>: i due <strong>stencil</strong>, originali, fotografati alla <strong>Andipa Gallery</strong> dalla nostra <strong><em>nseeker</em></strong> <a href="http://www.nstreet.it/experience/383/672/Street+art%3A+Stencil_Banksy+2" target="_blank">annabaiocco</a> e i tre upoloadati dalla globetrotter <a href="http://www.nstreet.it/profile/241/Maddalena82" target="_blank">Maddalena82</a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/383/671/Street%20art:%20Stencil_Banksy"><img class="alignnone size-full wp-image-1623" title="4utatyXaRuSe" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/4utatyXaRuSe.JPG" alt="4utatyXaRuSe" width="450" height="600" /></a></p>
<p>Su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> occhieggia cieco e stupito lui, uno dei suoi più famosi interventi urbani, l’inquietante <a href="http://www.nstreet.it/experience/383/671/Street%20art:%20Stencil_Bansky" target="_blank">Roadwork Rat</a> che sembra sfuggito a qualche esperimento in laboratorio prenendo possesso dei lavori stradali.</p>
<p>L’altro, <a href="http://www.nstreet.it/experience/383/672/Street%20art:%20Stencil_Banksy%202" target="_blank">Love is in the air (Flower Thrower)</a> è lo spirito (<em>lo spray</em>) di un guerrigliero che lancia un mazzo di fiori.</p>
<p>Non diremo qui le solite cose che si dicono di lui, che sfugge alla fama mantenendo un semi-anonimato surreale (chissà se <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/graffitaro-scoperto/1.html" target="_blank">questo</a> è davvero lui), neanche in un momento in cui imperversa mai stanco il dibattito se la sua – e quella dei suoi imitatori o epigoni – possa essere considerata arte.</p>
<p>L’impressione è che, nonostante i musei più <em>on the edge</em> del mondo gli dedichino continuamente rassegne dopo i suoi blitz notturni in cui ha appeso le sue opere al <strong>Met</strong>, al <strong>Moma</strong>, al Museo di scienze naturali e al Museo di <strong>Brooklyn</strong>, <strong>Louvre</strong> e alla <strong>Tate</strong>, a <strong>Banksy</strong> non importi granché di rientrare nel novero degli artisti (la sua è un misto di sobrietà intellettuale e spudoratezza – disegna in pieno giorno &#8211; che sfiora lo snob e sola contraddistingue l’artista vero, quello di genio, quello di rottura.</p>
<p><strong>Banksy</strong> rompe le forme dell’<strong>arte</strong>, le reinventa, quindi parlando di lui non si può non rompere gli schemi concettuali che ci tengono legati alle definizioni, e soprattutto alle poetiche, alle autorialità (date un&#8217;occhiata al suo <a href="http://www.banksy.co.uk/" target="_blank">sito ufficiale</a>).</p>
<p><strong>Banksy</strong> è <strong>Magritte</strong> mescolato nel barattolo della salsa Campbell di <strong>Warhol</strong>, è <strong>Fidia </strong>squagliato dai cavi elettrici delle città industriali del Sud dell&#8217;Inghilterra.</p>
<p>Un’opera di<strong> Banksy</strong> è fatta del suo talento quanto del muro su cui appoggia. È fatta di campi semantici che si sfiorano, degli occhi che la vedono e del panorama materiale e simbolico che le circonda e che essa contribuisce a modificare.</p>
<p>Usa la storia attuale per produrre cortocircuiti stranianti (<a href="http://www.nstreet.it/experience/1426/2779/L%27arte+di+Banksy" target="_blank">Saddam e Bush che si baciano</a>) e riflessioni pacifiste (il simbolo del <a href="http://www.nstreet.it/experience/1426/2780/Banksy+in+Palestina" target="_blank">ritaglio lungo il muro di Gaza</a>).</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1426/2780/Banksy+in+Palestina"><img class="alignnone size-full wp-image-1622" title="3e6uNuXy8ySa" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/3e6uNuXy8ySa.jpg" alt="3e6uNuXy8ySa" width="450" height="600" /></a><br />
La sua è un’arte di <em>feedback</em>, che implode inghiottendo le definizioni, un’arte da cui sgorgano in continuazione simboli laceri, usati da una realtà frenetica ma stanca.</p>
<p>I suoi stencil sono il rovescio della pittura, il vuoto, la parte ritagliata, il senso mancante che, pure, produce una supernova di sensi.</p>
<p>Sono segnali stradali che dirottano ogni viaggio, sono quadri che impazziscono e busti classici sparati in testa che depongono la loro resistenza e incontrovertibilità storica.</p>
<p><strong>Banksy</strong>, più che il probabile <strong>Robert Bank </strong>della foto, possiamo immaginarcelo come il <a href="http://www.nstreet.it/experience/1426/2781/Il%20genio%20di%20Banksy" target="_blank">bambino</a> che imbratta la scritta che ha fatto <strong>Banksy</strong> del telefono di una finta ditta che rimuove i graffiti che ha fatto <strong>Banksy</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1426/2781/Il+genio+di+Banksy"><img class="alignnone size-full wp-image-1626" title="maVeXeSypu3a" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/maVeXeSypu3a.jpg" alt="maVeXeSypu3a" width="477" height="316" /></a></p>
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		<title>Procuratevi un Podmork e portatelo con voi (prima che il mondo finisca)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 08:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Voglio dirti solo una parola, ragazzo. Solo una parola». «Sì, signore». «Mi ascolti?». «Sì, signore». «Plastica». Pausa. «Credo di non avere capito, signore». «Plastica, Ben. Il futuro è nella plastica» Dal film Il Laureato, di Mike Nichols, 1967 Se sono l’unica speranza di salvare il mondo, come recita il claim del sito da cui occhieggiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Voglio dirti solo una parola, ragazzo. Solo una parola». «Sì, signore». «Mi ascolti?». «Sì, signore». «Plastica». Pausa. «Credo di non avere capito, signore». «Plastica, Ben. Il futuro è nella<strong> plastica</strong>»<br />
Dal film <strong><em>Il Laureato</em></strong>, di <strong>Mike Nichols</strong>, 1967</p>
<p>Se sono l’unica speranza di salvare il mondo, come recita il claim del <a href="http://www.podmork.com/blogmork/" target="_blank">sito</a> da cui occhieggiano con un’espressione tra lo stupito e il terribile, o se invece aveva ragione <strong>Dostoevskij</strong> nell&#8217;attribuire questo ruolo alla <strong>bellezza</strong>, non lo sappiamo. Certo è che le entità plastiche chiamate <a href="http://www.nstreet.it/experience/1372/2701/MegaPodmork+Twins+%E2%80%93+2008" target="_blank"><strong>Podmork</strong></a> che sono entrare dentro <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ci hanno conquistato.</p>
<p>Il materiale di cui sono composte è la <strong>resina</strong>, che sembra carne artificiale nelle mani di un creatore che timido che si chiama <a href="http://www.nstreet.it/profile/595/Hackatao" target="_blank">Hackatao</a> (da Hacker+Tao), nome che designa un Gruppo Artistico formato nel 2007 da <strong>Sergio Scalet</strong>, <strong>Nadia Squarci</strong>, <strong>Claudia Pegoraro</strong>.</p>
<p>La loro missione: “<em>risvegliare le emozioni e le coscienze, e stimolare all’agire creativo, perché ciascuno trovi la sua personalissima chiave di lettura di questo mondo alla deriva, prossimo al compimento della profezia Maya</em>”.</p>
<p>Si autodichiarano <strong>toys</strong>, che se letteralmente vuol dire giocattoli culturalmente ha assunto altri connotati, grazie soprattutto a quell’industria del piacere meccanico che <strong>Gianluca Nicoletti</strong> ha definito qualche giorno fa su <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200909articoli/46895girata.asp" target="_blank">La Stampa</a> della il “paradiso dell’oggettistica erotica”.</p>
<p>Un<strong><em> toy</em></strong> è un feticcio plastico, un coacervo di rassicurazioni, uno strumento di accesso al mondo dell’immaginazione dentro una realtà asfittica.</p>
<p>La fantasia corre ai sensibili, artificialissimi <strong>Pod</strong> di carne (da collegare alla bioporta che ogni umano possiede sulla schiena) nel film di <strong>Cronenberg <em>eXistenZ</em></strong>.</p>
<p>Ma al contrario del mondo morboso di cui si fanno veicolo i game-pod, i <strong>Podmork </strong>sembrano provenire da un mondo stralunato, puro, morfologicamente rassicurante ma &#8220;strano&#8221;, intesamente cromatico. Eppure: &#8220;<em>sembrano innocui ma non farti ingannare, ogni Podmork, se propriamente amato può generare una Energia tale da invertire le Sorti di Interi Mondi</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1372/2701/MegaPodmork+Twins+%E2%80%93+2008"><img class="alignnone size-full wp-image-1560" title="podmorktwins" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/podmorktwins.jpg" alt="podmorktwins" width="410" height="320" /></a></p>
<p>I toys sono sculturine in resina di circa 4cm d’altezza, creati in 5 character diversi. In tutto sono 500, tutti pezzi unici dipinti a mano, con decorazioni ed espressioni originali. Ciò che differenzia i toys dall’opera d’arte in senso stretto è la loro &#8220;portabilità&#8221;: i <strong>Podmork</strong> vivono infatti all&#8217;interno di una Podbag, una borsina da portare al collo, nell’elogio dell’arte sincretica, staccabile, portabile, senza piedistalli, in questi giorni che vedono infiammarsi la discussione attorno a cosa sia arte e cosa no.</p>
<p>Anche se la loro natura <strong>sexy </strong>non è nascosta da un altro progetto sempre di <strong>Hackatao</strong>, <a href="http://www.nstreet.it/experience/1377/2713/PODsex%203" target="_blank">PodSex</a> , stavolta composto da un set di stampe applicata alluminio, resinate, qualcosa di molto acrilico, come nel <strong>pop</strong>, ma anche molto più inquieto e meno “seriale”.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1377/2713/PODsex%203"><img class="alignnone size-full wp-image-1559" title="copia-di-podsex-3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/09/copia-di-podsex-3.jpg" alt="copia-di-podsex-3" width="400" height="264" /></a></p>
<p>I Podmork sembrano opere solo nel senso alchimistico del termine: come l’opus, sembrano il risultato di una trasformazione profonda, che apre dentro un mondo in cui le entità morfizzate vivono felici e dense dei loro colori.<br />
Nelle parole di<strong> Hackatao</strong>, soggetto trino misterioso e riservato:</p>
<p><em>Le diverse declinazioni fisiche del progetto non sono oggetti fini a se stessi, ma sono strumenti che accompagnano nel cammino verso la consapevolezza. Sono l’archetipo del mentore che istruisce, protegge e accompagna l’eroe nel suo viaggio. E gli fa dei doni: della purezza, della valorizzazione di sé e degli altri, della socialità, della sensibilità verso persone e cose, della curiosità, del piacere della sperimentazione e della scoperta, della capacità di vedere la bellezza nel mondo.</em></p>
<p>In questi giorni che vedono  accendersi la discussione attorno a cosa è arte e cosa non lo è, le opere che <strong>Hachatao</strong> ha regalato a <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> si autoproclamano oggetti di un’arte, seppure aliena e suggestiva, che mira ad accompagnarci dentro questi tempi desolati, in attesa dell’avverarsi della <strong>profezia Maya</strong>.</p>
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		<title>Street art o street crime? Milano riaccende il dilemma, Roma risponde con immagini</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/writers_criminali_o_artisti.html</link>
		<comments>http://blog.nokiaplay.it/writers_criminali_o_artisti.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 13:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco G. Caolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sassolino è stato lanciato da Bol23. Appena entrato in Nstreet, il writer romano ha innescato un&#8217;interessante discussione. Lo spunto è partito da un fatto di cronaca: tre writers, due tedeschi ed un italiano, sono stati fermati dai carabinieri in azione sui treni delle Ferrovie Nord fermi sui binari che partono da Cadorna, a Milano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sassolino è stato lanciato da <a href="http://www.nstreet.it/profile/583/BOL23" target="_blank"><strong>Bol23</strong></a>.<br />
Appena entrato in <a href="http://www.nstreet.it"><strong>Nstreet</strong></a>, il <strong>writer romano</strong> ha innescato un&#8217;<a href="http://www.nstreet.it/experience/1323/2623/POLEMICA%20SUI%20WRITERS%20A%20MILANO:%20ROMA%20RISPONDE%20CON%20IMMAGINI" target="_blank">interessante discussione</a>.</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/1323/2623/POLEMICA+SUI+WRITERS+A+MILANO%3A+ROMA+RISPONDE+CON+IMMAGINI"><img class="alignnone" title="bol23" src="http://nstreet.delivery.tbtv.net/photo/400x300/Ry3u8uDate2a.jpg" alt="" width="400" height="211" /></a></p>
<p>Lo spunto è partito da un fatto di cronaca: tre writers, due tedeschi ed un italiano, sono stati fermati dai carabinieri in azione sui treni delle Ferrovie Nord fermi sui binari che partono da Cadorna, a Milano. I ragazzi rischiano fino a<strong> 6 mesi di carcere</strong>.</p>
<p>Interessante è constatare come praticamente tutti gli organi di informazione abbiano usato il termine &#8220;<strong>imbrattare</strong>&#8220;.<br />
E, ancora più evidente, nessuno ha provato a distinguere tra <strong>vandali </strong>e<strong> street artists</strong>.</p>
<p>Davvero non c&#8217;è differenza tra lasciare delle <strong>tag </strong>su un <strong>monumento </strong>e realizzare dei <strong>graffiti </strong>su superfici grigie ed anonime? Se c&#8217;è una differenza, invece, qual è il limite? Fin dove possono spingersi i writers?</p>
<p>Su una cosa non abbiamo dubbi.<br />
Spesso si tratta di <strong>vera arte</strong>.</p>
<p>Testimonianze ve ne sono numerosissime su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank"><strong>Nstreet</strong></a>.<br />
Come definire altrimenti le opere di <strong><a href="http://www.nstreet.it/experience/383/672/Street%20art:%20Stencil_Bansky%202" target="_blank">Banksy</a></strong> (grazie <strong><a href="http://www.nstreet.it/profile/103/annabaiocco" target="_blank">annabaiocco</a></strong>)?</p>
<p><a href="http://www.nstreet.it/experience/383/672/Street%20art:%20Stencil_Bansky%202"><img class="alignnone" title="Banksy" src="http://nstreet.delivery.tbtv.net/photo/400x300/MaLyRuRu5uXa.JPG" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>O, ancora, il murale filmato da<strong><a href="http://www.nstreet.it/profile/264/cris%40ns" target="_blank"> Cris@ns</a></strong> realizzato dal gruppo di writers «<strong>Monkeys evolution</strong>» dedicato ai sette operai morti nel rogo della <strong>ThyssenKrupp</strong>?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1508" title="thyssen" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/08/thyseen.jpg" alt="thyssen" width="398" height="298" /></p>
<p>C&#8217;è chi, come <a href="http://www.nstreet.it/profile/578/Augusto%20De%20Luca" target="_blank"><strong>Graffiti Hunter</strong></a> (<a href="http://blog.nokiaplay.it/graffiti_hunter.html" target="_blank">di cui abbiamo parlato pochi giorni fa</a>), ha fatto della valorizzazione della street art una vera e propria missione: <em>&#8220;io porto la mia performance nella casa della gente&#8230; fino ad ora ho contattato piu&#8217; di 25.000 persone&#8221;.</em></p>
<p>La<strong> street art</strong> è in movimento. E&#8217; <strong>sperimentazione</strong>.<br />
Cosa ne pensate, ad esempio, di &#8220;<a href="http://www.nstreet.it/experience/700/1396/STREET+ART+-+SATOBOY+COLLECTIVE" target="_blank"><strong>LIGHT TAG</strong>&#8221; sperimentazione di un nuovo fluido per creare tag luminose</a> segnalatoci dal mitico collettivo <a href="http://www.nstreet.it/profile/255/SATOBOY" target="_blank"><strong>Satoboy</strong></a>?</p>
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		<title>BIF: nuove immagini e gustosi concentrati di esperienze</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/bif-nuove-immagini-e-gustosi-concentrati-di-esperienze.html</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà che ci piace la puzza di vernice, il suono digitale dei clip sulla timeline, l’odore acrilico della stampa appena uscita dai plotter, ma insieme a esperienze consolidate come quella di <a href="http://www.nstreet.it/profile/471/Italia%20Wave" target="_blank">Italia Wave</a>, ci piace dare risalto anche alle<strong> prime edizioni</strong>.</p>
<p>Il <a href="www.bovaimagesfestival.net " target="_blank">BOVA IMAGES FESTIVAL 1st Edition</a>, <strong>Festival Internazionale delle Nuove Immagini</strong> è un nuovo progetto organizzato dall&#8217;Associazione Culturale “<a href="www.associazionealtrementi.org" target="_blank"><strong>ALTREMENTI</strong></a>”  di Reggio Calabria dal 24 al 26 Luglio.</p>
<p>Il festival nasce dalla volontà di ricercare e presentare a livello internazionale i linguaggi artistici digitali più innovativi all&#8217;interno del panorama dei formati visivi <strong>underground</strong>: <strong>fotografia</strong>, elaborazioni digitali, <strong>animazione</strong>,<strong> videoarte</strong>, <strong>cortometraggi</strong>, video musicali e tutte le opere che fanno parte del nuovo &#8220;<strong>dominio digitale</strong>&#8220;.</p>
<p>Il <a href="http://www.nstreet.it/experience/766/1494/Bova%20Image%20Festival,%20Festival%20Internazionale%20delle%20Nuove%20Immagin" target="_blank">trailer</a> che vedete oggi in<strong> Primo Piano</strong> su <a href="http://www.nstreet.it" target="_blank">Nstreet</a> ve l’abbiamo anticipato qualche giorno fa, facendolo comparire in sordina e per pochi minuti sul playerone centrale o in evidenza, tanto per rompere il segnale monotono delle alternanze video.</p>
<p>La descrizione di quei mattacchioni di <a href="http://www.nstreet.it/profile/372/ziguline" target="_blank">Ziguline</a> suonava sibillina: <em>E’ inutile che vi affannate, il futuro passa dalla provincia, magari dai vicoli diroccati di piccoli borghi del meridione d’Italia, dove nessuno mai si aspetterebbe di trovare un festival come il <strong>BIF </strong>(<strong>BOVA IMAGES FESTIVAL</strong>, o Festival Internazionale delle nuove immagini).<br />
</em></p>
<p><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/banner_bif.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1134" title="banner_bif" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/07/banner_bif.jpg" alt="banner_bif" width="491" height="369" /></a></p>
<p>La difficoltà di segnale all’inizio del filmato è dunque da intendersi come un espediente estetico per creare della suspence? Anche, ma soprattutto è il codice che indica la volontà di una sintonizzazione, sulle onde del nuovo in questo caso, ed ora ci siamo.</p>
<p>Il video è di quelli di <a href="http://www.ziguline.com/" target="_blank">Ziguline</a>, come noi “gustoso concentrato di esperienze” e media partner dell’evento, e dà un’idea di una mappa aggiornata e fresca delle nuove tendenze e delle attività artistiche indipendenti, marginali e sperimentali.</p>
<p>Il <strong>programma</strong>, spiegato (anzi spremuto) da Giacomo Triglia, direttore artistico del <strong>Bova Image Festival</strong>, in un’<a href="http://www.ziguline.com/06/07/2009/prossimamente-al-bova-images-festival/" target="_blank">intervista</a> rilasciata a Ziguline, si articola in questo modo: inaugurazione il <strong>24 luglio</strong> alle ore 21.00, discorso di presentazione al pubblico alla presenza di autorità e artisti, super-mega-rinfresco-calabrese e primo live concert + djset nel cortile interno del Palazzo: Shirt vs T-Shirt (Partyzan Prod). Apertura Festival giorni 25 e 26 dalle ore 18.00 alle ore “ad oltranza”; live concert seconda serata: John Merrick + djset Shirt vs T-Shirt; live concerts serata finale: Kyle + Appleyard College + djset Shirt vs T-Shirt.</p>
<p><strong>BOVA IMAGES FESTIVAL</strong> si terrrà dentro il borgo di BOVA (<em>Chora tu Vua</em> in Grecanico), in provincia di Reggio Calabria, definito tra “I Borghi più Belli d&#8217;Itali”&#8217; all&#8217;interno del Libro Rosso Unesco.</p>
<p>La scelta della location per un evento che accoglie il meglio delle emergenze culturali nel campo del digitale non è di certo casuale: l’antico e lo sconosciuto producono accostandosi uno spostamento, una scintilla semantica, sicuramente affascinante, ma anche ironica (almeno nel senso artistico del termine).</p>
<p>Tutto è così specchio e interfaccia dell’<strong>esperienza culturale-digitale</strong>.</p>
<p>Chissà come appariranno le<strong> nuove immagin</strong>i, nude e innocenti nella loro spregiudicata bellezza e offerte all&#8217;occhio che le succhia. Non resta che andare a vedere.</p>
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		<title>Attenzione: il cool non è più cool</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ranieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ma non hai l’aria condizionata?” “No. E poi non è più cool” “Guarda che è più cool averla e non accenderla” Questo dialogo si è svolto tra me e la ragazzina di 16 anni a cui do ripetizioni di latino. Oltre ad avermi fatto sentire improvvisamente anziana, ciò mi ha dato anche il motivo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ma non hai l’aria condizionata?”<br />
“No. E poi non è più <strong>cool</strong>”<br />
“Guarda che è più cool averla e non accenderla”</p>
<p>Questo dialogo si è svolto tra me e la ragazzina di 16 anni a cui do ripetizioni di latino. Oltre ad avermi fatto sentire improvvisamente anziana, ciò mi ha dato anche il motivo per intraprendere un percorso di aggiornamento sui cambiamenti che hanno investito, negli ultimi anni, il concetto di <strong>cool</strong>.</p>
<p>Non che non ci siano cose più importanti su cui aggiornarsi, e non che sfugga a nessuno che quella di &#8220;<strong>cool</strong>&#8221; è (anche) una categoria inventata dal <strong>marketing</strong> per giustificare l’esistenza dei <strong>cool hunter</strong>, ma è in ogni caso preferibile non essere colti impreperati durante la prossima <strong>apericena</strong> (…) o la prossima versione di Cicerone.</p>
<p>Ho anche chiesto all&#8217;<strong>Nstreeter</strong> che più di ogni altro conosce la materia cosa volesse dire oggi vivere <strong>cool</strong>: <a href="http://www.nstreet.it/profile/453/emanueledangelo" target="_blank">emanueledangelo</a>, curatore e ideatore del sito <a href="http://www.livincool.com" target="_blank">linvin cool</a>, dice:</p>
<p><em>Tentare di interpretare il nostro blog è alquanto impegnativo poichè non esiste una definizione precisa del termine “cool” nell’uso comune italiano. Vivere Cool, appunto è un concetto del tutto astratto che tende ad esprimere a nostro giudizio l’attitudine a vivere al passo coi tempi o in alcuni casi la ricerca spasmodica di anticipare e di vincere il tempo stesso.</em></p>
<p><em>L’esprimersi in arti come la <strong>moda</strong>, il <strong>design,</strong> la musica, la <strong>fotografia</strong> e quant’altro possa risultare <strong>arte</strong>, ci aiuta a mostrare noi stessi nella vita di ogni giorno, ed è proprio uno degli obiettivi del nostro sito quello di divulgare le nostri passioni in queste materie cosicchè tutti i lettori possano giornalmente aggiornarsi su tutte le novità che proporremo. Tutto il lavoro è frutto delle nostre passioni, del nostro tempo e della nostra ricerca nel tentativo di informare tutti coloro che amano come noi <strong>vivere cool</strong>.</em></p>
<p>Voglio capire meglio. Dai miei studi, schematizzando, emerge questo:</p>
<p><strong>Anni ’90</strong>: <strong>cool</strong> = giusto, che detta legge.<br />
Erano cool: la <strong>Britannia</strong>, ascoltare il jazz con il walkman, leggere in metropolitana, fare l’aperitivo alle 19, comprare <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a>, Ibiza, prendere in giro i nerd, <strong>No logo</strong>,  entrare nei locali costosi perché si conosce il pr, partecipare ai concerti dei gruppi grunge vestiti bene, il Pc, <strong>Pulp Fiction</strong>, disprezzare il<strong> trash</strong>, andare ai vernissage, il finger food, La Rinascente, i ristoranti biologici, farsi oscurare i vetri dell’auto, avere l’aria condizionata e accenderla.</p>
<p><strong>Anni ’00</strong>: <strong>cool</strong>= fico.<br />
Era cool: leggere il <a href="http://www.ft.com/home/europe" target="_blank">Financial Times</a>, <strong>No global, </strong>entrare nei locali snobbando i pr, comparire su <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a>, global, essere <strong>Nerd</strong>, <strong>Sex in the City</strong>, <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35176" target="_blank">Be cool</a>, i Build-it-yourself custom software, i notebooks, il <strong>sushi</strong>, le enoteche-cioccolaterie, gli <strong>outlet</strong> e<strong> discount</strong>, il Messico, il trash, non avere l’aria condizionata.</p>
<p><strong>2009</strong>: cool = <strong>sprezzatura</strong> e <strong>coscienza</strong> (leggi “<a href="http://grammar.about.com/od/qaaboutrhetoric/f/sprezzqa2007.htm" target="_blank">What is sprezzatura</a>?”).<br />
È cool: essere <strong>Geek</strong>, Star Wars, <strong>+global</strong>, <a href="http://www.shedoesthecity.com/" target="_blank">She does the city</a>, Web-based applications, essere abbonati a <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired Italia</a>, La Lettonia, i film di Miyazaki, <a href="http://unhub.com/life-is-cool" target="_blank">Life is Cool,</a> gli <strong>Smartphones</strong>, il<strong> kebab</strong>, i mercatini, gli orti urbani, compatire e rivalutare con fare snob il<strong> trash</strong>, le fraschette, leggere tutti i quotidiani del mondo su <a href="http://www.ipse.com/quoton.html" target="_blank">Ipse</a>,<strong> Saviano</strong>, avere l’aria condizionata e non accenderla.</p>
<p><a href="http://www.wendyding.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-1087" title="wendydingfood3" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/06/wendydingfood3.jpg" alt="wendydingfood3" width="387" height="499" /></a></p>
<p>L&#8217;elenco neanche a dirlo è aperto e potenzialmente infinito.</p>
<p>Tanto per sottolineare come questo sia tutto fuorché superficiale, legato com’è alla cultura delle pratiche simboliche messe in atto dagli individui nelle diverse epoche,<strong> Robert Farris Thompson</strong>, professore di Storia dell’arte alla <strong>Yale University</strong>, ci ricorda che che l’<strong>Itutu</strong>, che lui traduce come “<strong>mystic coolness</strong>”, è uno dei 3 pilastri della filosofia religiosa creata nel 15° secolo dalla popolazioni degli <strong>Yoruba</strong> e dall’<strong>Igbo</strong>.</p>
<p><strong>Cool</strong>, in quel contesto, comprende l’idea di un comportamento <strong>elegante</strong>, conciliante e gentile, e ha a che vedere con l’abilità di rifiutare lo scontro e le dispute, il tutto non disgiunto da un’idea di bellezza e grazia fisiche.</p>
<p>Se, come diceva <strong>Lyotard</strong>, delle <strong>grandi narrazioni </strong>non si avverte più il bisogno, e se la crisi ha messo l’Occidente di fronte alla sua follia monetaria e consumistica, è il caso di guardare con un’altra ottica tendenze e mode, senza idolatrarle ma anche senza ignorarle: in fondo, come dimostra il  trionfo dei contenuti e delle narrazioni <strong>Web</strong>, non c’è forse niente di più pervasivo della <strong>cultura sottile</strong>.</p>
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