Su e giù, il destino in una canzone

Stefano D’Orazio è uscito dal gruppo.
No, non il batterista dei Pooh… l’altro!
Potrebbe cominciare così questa storia.
La storia di Stefano D’Orazio (l’altro!), voce e frontman dei Vernice.
Sono i primi anni ’90 e una nuova ventata di rock e ribellione attraversa l’Italia.
Musica orecchiabile, assoli di chitarra elettrica coinvolgenti, testi (e voce) alla Vasco Rossi e qualche parolaccia (che non fa mai male) fanno dei Vernice il gruppo più interessante di quegli anni.
La band irrompe a Castrocaro nel 1992 con la canzone “Scema” e proprio il testo spinto (“tua madre è una str…”), nonostante le polemiche, cattura l’attenzione del pubblico e, soprattutto, di Claudio Cecchetto (nel video l’esibizione incriminata).
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=otOrxHV_EAc[/youtube]
Il singolo entra immediatamente nella programmazione di tutte le radio italiane, anticipando il successo estivo (forse il più grande di sempre dei Vernice): “Su e giù”.
Il ritmo ed il testo, ripetitivo all’ossessione, fanno della canzone un tormentone che durerà sino all’inverno.
Il tanto agognato successo per D’Orazio e compagni è finalmente arrivato.
L’album “Vernice” vende ben 80.000 copie e vengono lanciate altre hit come “La ragazza dei sogni” e la canzone più vascorossiana del gruppo, “Bughy”, una Sally ancor più ribelle e malinconica.
I Vernice sono praticamente ovunque (da Festivalbar al Maurizio Costanzo Show, passando per le principali piazze d’Italia).
Nel 1994 si ripete il successo dell’anno precedente con l’album “Quando tramonta il sole”. L’omonima canzone partecipa al Festivalbar e viene addirittura promossa a sigla della trasmissione.
Tutto sembra andare per il meglio.
Sembra, perché all’interno del gruppo cominciano i primi dissapori. Eccessive manie di protagonismo del frontman, invidia da parte del resto della band, non è dato saperlo.
Esce un nuovo album ed i Vernice partecipano ancora una volta alla trasmissione portafortuna, Festivalbar. La canzone “Solo Un Brivido”, la classica ballata romantica immancabile nel reportorio di ogni band, è ancora una volta un successo.
È però un epitaffio rock per la band.
Stefano D’Orazio lascia il gruppo e prova la carriera da solista. Il suo primo lavoro “Non ci prenderanno” si rivela un flop clamoroso. Sono anni bui per il cantante (si rincorrono anche false voci che lo vogliono malato). Per rivederlo all’opera bisogna attendere gli anni 2000 e, in particolare, il 2005 quando lancia il singolo “Certe Persone”. La canzone ottiene un discreto riscontro, solo uno sbiadito ricordo, però, dei successi degli anni ’90.
Il resto del gruppo, invece, ha mantenuto vivo lo storico nome Vernice e si è mostrato ben più proficuo, sfornando 4 nuovi album.
Alterne fortune anche per loro, inseguendo ancora… un brivido.
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Scritto da Francesco G. Caolo

