Qualcosa si muove. Abbiamo tutti ben presenti le recenti strette su Internet, le proposte regressive e gli accordi sull’estensione del tradizionale diritto d’autore in tema di diritti digitali. Tutto ciò desta il sospetto di coprire, col pretesto della sicurezza, della lotta al terrorismo e alla pedofilia, le solite preoccupazioni per la “tutela degli interessi dell’industria audiovisiva contro il fenomeno della pirateria on line”, come ricorda il Presidente dell’Istituto per le politiche dell’Innovazione Guido Scorza. La cosa positiva è che aumenta ogni giorno la consapevolezza e l’informazione intorno a queste dinamiche. Ad essere consapevole e a ribellarsi a queste semplificazioni non è solo il popolo della rete, ma una crescente massa critica di cittadini e di internauti comuni, che utilizzano la rete per informarsi, per esprimere ed esercitare i propri diritti e doveri di cittadinanza, per lavorare, per le proprie ricerche, per svago, per comunicare e creare relazioni e gruppi impegnati in cause comuni.
Sentiamo che abbiamo motivo per nutrire delle speranze. Nel mondo, e sempre di più anche nel nostro paese, è sempre più difficile accontentarsi di un utilizzo limitato, previsto a livello governativo, degli strumenti di diffusione delle informazioni e di condivisione del sapere. Dalla raccomandazione del Parlamento Europeo pubblicata lo scorso 26 Marzo, che accoglie la cosiddetta proposta Lambinidis sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet, alla nascita e diffusione di iniziative tese ad estendere la libera circolazione dei contenuti e delle opere nell’ambito di una cultura della condivisione, del mash up e della interconnessione tra tecnologie, software, filosofie della rete, è nato il nostro progetto. Nstreet è nata nella volontà di realizzare il sogno di un sapere davvero implementabile all’infinito, grazie al contributo di tante e diverse componenti, tecnologiche e umane, in costante relazione e interscambiabilità di saperi e competenze.
Grazie a Nstreet, e al progetto Officina che ne ha tracciato le basi grazie all’aiuto di molti, siamo sempre più consapevoli che un uso libero e positivo della rete è possibile. Grazie alle segnalazioni di tutti voi, grazie ai video che ci inviate, ognugno diverso e ognuno a suo modo pieno di qualcosa di nuovo. Non è un caso che Nstreet aderisca a Creative Commons: questa scelta ha messo d’accordo tutti gli iscritti e anche i semplici visitatori nella volontà di intraprendere la strada giusta, quella strada che il Parlamento Europeo ha voluto indicare attraverso la sua raccomandazione, in direzione di un utilizzo della rete democratico, aperto, privo di pregiudiziali ideologiche, guidato dal desiderio di arricchire il proprio bagaglio di competenze e di saperi. La nascita di questo progetto, e gli sviluppi attuali, lasciano emergere spontaneamente come la logica commerciale può non essere in conflitto con usi innovativi e aperti della rete, ma anzi incoraggiarli e sostenerli con competenza e autorevolezza, come nel caso, ricordato qui in Officina, delle piattaforme aperte promosse dal Guardian.
Il mosaico di Nstreet è metafora di questa volontà: ogni tessera, liberamente incastrata tra le altre, è un pezzo di un percorso personale che diventa comune, non riducendosi nell’indifferenziazione, ma proprio facendo una forza della sua differenza. Non è un caso neanche che il progetto sia stato voluto e sostenuto da Nokia: l’introduzione della mappa nella connettività mobile, come griglia dentro la quale organizzare le proprie esperienze e le proprie relazioni interpersonali, è un esempio di come la tecnologia, fatta di dispositivi, pensiero e usi, affondi dentro le nostre esperienze e le ricerei, remixandole, rendendole condivisibili, sociali.
Ogni tessera è parte di una ricerca condivisa: la ricerca sulle tendenze e sulle cose che vale la pena vedere, sul lato bello della vita, cu siò che più interessa il popolo consapevole e non più scolarizzabile (ed eventualmente punibile) attraverso strumenti politici e governativi in tema di Internet. Una piattaforma in cui ciò che emerge è lo sfondamento di una quinta finora inesplorata nello scenario della rete: quello della esperienza. Una tridimensionalizzazione di Wikipedia, una umanizzazione di tutto ciò che è comunicabile e contestualizzabile: interessi, tendenze, sviluppi, spie di cambiamento, angoli di esperienze urbane, geolocalizzazioni di eventi, saperi e immagini diffusi nei musei o all’aria aperta. Frammenti che cooperano alla costruzione di una Realtà aumentata.
Scritto da Daniela Ranieri


Link del giorno:
http://www.nytimes.com/indexes/2009/04/03/urbaneye/index.html?8ur&emc=ur
http://sciencecommons.org/
http://punto-informatico.it/2592524/Telefonia/News/nokia-realta-aumentata-informazioni.aspx
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+TA+P6-TA-2009-0194+0+DOC+XML+V0%2F%2FIT