Pop made in Kabul
Cosa fanno un uzbeko, un tagico e un pashtun uniti da un sogno? I Kabul Dreams: indie rock come protagonista e le macerie di Kabul come palcoscenico.
Un progetto racchiuso nel loro nome, e che spiegano così: “Vogliamo raccontare la voce e i sogni dei giovani afgani attraverso la nostra musica”. Un obiettivo ambizioso ma complesso da attuare: non sono visti di buon occhio nel loro Paese. I motivi sono diversi: compongono e cantano in inglese, una decisione che li rende impopolari a tutta una vecchia guardia culturale ma che ha permesso loro di superare i confini dell’Afghanistan per farsi conoscere a livello internazionale. E di portare la loro musica e le loro parole nel mondo.
Il loro successo sui Social Network stenta a decollare, ma la band ha già collezionato la partecipazione al festival di Nuova Delhi, un’esibizione all’ambasciata britannica a Kabul e un’intervista alla Bbc. Come si dice, la strada verso il successo è lunga e in salita, ma l’essere identificati come un gruppo che canta per la pace, considerato il contesto in cui sono nati e cresciuti musicalmente, è di per sé un successo.
Ai microfoni della Bbc Habibi, il batterista, racconta: “Formare una band è sempre stato il sogno della mia vita. Quando sono arrivato a Kabul e ho conosciuto gli altri ragazzi ho capito che tutti e tre avevamo lo stesso sogno”.
http://www.myspace.com/kabuldreams
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Scritto da Federica Bianchi


