In tempi di crisi economica, sembra fuori luogo parlare del potere del marketing, e di trovate per fidelizzare consumatori ormai del tutto disincantati. Ma è innegabile che una delle tendenze inarrestabili della contemporaneità sia una comunicazione sempre più decisamente modellata sulla ricerca di nuove forme linguistiche e di codici inediti per esprimere la potenza di un prodotto o di un brand. I blogger impazziscono per la pioggia di immagini e parole che imperversa sugli schermi e sui cartelloni, sulle strade e nei bagagliai di tutto il mondo. Tra i capelli delle Harajuku girls di Tokyo balena l’indiscusso fascino dei nomi della moda italiani, i monogrammi degli stilisti riempiono sempre meno il nostro guardaroba, e sempre di più i desktop e le bacheche dei Facebook di molti di noi. Che succede? Sarà per la ventata di ottimismo che secondo una ricerca commissionata da Pepsi ha travolto la generazione dei Millennials, sarà che in tempi di crisi l’atmosfera patinata di magazine, blog e riviste si confonde allo smog metropolitano, rassicurandoci. Tutti respiriamo brand, tutti consumiamo prodotti e ne siamo tutti cacciatori. Abbiamo intervistato un soggetto interessante per parlare di questo: art director di giorno, blogger di notte. Mestiere, creazione e riflessione. Salvatore “Sasà” Tommasello, di Surrealist.it
Scritto da Daniela Ranieri


La cosa si fa interessante…