L’horror low-budget che spaventa Spielberg

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Il regista Steven Spielberg

Steven Spielberg

Ha diretto “Lo squalo ” e “Poltergeist: demoniache presenze”, “Ai confini della realtà” e “Schindler’s List” quindi non si può certo dire che sia nuovo all’orrore e agli orrori. Eppure anche Steven Spielberg ha paura, eccome: pare infatti che la prima volta non sia riuscito a vedere per intero il film di Oren Peli che sta facendo tremare il mondo. Parliamo di “Paranormal Activity”, la pellicola appena arrivata nelle nostre sale, ma che ha già seminato ansia e terrore. E suscitato il previsto coro di polemiche.

Il film che ha terrorizzato l’America non delude nemmeno da noi, ma rischia di venire schedato tra i film vietati ai minori di 14 anni (sebbene negli Stati Uniti non sia stato oggetto di censura).  La tensione creata dalla pellicola sembra causare “attacchi di panico e problemi psicologici”, almeno secondo Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori.

La preoccupazione è fondata, almeno da noi: il livello di angoscia costante per tutto il film ha causato nel primo weekend di programmazione attacchi di ansia, vomito, svenimenti.

Ma cos’è Paranormal Activity? E’ costato più o meno come una piccola monovolume e ha già incassato 4 milioni di euro (nel primo fine settimana), offuscando la gloria di Avatar (costato, al contrario, 300 milioni di dollari). Una produzione simile, per mezzi e costi, a “The blair witch project” (1999), di cui è considerato l’erede. Anche il finto documentario sulla strega di Blair, preceduto da una misteriosa campagna pubblicitaria, ebbe un grande successo di pubblico e critica (troppo?).

La storia è molto semplice: una giovane coppia – convinta che la casa sia infestata da oscure presenze – decide di posizionare una telecamera in camera da letto per filmare quanto accade durante la notte. Le immagini, filtrate dai raggi infrarossi, i suoni fuori campo, le interruzioni, contribuiscono a tenere il pubblico con il fiato sospeso per ottantasei interminabili minuti. E come sempre, più che attraverso le immagini, la paura passa attraverso quello che non si vede.

Un consiglio? Se volete fare i conti con le vostre paure, fatelo. Ma una volta a casa, chiudete bene la porta.

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Scritto da Federica Bianchi

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