Nstreet ospita in questi giorni un gioiello. È capitato per caso, tra un aggiornamento e l’altro: un nuovo upload di un utente appena iscritto. Si tratta del video “Concerti per uomini Pietra”, e il suo autore, nonché ideatore della performance, è Richi Ferrero, colui che ha illuminato la Chiesa della Gran Madre di Dio a Torino e progettato il Museo della Sindone.
Fondatore nel 1996 del Gran Teatro Urbano, associazione artistica le cui attività vanno dalla regia all’installazione urbana e alla scultura ambientale, Richi sta caricando su Nstreet video e backstage delle sue istallazioni, che coinvolgono il tessuto urbano e i cittadini meravigliati.
All’interno di un cantiere per un parcheggio sottterraneo nel cuore di Torino, uomini blu, musicisti, operai, pietre, fiammate di luce, e vibrazioni industriali si confondono in una materia onirica e urbana producendo un effetto straniante.
Tutto questo ci ha tanto affascinato che abbiamo incontrato l’autore.
Daniela: Per quale ragione una installazione artistica così complessa e articolata, presenze, musica, luci, proiezioni in un cantiere nel centro della città? –
Richi: La città costruisce un parcheggio nella sua piazza aulica, si apre una gigantesca voragine, i passanti cambiano strada, i commercianti si lamentano, bisogna trovare un modo per riportare i cittadini in quel luogo, questa è la missione.
Chi sono gli Uomini Pietra?
Sono presenze blu, lo stesso colore delle tute degli operai che in questa città, Torino, hanno per generazioni prodotto prodotto prodotto.
Quale riflessione produce la loro presenza?
Dopo la fase industriale e quella post-industriale, siamo in una nuova era. I sistemi di produzione sono cambiati: una tecnologia sostituisce centinaia di operai.
Perché non hai rappresentato la condizione operaia al’interno di una fabbrica ma dentro un cantiere cittadino?
La presenza operaia degli uomini blu nel cantiere è una metafora: nella città-cantiere trasportano pietre luminose, preziose, lavorano alla Città di Sotto. Scavando per costruire , a piazza San Carlo, il nuovo parcheggio, si è scoperto che quel luogo, qualche metro più sotto, duemila anni addietro, era già abitato. Questo ci ha allarmato: ecco l’altra città ed ecco perché le pietre sono “preziose”.
Nel video si vedono musicisti all’opera: chi sono?
A Ze’v, capostipite della musica cosiddetta industriale, come ai Wolf Eyes, ho chiesto di “suonare il cantiere”, di far nascere i suoni dai materiali, di fare vivere quel gigantesco buco e così la sua storia millenaria e questo hanno fatto.
Agli Africa Unite ho chiesto di suonare nascosti nello scavo senza darsi in pasto al pubblico come un cuore pulsante nelle viscere di quella piazza mentre gli operatori riprendevano e restituivano sui grandi schermi centrali la loro immagini.
La scelta di ambientare l’opera in un cantiere è sicuramente molto suggestiva ma, immagino, altrettanto complessa: pensiamo alle normative sulla sicurezza. Come hai fatto?
Per quanto riguarda la normativa, certo, non è stato semplice ma se decidi che il tuo palcoscenico è la città, devi essere pronto a scommesse impossibili…
Per saperne di più:
http://it.youtube.com/richiferrero
http://www.myspace.com/richiferrero
Scritto da Daniela Ranieri




Vero, la musica industrial si aggancia alla perfezione alla performance di Richi, è una musica per immagini densa di riferimenti storici… è musica dialettica per immagini. alcuni film epocali che “suonano” industrial: Videodrome, Tetsuo, Doom Generation…
alla fine degli anni ’70 nasceva in Inghilterra la musica industriale, negli anni ’80 questo genere sperimentale si diffonde in Europa e in America… si suona di tutto e con tutto, martelli pneumatici, lamiere, tubi di ferro… Z’ev in questo contesto è un precursore, da sempre dedito alla sperimentazione musicale, mentre i Wolf Eyes sono il volto più attuale di questo fenomeno, per loro suonare in un vero cantiere è stato un “invito a nozze”!