Nokia play intervista le fondatrici del sito Prospettiva Bluvertigo
Nokia play incontra Oriana Mariotti e Tiziana Frosali, ideatrici e realizzatrici del sito www.prospettivabluvertigo.it dedicato a Morgan, Andy e band.
Nokia play: Già ai tempi di “Metallo non Metallo” Morgan definiva i Bluvertigo un “laboratorio aperto” che avrebbe continuato a vivere negli anni anche oltre l’esistenza stessa della band. A distanza di quasi 15 anni queste dichiarazioni, che ai tempi potevano sembrare una delle classiche “sparate” di Marco Castoldi, si sono rivelate profetiche. E’ questa attenzione ancora alta e viva dei fan al “progetto Bluvertigo” che vi ha spinti a creare PBV?
ORIANA: Il progetto è nato per diversi motivi. Credo che ci fosse nell’aria “un qualcosa” che ha fatto sì che questa sorta di archivio storico venisse realizzato. La molla di tutto sono state alcune foto splendide che Andy, il cofondatore dei Bluvertigo assieme a Morgan, mi ha mostrato qualche anno fa. Le foto erano racchiuse nei “vecchi” raccoglitori in plastica, ed erano ancora su supporto cartaceo. Molto generosamente, Andy mi ha permesso di scannerizzarle e, poi, di pubblicarle.
Inizialmente avevo pensato ad una piattaforma multimediale sulla quale inserire le immagini inedite, molte delle quali scattate da Marzia Neri, scomparsa prematuramente quatto anni fa, fotografa ed amica dello stesso Andy e di Tiziana Frosali, che già ai tempi fece un sito splendido dedicato a loro, “Laboratorio Bluvertigo”. Ma poi, mano a mano che il lavoro procedeva, io e Tiziana ci siamo rese conto che c’era davvero tanto materiale da condividere, e ci siamo appassionate all’idea di realizzare addirittura un sito con tutto ciò che fosse possibile convogliare al pubblico, sia per fare conoscere la band per la prima volta che per farla conoscere meglio a chi già l’aveva incontrata.
TIZIANA: Il sito fondamentalmente nasce per rendere pubblico il lavoro di Marzia Neri. Lei aveva scattato molte fotografie ai Bluvertigo. Sua è la fotografia di Morgan nella prima edizione del libro di poesie Dissoluzione. In corso d’opera ci siamo rese conto che avevamo tanto materiale da aggiungere a quello lasciatoci da Marzia e quindi il lavoro è diventato più ampio. E poi ci siamo veramente divertite. Era diverso tempo che pensavamo ad una cosa del genere, ma pensavamo anche, erroneamente, che non ci fosse più interesse da parte del pubblico. Ci sbagliavamo.

foto di Marzia Neri
NP: Nel presentare PBV hai immediatamente chiarito che non si tratta di un’ “operazione nostalgia”, ma di un sincero tributo verso la musica, lo stile e il pensiero di una band che ha effettivamente scritto una pagina importante nella storia della musica italiana anni ’90. Al di là dei tributi, dell’ “operazione StoryTellers” e dell’effimera reunion del 2008, quanta “voglia di Bluvertigo” avverti ancora nell’aria?
T: Di buona musica e di belle canzoni c’è sempre voglia. I Bluvertigo, è vero, sono stati poco produttivi, ma i tre album che hanno fatto sono stati sicuramente fra i migliori del rock italiano (anche se definirli rock è riduttivo). Quei tre dischi hanno senz’altro lasciato nei fans la voglia di qualcos’altro. Stranamente la discografie in Italia si concentra di più sulle mode del momento o sugli stereotipi da una stagione e via che vengono dall’estero. Non si guarda alla sostanza e alla qualità, ma alla capacità di fare il maggior profitto possibile nel minor tempo. Però c’è sempre voglia di cose ben fatte, che restano. I dischi dei Bluvertigo sono rimasti e magari ce ne fossero …
O: Tiziana ha ragione. Appena ho iniziato a dedicarmi all’idea del sito, ho subito avvertito molto entusiasmo intorno al progetto.
Questo mi ha stupita positivamente, perché in fondo, non credevo che una band ormai sciolta o “ri-congelata”, come vogliamo dire, potesse suscitare questa passione, tanta curiosità e dedizione.
Oggi sono in molti a chiederci notizie sul gruppo, a fruire delle foto, delle canzoni, dei video e di tutto il materiale che è sul sito. Quindi, se devo rispondere in modo sincero, devo dire che nell’aria c’è sempre tanta, tantissima voglia di Bluvertigo.
NP: Credi che le recenti scelte più televisive che musicali di Marco Castoldi possano in qualche modo mettere una pietra tombale sulle speranze di una nuova vita per i Bluvertigo e sulla pubblicazione di quell’album di inediti di cui si parla ormai da anni?
O: Non credo che si tratti tanto del tipo di mezzo attraverso il quale veicolare la propria arte, quanto di altro. Penso a chi fa televisione e radio ma anche musica, come Elio degli Elio e Le Storie Tese, o altri; una cosa non esclude l’altra. Probabilmente Morgan in questi anni, è più orientato verso scelte musicali che lo vedono al centro di progetti solisti, o al limite, dal vivo, attorniato da ottimi musicisti come LeLe Battista, Daniele Dupuis-Megahertz e i Versus, Gaetano Cappa, Giorgio Mastrocola, (tra gli altri) ma che non condividono con lui un progetto fisso e stabile come lo era quello dei Bluvertigo.
Credo anche che i Bluvertigo avrebbero ancora moltissimo da dare, sia musicalmente sia come laboratorio d’idee, ma probabilmente non ci sono i presupposti per un loro ritorno.
T: Non penso siano gli impegni o la notorietà personale di Morgan ad aver messo fine al progetto Bluvertigo. E’ solo l’evolversi degli eventi in differenti direzioni. Tutti i componenti del gruppo hanno progetti ed attività indipendenti gli uni dagli altri. Certo i fans magari ci sperano sempre. Nello spirito del nostro sito non vi è nostalgia, se non per un’amica che non è più con noi. E’ solo il nostro modo d’essere grate per quanto di bello e di buono i Bluvertigo ci hanno dato.
NP: Cosa pensano i componenti della band di questo progetto? Li avete sentiti o coinvolti direttamente?
O: Quando ho parlato loro dell’idea, ho trovato una sostanziale adesione. Essendo i componenti del gruppo molto diversi tra loro, ho ricevuto un feedback differente per ognuno di loro, e sempre perfettamente in linea con la personalità di chi abbiamo interpellato. Come dicevo, il primo ispiratore è stato Andy, che ci ha dato carta bianca. Sono seguiti vari contributi e, soprattutto, le interviste che ho realizzato prima a Sergio Carnevale, poi a Livio, quindi a Andy e ad altri collaboratori del gruppo. Mi piace citare soprattutto Marco Pancaldi, che è stato davvero prezioso nel collaborare anche agli aspetti più “tecnici” del sito. In arrivo ci sono comunque altre sorprese.
T: Forse andrebbe chiesto a loro, ma credo che il sito abbia fatto loro piacere. Si sono resi molto disponibili nel fornire materiale, nel concedere interviste e suggerimenti. Anche Marco Pancaldi ha contribuito e collaborato, rivelandosi persona assolutamente gentile e preziosa.
NP: Nei ringraziamenti per la realizzazione di PBV, hai citato personaggi fondamentali come Fabiano Villa, Marco Pancaldi, lo stesso LeLe Battista. Pensi che parlare di Bluvertigo su PBV possa essere anche un modo per riaprire una “finestra” sull’embrione Golden Age e su band come Rapsodia, La Sintesi, Soerba, forse più importanti di quanto molti si rifiutino di ammettere?
O: Certamente! Ed amo molto questo aspetto del nostro impegno. Sono ancora molte le interviste da fare ai vari protagonisti della scena musicale indie che hanno affiancato i Bluvertigo, che sono stati loro precursori o compagni di viaggio e di percorso. Luca Urbani, LeLe Battista, Fabiano Villa, Massimo Carnevale, Fabio Cinti, sono solo alcuni dei tanti nomi che sentiremo. Sarebbe bello se, spinto dall’input che forniamo sul sito, il pubblico s’interessasse ed andasse a riscoprire o a incontrare per la prima volta questi artisti e questi gruppi, preziosi per ciò che hanno saputo dare in un periodo musicale contrassegnato da poca originalità e poco respiro, al di là del mainstream
T: Sono band che fanno parte di quel Laboratorio che sono stati i Bluvertigo. Non solo una band, ma anche un veicolo per altri musicisti e cantautori capaci e raffinati. Non è un caso che il primo sito dedicato ai Bluvertigo, nato nel 1998, si chiamasse proprio Laboratorio Bluvertigo. I La Sintesi ed i Soerba sono stati inspiegabilmente sottovalutati prima di tutto dalle case discografiche. Un’artista come Lele Battista lo è tuttora, nonostante continui a produrre album bellissimi, come l’ultimo, Nuove Esperienze Sul Vuoto.
NP: Secondo te come mai ai Bluvertigo non è stata mai riconosciuta in tutto e per tutto la patente di band “fondamentale”, che rimane invece appiccata ad altri gruppi (non faremo nomi…), a volte anche misteriosamente?
T: Forse perchè i Bluvertigo non sono mai stati “leggeri” e non sono mai stati uguali a se stessi. Probabilmente la loro complessità artistica non li ha resi fruibili dal grande pubblico. Il grande pubblico forse è diseducato alla musica, non ascolta, ma consuma la musica come qualsiasi altro bene di massa. Le critiche possono essere anche positive, ma se le vendite non raggiungono determinati standard, allora, almeno per le case discografiche non sei fondamentale.
O: Credo sia una questione soprattutto commerciale. I Bluvertigo sono a lungo stati una band “per intenditori”, dai testi non facili, non assimilabili da tutti. Magari non tutti coloro che ascoltano musica hanno voglia di riflettere, di pensare, ma preferiscono altri codici espressivi. Questo a mio avviso è un peccato, ma è comunque da rispettare. Al di là dei contenuti lirici, poi, la musica che hanno sempre proposto è stata talmente poco incasellabile in un genere preciso, che ha dato luogo ad una sorta di dispersione mediatica. I Bluverigo erano “quelli strani”, quelli che facevano i playback cantando con una bottiglia di plastica in mano, quelli che non avevano paura a dire cosa pensavano di certi sistemi e di un certo stato di cose – e per questo sono stati penalizzati-, erano quelli che si truccavano in modo sgargiante ma che trasmettevano, sempre, la sostanza ed il talento, tanto nella musica quanto nei testi.
Sono stati un gruppo difficile da metabolizzare, non commerciale, ma questo è stato comunque un loro punto a favore.
Grazie ad Oriana e Tiziana per la gentile collaborazione, e al Duca per le domande esperte.
La foto in home page è di Marzia Neri
Sito ufficiale: www.prospettivabluvertigo.it
Per info e foto: press@nokiaplay.it
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Scritto da Federica Bianchi


