C’è chi dice che il Web 2.0 non esiste.
Cioè, non è che non esiste, è solo che non andrebbe chiamato così.
Ma cosa è il Web 2.0? E’ la rivoluzione del business che abbraccia, finalmente, internet facendolo diventare una piattaforma dove gli utenti possono condividere contenuti da loro generati. Tim O’Reilly, l’inventore del termine Web 2.0, si riferisce a questo nuovo tipo di world wide web definendo un concetto chiave: gli utenti possono fare di più che ricevere informazioni, pratica che ha rappresentato l’infanzia di questo nuovo media.
C’è chi non è assolutamente d’accordo, come Tim Berners-Lee, cioè l’inventore del www: secondo il suo parare gli strumenti tecnologici del Web 2.0 erano già presenti all’inizio di internet. BBS, Newsgroup e forum sono gli antenati di Youtube e Facebook. L’unica differenza è l’aumento della velocità di trasmissione dei dati che ha reso possibile una maggiore condivisione, come ad esempio quella dei video.
A me interessa poco il lato tecnico del web 2.0 o la sua nomenclatura. Io trovo straordinario l’apporto che internet ha dato alla mia vita. Se prima potevo far leggere un mio testo ai miei amici e una canzone ai chi veniva ad un mio concerto ora sono in contatto con tutto il mondo e posso creare ulteriore sapere, per metterlo a disposizione di tutti.
Chiamatelo come vi pare, per me è “un flash”: il futuro.

Ma questa possibilità è poi sfruttata realmente per inserire nuovi contenuti di valore all’interno del World Wide Web?
Il mondo si sta facendo caustico, chiuso e troppo veloce. Non ho tempo per leggere, figuriamoci per scrivere. Anche se in questo momento lo sto facendo… senza neanche accorgermene. Guardo alle lettere sul bianco della pagina digitale e rifletto sul fatto che più andiamo avanti e meno tempo avremo, fino alla sparizione della condivisione.
Non deve succedere!
Eppure guardate facebook e la sua ultima innovazione. Si può “esprimere un apprezzamento” per qualunque cosa un altro utente faccia. Sia che pubblichi un link, oppure un video, una foto o un semplice aggiornamento di stato, si può far notare che abbiamo apprezzato, senza commentare.
Riassumiamo; prima sono esplosi i blog, come quello che state leggendo, dove una persona aveva pagine e pagine da dire ai propri lettori. Poi il tempo si è ridotto, i blog sono rimasti a secco di post (anche se ne sono nati altri) e se voglio condividere i miei pensieri con qualcuno, scrivo una nota su Facebook o su altri social network. Certo non la scrivo lunga come un post, ma posso almeno articolare un pensiero. Anche un commento, per quanto breve, rappresenta comunque uno scambio di informazioni e un aggiunta personale, quindi 2.0, al patrimonio di internet.
Ora siamo arrivati addirittura al si, no. Non perdo tempo neanche a scrivere il commento. Mi prendo la briga di dirti: si mi è piaciuto ciò che hai scritto oppure, no non mi è piaciuto.
La tecnologia va avanti e le persone vanno indietro? Anche su internet vale la legge del “ai miei tempi era meglio”? Forum e newsgroup mi sembrano così lontani, così primitivi, eppure passavo tante clessidre ragionando a scrivere un post o una news.
Abbiamo perso la battaglia con il tempo? Oppure siamo semplicemente cambiati e non abbiamo più voglia di perderlo?
Io spero che con il lavoro su Officina Project, idea ancora in progress da condividere insieme a voi, veri creativi del web, sia possibile invertire questa tendenza.
Dobbiamo catturare il tempo e fermarlo non lottare contro di esso, per creare l’esperienza collettiva più grande di internet. Non voglio un nuovo facebook, voglio qualcosa di più.
Lo so sarà dura ma io e la memoria ne abbiamo bisogno.
Scritto da SammyJenkins


Bella riflessione! Complimenti.
Anche il mondo di internet, che ha creato questa società super veloce, si sta adeguando e diventa sempre più “minimalista”.