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Metamondi: come butta in Second Life

“In a flaming crash / Like a falling star / Heading straight for the dive / Gonna make some cash / With the avatar…” -Duran Duran, Zoom In

Sono entrata in Second Life 4 volte. Ammetto che avevo qualche pregiudizio che si trattasse di una specie di Worlds Away del nuovo millennio, ma anche che ne ero affascinata: l’idea di avere una seconda possibilità su cui costruire una virtualità vitale diversa e più soddisfacente mi intrigava.

Solo col tempo ho scoperto che questa premessa è la condizione della sconfitta della mia esperienza (o meglio, di quella del mio Avatar) dentro SL.

Perché non è questo quello che di più bello può offrire, oggi, il mondo di SL. Cosa me ne faccio di una replica degli stereotipi della mia quotidianità? Che interesse riveste per la ricerca una riconferma, nella copiatura, della distinzione tra virtuale e reale?

E, soprattutto, perché chiamarla Second Life quando dentro non c’è niente di vivo, ma riproduzioni, copie, illusioni e ombre? Perché, parliamoci chiaro, il mondo in 3D in cui faccio muovere la mia riproduzione pixellata, è per me, rispetto alla mia fisicità e allo spazio che abito, un mondo in 2D, impenetrabile,  soggetto alle leggi dell’ON e dell’OFF e a quelle dell’economia, questa sì, reale.

second-life460

Lancio queste domande, sperando che qualcuno voglia rispondere dal proprio punto di vista.

Da più parti è stato avanzato il sospetto che in fondo in fondo SL, popolata di avatar di grandi marchi, enti, università, agenzie e aziende, fosse solo una vetrina per l’off line.

Le news e le statistiche danno ragione a questo scontento, se anche la Reuters ha abbadonato SL (leggi qui e qui)

In Italia gli utenti attivi in SL sono 22 mila, tutti abitanti stanziali. Qui alcuni dati.

In realtà, qualcosa di interessante, che non sia la riproduzione delle dinamiche della vita comune, con soldi (i linden dollars), macchine, fidanzamenti, shopping e mappe stradali ci deve pur essere, e indubbiamente c’è.

Io ho capito uscendone di cosa si tratta, nel momento in cui ho smesso di nutrire aspettative in termini di compensazione o riscatto, e ho cominciato ad apprezzarne il valore di fenomeno di produzione culturale. Uno degli esempi più riusciti è in Italia quello ideato e curato da Zygmunt Ballinger con brain2brain, “il primo cluster elettronico delle idee”.

Periodicamente, si alternano convegni, presentazioni, serate a tema. Ottima ad esempio quella sul corpo 2.0 in cui l’immaginario (mentale e fisico) all’interno del virtuale viene presentato come “liquido immaginale” che prende  momentaneamente forma.

Nell’incontro emerge un concetto che è fondamentale: nelle Virtual World Platforms come SL, a differenza dei mass media, l’immaginario è vissuto e creato in prima persona e non meramente osservato da spettatore.

Possiamo sempre farci una passeggiata, come Lola86, e poi chiudere. Ma si sarà pur fatta un’esperienza reale, e su Nstreet si condividono esperienze.

È questo protagonismo dell’azione a fare di Second Life un successo? È questa promessa fallita ad averne fatto un flop rispetto ai social network, a Facebook in particolare, dove la vita virtuale è la vita reale, e  viceversa? Insomma, il cyber ha perso e ha vinto il social?

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Scritto da Daniela Ranieri

10 commenti a “Metamondi: come butta in Second Life”

  1. Daniela Ranieri scrive:

    Non è una cattiva idea, sai? Sai se è un plugin scaricabile? Va caricata su FTP, abilitata da back end di WP?

  2. Merlinox scrive:

    http://www.blogmagazine.net/online-blogmagazine-aprile-2009/
    ps: perchè non metti la notifica via email dei commenti :)

  3. Daniela Ranieri scrive:

    Uno spunto interessante su una cosa che ci ha fatto notare il nostro Mario Rotta: se carico un video di un’esperienza su Active Worlds o Second Life, al momento di scegliere la localizzazione, dove la localizzo?
    Nella mia stanza?
    O bisogna creare un’altra mappa?
    Ne parliamo domani su questi canali.

  4. Mario Esposito scrive:

    Scusate,
    ma stiamo cercando di caricarlo anche qui su
    Nstreet.

    @ Dario
    concordo al 100%, bravo! :)

  5. Daniela Ranieri scrive:

    @ Merlinox: certo, ci dai il link?

  6. Mario Esposito scrive:

    Vediamo se prende il video dell’incontro su Molotov Alva :)

    Incontro con Pier Giorgio Provenzano e Molotov Alva from MarioEs on Vimeo.

  7. E chi ti dice che Facebook è la vita reale… ? :-) La verità è che il Cyber e il Reale si mescoleranno sempre di più fino a diventare inscindibili, alla Johnny Mnemonics… Presto cliccheremo sui lampioni stradali e parleremo con i semafori… e se pensi che sia da pazzi, prova a guardare qualcuno parlare in aria e gesticolare per strada come se fosse posseduto solo perché ha un minuscolo auricolare bluetooth impiantato nell’orecchio… la follia ci aspetta, dobbiamo solo aprirle le porte ed abbracciarla… :)

  8. Non è il metaverso ad aver fallito, ma le aspettative che la gente si è fatta. È come con il web o l’ecommerce: ci creiamo false aspettative e poi ci lamentiamo se vanno deluse. SL è solo un esempio di un nuovo mondo di interagire in rete, un modo estremamente innovativo ma ancora ai primordi, come era il vecchio HTML 1.0. Con i metaversi si possono fare cose incredibili, ma sta a noi farle: la tecnologia in sé è solo un rendering tridimensionale delle nostre idee. Non è detto che il metaverso debba rappresentare la realtà: puoi entrare in un quadro di Dalì o in un canto della Divina Commedia, fare un viaggio allucinante nel corpo umano o dentro un transistor. Sta a noi imparare ad usare il 3D. Poi SL in sé è solo un esempio. Sarebbe come giudicare il web da un singolo sito…

  9. Zazie scrive:

    Le riflessioni che poni sono molto interessanti e attuali.
    A dispetto di chi giudica Second Life un mondo morto e sepolto credo invece, come dimostra questo post, che c’è sempre spazio per una riflessione approfondita sull’immediato passato perchè rivela inaspettatamente ciò che accade nel nostro presente “presentissimo”, vedi i social network.

  10. Merlinox scrive:

    Posso permettermi di consigliarti di leggere anche il mio articolo su Blog Magazine numero 2?


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