Mannarino – Roma, Auditorium, 5 settembre
Ieri sera l’esclusiva sala Santa Cecilia dell’Auditorium parco della Musica di Roma è un campo Rom del casilino.
Una baracca sopravvissuta alle ruspe con i panni stesi ad asciugare, un materasso gonfio di muffa, una poltrona claudicante, strumenti gitani appesi come quadri e un’enorme insegna del Bar della Rabbia.
Ufficiosamente questa è l’ultima data del tour, formalmente il vero finale sarà a Perugia il 9 settembre, data che merita l’organizzazione di pulmann speciali da tutta Italia per vedere questo fenomeno della musica folk.
Il pubblico dell’Auditorium inizia a chiamarlo alle 21:00 in punto, più volte, poi la sala rimane al buio e il boato è quello che può farti piegare le gambe se sei un’emergente. Invece Mannarino arriva sul palco sostenuto da “Le Cose Perdute”, “Svegliatevi Italiani” e “Osso di Seppia”, gli basta un piccolo gesto con le mani e le poltrone rosse rimangono vuote, tutti in piedi, tutti a cantare.
La sua sicurezza risiede nel carisma del romanesco, nella facilità con la quale racconta storie di sorrisi amari, così “Il Pagliaccio” ti devasta per quanto riesce a renderla emotiva, e l’inedita “Carcerato” ti stringe in quattro mura tra i pensieri di un detenuto che tutte le sere si racconta la favoletta del Re Bibbia innamorato della Regina Coeli.
Molto teatro, tanti personaggi, mille voci nella pasta rauca di Mannarino che chiude il set con un brindisi di “Elisir d’Amor” innaffiando di assenzio le prime file, poi scompare nella baracca sopravvissuta alle ruspe; la sala non ci sta, non vuole mandarlo via, lui non vuole andare via, quindi ritorna, per ben tre volte, sempre accolto da ovazioni per chiudere definitivamente con “Tevere Grand Hotel”.
Due ore di concerto con un solo disco nei negozi significa che hai tanto da dare, significa che abbiamo ufficialmente un nuovo eroe della musica d’autore, che Capossela non ha predicato invano, che il teatro canzone è vivo e vegeto, che il pubblico c’è e che il romanesco si è nuovamente riappropriato della poesia.
Questa la scaletta del concerto:
Intro
Le Cose Perdute
Svegliatevi Italiani
Osso di Seppia
Statte Zitta (inedito)
L’Amore Nero
Son Contento Perché (inedito)
Pagliaccio
Carcerato (inedito)
Scetate Vajo’
La Strega e il Diamante
Me So ‘Mbriacato
Tevere Grand Hotel
1° Bis
Onorevole (inedito)
Serenata Lacrimosa (inedito)
Fatte Bacià (inedito)
Il Bar della Rabbia
2° Bis
Gamberone (inedito)
Riviera (inedito)
3° Bis
Tevere Grand Hotel
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Se anche voi avete partecipato al concerto, pubblicate su questa scheda le vostre impressioni, i vostri commenti o le vostre foto; potreste diventare degli N-Players ufficiali e avere le porte aperte per altri concerti!
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Scritto da Fabrizio Galassi


@FocaLoca:
Si, purtroppo se vuoi rivivere l’esperienza ti rimane soltanto il 9 settembre, cosa che francamente merita.
Il concerto è stato davvero impressionante, una sicurezza e una spontaneità rara.
Ancora complimenti per Mannarino.
Ecco, come promesso il mio commento al grandissimo concerto di Mananrino di ieri sera. SPETTACOLARE!!! Bellissimo, mi sono emozionata moltissimo, non lo conosco da molto ma ho ascoltato il disco tutta l’estate e non sapevo che questa fosse una delle ultime date!!!!!!!!!!