Daniela: Ciao Vincenzo
Vincenzo: Ciao
D: Come stai?
V: Tutto bene e te?
D: Bene bene. Quando sei pronto per l’intervista dimmelo, io sono qui.
V: Controllo un secondo la posta elettronica e cominciamo.
D: Vincenzo De Luca, professione blogger. Da quanti anni sei un blogger?
V: Diciamo 1 anno in totale. Ho iniziato 2-3 anni fa, ma dedicavo poco tempo al blog. Dall’inizio di quest’anno scolastico ho intensificato la dedizione e la voglia di scrivere su di un blog. Dalla fine di dicembre gestisco il blog del giornale “studentesco”, e da lì poi tante altre esperienze da blogger.
D: Anno scolastico? Ma quanti anni hai Vincenzo?
V: Ho 16 anni
D: Ah! Quindi possiamo tranquillamente affermare che sei cresciuto a pane e pixel.
V: Si, sono cresciuto insieme al computer. E’ come un padre-fratello per me.
D: Come hai intrecciato la tua esperienza scolastica con la passione per internet?
V: Dato che la Rete è una fonte inesauribile di informazioni, qualsiasi cosa io cercassi ( ricerche, curiosità, approfondimenti, chiarimenti) la trovavo su internet. Ricordo che la prima volta che feci una ricerca su Wikipedia fu perché non avevo un’enciclopedia, non potevamo permettercene una grande, quindi mi “arrangiai” con internet.
D: Wikipedia come strumento di apprendimento e diffusione del sapere… Credi che i giovani come te facciano sempre più uso di Wikipedia perché permette di condividere il sapere o solo perché è più comodo rispetto alle modalità di studio tradizionali?
V: Purtroppo non tutti usano il libero sapere come si dovrebbe. Ci sono giovani, non so dire in che misura, che amano piattaforme come Wikipedia proprio per la possibilità di scambi culturali. Altri utilizzano Wikipedia, ed in special modo siti con appunti per studenti, per facilitarsi con i compiti, od addirittura scaricare versioni ed analisi già svolte. In quel caso si può apprezzare almeno l’impegno di aver fatto una ricerca.
D: Sappiamo che spesso in sede di esame molti studenti fanno uso del telefonino per scambiarsi soluzioni e idee… Tu credi che si debbano limitare questi usi oppure pensi che ci siano dei vantaggi nell’uso delle nuove tecnologie a fini didattici e per implementare le proprie competenze?
V: Sono d’accordo nell’utilizzo di nuove tecnologie per aiutare lo studio e lo scambio di idee. Io stesso utilizzo un registratore digitale durante le lezioni, così quando torno a casa posso riascoltare la lezione più complicata, o passarla ad un compagno che era assente. Il problema sta sempre nell’utilizzare la tecnologia con coscienza, al fine di incrementare il proprio rendimento, e non e non come escamotage per non studiare.
Bisogna anche stare attenti a non distrarsi, è un errore in cui si incappa molto facilmente, con l’internet soprattutto.
D: Sei su qualche social network?
V: Si, Facebook…
D: Per cosa lo usi?
V: Per conoscere persone con le mie stesse passioni, per organizzare eventi nella mia zona, per tenermi in contatto con i miei amici e per ritrovare vecchi amici di scuola. Ammetto però che lo utilizzo anche a fini propagandistici, se voglio far appoggiare qualche causa, qualche manifestazione o voglio far leggere un mio articolo ( o post), lascio il link su Facebook. E’ incredibile constatare quante persone ci vanno.
Facebook è come se racchiudesse l’essenza di internet: scambio culturale e pubblicità gratis. Il problema è che c’è sempre chi ne fa un uso scorretto. E’ inevitabile.
D: Ma siamo sicuri che hai 16 anni?
V: Certo, scansiono la carte d’intentità? Con il computer posso farlo.
D: Su che blog scrivi?
V: Il mio è gazzettadeglistudenti.wordpress.com, è quello che ho creato io, poi su altri ci scrivo, come blogolandia, quartiereponticelli.com e terradiconfine.wordpress.com
D: Che telefonino hai?
V: Ho un telefono con macchina fotografica e videocamera, ma economico, perché credo che da quando sono nati i telefonini-fotocamere l’informazione abbia raggiunto i massimi livelli (quasi). Ne ho anche un altro, un Nokia con lo schermetto in bianco e nero, utile per le telefonate e per i messaggi, nel caso in cui l’altro non sia “disponibile”.
D: Oltre a telefonare utilizzi quindi anche tutte le funzioni del telefono! Spesso si spendono molti soldi per l’ultimo dispositivo uscito per moda e al massimo si manda qualche sms… Che fine fanno le foto e i video che fai col cellulare?
V: Le scarico sul computer, e le scambio con i miei amici. Una volta, mentre tornavo a casa, mi sono imbattuto in un’auto in fiamme, grazie al telefonino ho avuto la possibilità di fare una fotografia, ed il giorno dopo l’ho messa sul blog, insieme al relativo articolo.
A volte, se incontro un amico per strada, o in una gita, ci facciamo una foto col cellulare, ed è bello poi rivederle anni dopo. Grazie al telefono con la fotocamera è possibile catturare quasi ogni istante di vita.
D: Le tue esperienze off line?
V: Off line intendi della vita quotidiana?
D: Sì
V: Tutto normalissimo. Sono fidanzato, esco con gli amici ( non tutte le sere perché devo anche studiare), vado a giocare a pallone, vado in giro tra casa di mio padre e mia madre, anche se in passato sono caduto nella trappola di intenet e del PC.
D: Cioè? ^_^
V: In passato, quando ero molto meno maturo, restavo tutta la giornata al pc, perso tra giochi e stupidaggini varie. Ora ho trovato il modo di integrare la vita reale alla “vita virtuale”
D: Ma allora sei un millennial! Ti senti di appartenere alla generazione Y?
(se non sai di cosa si tratta fa nulla, chiedimelo pure)
V: Assolutamente si, e ne sono fiero. Io nutro molte speranze nella mia generazione, perché con la tecnologia credo che possiamo dare una bella svolta al mondo.
( mi sono informato sul sito )
D: Grazie infinite Vincenzo, anzi Vincent! è il tuo nickname no?
V: Si, ormai è come il mio secondo nome.
Scritto da Daniela Ranieri


Mucio, grazie per le tue osservazioni di cui faremo tesoro. Purtuttavia, non ti sei chiesto se nelle intenzioni di “chi intervista” ci fosse per caso la volontà di far emergere proprio il fatto che l’intervistato fosse pienamente in possesso di tutti gli strumenti della comunicazione, nonostante la sua giovane età, che è la prima cosa che colpisce? I temi sociali di cui parli sono tutti molto interessanti e importanti, ma questo non è il luogo adatto per discuterne, te ne sei accorto? Ci interessa mappare la generazione, gli usi consapevoli che fa della tecnologia, il modo in cui fa esperienze on e off line (saprai cosa vuol dire, come lo sapeva benissimo Vincenzo che infatti ne ha sottolineato il significato proprio nel caso ci fosse qualcuno che non lo sapesse) e le condivide. Ogni altra considerazione è favorita dalla ipertestualità dei link di rimando, che le persone volenterose come te possono di certo verificare autonomamente.
Vorrei fare i complimenti a Vincenzo per la visione che ha di blog e tecnologia e davvero, se lo confronto con l’impressione che mi fanno i suoi coetanei che vedo in giro, mi fa ben sperare: forse i miei sono solo i pregiudizi di chi con il computer c’è cresciuto e “invecchiato”.
Ma se Vincenzo mi ha colpito per la dimestichezza che ha nel parlare di certe cose, che per lui, come per molti, sono vita quotidiana, lo stesso non si può dire per chi intervista, frasi fatte, espressioni preconfezionate, poco approfondimento. Un esempio:
D: Le tue esperienze off line?
V: Off line intendi della vita quotidiana?
A me sembra un dialogo tra persone che parlano lingue diverse.
“Oltre a telefonare utilizzi quindi anche tutte le funzioni del telefono!” Ma che sei scemo? a sedici anni non sa usare la fotocamera del telefono?
Hai un ragazzo di sedici anni che ti dice che si è “disintossicato” da videogiochi e internet e non gli chiedi nemmeno come e come ha avvertito il problema?
Ma soprattutto, e che cazzo, chi lo ha intervistato li ha letti i blog di Vincenzo? a un ragazzo di 16 anni che scrive di Ponticelli e di degrado nella periferia di Napoli perché non si è chiesto dell’altro, come vive il suo quartiere, la sua città, il rapporto con i suoi coetanei, se viene visto come uno sfigato e se si sente tale, se ha voglia di mollare, quali sono gli ideali e le persone che lo spingono ad andare avanti.
Generazione Y, Millennials, etichette. Il commento di Vincenzo è molto più denso e pieno di significato dell’intervista precedente, possibile che non si possa fare di più?
Bisognerebbe far leggere questo commento di Vincenzo ai nostri governanti, ai sociologi apocalittici, a chi tenta di limitare la rete a colpi di ddl “normalizzanti”. C’è più serietà, onestà, pulizia e consapevolezza in queste poche righe che nei mille discorsi della politica che non capisce e criminalizza Internet
Ringrazio infinitamente Cinzia, Daniela ed Eugenio per i complimenti ^_^
Non avete idea di quanto mi facciano piacere e del bene. Io non ho nessuna particolarità, sono stato semplicemente fortunato, e credo di aver imboccato la giusta strada, ma non basta ancora. So di quanto devo fare, tantissimo, per poter davvero essere contento (Eugenio ha ragione, ci sono parecchi errori, ma non mi dispiace mai di accorgermene, cerco sempre di evitarli la seconda volta).
La mia fortuna sta nel vivere in una famiglia (per quanto distrutta e travagliata) con delle tristi esperienze, che mi hanno dato tanti insegnamenti. Il mondo intorno a me non è meglio, vivo in un quartiere altamente degradato di Napoli, Ponticelli, e qui la criminalità è ai più alti livelli, visibile e opprimente. Spesso, a causa del mio cognome, vengo scambiato per appartenente ad una famiglia camorrista. Devo ammettere che se non fosse stato per il PC e per internet ora potrei essere anche io lì in mezzo. E’ questa la differenza fra “noi” e “loro”.
Non so quanto sia giusto identificare la generazione Y attraverso i loro esponenti “buoni”. In ogni caso, se riusciremo davvero a cambiare il mondo, è anche grazie alle precedenti generazioni, che, con i loro errori, ci hanno dato insegnamento.
Tornando al realismo, sono in maggior numero i ragazzi che non utilizzano internet nel giusto modo. Io, intanto, sono contento di noi Millennials, poi il resto si vedrà…
Buon lavoro!
Vincenzo De Luca Bossa
Esiste una generazione X/Y?
Davvero complimenti a Vincent e tutta la generazione Y!
Io temo di rientrare in quella X se non anche prima, tipo W ….
Incredibile che sia così attivo in first e second life e non solo, a soli 16 anni è anche riuscito a maturare un equilibrio senza esagerare stando sempre attaccato al pc!
E’ vero ha impressionato anche noi la passione e la consapevolezza con cui Vincent gioca, studia, si relaziona, si informa, impara, condivide, socializza su Internet. Che sia davvero questo il punto di svolta della cultura contemporanea? Non sarà mica la rete, riempita di risorse condivise, di saperi wiki, di convergenze e connessioni continue, di relazioni amicali che simoltiplicano anche nell’off line, la scuola del nuovo Millennio?
Complimenti a Vincent. Leggendolo è veramente incredibile che abbia 16 anni. Sono andato a leggere i post che scrive sul blog “La Gazzetta degli Studenti” e sono colpito dal senso civico e critico dei testi (anche se a volte un pizzico di giovinezza emerge su alcuni luoghi comuni).
Effettivamente questa generazione, almeno la parte con un cervello funzionante, è molto più avanti della nostra.