Su Nstreet le strade d’Italia parlano internazionale.
C’è Torino, percorsa e videografata da cris@ns e richiferrero.
C’è Milano, attraversata, criticata, quasi amata da alice23. Poi c’è Roma, multiforme, sfuggente, sporca, contraddittoria e bellissima.
La cosa positiva è che non sono più solo le campagne delle isolate province italiane o le sterminate periferie della grandi città ad essere considerate brutte. Gli interventi cosiddetti di riqualificazione artistica, su tessuti urbani già pieni di storia, fanno storcere il naso a parecchi.
Ricordate la vicenza del progetto Meier all’Ara pacis di Roma? O avete presente l’Ago, Filo e Nodo di Claes Oldenburg nella piazza della Stazione di Milano Cadorna?
La città contemporanea è mutante, si riempie di vuoti e si lascia attraversare da ambienti vuoti, come scavi, cantieri, buchi da cui si respira l’odore dell’aspetto futuro.
Concentrazione e decentramento, paura e attrazione metropolitana, congestione, stratificazione e liberazione di grandi spazi: tutto questo concorre a creare ambienti mutanti, attraversati dal consumo e dai ritmi metropolitani.
Nelle loro differenze, costruite su storie economiche e sociali profondamente diverse, le metropoli italiane si portano addosso, dentro, una volontà di cambiamento che è evidente nell’architettura, negli interventi fisici, architettonici e artistici, e in quelli immateriali, come gli eterni lavori in corso che ne determinano l’usabilità, come la pubblicità che le invade, e come tutti i segnali e i simboli che definiscono l’identità delle città e che gli abitanti condividono.
Città lineari, o ortogonali, come Torino, città a rete come Milano, città diffuse come Napoli o città location come Roma: su Nstreet si sta componendo un mosaico sempre più articolato dell’aspetto di queste città e dei loro punti focali.
Ma sono gli eventi che fanno le città, che ne definiscono le biografie e le traccibilità. Si farà l’Expo del 2015 a Milano? Come è cambiata Torino dopo le Olimpiadi? E Roma com’è, è eterno cantiere?
Che ne pensa la nostra cris@ns? L’abbiamo raggiunta via mail mentre viaggiava col Freccia Rossa:
Ciao Daniela, la “tua” Torino… città operaia, Torino città della FIAT, Torino grigia e buia, Torino città dei turni di notte alla catena di montaggio. Nel 1998 la FIAT sta fallendo, la città deve inventarsi un nuovo destino. Ricchissima di monumenti storici e musei di grande valore, posta in una posizione privilegiata tra le Alpi, il fiume e la collina, Torino sceglie il suo futuro che sarà: arte-cultura-turismo.
Sull’onda di altri fenomeni simili Seattle, Barcellona, Glasgow, Bilbao in pochi anni la città si trasforma sotto gli occhi dei suoi abitanti ancora oggi increduli. Il quadrilatero romano e i Murazzi del Po da luoghi di massimo degrado diventano il centro di una movida vivacissima.
Nasce “Luci d’Artista”, ogni anno sculture luminose di artisti importanti vestono la città di luce, la manifestazione sarà poi replicata da numerosissime città di tutto il mondo. Musei e monumenti storici vengono restaurati, illuminati e finalmente aperti al pubblico.
In breve tempo nascono ristoranti, locali notturni e le strade della città, un tempo deserte, vengono invase fino a tarda notte da migliaia di persone.
Intanto un’immigrazione straniera massiccia e variopinta viene presto assimilata, come in ogni “città operaia” abituata ai flussi migratori, portando con sé un forte contributo di nuovi colori, suoni e sapori. La città si scopre multietnica.
È così: la topografia si è tanto trasformata che, anche in una città monumento come Roma, un tempo percorribile se solo si seguivano le sue tracce eterne per orientarsi (il Cupolone per andare a Nord Ovest, l’altare della Patria per andare verso via del Corso, il Colosseo per andare alla fermata della metro “Colosseo”) ora c’è bisogno di una voce sintetica che guidi l’andare.
Il navigatore, software agganciato a un satellite che fa tutt’altra strada, è divenuto compagno al quale demandiamo il riconoscimento delle strade, alcune delle quali vietate in un senso, altre chiuse, altre percorribili sono in certi giorni, in cui tracciamo le nostre esperienze.
Raccontatecene quante più possibile, vogliamo mutare insieme alle città che mutano.
Scritto da Daniela Ranieri



Paesaggi urbani in continua mutazione : sempre meno metropoli moderne e postmoderne, e sempre più città-cervello…..