It’s not only Rock’n’Roll, Baby!
Ovvero non si vive di solo rock. O non ci si esprime… di solo rock. La mostra racconta espressioni artistiche di musicisti e cantanti rock, diverse dalla musica. Un viaggio nella lirica di dodici cantanti, icone sulla scena rock internazionale: Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherty, The Kills, Herman Dune.
La mostra nasce dal desiderio di far conoscere le opere di personaggi nati artisti prima che rocker. Nelle opere di arte visiva è riconoscibile la lirica, l’impronta tipica della loro produzione musicale. Tra i pezzi più curiosi, i dipinti fatti col sangue di Pete Doherty, le polaroid intime in bianco e nero di Patti Smith, i collage di Antony.
La prima edizione della mostra si è svolta, con grande successo di pubblico e di critica, al Bozar di Bruxelles nel 2008. Come a Bruxelles con un autore belga, anche la mostra alla Triennale a Milano è stata arricchita dalla presenza di un artista italiano, Andy dei Bluvertigo.
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It’s not only Rock’n’Roll, Baby!
A cura di Jérôme Sans
Triennale Bovisa
24 giugno- 26 settembre 2010
La mostra è stata promossa e prodotta dalla Fondazione La Triennale di Milano
con la collaborazione di 2Roads



Guardando al rock e all’arte da un punto di vista inedito, la mostra “It’s not only Rock ’n’ Roll, Baby!” narra la storia di quei musicisti rock che si sono espressi anche attraverso le arti visive. Si tratta di una collettiva in cui si espongono opere create da dodici artisti alcuni dei quali icone sulla scena rock internazionale: Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherty, The Kills, Herman Dune.
L’obiettivo che la mostra si pone è quello di esporre le opere di quei musicisti che sono nati artisti prima di darsi al rock; presenta un aspetto centrale della loro attività artistica, seppur sconosciuta rispetto ai loro successi musicali. I musicisti scelti ci dimostrano che le due forme di espressione – il rock e l’arte – sono inestricabilmente legate tra loro. Tutti gli artisti presentano un proprio specifico linguaggio formale. Ci sono, tra gli altri, i dipinti fatti col sangue di Pete Doherty, le polaroid intime in bianco e nero di Patti Smith, i collage di Antony.
La prima edizione della mostra si è svolta, con grande successo di pubblico e di critica, al Bozar di Bruxelles nel 2008.
L’iniziativa milanese ne rappresenta un continuum ideale, orientato a riproporre i medesimi meccanismi che hanno contribuito al suo successo.
Come a Bruxelles con un autore belga, così la mostra in Triennale Bovisa sarà arricchita con un artista italiano, Andy dei Bluvertigo.
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Scritto da Federica Bianchi


