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Io Dissuado e creo percorsi laser

lightlane_laser

Due modi, entrambi creativi ed originali, per porre l’accento sul tema della sicurezza stradale, due approcci completamente diversi uniti nella volontà di non creare allarmismi ma di superarli, che si integrano magicamente dentro Nstreet, la piattaforma delle strade che si incrociano mischiando esperienze condivise.

“Io Dissuado” fa parte della Fondazione Ania per la sicurezza stradale. Il progetto (qui lo spot) rientra in una campagna che ha l’obiettivo di “dissuadere” gli automobilisti da comportamenti scorretti, come l’alta velocità e l’alcool (vedi il video L’alcol au volant)

Nell’ambito della campagna è stato organizzato un incontro, a metà tra il flash mob e il sit in (o lying in, vedendo l’avatar del gruppo): l’11 ottobre prossimo, alle 9.30 in via dei Cerchi a Roma, si formerà la più lunga e simbolica catena di “dissuasori di velocità”, cone performance musicale di Eugenio Finardi e Max Gazzè.

Chi volesse partecipare all’evento e dissuadere può registrarsi sul sito www.iodissuado.it, ed è invitato a caricare su Nstreet il report video (non abbiate paura di fare video troppo user generated: basta dare un’occhiata i miei della Manifestazione per la libertà di stampa per farsi coraggio)

LightLane Bike invece è un progetto di Altitude (di Alex Tee e Evan Gant) nato a Boston per promuovere il noleggio di bicilette.

Dal momento che non ha vinto la gara, si è pensato di sviluppare la sua forza laterale: un progetto di alto design tecnologico capace di ridisegnare i percorsi urbani.

Con LightLane ognuno può creare sulle strade che percorre una propria pista ciclabile.

Funziona così: un proiettore posizionato sulla canna della bici disegna per 3 ore filate un percorso dedicato ed effimero per pedalate notturne.

I vantaggi in termini di sicurezza sono chiari, ma c’è anche un messaggio di creatività politica ed ecologica in questa idea: il ciclista è immerso in una pista virtuale visibile anche a distanza, dentro la quale proietta non solo un margine laser di percorribilità, ma anche il suo bisogno di vivere la città in modo sicuro e autonomo, nel rispetto, s’intende, delle piste laser degli altri.

Dissuadere e proiettare, dunque, come metodi inediti per vivere le strade del mondo.

Iodissuado_locandina

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Scritto da Daniela Ranieri

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