Cosa fanno con Internet i giovani e i giovanissimi è uno degli argomenti preferiti dai non giovani.
Tutte le politiche repressive si basano sull’ipotesi apocalittica: la rete alimenta gli istinti criminali, incoraggia gli scambi di identità, aiuta chi copia le versioni di latino, consente lo sviluppo di personalità devianti tese all’inganno e al raggiro della categoria indifesa dei minori.
Inoltre, se si è dei potenziali terroristi su Internet si trovano indirizzi e form di iscrizione per campi di addestramento, e se si è dei bombaroli in rete si trovano istruzioni dettagliatissime su come costruire ordigni micidiali utilizzando sapone di Marsiglia e qualche altro ingrediente facilmente acquistabile al minimarket sotto casa.
Quanto valgono queste preoccupazioni? I giovani (categoria sfuggente di per sé) sono davvero così ingenui o così male intenzionati? Hanno davvero bisogno di chi li aiuti a colpi di leggi restrittive ad uscire di casa e a costruirsi relazioni fisiche a scapito di quelle guidicate irreali della socialità on-line?
Le leggi che ignorando le potenzialità positive di Internet impongono giri di vite sull’uso e sui contenuti veicolati attraverso la rete vengono oggi messe fortemente in discussione, tanto da essere bloccate a livello istituzionale e col furor del popolo della rete (vedi la legge Hanopi, ora bocciata in Francia).
Stasera, a Codice Internet, si parla proprio del rapporto tra Internet e giovani generazioni.
Visto che alla luce delle proposte anche in ambito politico si ha la sensazione che il nostro Paese sia ancora in una fase di alfabetizzazione informatica, Codice Internet si propone fin dalla sua nascita di “divulgare la rete in Italia”.
Per Nstreet, che ha proposto per stasera un proprio panel di discussione, quello tra giovani e Internet è un rapporto di utilità e di costruzione di orizzonti cognitivi, sociali, culturali e professionali. Come recita l’introduzione al programma di qusta sera, “Distriscarsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e variegato, gestire i propri contatti, il proprio tempo libero, dare sfogo alla propria creatività.
Internet permette ai giovani e ai giovanissimi di accedere ad un mondo di informazioni e servizi vastissimo.
Social network e siti di recruitment online sono solo alcuni dei siti maggiormente frequentati dalla fascia giovane degli utenti della Rete, da sempre la più attiva nelle attività di condivisione e creazione del contentuto”
E voi come la pensate riguardo Internet e giovani? Il sito di Codice Internet ha aperto una sezione di discussione libera in cui proporre il proprio tema di discussione con tutti i materiali che si intende portare all’attenzione. La promessa è che i contributi migliori verranno mandati in onda durante la serata.
Domani vi sapremo dire.
Scritto da Daniela Ranieri



Come al solito, in Italia, ad occuparsi di problemi o presunti tali, riguardanti una determinata categoria, sono sempre persone che non hanno molto, o niente, a che fare con quella categoria o capiscono molto poco del problema che dovrebbero risolvere. Io mi trovo in quella fascia d’età che è nata senza pc e si trova ora a gestire, “condividersi”, sul web 2.0, e non mi sembra che la maggioranza dei più giovani sia chiusa in buie stanze, a cercare di entrare in campi di addestramento per terroristi o a costruire bombe “fai da te”. Mi sembra piuttosto che molti usino il web per approfondire conoscenze, per restare in contatto, per divertirsi. Negli anni ’80, nel pieno del periodo di maggior escalation del terrorismo in Italia, il web non c’era, ma chi voleva entrava comunque in quel giro. Quindi?
Non sarà forse che una generazione che non conosce internet, si è fatta sovrastare dalla paura dell’ignoto e, attribuendogli colpe scaturite dai suoi timori, prova a porre dei freni? Perchè non proviamo a dare, sull’argomento, la parola ai diretti, e futuri, interessati, quella generazione che con il web ormai ci vive?