Cineserie, si dice quando si ha a che fare con oggetti inutili, strani, non necessariamente cinesi. il termine si è esteso poi, anche, ad aspetti dello stile di vita che si giudica eccentrici e un po’ lezzosi. In realtà, questo come gli altri termini che parlano di un’alterità geografica e culturale senza approfondirla, sono termini occidentali, quindi legati allo stereotipo che l’Occcidente si fatto dell’Oriente. “Orientalismo“, si chiama questo fenomeno, ed è indubbio che la fa da padrone nelle immagini che “noi”abbiamo del mondo non occidentale, identificato semplicisticamente con un indifferenziato “Oriente”.
Stoffe, arredi, luci, atmosfere, tappezzerie, oggetti d’uso quotidiano, tutto ciò che sembra “etnico” attira le attenzioni di gran parte di questo emisfero fin dal medioevo, da quando sono cominciati i grandi viaggi, e prosegue oggi portato dalla corrente della globalizzazione.
Il Giappone è l’ultima scoperta dell’Occidente quanto a gusto, stili di design, gastronomia, arredo di locali. I ristoranti giapponesi, con la loro reputazione di luoghi dove il cibo è sano, l’ambiente rilassante e curato, l’esperienza unica, esercitano una fascinazione estetica in continua crescita, nonostante tutti sappiano che sono cari e che spesso sono cinesi (orrore! L’involtino primavera in versione salutista) riconvertiti.
I sushi bar, completi di nastro come nei cartoni animati della nostra infanzia, spopolano nelle città italiane, tanto che la loro apertuta può essere un metro per valutare quanto una zona sia in crescita in termini di scelte di consumo e di tipo di popolazione (giovane, trendy, creativa, alto livello di scolarizzazione).
Abbiamo interpellato i nostri Nseeker, girovaghi cronici, spendaccioni per dovere, due dei quali armati di bacchetta e telefonino tutti i giorni, e abbiamo chiesto loro quali sono le tendenze in tema. È sorto prima un dibattito se fosse più di tendenza il Kebab o il sushi. Stabilito che lo sono entrambi ma che solo il sushi è cool, abbiamo cercato di capire in cosa risiede il fascino del bocconcino di riso, oltre alla piacevolezza del suo sapore (che il 45% dei nostri intervistati giudica non fantasmagorico e comunque “di gran lunga inferiore a quello della amatriciana”) e oltre la pubblicità gratuita e retroattiva, che ognuno di noi ha incubato, fatta dai cartoni animati.
Sembra che la sushi box in certi ambienti stia sostituendo il pranzo al sacco dell’italico impiegato: è il non plus ultra dei creativi, dei single con casa-location Ikea, delle fashion addicted. L’aperitivo sushi richiede una ritualità e un approccio che non hanno nulla a che fare con il vago senso di fila alla Caritas in versione cool dei “nostri” happy hour.
Dall’amore per la cucina fusion, che è decisamente decaduto negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una crescita esponenziale del consumo della cucina giapponese, che da gastronomia di lusso si è estesa a tutta la popolazione in concomitanza con un abbattimento dei prezzi e con una pubblicità fatta di passaparola. D’altronde, sempre annabaiocco ci ha portato in giro per il mercatino giapponese che si tiene al Pigneto ogni terza domenica del mese. Giapponeserie?
Siamo troppo di parte in redazione, e il nostro pranzo, una volta al mese, si tiene in un piccolo ma famoso ristorante di Roma, giapponesegiapponese. Ma non disdegnamo la versione globalizzata, quella che si vende al supermercato, e forse non dovremmo in questo momento di crisi mondiale e in un’ottica di risparmi energetici.
Scommetteremmo che la prossima tendenza sarà l’India di Bollywood, lanciata anche da film come Monsoon Wedding e The Millionaire, ultimo vincitore dell’Oscar.
Scritto da Daniela Ranieri


Che l’occidente da sempre abbia avuto un certo fascino per l’esotico è cosa nota. Ma perchè proprio adesso questo boom del sushi in Italia? A causa, o per fortuna della globalizzazione gastronomica anche la nostra solida tradizione culinaria si apre, dopo il cinese, l’indiano e l’arabo anche al giapponese,caro, raffinato e soprattutto sano. L’ equivalenza tra giapponese e sushi non è casuale e rientra perfettamente nel trend tutto contemporaneo della cura del corpo, del mangiare sano e sentirsi in forma. Cosa c’e di più sano di un sushi box comprato al supermercato per il pranzo o di più cool di un maki accompagnato da un ottimo mojto (che non è proprio una tipica bevanda giapponese!!!!) negli aperitivi più ” trendy” delle varie città?
LO aspettiamo, è di grande interesse. Abbiamo il sogno di collezionare spaccati di infiniti ambienti, di provincia o metropolitani, divisi a seconda dei temi che trattiamo. Hai presente la Biblioteca di Babele? ^_^ Questo sul sushi è un thread che può avere molto seguito: a chi non piace?
Non so quanto si possa parlare di moda, nel mangiare sushi, visto che necessita a mio parere di una certa predisposizione, premesso che io lo adoro e che sono molto vicino al giappone per altri motivi religioso-filosofici. Certo è che il facino dell’oriente, come giustamente dice Daniela, ha sempre coinvolto i popoli occidentali, anche se attualmente credo ci siano almeno due categorie di “orientalizzati”, quelli che cercano di approfondire, capire e quelli che, invece, si lasciano colpire dalle “cineserie” o mode più o meno etniche. Tornando al discorso “alimentare”, certo ha molto più successo “il giappponese” che il kebab, anche per un fatto di ambiente e presentazione delle portate. Ho saputo che qui a Rimini ha da poco aperto un sushi bar, gestito da giapponesi, e non cinesi come spesso accade. Spero presto di poter apportare qualche contributo visivo a riguardo.
Adoro il sushi!
e vorrei che fosse più a buon mercato come lo è, mi si dice, in America.
Sicuramente parte del successo è dovuto al modo elegante e raffinato con cui il cibo giapponese viene presentato.
Per i “Japan’s addicted” della pausa pranzo c’è il Bento Lunch Box, http://www.o-bento.net/bento.html
very cool!!