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Il Cosplay della Storia

Questo ancora si doveva vedere. Sempre in tema di Roma come metropoli che è diventata location, in occasione del Natale di Roma si è assistito a un vero trionfo della pop storiografia. Nella settimana della cultura, con musei e luoghi d’arte aperti e gratuiti, la vicenda dei due gemelli allattati dalla lupa, l’atmosfera preincendiaria dei Fori, e tutto il parafernalia dello stile imperiale, compresi calzari, corazze, loriche, scudi e, per le donne, tuniche da vestali piace da 2762 anni, quindi nihil novi. Però sarà perché quest’anno ci siamo andati, e forti di tutte le esperienze che stiamo facendo anche con i nostri Nseeker, non abbiamo potuto fare a meno di notare delle similitudini tra queste celebrazioni tradizionali e i più contemporanei Cosplay di origine giapponese. Che la Storia venga trattata come un fumetto non è un’idea nuova ma finora era legata per lo più a un intento divulgativo e didattico. Quello che stupisce è che i modi di vivere e far vivere la storia si conformano a quelli in cui si vive e si fa rivivere i mondi dei fumetti.

Gli ultimi due post di Nstreet sembrano legati in un modo che non può essere casuale: in giro per Roma in questi due giorni, abbiamo assistito a qualcosa che non aveva a che fare tanto col carnevale quanto con il gioco di ruolo delle sottoculture pop, in cui i personaggi della romanità (così come veicolati dal serial Rome, dal film Il Gladiatore e dai documentari televisivi) si stagliavano in tutta la loro potenza di fiction sullo sfondo reale delle rovine della romanità, in un gioco di riflessi in cui lo specchio, più che uno specchio, era uno schermo. Al contrario del carnevale, non si sono indossati semplicemente dei costumi: quello di Roma Imperiale è un dress code, che ha coinvolto i partecipanti come se fossero in una serata a tema di un locale. Fra la performance della storia e la Storia con la sua fisicità in rovina, si è inserito lo screen: la maschera, tipica di quei momenti che l’antropologia chiama “liminoidi”, si è trasformata in animegao, icona pop, faccia di anime, imago che non è stata tramandata attraverso il documento, ma ri-costruita nel tempo attraverso i media, il cinema, il fumetto, i souvenir, le comparse di Via dei fori imperiali, le foto coi turisti. La stessa città, si è trasformata in questi giorni in un macro-set ricalcato sui modelli di quelli di Cinecittà che a loro volta cercano di imitare quelli reali.

Ecco un video bellissimo di Viralavatar su uno degli eventi che hanno contraddistinto questo che, non a caso, da Natale (nome impegnativo e sacro legato a una nascita che non è durata 7 giorni) è diventato “compleanno”, come di qualcuno che si conosce, o di un logo. Il logo Roma.

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Scritto da Daniela Ranieri

Un commento a “Il Cosplay della Storia”

  1. Zazie scrive:

    Sono felice di questa iniziativa.
    Sarà perchè è la mia città, sarà perchè la storia di Roma mi è sempre piaciuta, ma comunque ho sempre apprezzato il lato pop e finzionale della storia antica che il cinema ha saputo riconsegnarci.
    Hollywood l’ha sempre capito e saputo, magari possiamo farci insegnare dagli americani come fare per far rivivere la storia gloriosa e spettacolare della nostra Roma… e non solo di quella antica.


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