“Server overloaded, too many people are making love right now”
Dal sito I just made love!
La mappa è il nuovo orizzonte della condivisione. Non servono solo a dare indicazioni stradali: suggeriscono itinerari mentali e immaginari, e tengono traccia di tutte le nostre esperienze, fisiche e non.
Cosa mancava nel novero della done list dell’epoca Wiki? Dopo i matrimoni al buio sanciti da fedi di pixel, e dopo la sepoltura solenne dentro pacchetti di bit, l’ultimo dei tabù è stato infranto.
Non sappiamo se banalizzato o semplificato al suo ennesimo succo, quindi elevato a puro pour parler: I just made love! permette a tutti di marcare sulla nuova mappa universale le locations dei propri incontri sessuali.
Un altro modo di costruire comunità: gruppo di circa 12 milioni di persone che, dopo aver fatto la propria esperienza elettrizzante, hanno contribuito alla crescita di una mappa del sesso, consultabile anche a posteriori da chi volesse trarre spunti.
Ma non solo: su I Just Made Love! si può specificare se l’incontro è avvenuto all’aperto o al chiuso, e scegliere tra una gamma base di posizioni, assunte da due pupazzetti, uno rosa uno blu.
Non è chiaro ancora se inquadrare la scelta degli omini come uno scivolone etero-centrico o una citazione ironica dell’erotismo tradizionale che viene, per così dire, contraddetto dalla possibilità data a qualunque tipo di coppia (etero, omo, trans) di aggiungere il proprio tag.
Se in epoca analogica ci si lanciava al massimo in suggerimenti musicali del genere di quello degli Stadio (Dove si va a far l’amore dove si va con un sorriso hai detto al cinema no al mare è meglio di no allo stadio però c’è un concerto rock), oggi a vedere la mappa e il suo popolamento in termini di sex-tag nell’arco delle ultime 24 ore dà un senso di delicata leggerezza, senza voyuerismi e pruderie, ma con un’ironia disincantata sulle possibilità del web di creare socialità inedite, istantanee, esperienziali.
L’idea è vincente, accattivante e semplice: niente a che vedere con la complessità perversa e ipnotica della Human Sex Map (intesa come mappa di tutti i comportamenti sessuali più o meno popolari) disegnata da Franlin Vieaux.
Un’idea: tridimensionare i sex-twitter, e usando le nuove mappe Ovi di Nstreet fare un video del luogo (o del complemento d’arredo) che ci ha reso felici insieme a un’altra persona, con la possibilità in più di aggiungere una musica, di ricostruire la location, di suggerire con la luce un’atmosfera che restituisca la magia dell’incontro e non solo la sua informazione.
Chi comincia?
Scritto da Daniela Ranieri


