Happy Birthday Doctor!
Avere cinquant’anni e non sentirli. O magari sentirli tutti. Compiono mezzo secolo gli anfibi più famosi del mondo, ideati per la guerra e indossati poi da operai, skins, mods e punk, più una serie indefinita di ragazzi di ogni luogo e generazione.
Pochi colori all’inizio, tinte fluo e pattern di ogni genere adesso, dai fiori allo scozzese. Gli scarponi sono gli stessi, è cambiato sicuramente il contesto: non scandiscono più il passo di protesta come una volta.
Le scarpe dei ribelli hanno il loro momento di gloria grazie a Pete Townshend degli Who che eleva la scarpa a simbolo. Poi è l’ora degli skins, che si sentono rappresentati dalla resistenza e l’essenzialità dei Dr Martens: teste rasate, bretelle, camicia, la divisa della working class veniva completata dagli anfibi, simbolo dell’orgoglio operaio.
Dr Martens = Skins = estrema destra: un’associazione che a molti non va giù. Si trova quindi una soluzione per dissociarsi: stringhe bianche per la destra, rosse per la sinistra. Dr Martens e politica, e musica, e sport. Dr Martens e risse. Ora non è più così, l’anfibio calpesta le passerelle ed appare sempre più glamour, griffato, glitterato.
Per i cinquant’anni l’azienda ha deciso di festeggiare in grande: dieci videoclip per dieci artisti diversi a cui è stato chiesto di interpretare dieci canzoni che rappresentino lo spirito di chi veste i Dr Martens. Online sul sito ufficiale potete vedere già i primi tre (Noisettes, The Duke Spirit, DāM-FunK) mentre i successivi verranno lanciati nei prossimi mesi.
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Nate per i soldati, passate agli operai, poi cult per skins, mods e punk
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Scritto da Federica Bianchi


