Partiamo con degli stereotipi.
I napoletani hanno estro e creatività.
I napoletani hanno grande inventiva.
I napoletani sono maestri nell’arte di arrangiarsi.
I napoletani sono tutti mariuoli.
Analizziamo, adesso, un napoletano che negli ultimi anni sta diventando famoso (o famigerato?) nel mondo della street art, Augusto De Luca aka Graffiti Hunter.
Estro e creatività non gli mancano: fotografo professionista dagli anni ’70, ama sperimentare tecniche e materiali. Ha esposto praticamente ovunque ed ha conosciuto personalmente Warhol, Rauschenberg, Beuys e Keith Haring.
E’ proprio l’incontro con Haring a farlo appassionare ad avvicinarlo al mondo della street art.
Leggiamo in una sua intervista su Ziguline: “Mi affascinava quel suo tratto semplice, preciso e allo stesso tempo geniale. A partire dal 2005, dopo aver trascorso alcuni anni a Roma, tornato a Napoli, mi sono accorto che sui muri della città c’erano tanti pezzettini di carta colorati che mi ricordavano le opere di Haring, Ronnie Cutrone e Kenny Scharf. Ne sono stato subito colpito. Avevo sempre avuto la tentazione di prenderli. Io ancora non sapevo nulla di questa “Street Art”. Non sapevo bene cosa fossero questi disegni, immaginavo che fosse opera di ragazzi, ma non sapevo che si trattasse di una specifica corrente artistica“.
Inventiva e “mariuolaggine” lo spingono all’azione.
“Cominciai a raccoglierli perché mi piacevano e perché in questo modo sapevo di poterli preservare dall’usura dello smog e della pioggia che col tempo li avrebbe rovinati. C’è da dire che quando li staccavo erano già stati affissi da un po’ ed erano già consumati. Aggiungo anche che a riprova della mia sensibilità per l’arte, quando qualche sticker non si staccava, io lo riattaccavo per bene, evitando che si rovinasse prima del tempo. Da quel momento con la mia compagna Nataliya prendemmo l’abitudine di andare “a caccia” in giro per la città muniti di uno scaletto. I primi due stickers che ho preso erano due paperi di Kaf. Molti pezzi li ho poi restaurati nel vero senso della parola. Spesso ricoloravo le parti mancanti o rovinate con la stessa vernice. E così ho raccolto un buon numero di pezzi a testimonianza di un preciso periodo storico della Street Art Napoletana.”
Nasce, così, la favola del graffiti hunter (così ribatezzato da un giornalista de “Il Mattino”) napoletano.
La sua casa è ormai un vero e proprio museo, baluardo di un’arte altrimenti destinata a breve vita.
Ce ne fossero altri di mariuoli così!
Scritto da Francesco G. Caolo




C’E’ DISINFORMAZIONE IN TUTTO ….CONVIENE ?….O….E’IGNORANZA ?….
AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA
Grazie per la preziosa aggiunta Augusto! E ancora complimenti per la tua geniale iniziativa.
La “street art è poesia”, ne siamo da sempre convinti anche noi, per questo cerchiamo di dare spazio a questa forma d’arte.
Col tempo, saranno sempre più numerose le persone che impareranno a distinguere le orribili e inutili scritte dalla street art.
Non pensi, però, che la colpa di questo scetticismo verso la street art sia da ascrivere anche ai mass media che, troppo spesso, hanno generalizzato di tutto sotto l’etichetta di “graffiti”, o ai politici che, allo stesso modo, hanno demonizzato i ragazzini autori di “T.V.T.B.” al pari di veri street artists?
Ci tango a precisare che sto portando (con internet) le immagini dell’OPERAZIONE accompagnate da uno scritto,nella casa di molta gente. Fino ad oggi (e sono solo all’inizio) ho contattato tra myspace,facebook,ecc, piu’ di 25.000 persone.
QUESTO E’LO SCRITTO :
THE WORLD OF STREET ART REVEALED TO EVERYBODY : “L’ARTE NON HA ETICHETTE O BARRIERE . IL MIO E’ UN GESTO D’AMORE VERSO OPERE DESTINATE INEVITABILMENTE ALLA DISTRUZIONE ED E’ UNA PERFORMANCE . LA PERFORMANCE PROVOCA CONTRO SCHEMI E REGOLE , E’ QUESTA LA SUA FUNZIONE ; SE C’E’ SOLO CONSENSO LA PERFORMANCE NON E’ RIUSCITA . LA GENTE VEDENDO CHE STACCO LE OPERE DAI MURI SI INCURIOSISCE . E’ QUESTO CHE VOGLIO . I GRAFFITI VANNO VALORIZZATI , E’ IMPORTANTE CHE SE NE PARLI , PROVOCARE SERVE A QUESTO . E’ IMPORTANTE CHE CHI PASSA IN STRADA LI RICONOSCA , LI APPREZZI E NON LI CONFONDA CON QUALUNQUE STUPIDA SCRITTA . LA MIA PERFORMANCE VUOLE EVIDENZIARE QUEST’ARTE SOMMERSA . QUESTA E’ UN’OPERAZIONE ARTISTICA MA ANCHE E SOPRATTUTTO POPOLARE : PORTARE CON INTERNET L’ARTE , LA STREET ART , NELLA “CASA”DI TUTTI ; CIOE’ FARLA CONOSCERE ALLA MASSA . LA GENTE LA IGNORA O LA DISPREZZA E IL MIO ESPERIMENTO FA DISCUTERE . PARLARE DELLA MIA PERFORMANCE SIGNIFICA PARLARE DI STREET ART . IN UN MOMENTO “CRITICO”PER QUESTA FORMA D’ARTE , CREDO CHE SIA LA RISPOSTA GIUSTA PER VALORIZZARLA E PROMUOVERLA . LA STREET ART E’ POESIA” . AUGUSTO DE LUCA
http://www.myspace.com/augustodeluca