Nstreet è attenta fin dalla sua nascita alle esperienze legate all’innovazione. Insieme allo speciale su Frontiers09, all’interno della piattaforma si trova una delle schede più importanti sul tema dell’Innovazione di tutta la rete: l’approfondimento di interviste legate all’evento di Barcamp innovatori, una conferenza, come si legge sul sito, “generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento portando un progetto, un’idea, preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione”.
Abbiamo incontrato Gianluigi Cogo per parlare dell’innovazione nel campo della telefonia.
Cosa significa l’innovazione nel campo della telefonia mobile, dal punto di vista sociologico più che da quello tecnologico?
Secondo me la telefonia mobile ha inciso tantissimo, negli ultimi anni, negli stili di vita, sia in positivo che in negativo. Da un punto di vista sociologico, non sono tutte rose e fiori perchè spesso non si distingue più il momento lavorativo da quello del meritato relax.
Basta vedere le spiagge dove c’è più gente che sbraita al telefono di quelli che prendono il sole. Infatti continuano a lavorare, a taenersi in contatto con l’ufficio senza riuscire a staccare del tutto la spina.
Questao paradigma ha rivoluzionato anche il mondo del lavoro. La raggiungibilità costante ha lati positivi e negativi. Che ne pensi al riguardo?
Nelle organizzazioni e il “mobile office” oggi è un paradigma di riferimento al punto che la posta elettronica, ad esempio, rischia di diventare un servizio “sincrono”.
Strumenti come il blackberry, e altri palmari sono in grado di espletare, in mobilità, molte funzioni che una volta erano impensabili.
Insomma, tutto qui? Innovazione nel campo della telefonia significa portarsi l’ufficio sempre dietro?
Non mi fermerei alle innovazioni più scontate. Mi piacerebbe che si pensasse già al palmare come ad un “socialfonino“. Infatti molti servizi on-line sono oggi integrati nel palmare grazie a due sistemi di connettività che sono sinergici: il GPS e Internet.
Quali vantaggi porta, realmente, la geolocalizzazione, quando per anni siamo stati illusi dal fatto che la mobilità potesse permettere una sorta di ubiquità, del poter essere in ogni luogo e, quindi, in nessun luogo preciso?
Georeferenziarsi (con ilGPS o con la triangolazione GSM) è fondamentale per richiedere servizi personalizzati. Uno strumento come “Aroundme“ o l’ultimo “Pagine Gialle“ basato l’offerta di servizi e applicazioni in base al “dove ti trovi ora”.
La rete supporta questi servizi di utilità. Possiamo dire che Internet si è territorializzata, stando sempre attenta a dove siamo e dove andiamo, per renderci la vita più facile?
Guarda, Google Latitude è un servizio che fa intravedere enormi potenzialità sempre legate alla georeferenziazione.
Oggi quasi tutti i servizi web per palmare richiedono di attivare la localizzazione del terminale per poter offrire servizi personalizzati di vario tipo (notizia, cinema, farmacie, ristoranti, ecc.)
Se è indubbia la sua utilità personale, potrebbe sfuggire quella sociale. Come la pensi a riguardo?
Ogni programma di social networking come Facebook, Friendfeed, Twitter, BrightKnight, ecc oggi permette di costruire attorno al sistema “GEO + FRIEND” una serie di potenziali servizi a valore aggiunto.
Proprio oggi mi è successa una cosa simpatica che descrive forse meglio cosa intendo:
Mi trovo in vacanza all’isola d’Elba e dopo pranzo sfoglio il mio palmare per trovare un sito web con le spiaggie dell’isola. Appena lo condivido socialmente con delicious, ecco che su Friendfeed appare il mio bookmark. Molti social friend capiscono dove sono e cominciano a darmi consigli. Senza che io abbia espressamente chiesto nulla.
Il link è questo: http://ff.im/3O5ZA
Hai parlato del concetto di GEO + FRIEND. Cosa significa?
Per GEO + FRIEND intendo qualcosa che grazie ai dispositivi mobili sempre connessi e sempre collegati ai vari social network riesca a dare servizi sia a pagamento che attraverso il passa parola.
A tuo avviso, come l’innovazione ad alti livelli si traduce in scelte del consumatore, spesso molto giovane, alfabetizzato, ecc, e quanto dipende da ricerche su tendenze molto spicciole, sui consumi culturali dei giovani, sulle uscite serali, sulle esigenze reali dei consumatori?
Immaginiamo come tutto ciò legato ai servizi di music sharing, video sharing, ecc, possa cambiare il mondo dei consumi.
Sono qui, ascolto questa canzone, la condivido con i miei amici che mi consigliano la discoteca più vicina o il cinema dove stanno proiettando un film del mio attore preferito.
Non è fantascienza, è già oggi così. Basta guardare le pubblicità dei palmari. Non mettono più in primo piano la capacità della fotocamera o la capacità di storage ma, piuttosto, la possibilità di cliccare un pulsante e condividere le foto su Flickr o i video su Youtube o la musica su Last.fm.
Verrà il giorno in cui l foto nonsi salverà più sulla memoria del telefono ma, automaticamente, verrà inviata al proprio profilo di Flickr.
Ecco questo è il futuro del “socialfonino” che unisce le caratteristiche del palmare predisposto e abilitato al mobile office alla capacità di stare sempre connesso con la rete sociale per dare e ricevere informazioni sul business, sui consumi e sul divertimento.
Ma innovazione è anche realtà aumentata: non perdetevi oggi su Nstreet il video di Viralavatar che ci spiega come funziona, quelli dello schermo di augmented reality che abbiamo visto a Frontiers09, e tutti gli altri inviati dagli amici del nostro Facebook che si sono voluti sfidare sul tema dell’innovazione.
Scritto da Daniela Ranieri


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La telefonia mobile indubbiamente ha inciso tantissimo sul nostro stile di vita, ma dove ha rappresentato una vera e propria Rivoluzione e nei paesi del “terzo mondo” o forse sarebbe meglio dire emergenti, dove si è passati dall’impossibilità di comunicare se son vis à vis, al cellulare e web. Molti paesi, soprattutto Africani, sono passati dalla quasi totale mancanza di una rete telefonica a una copertura di rete cellulare sorprendente! Ho incrociato, passando dalle più sperdute montagne africane ai deserti sudanesi, contadini e pastori impegnati in animate conversazioni grazie al diabolico oggetto. D’altra parte il mio amico Giovanni, missionario in una delle zone più “calde” del Kivu, è entrato su Facebook molto prima di me!