L’elettronica ipnotica di Kieran Hebden
Devo dire grazie a un ex collega e un amico, che da cupido mi ha fatto conoscere, e poi fatto innamorare di Four Tet. Neanche tanto “poi”, visto che è stato un amore a primo ascolto. Il mio percorso di conoscenza è stato come al solito al di là dei riferimenti cronologici, dei percorsi di stile, delle evoluzioni dell’artista. Edonistico, come mi piace pensare, di puro divertimento, di stomaco, da onnivora ma non da chef.
Nel posto dove lavoravo prima, la musica aveva tre caratteristiche fondamentali: era buona, alta, condivisa. Per questo avevi modo di fruire, conoscere, perdere la testa o stancarti in poco tempo. Ho sentito per primi i Remixes, e Remixes sia. Io poi, oltre che esperta di niente sono anche monomaniaca: quindi per un mese solo Remixes. A seguire, gli altri sempre in ordine sparso.
Mi si apre il mondo Four Tet. Un mondo fatto di suoni, ma suoni sul serio, ferro, battiti, stridii, scricchiolii, campanelle ma anche melodia. Il bello appena ti si apre un mondo (a me se ne apre uno al giorno) è rendere partecipi gli altri della tua nuova scoperta. Così faccio sentire agli amici storici (quelli con cui vai ai concerti dei R.E.M, per intenderci), in macchina per di più, “Remixes”. E poi ti stupisci se non vieni capito.
Se invece volete fare come si deve, ecco la discografia in pillole:
DIALOGUE 1999 Output
PAUSE 2001 Domino
ROUNDS 2003 Domino
EVERYTHING ECSTATIC 2005 Domino
RINGER 2008 Domino
THERE IS LOVE IN YOU 2010 Domino
Avete tempo fino a novembre per farvi l’orecchio: Four Tet sbarca in Italia il 4, 5 e 6 novembre per presentare l’ultimo osannato album There Is Love In You. Scoprite dove, nelle schede evento Nokia Play.
“Dopo un primo album uscito nel 1999 (“Dialogue”) già interessante ma ancora acerbo, è nel 2001 con “Pause” che Kieran si mette improvvisamente al centro dell’attenzione. Merito di una sorprendente capacità di mescolare schegge di hip hop, jazz, folk, indie rock, lavorando col proprio laptop come se fosse un’arma dalle infinite possibilità. Nella sua musica, pop e sperimentazione estrema convivono in equilibri affascinanti ed imprevedibili. Gli album successivi (“Rounds” nel 2003, “Everything Ecstatic” nel 2005, “Ringer” e il nuovo “There is Love In You”) trovano unanimi riscontri di critica e pubblico, vista la capacità di Hebden di non deludere mai e rinnovarsi ogni volta, pur mantenendo il proprio inconfondibile marchio decostruttivista.”
Io sono già pronta. Ci vediamo là?
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Scritto da Federica Bianchi


