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Folk revival su Nstreet

Il cool hunter non è solo qualcuno che possiede gli strumenti e la sensiblità per percepire il cambiamento sociale: è anche chi sa come fare per rendere quei cambiamenti delle profezie autoverificantesi, e trasformale in tendenze. Cavalca l’onda che segue un evento o un comportamento, e diffondendolo e trattandolo come se fosse già una moda, lo rende linguaggio comune.

Le notti della Taranta sono un esempio di questo fenomeno: già centro della tradizione e delle culture popolari di molte zone del Sud Italia, è divenuta tendenza nel momento in cui qualcuno ne ha percepito il potenziale di pratica e di festa in grado di far rivivere il mondo della musica tradizionale e dell’intrattenimento pubblico da Nord a Sud.

Il recupero di una antica tradizione salentina in chiave “cool” è avvenuto in un preciso momento: quando la ricerca di nuove forme espressive nella musica ha portato alla considerazione di sonorità del tutto diverse da quelle del mainstream, inedite, ossessive e nello stesso tempo ottenute con semplici strumenti.

Come tutti sanno, l’origine dei movimenti scomposti del corpo nella danza della pizzica veniva attribuita al morso della tarantola, che provocava la trance nelle donne che ne venivano colpite. Il ballo isterico che ne seguiva, effetto del Tarantismo, veniva accompagnato con fisarmoniche, tamburelli e altri strumenti il cui suono si pensava avesse il potere di esorcizzare gli effetti demoniaci del veleno.

La funzione “guaritrice” della Taranta ha fatto sì che questo elemento musicale si mantenesse intatto nei secoli, attraversando anche le interdizioni che identificavano la musica percussiva con un tipo di musica cara al Demonio.

In nome della contaminazione, gruppi musicali e compagnie di danza di tutto il Paese hanno fatto propri i principi di questo ballo e della sua musica, rinnovandole nei termini di una tendenza pop, che il turismo giovanile nel Salento ha contribuito a portare nel resto d’Italia e del mondo.

Il FestivalLa notte della Taranta” che si tiene a Melpignano, Lecce, e che quest’anno è alla dodicesima edizione, è un vero evento all’incrocio tra identità legata al territorio e sincretismo, tra folklore e febbre di novità.

Su Nstreet un video della tarantella durante la Fiera del Crocifisso. Folklore, tradizione, enogastronomia e rievocazioni storiche si fondono nello scenario della Salerno medioevale.

Per non parlare della passione per la tammiuriata, che dalla Festa Religiosa della Madonna delle Galline di Pagani, a pochi chilometri di distanza, ha contagiato con le sue sonorità sincopate il mondo sonoro nazionale ed internazionale.

Ci sono delle differenze, naturalmente, tra pizzica e taranta, e tra taranta e tarantella, che non derivano solo dalla provenienza geografica. Ma ci sembra che questi fenomeni di recupero di una tradizione antichissima in chiave di tendenza contemporanea rispondano tutti all’esigenza di condivisione e di sviluppo di una nuova identità, sempre più contaminata e sincretica con le sonorità elettroniche e la cultura del presente.

Perché questo che è una parte di un rituale mistico di elaborazione dei conflitti è considerato un evento metropolitano? L’elemento condiviso dell’ebbrezza, della festa, ne fa un’esperienza trasversale, non più legata soltanto a ricorrenze locali, e la proietta nel vissuto di chiunque, dunque anche nei suoi ambienti di reti sociali (i tubi digitali sono pieni di processioni, feste, balli, riti, pratiche folkloriche rivisitate).

La musica vive della durata e scandisce il tempo: la musica, anche la più antica, è una materia del presente.

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Scritto da Daniela Ranieri

4 commenti a “Folk revival su Nstreet”

  1. Mariano Minolfo scrive:

    Ho scoperto la taranta nel 2006, durante il mio primo viaggio in Salento. Ho avuto la fortuna di conoscerla tramite parenti del posto, il che mi ha permesso di capire meglio quello che per i salentini rappresenta. Sono sempre stato un sostenitore della cosiddetta “musica mediterranea”, da napoletano sono cresciuto con la musica di gruppi che hanno rivalutato il folklore locale, fondendolo con melodie e tradizioni degli altri paesi a noi vicini. La taranta, comunque, mi sembra, con la sua forza, il suo vigore, resistere e mantenere la sua originalità e i suoi significati storici, profondi, nonostante sia diventato un fenomeno che avrebbe potuto deviarsi in un mero meccanismo turistico.

  2. Grazie cara cris@ns, abbiamo appena contattato Franco direttamente per fargli i complimenti e invitarlo a fare un giro su Nstreet.

  3. cris@ns scrive:

    Il Folk Club di Torino, fondato nel 1988 da Franco Lucà, da 20 anni organizza concerti di musica folk e rivisitazioni in chiave contemporanea della musica folclorica con i migliori musicisti del mondo.
    http://www.folkclub.it/index.asp

  4. io me ne sono fatte 6 in 10 gg di vacanze in Salento!!!
    brucia lu Salentu!!


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