Italia, paese di Santi e… miracolati. Tutti li abbiamo visti: nel buio dei santuari, nelle chiese di periferia, agli angoli delle strade, nei cortili e anche in posti impensati.
Sono gli ex voto, oggetti votivi attraverso i quali il popolo esprime da tempo la sua devozione o la sua gratitudine ad un Santo o a una persona della Divinità per una grazia ricevuta, in adempimento di una promessa, un amore riconquistato, una guarigione improvvisa.
Nstreet vuole guardare meglio dentro questo fenomeno: incuriositi dalla materia di cui sono fatti (cera, argento, oro e altro metallo per la riproduzione degli attrezzi ortopedici); da cosa riproducono (spesso sono copie di pezzi di mezzi di locomozione incidentati da cui si è usciti indenni o riproduzioni di arti o organi, spesso vere stampelle, bambole); dalla scenografia rituale in cui sono inseriti; dal fatto che rappresentino figure divine in modi fantasiosi e, ormai, anche graficamente elaborati, li abbiamo cercati in giro.
Testimonianze di pellegrinaggi o semplici doni offerti per alimentare la fiamma della fede, di fatto gli ex voto, pur provenendo per la maggior parte dal passato postbellico del nostro paese, sono rimasti nello scenario urbano contemporaneo, e ne costituiscono una parte affascinante e spesso straniante.
Al limite tra supersitizione e culto, tra devozione mistica e un certo gusto cruento per l’anatomia, (conoscevo una signora, insegnante di musica, che ne aveva la fobia al punto da svenire davanti agli altarini di Napoli), la pratica degli ex voto presenta a volte delle sorprendenti analogie con l’arte contemporanea: i pezzi di corpo fatti di avorio o di plastica, le tavolette con le citazioni della Bibbia o della cultura popolare impresse sopra, sono rivelazioni di un sentire spontaneo e spesso ingenuo che affascina sempre, per la sua capacità di creare analogie corporee, paesaggistiche e urbane.
Il loro carattere kitsch, la loro aria di souvenir investiti di simboli, la gara di fantasia che sembra istaurarsi tra devoti nel compiere il salto simbolico più ardito tra l’oggetto e la grazia, sono tutti elementi che ne fanno oggetti cult, da collezionare e fotografare. Non a caso, sono diventati anche gli elementi di una tendenza in crescita soprattutto nel design e nell’arte contemporanea, che recentemente hanno preso a modello gli ex voto per loro opere, citandone ironicamente lo spirito e convertendole in chiave pop, neogothic o fashion.
In Italia esistono numerosi musei, dove questi oggetti, popolari e improvvisati, sono, oltre che reperti di religiosità, oggetti ai limiti del fetish.
Roma, come quasi tutte le città italiane del Nord e del Sud, è piena di angoli dedicati agli ex voto, sorti spontaneamente centinaia di anni fa, e spesso svincolati dalla loro origine pagana ma anche dal loro evolversi in punti della cristianità, per ridiventare luoghi popolari, espressione materiale di una cultura collettiva del collezionismo e del debito.
Famosi sono quelli di Largo Preneste – dove è stato girato il video oggi in primo piano si Nstreet – di Via Orvieto e via Taranto a San Giovanni, di viale del Policlinico.
Quello che ci piace degli ex voto è, oltre a tutto questo che abbiamo detto, il fatto che ogni pezzo rappresenti un tassello di una memoria collettiva. Ogni oggetto – da quello esteticamente più scioccante a quello più sobrio, è un pezzo di biografie singole che formano da sole, spontaneamente e in modo random, un sentire collettivo della devozione, del debito, del dolore e della rinascita.
Camminando per le vie intorno alla nostra redazione, ci siamo imbattuti in un ex voto a di poco originale. All’interno di nicchie di un muro di recinzione, invece di cuori e pezzi di stampelle, qualcuno ha messo dei vasetti di sottaceti, mais, patè di olive, disposti secondo un ordine che non poteva essere casuale, molto probabilmente era ludico, ma senza dubbio inquietante.
A voi chiediamo: ci sono esempi di ex voto digitali? Avete mai incontrato nella rete siti di testimonianze di fede o di ringraziamento per i miracoli? Oppure ci sono stati, e hanno chiuso subito (come i siti di preghiera per gli animali o quelli per comprare le stelle)? Oppure sono solo leggende?
Su Nstreet, intanto, è possibile farsi un’idea di quelli materiali, e lasciare un ex voto nella macchina digitale.
Scritto da Daniela Ranieri


Bel post!
Gli ex-voto hanno un fascino strano. Ti ci trovi davanti e vorresti rifiutare quello che senti, come dice Nicola un mix di inquietudine e pena, e invece ti soffermi a leggere cosa c’è scritto, rimani catturato dalla incredibile diversità delle forme, ne scorri i materiali, i pizzi invecchiati, le parole scolorite….vince il vojerismo!
…ops!
mi sono appena resa conto che quello che ho scritto è quello che provo anche di fronte ai reality!
A patto che tra i voti non ci fosse quello di non frequentare più il web…
Bel post davvero. Questo fenomeno mi ha sempre inquietato – e fatto pena allo stesso tempo. Sarebbe interessante approfondirlo ulteriormente. Magari intervistando una persona che ha ricevuto una grazia e che è andato in uno di questi posti super-kitsch a lasciarne una testimonianza.