Emma Watson non è nuova al mondo della moda: Burberry e Chanel l’avevano scelta come testimonial per le proprie campagne pubblicitarie. Gli abiti da modella, però, le stavano stretti e ha deciso di passare dall’altra parte.
Un po’ maga, un po’ stilista, l’attrice – conosciuta per il personaggio Hermione nei film di Harry Potter – si presenta sul mercato con una linea di abbigliamento rispettosa della natura.
Non paga degli impegni sul set di “Harry Potter e i Doni della Morte”, la giovane si è trovata quest’altro canale in cui indirizzare le sue doti creative. La scelta di realizzare una collezione per il marchio “People tree” è perfettamente in linea con l’immagine acqua e sapone che Emma ha ereditato dal suo personaggio (e che pare esserle stata imposta dalla Warner). Niente eccessi e colpi di testa per cui si distinguono le sue coetanee, quindi.
Il marchio fair-trade (commercio equo) fa confezionare gli abiti in quindici paesi in via di sviluppo, tra cui Bangladesh, India e Nepal. L’obiettivo della griffe politically correct è di incentivare in questi territori le piccole imprese, invitandole a produrre capi di abbigliamento a basso impatto ambientale (realizzati con materiali riciclati o provenienti da colture organiche) e soprattutto senza lo sfruttamento della manodopera, troppo spesso sottopagata e privata dei diritti.
Come frequentemente accade per i prodotti equo solidali, i capi non sono proprio a buon mercato, ma una scelta di questo genere consente alle persone coinvolte di guadagnarsi da vivere, in modo dignitoso, e provvedere al sostentamento dei proprio cari.
I capi di Emma vengono venduti in Uk ma si possono acquistare anche sul sito ufficiale di People Tree. Please don’t panic… I’m organic.
Scritto da Federica Bianchi


