Dietro il successo del film di James Cameron – campione d’incassi – di cui siamo (quasi) stanchi di parlare, c’è il mago degli effetti speciali Joe Letteri. Il tre volte premio Oscar (con due episodi del Signore degli Anelli e King Kong) ha sveltato alcune delle sue magie nel corso del Future Film Festival di Bologna dove era l’ospite più atteso.
Dalla flora di luce del pianeta Pandora, alla temibile fauna che lo popola, ai Na’vi, l’anello mancante tra l’uomo e il felino, non c’è nulla che Letteri non possa simulare, o ricreare. Come l’acqua del fiume in cui cade Jake: bene, dell’acqua nemmeno una goccia, tutto finto.
Il film non è perfetto, ma non se ne accorge nessuno. Solo chi ne conosce tutti i segreti riesce a trovare l’inghippo, a vedere il virtuale dietro al reale. Come dichiara Letteri parlando dell’ambizione di Cameron: “Aveva già lavorato in live action come del resto con effetti speciali e voleva arrivare ad un livello in cui non ci fosse più distinzione tra le due cose, un mondo che contenesse il reale e il fantastico in un’unica realtà. Dunque noi abbiamo creato un processo che consentisse al virtuale di essere reale”.
Questo processo è possibile grazie alla virtual camera, l’invenzione che permette al regista di vedere nel “monitorino” della videocamera la scena girata dagli attori, ma già in versione avatar.
Complimenti (reali) a tutto il cast, tecnico e artistico (e virtuale), di Avatar.
Scritto da Federica Bianchi


