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Dentro la frontiera: un Insight

Sulla scia dell’interesse, nostro e vostro, per l’evento di due giorni fa di Frontiers of Interaction, abbiamo voluto sentire uno degli organizzatori, Matteo Penzo, per capire meglio dall’interno i meccanismi di costruzione del suo successo.

Quello che ci ha colpito, anche oltre la riuscita evidente di una giornata perfetta, è che nella partecipazione e nel cinguettìo sincrono e successivo si è avuto davvero l’impressione di intravedere una frontiera.

Lo abbiamo chiesto a Matteo, uno degli organizzatori di Frontiers of Interaction insieme a Leandro Agrò: il titolo dell’iniziativa è ambizioso: cosa vuol dire “frontiera” quando si parla di interaction design?
Da 5 anni scegliamo di parlare e di presentare forme vive di innovazione tecnologica: non semplicemente innovazione di prodotto o innovazione di processo. Quello che interessa la nostra ricerca è il nuovo in ciò che accadrà. Per questo anche la forma dell’evento si è adeguata alla volontà del nuovo, e ha contribuito a rafforzarla: Frontiers of Interaction non è una conferenza, non è un meeting.

È invece qualcosa che si situa in una zona di in between tra lo show e il convegno, che si costruisce nella successione degli spazi tra presentazioni, effetti visivi, esibizioni di sound designing, relazioni dei partecipanti, interazioni tra l’uditorio (che a questo punto non è più soltanto tale) e i dispositivi messi “in scena”.

Inoltre uno dei punti forti dell’ideazione di FOI è aver fatto della sala di discussione e presentazione un luogo dove si possono toccare le tecnologie e provare le innovazioni, cioè una zona veramente di interazione.

Non a caso FOI è nato come progetto itinerante: prima la location privilegiata era l’Università di Milano Bicocca, poi Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, e ora la location dell’Acquario Romano.
Matteo sottolinea come la scelta non sia casuale né solo legata al motivo utilitaristico di trovare un bel posto vicino alla stazione e al centro di Roma facilmente raggiungibile da tutti i partecipanti.

Dall’ambiente universitario, a quello artistico, anche a noi sembra che la scelta di quest’edizione sia la vincente.
, conferma Matteo, l’evento si è svolto in concomitanza non casuale con la cerimonia di consegna, al Palazzo del Quirinale,  del “Premio Nazionale per l’Innovazione” da parte del Presidente Napolitano in occasione della quale è stato presentato al Capo dello Stato il primo Rapporto annuale sulla cultura dell’innovazione, realizzato dalla Fondazione Cotec in collaborazione con il mensile Wired.

Insomma il vento era quello giusto, rafforzato anche dal fatto, sottolineato da Matteo, che FOI è anche uno dei più grandi eventi in Italia di networking.

Nella sala gremita di 280 persone inaspettate, si potevano incontrare docenti universitari, studenti, ricercatori, imprenditori, freelance, architetti, designers, in uno dei rari esempi di sincretismo professionale.

Anche la scelta dei relatori è stata fatta su questa base?, domando a Matteo.
Sì, la scelta avviene mediante la ricerca: guardiamo intorno, epr un anno intero, quello che c’è e potrebbe esserci.

Invitiamo a parlare la gente che vorremmo sentire noi per primi: persone diverse per formazione e posizionamento culturale e geografico, che però, quel giorno, sono unite dal filo rosso della sperimentazione e dell’innovazione, concetti che loro declinano secondo le poprie sensibilità e il loro vissuto professionale.

Se un giovane che non ha un nome affermato o un’azienda alle spalle volesse fare da relatore alla prossima edizione di FOI, cosa gli dite?
Siamo del tutto aperti. L’esempio di TANGerINE, di cui avete  fatto un bel video su Nstreet, ne è la conferma: Nicola con i suoi colleghi dell’Università di Firenze ci hanno presentato il progetto, ci è piaciuto e lo abbiamo messo tra quelli più “emergenti”, in un posto di primo piano, all’interno dello spazio di relazione. Invitiamo tutti i giovani che hanno idee  a presentarle per la sesta edizione.

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Scritto da Daniela Ranieri

Un commento a “Dentro la frontiera: un Insight”

  1. BobMarche scrive:

    Thanks for the useful info. It’s so interesting


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