Invece dei movimenti sismici, coreografie geoemozionali che fanno ballare le città e i corpi in esse. Le aree urbane delle metropoli ospitano ogni giorno geografie, decisioni spaziali, performance cromatiche, che seguono gli stili di vita e le condizioni materiali degli abitanti e degli attraversatori dei suoi spazi.
Gli studi culturali hanno da sempre dedicato un’attenzione spasmodica nel cercare di comprende le direzioni dei flussi, fisici e culturali, che vivono nei panorami urbani.
La crisi economica ha messo in crisi l’abitalità dello spazio urbano come sinonimo di socialità, relegandone la gestione alle decisioni finanziarie ed economiche dell’emergenza. Lo stesso commercio, con la caccia al discount e al risparmio di faggio svedese, ha perso la sua connotazione ottocentesca, di dimensione cara al flaneur, per assumerne una legata alla perdita di identità sociale dei cittadini.
Ma la stessa crisi ha anche permesso la costruzione di spazi non finalizzati al traffico commerciale, a spazi sociali e ricreativi, che ridisegnano i confini identitari della città.
E’ per questo che l’Associazione Culturale Danza Urbana organizza dal 7 al 13 settembre, a Bologna, la tredicesima edizione di DANZA URBANA – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA NEI PAESAGGI URBANI, manifestazione conclusiva degli eventi di bè-bolognaestate’09, il programma di spettacoli e intrattenimento culturale del Comune di Bologna.
Inaugura il Festival in Piazza VIII agosto Transit, spettacolo del coreografo franco-algerino Alì Salmi che affronta dal punto di vista degli immigrati e in modo non convenzionale i temi dell’immigrazione e della convivenza fra differenti culture: un contributo al dibattito che anima ed interroga le nostre coscienze.
Segue AHAH, un’esplorazione della città e delle possibilità di incontro fra spettatore e performer, proposto da un gruppo di sedici giovani danzatori sotto la direzione di Cristina Rizzo.
In diversi luoghi di aggregazione International Dance Raids propone tre brevi coreografie di artisti stranieri emergenti, chiamati a rappresentare le rispettive scene nazionali: Spagna, Olanda, Israele.
In chiusura due compagnie del territorio, Le-Gami e ColletivO CineticO, presentano delle performance in spazi fortemente connotati, quali il MAMbo e la Cappella Tremlett, con la possibilità, per lo spettatore, di portarsi a casa un ulteriore Frammento del Festival.
A seguire l’evento su Nstreet sarà SOCIAL ART, che da Bolognaestate’09 ha già trasmesso la destabilizzante performance in città di OKI DOK.
Scritto da Daniela Ranieri


