C’è Vallanzasca e Vallanzaska
All’inizio Renato Vallanzasca (con la c) non lo sapeva di avere una band omonima (ma con la k). E se l’è anche presa, non per la citazione ma perché non gli avevano mai mandato nemmeno un disco. Ora che li ha sentiti, è loro fan.
Non solo. Ha partecipato alla realizzazione del nuovo album “iPorn”, che uscirà il 26 marzo: non canta, ma dice la sua in un brano che parla dell’Esposizione universale e presta la sua voce anche per “Fine amore mai”, il brano sulla sua storia con la seconda moglie Antonella, sposata nel 2008.
Da lunedì scorso l’ex capo della Banda della Comasina, condannato per una lunga serie di reati come rapine, sequestri e omicidi, gode di un permesso per lavorare in una pelletteria fuori dal carcere di Bollate.
La semilibertà, unita all’interesse alla sua vicenda, sta suscitando parecchie polemiche tra i familiari delle vittime e turbando l’opinione pubblica. E’ in lavorazione anche “Il fiore del male” il film che lo vede protagonista – interpretato da Kim Rossi Stuart – con la regia di Michele Placido.
Inizialmente la band milanese aveva messo in luce il lato più “leggero” di Vallanzasca, senza mai dimenticare i crimini commessi. Nel nuovo album i Vallanzaska raccontano il personaggio che hanno conosciuto negli anni, un uomo che sta scontando la sua pena cosciente degli errori del passato: “(…) di sé dice sempre di essere la conferma vivente della certezza della pena”.
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Scritto da Federica Bianchi


