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	<title>Nokia Play Blog – Condividiamo Esperienze&#187; Web</title>
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		<title>Mal di tredì?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non siamo tutti pronti per il 3D: a qualcuno provoca nausea e mal di testa. Nemmeno Johnny Depp è immune]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7983" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/03/AlicePost2.jpg"><img class="size-full wp-image-7983" title="AlicePost2" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/03/AlicePost2.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Johnny Depp in Alice in Wonderland</p></div>
<p>Bello il <strong>3D</strong>. Solo che può provocare spiacevoli effetti collaterali. Se ci reciti dentro, nessun problema, ma se ti vuoi rivedere meglio optare per la versione tradizionale come ha scoperto <strong>Johnny Depp, </strong>che a causa di un problema all&#8217;occhio sinistro, non può godere della magia delle tre dimensioni.</p>
<p>Occhio sinistro o meno l&#8217;attore non è l&#8217;unico a patire delle nuove tecnologie: già con Avatar abbiamo scoperto di <strong>non essere tutti pronti ad indossare gli occhialini</strong>. Ci sono stati diversi casi di persone che hanno sofferto di <strong>nausea e mal di testa</strong>. Questo ci riporta alla fine del 1800 quando una folla terrorizzata è scappata di fronte all&#8217;arrivo del treno alla stazione de La Ciotat. Il pubblico non era preparato al realismo ricreato dai<em> Lumière</em>. E&#8217; passato più di un secolo,<strong> la tecnologia avanza</strong>, ma il nostro corpo, ancora si ribella.</p>
<p>Strabismo e sindrome da occhio pigro sembrano essere tra le cause del malessere, e in ogni caso si sconsiglia il 3D a chi soffre di cefalea. Se proprio non volete rinunciare alle tre dimensioni, si possono sperimentare gli indolori rimedi della nonna &#8211; di cui l&#8217;utilità è ancora tutta da verificare &#8211; come mangiare qualcosa di salato (pop corn?), limone (limonata?) o menta (caramelle gommose da cinema?).</p>
<p><a href="http://store.ovi.com/content/27348?cid=il-bsldisney2010feb_101_it" target="_blank">L&#8217;applicazione per cellulari Nokia</a>, invece, è <strong>puro divertimento</strong>: troverete illusioni ottiche, avversari impegnativi ed effetti speciali&#8230; senza effetti collaterali.</p>
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		<title>Questione di netiquette</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[netiquette]]></category>
		<category><![CDATA[Reuters]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere tanti amici su Facebook ci fa sentire parte del mondo. Ma diciamoci la verità: quanti ne vorremmo eliminare? Virtualmente, s'intende]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7523" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/emoticon.jpg"><img class="size-full wp-image-7523" title="emoticon" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/emoticon.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Emoticon <img src='http://blog.nokiaplay.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  = linguaccia</p></div>
<p>Se siete su <strong>Facebook</strong> &#8211; il &#8220;se&#8221; è quasi inutile, ma vi lasciamo il beneficio del dubbio &#8211; avete provato almeno una volta il desiderio di <strong>non accettare una richiesta d&#8217;amicizia</strong> (che però non potete proprio rifiutare). Cedete una volta ed è finita: nel giro di poco tempo vi ritroverete con un tot di amici, anzi di &#8220;amici&#8221;, tra cui vicini di casa, compagni di treno e i curiosissimi colleghi.</p>
<p>Si ricrea quel meccanismo diabolico degli invitati al matrimonio: siate sinceri, di quella lista con quanti vorreste <em>davvero </em>condividere la torta nuziale? <strong>Quanti degli amici di Facebook sentite <em>davvero</em> con piacere? O meglio, quanti sentite <em>davvero</em>?</strong></p>
<p><a href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE61L1WL20100222?type=technologyNews" target="_blank">Reuters</a>, con due specialisti di galateo dei social network (Joan Morris DiMicco e Barbara Pachter), ha elaborato un manuale di etichetta o di netiquette, con consigli su come gestire la propria cerchia amicizie sul web con educazione, ma anche libertà e sincerità.</p>
<p>Ma cos&#8217;è il Galateo? &#8220;E&#8217; un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, la norma convenzionale&#8221; [Fonte: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galateo_%28costume%29" target="_blank">Wikipedia</a>]. Ecco la parola chiave: <strong>aspettative</strong>.</p>
<p>E nel web? Uguale. I social network permettono la condivisione di interessi, passioni, ti fanno restare in contatto con i tuoi amici e costantemente aggiornato sul loro quotidiano. Tutto questo presuppone <strong>una certa confidenza di base</strong>. Non c&#8217;è? Bene, sentitevi liberi di non accettare l&#8217;amicizia senza troppi sensi di colpa perché il Galateo sta dalla vostra parte. Semplice, no?</p>
<p>Quando si tratta di <strong>colleghi di lavoro</strong>, il discorso di fa spinoso. Se ne accetti uno, non puoi escludere gli altri, e in men che non si dica tutti sanno che hai un nipotino sbrodoloso o che quei kg che il maglione nasconde così bene sfuggono dai confini del bikini sulla spiaggia di Milano Marittima. I guru del Galateo ai tempi del 2.0 consigliano di dirottare con nonchalance l&#8217;invito su un social network più professional: vuoi essermi amico su <strong>Facebook</strong>? Ma no, diventiamo colleghi virtuali su <strong>Linkedin</strong>!</p>
<p>Funzionerà?</p>
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		<title>Dietro le quinte di Avatar</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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		<category><![CDATA[effetti speciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Acqua, luci, uomini: non c'è nulla che Joe Letteri - il mago degli effetti speciali di Avatar - non possa simulare, o ricreare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7046" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/LitteriPost.jpg"><img class="size-full wp-image-7046" title="LitteriPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/LitteriPost.jpg" alt="" width="280" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Gli effetti speciali di Avatar</p></div>
<p>Dietro il successo del film di<strong> James Cameron &#8211; campione d&#8217;incassi &#8211; </strong>di cui siamo (quasi) stanchi di parlare, c&#8217;è il mago degli effetti speciali <strong>Joe Letteri</strong>. Il tre volte premio Oscar (con due episodi del Signore degli Anelli e King Kong) ha sveltato alcune delle sue magie nel corso del <strong>Future Film Festival di Bologna</strong> dove era l&#8217;ospite più atteso.</p>
<p>Dalla flora di luce del pianeta <strong>Pandora</strong>, alla temibile fauna che lo popola, ai <strong>Na&#8217;vi</strong>, l&#8217;anello mancante tra l&#8217;uomo e il felino, non c&#8217;è nulla che Letteri non possa simulare, o ricreare. Come l&#8217;acqua del fiume in cui cade Jake: bene, dell&#8217;acqua nemmeno una goccia, tutto finto.</p>
<p>Il film non è perfetto, ma non se ne accorge nessuno. Solo chi ne conosce tutti i segreti riesce a trovare l&#8217;inghippo, a vedere il virtuale dietro al reale. Come dichiara Letteri parlando dell&#8217;ambizione di Cameron: &#8220;Aveva già lavorato in live action come del resto con effetti speciali e voleva arrivare ad un livello in cui non ci fosse più distinzione tra le due cose, <strong>un mondo che contenesse il reale e il fantastico in un&#8217;unica realtà.</strong> Dunque noi abbiamo creato un processo che consentisse al virtuale di essere reale&#8221;.</p>
<p>Questo processo è possibile grazie alla <strong>virtual camera</strong>, l&#8217;invenzione che permette al regista di vedere nel &#8220;monitorino&#8221; della videocamera la scena girata dagli attori, ma già in versione <em>avatar</em>.</p>
<p><strong>Complimenti (reali) a tutto il cast, tecnico e artistico (e virtuale), di Avatar.</strong></p>
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		<title>Il brusio di Google</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' arrivato Buzz, la nuova funzionalità di Gmail che rende la mail ancora più social. Quanto fa paura agli altri network?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6795" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/gmailbuzzPost.jpg"><img class="size-full wp-image-6795" title="gmailbuzzPost" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/gmailbuzzPost.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">www.google.com/buzz</p></div>
<p>Se Facebook può fornire un servizio di posta, perché Google non dovrebbe diventare un po&#8217; più social? Parliamo di <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank"><strong>Buzz</strong></a>, appena lanciato dal colosso di Mountain View, che promette di dare filo  da torcere alla &#8220;concorrenza&#8221;.</p>
<p>Buzz non si limita a riproporre delle features già conosciute dagli utenti, e a cui sono ormai abituati. Va oltre, facendo una selezione delle funzionalità più utili e meglio riuscite di siti come <strong>Twitter, Facebook, MySpace</strong> e le fa proprie, per potenziare il servizio di posta di Gmail.</p>
<p>I social user superano i <strong>300 milioni</strong>, contro i  circa <strong>280 milioni</strong> di utilizzatori della posta elettronica. Ciononostante l&#8217;universo social appare spesso più che ricco, confuso. Tantissime possibilità, male organizzate, a cui è complicato accedere. Ecco, quindi, la risposta di Google.</p>
<p>Facciamo un giro tra le potenzialità di <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank">Buzz</a>. Prima di tutto potete <strong>selezionare tra i contatti</strong> della vostra rubrica quelli con cui volete rimanere in contatto in modo costante.</p>
<p>Poi, c&#8217;è l&#8217;<strong>auto-following</strong>, per interagire rapidamente con le persone che sentite più spesso. Buzz visualizza in tempo reale gli aggiornamenti di stato degli amici e permette di caricare <strong>contenuti audio e video</strong>: la modalità è nota, si apre uno spazio rispondere ai messaggi, inserire l&#8217;indirizzo di un sito o l&#8217;url di un video.</p>
<p>C&#8217;è la possibilità di <strong>rendere pubblica una discussione</strong>, e non relegarla ai confini di Gmail. Sempre in tema di privacy, si può creare un nuovo<strong> album fotografico o video</strong>, gestendo singolarmente ogni cartella per renderla accessibile a tutti o solo ad alcuni.</p>
<p>Avevate in mente una normalissima casella di posta elettronica?  Dimenticatela. Bisbigliate un po&#8217; su Buzz,<br />
e se è di vostro gradimento, cliccate virtualmente su <strong>&#8220;Mi piace&#8221;</strong>.</p>
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		</item>
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		<title>(Don&#8217;t) add as friend</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un professore di Oxford ha scoperto che le nostre menti non possono gestire più di 150 rapporti di amicizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6765" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/AddAsAFriend1.jpg"><img class="size-full wp-image-6765" title="AddAsAFriend" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2010/02/AddAsAFriend1.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">La campagna di Internet for Peace</p></div>
<p>Vi è mai capitato di incontrare un amico (in carne ed ossa), inviperito perché non l&#8217;avete aggiunto come amico virtuale su<strong> Facebook</strong>? O peggio ancora, perché &#8220;avete chiesto l&#8217;amicizia a tutti ma a lui no?&#8221;. Bene, d&#8217;ora in poi avrete una scusa per rimbalzare i compagni delle elementari o il vostro capo.</p>
<p>Ve la fornisce un professore di Oxford che ha dato il nome a questo &#8220;limite&#8221;: “numero di Dunbar”. Robin Dunbar, professore  di antropologia dell’evoluzione all’Università di Oxford e papà della teoria sostiene che <strong>le nostre menti non possono gestire più di 150 rapporti di amicizia. </strong>Tutta colpa della neocorteccia, la parte del cervello impiegata nell&#8217;elaborazione del pensiero cosciente e del linguaggio.</p>
<p>Centocinquanta: tante sono le persone che potete chiamare amici. Al massimo. Tutti gli altri sono semplici conoscenti con cui condividere qualche chiacchiera (o forse meglio parlare di chat?) da bar, nulla più. Il numero non è stato formulato a caso, è <strong>ricorrente nella storia  umana</strong> quando si parla di gruppi di persone o di comunità.</p>
<p>In realtà, se 150 vi sembrano perfino troppe, non vi preoccupate: siete perfettamente in linea con le ricerche del luminare. <strong>Dunbar</strong> sostiene infatti che la nostra mente è in grado di gestire in modo profondo solo un pugno di amici, quelli che si contano sulle dita di una mano per intenderci. Tutto parte infatti dal numero <strong>cinque</strong>, che identifica le persone più vicine.</p>
<p>Quindi è inutile aggiungere persone al proprio entourage personale, se poi non avete tempo e modo di coltivare l&#8217;amicizia, mantenerla viva o fare in modo che cresca. Dimenticate i contatti (centinaia) di Facebook o (migliaia) di MySpace, e concentratevi su quelle (poche) decine che davvero vi stanno ad ascoltare. Non dimenticate però di aggiungere la <strong>&#8220;Pace&#8221; </strong>tra gli amici, come suggerisce la campagna di comunicazione di <a href="http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm" target="_blank"><strong>Internet for Peace</strong></a>, giocando sulla formula entrata ormai nel linguaggio comune da social network &#8220;Add as friend&#8221;.</p>
<p>Se gli amici si vedono nel momento del bisogno&#8230; <strong>di quanti amici avete bisogno</strong>? Provate a contare.</p>
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		<title>Assassin&#8217;s Creed II è tricolore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[assassin creed italia canadese venezia firenze roma Quattrocento]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ideatore del videogioco è un canadese che ha studiato a Napoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img title="1280x1024_Ezio" src="http://blog.nokiaplay.it/wp-content/uploads/2009/12/1280x1024_Ezio-300x240.jpg" alt="1280x1024_Ezio" width="300" height="240" /></p>
<p style="text-align: left;">Sarà per le ambientazioni, <strong>Firenze, Roma</strong> e<strong> Venezia</strong> e la campagna toscana. Sarà che tra le comparse è facile imbattersi in un giovane Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli o Machivelli. Fatto sta che in una settimana ha <strong>venduto un milione e seicentomila </strong>copie.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://assassinscreed.it.ubi.com/assassins-creed-2/#/videos/6637/" target="_blank"><img title="AssassinsCreedSanMarco" src="../wp-content/uploads/2009/12/1280x1024_SanMarco-300x240.jpg" alt="AssassinsCreedSanMarco" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://assassinscreed.it.ubi.com/assassins-creed-2/#/trailer/" target="_blank">Guarda il trailer</a> del gioco</p>
<p style="text-align: left;">Stiamo parlando di <strong>Assassin&#8217;s Creed II</strong>, il videogioco Ubisoft firmato dal canadese <strong>Patrice Desilets</strong>: è lui che dobbiamo ringraziare per il ruolo da protagonista dell&#8217;Italia. Perché il direttore creativo della saga ha vissuto a <strong>Napoli </strong>più di un anno quand&#8217;era studente universitario e non ha mai dimenticato il nostro Paese.</p>
<p style="text-align: left;">Il protagonista di Assassin&#8217;s Creed II è <strong>Ezio Auditore</strong>, un nobile fiorentino, che diventa assassino per <strong>vendicare la morte del padre e dei due fratelli</strong>. Troverete famiglie in lotta, ritorsioni, intrighi politici, corruzione clericale&#8230; degni di un kolossal di Hollywood.</p>
<p style="text-align: left;">Voi da che parte state?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nstreet: dall&#8217;officina alla prova su strada</title>
		<link>http://blog.nokiaplay.it/nstreet-officina-prova-su-strada.html</link>
		<comments>http://blog.nokiaplay.it/nstreet-officina-prova-su-strada.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco G. Caolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[beta]]></category>
		<category><![CDATA[facebook connect]]></category>
		<category><![CDATA[GUI]]></category>
		<category><![CDATA[mind map]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.officina-project.com/?p=238</guid>
		<description><![CDATA[Quando abbiamo aperto officina project stavamo iniziando a riflettere su come realizzare un progetto che potesse dare importanza alle esperienze delle persone, permettesse di condividerle per generare utilità diffusa e di conseguenza, valore collettivo.
Nei post di questo blog si discute, avete discusso, degli argomenti relativi al concept. Da oggi io scrivo, invece, dell&#8217;aspetto tecnico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando abbiamo aperto officina project stavamo iniziando a riflettere su come realizzare un progetto che potesse dare importanza alle esperienze delle persone, permettesse di condividerle per generare utilità diffusa e di conseguenza, valore collettivo.</p>
<p>Nei post di questo blog si discute, avete discusso, degli argomenti relativi al concept. Da oggi io scrivo, invece, dell&#8217;aspetto tecnico e di architettura del progetto. Sta per partire la beta privata alla quale saranno invitati alcuni di voi.</p>
<p>Lanciando una beta privata c&#8217;è sempre molta apprensione perché non tutte le funzionalità sono al meglio, qualche link potrebbe non funzionare, qualche database si potrebbe incriccare.</p>
<p>Devo prima chiarire una cosa, però: <strong>Officina Project non è Nstreet</strong>.</p>
<p>Officina Project è, sostanzialmente, un blog di sviluppo. Un ambiente nel quale le persone coinvolte nel progetto discutono, grazie a WordPress. Nstreet invece è (forse dovrei dire sarà) una piattaforma dedicata, sviluppata in PHP, con tanto video. Una sua particolarità e la presenza di quelle che per adesso chiamiamo &#8220;schede esperienze&#8221;. Ma prima di addentrarmi nel descrivere come funziona una scheda, voglio condividere una mappa concettuale di Nstreet:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-239 aligncenter" title="Nstreet MindMap" src="http://www.officina-project.com/wp-content/uploads/2009/03/nstreet_mindmap.jpg" alt="mappa concettuale di nstreet" width="826" height="406" /></p>
<p>Questo grafico esprime in grandi linee la struttura del progetto. Non entra nei dettagli, dunque. Ognuna delle voci ha un sub-grafico dedicato.</p>
<p>Prima di passare alle funzionalità proprie di Nstreet, faccio un breve accenno alla possibilità di fare il login ed iscriversi con il proprio account Facebook.</p>
<p><strong>Facebook Connect </strong>permette di usare un account Facebook come una sorta di carta d&#8217;identità digitale. Lo abbiamo testato provvisoriamente su questo blog e lo utilizzeremo anche su nstreet. Attivando Facebook Connect si potranno fare essenzialmente tre cose:</p>
<ol>
<li>registrarmi rapidamente</li>
<li>invitare gli amici di Facebook in Nstreet</li>
<li>inviare al profilo Facebook la notifica di alcune attività svolte in Nstreet (per esempio i commenti sui video)</li>
</ol>
<p>Ovviamente Facebook non passa alcuna informazione sensibile come, ad esempio, l&#8217;indirizzo email e la password dell&#8217;account. Fa solo una specie di controllo e restituisce il nome, cognome e data di nascita del suo iscritto.</p>
<p>Questo ci crea qualche rigidità operativa perché, ad esempio, un indirizzo e-mail per ricevere la notifica di registrazione, una conferma dei disclaimer sulla privacy ed altre informazioni proprie di Nstreet servono.</p>
<p>Stiamo pensando che, dopo aver inserito i dati per l&#8217;accesso con Facebook, sarà necessario completare la registrazione inserendo un altro paio di dati solo di Nstreet. Certo, la procedura sarà meno snella e veloce ma credo non ci siano alternative.</p>
<p><a title="Joost" href="http://www.joost.com" target="_blank">Joost</a> fa la stessa cosa. Dopo aver inserito i dati di Facebook presenta una pagina intermedia dove chiede altri dati e poi vi porta direttamente alla pagina del profilo personale per completarlo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-240 aligncenter" title="Joost e Facebook Connect" src="http://www.officina-project.com/wp-content/uploads/2009/03/joost-face.jpg" alt="Richiesta intermedia di Joost" width="750" height="484" /></p>
<p>Provate anche voi su Joost e fatemi sapere. Vi sembra macchinoso?</p>
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