E’ uscito su Repubblica un articolo molto toccante sull’ultimo sogno di Andrea Pazienza. La voce narrante è quella di Roberto Saviano, non c’è quindi da stupirsi che il binomio scrittore-artista generi un racconto emozionante.
“Storia di Astarte” è un’opera incompiuta, l’ultima dello straordinario interprete del fumetto italiano. Una storia, raccontata a Pazienza da Astarte, il cane di Annibale, che ripercorre i primi anni di vita da quando era cucciolo, poi la preparazione al combattimento, le guerre, lo speciale rapporto con il suo padrone.
Astarte segue fedelemente l’esercito cartaginese dalla nascita in Spagna fino alla battaglia ai piedi delle Alpi. Ma la storia, o meglio il racconto, termina qui, perché qui finisce anche la vita di Andrea.
Saviano si chiede, non senza rimpianto, come avrebbe raccontato Pazienza la sua terra, dove Annibale e i suoi uomini si riposarono prima dell’ultima battaglia. Si chiede come avrebbe portato avanti la storia Paz se solo ne avesse avuto modo. L’avrebbe cambiata? La Seconda guerra punica si concluse con l’attacco romano a Cartagine, che costrinse Annibale al ritorno in Africa: come sarebbe andata se Annibale avesse vinto? Come ce l’avrebbe raccontata Astarte, attraverso l’inchiostro di Andrea?
“Il fumetto è evasione, è sempre evasione, deve essere evasione, del resto la parola evasione è una bellissima parola, evadere è sempre bello, la cosa più saggia da fare… Poi se c’è qualcos’altro ben venga”.
Copyright 2010 by Roberto Saviano / Agenzia Santachiara
Scritto da Federica Bianchi



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