Alice rise: «È inutile che ci provi», disse; «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione».
Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie
Niente scarpette con la punta e niente avanspettacolo o quinte. Solo il corpo umano, innervato di forza gentile, di potenza disciplinata da esercizi e studio.
A costruire la bellezza articolata e complessa di tutto questo, la cornice che una volta era del teatro diventa frame: il video è il tessuto che si inerva su quello nudo del corpo e del movimento, e la coreografia si mixa con la regia.
Anche il concetto di spazio muta: non è solo quello del pavimento che i piedi, anch’essi nudi, deformano con la loro traiettoria creativa, ma è anche quello del video, lo spazio del cielo che allarga i fotogrammi, lo spazio dell’animale che il corpo imita nella mimesi.
Le immagini che vedrete sono tutto questo, e molto altro ancora.
È il dono che ci ha fatto “Alice vuole dire bugie”, di Matteo Luchinovich.
È l’anteprima di un cortometraggio di videodanza il cui claim recita: “Prima di entrare nel Paese delle meraviglie, guarda la meraviglia intorno a te”, progetto nato da Teatro Tesi in collaborazione con IALS Danzainvideo.
La meraviglia è costruita dal corpo che suggerisce immagini di natura, e dalla natura che sembra imitare l’impeto, l’intenzione, della videocarne.
La meraviglia è fantasia, è menzogna. Per questo Alice mente: perché deve entrare in un altro mondo per scorgerne (e farci scorgere) la meraviglia del nostro.
In fondo, la meraviglia era una categoria estetica che andava di moda un secolo fa: quante cose ancora c’erano da scoprire e vedere nel mondo vero!
I pixel sono veri. La videocamera che danza (o sfarfalla, come nei miei video, per imperizia), è vera nella sua autonomia che raddoppia il nostro sguardo.
La macchina da presa è un attore della scena: danza.
Gli attori, si sa, mentono. Alice, icona del viaggio allucinato, popolato da personaggi che offrono seconde, infinite interpretazioni del mondo, e riformulato nelle sue coordinate spaziotemporali, ridisegnato in lungo e in largo dalla fantasia, mente, o sogna, o è il prodotto di un sogno.
La materia corporea si mischia all’immateriale del video, ed ora, su Nstreet, speriamo possa mixarsi nella condivisione anche alla materia immateriale del sogno delle esperienze che vogliamo comporre con tutti voi.
Quella di Nstreet è in fondo una coreografia continua di sguardi: cerchiamo di comporre regie eterogenee, dal teatro del corpo e della parola al suono popolare indie autoriale delle band che ci hanno raggiunti, fino all’elasticità delle immagini di esperienze comuni che diventano artistiche, e di quelle proprie dell’arte che indossano improvvisamente la veste degli sguardi di un Internauta, ovvero di un lettore e di un osservatore della realtà esigente e sperimentatore.
Vogliamo sognare, cambiare sguardo, mutare le nostre regie. Come Alice, anche noi vogliamo mentire.
Oltre che su Nstreet, potete rivedere le avventure di “Alice Vuole Dire Bugie” in formato cinema la sera del 27 agosto, presso l’Isola del Cinema a Roma.
Per info:
Marielva De Grossi – info@teatrotesi.it
Paolo Guccini – alicevuoledirebugie@yahoo.it
Scritto da Daniela Ranieri



“L’arte, in cui appunto la menzogna si santifica e la volontà d’illusione ha dalla sua la tranquilla coscienza…” (Nietzsche, Genealogia della morale)
Bello il titolo e bello il video.
E la bugia è senza dubbio un potente strumento di conoscenza che vuole esperire mondi altri……
Alice, d’altro canto, non ha mai smesso di irradiare la sua magia, anche e forse soprattutto in questi ultimi anni.
Non è un caso, infatti, che anche il grande Tim Burton abbia appena finito di girare, in 3D, il suo “Alice in Wonderland”……
Complimenti per il vostro lavoro!