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Adrenalina a Roma

Diverse persone mi hanno confessato di essere andate a vedere la Mostra Adrenalina, al Mercato Ebraico del Pesce in via di San Teodoro a Roma, per criticarla, e di non esserci riuscite. Sì, insomma, il fatto che il progetto fosse promosso dall’Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventu’ del Comune di Roma, che fosse affiancato ad un concorso di idee per una campagna di sensibilizzazione e prevenzione dall’uso di sostanze stupefacenti e che avesse un sottotitolo antropocentrico (L’uomo al centro), faceva storcere il naso a più di qualcuno, artista e non.

Si temeva che il fine politico, non certo eversivo, fosse in grado di togliere potenza ed espressività all’arte, intesa come sfera della libertà e della creatività distruttrice dove vige solo al regola della violenza e della ricostruzione estetica. Invece questa mostra di piuttura-scultura-fotografia-multimedialità-musica, spettacoli di danza contemporanea, workshop sul djing , dj sets con grammofono, ha riservato qualche bella sorpresa. Insomma, valeva la pena esserci. La location era una delle più belle e sottoutilizzate della storia commerciale e industriale di Roma, in un contesto, come quello del Ghetto, ai margini del Circo Massimo e sulle rive del Tevere, da togliere il fiato. Non solo e non tanto per la sua capacità di concentrare in sé tanta storia, che da secoli espone se stessa alla luce e al turismo da cartolina, ma anche e soprattutto perché ha saputo riconfigurarsi nel presente, diventare spazio di esperienze attuali, caricate di cinema e finzione. Chi non ricorda la famosa corsa delle bighe di Ben Hur, 32 minuti di sequenza ininterrotta?

Che importa se, a dire il vero, è stata girata metà al Circo di Massenzio metà in un parcheggio di una grande discoteca di Culver City, in California, perché sovrintendenza bloccò le riprese? Entrambi i luoghi sono per tutti il Circo Massimo. Oppure, a pochi passi da lì, come non rivedere Gregory Peck che mette la mano nella bocca della verità e finge di perderla? Roma è da sempre una spugna di tendenze, uno dei centri dove le cose accadono: non a caso è la città attualmente più geolocalizzata su Nstreet. Adrenalina si è situtata in questo spazio, contaminato, sincretico, all’incrocio tra generi diversi, dimostrando di voler sfidare – come è nell’ottica pop – il passato monumentale e di saper competere con il futuro di giovani artisti.  Avete avuto tutto il tempo per montare i vostri video sulla mostra. Non importa se li avete girati nel garage di casa vostra. C’è sempre il Me too, l’associazione di idee che lega ogni esperienza ad un’altra, nella nostra Expteca di Babele digitale.

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Scritto da Daniela Ranieri

2 commenti a “Adrenalina a Roma”

  1. Its like you read my mind! You appear to know a lot about this, like you wrote the book in it or something. I think that you can do with some pics to drive the message home a bit, but other than that, this is great blog. A great read. I will certainly be back.

  2. Szybkozłącza scrive:

    What a information of un-ambiguity and preserveness of valuable familiarity concerning unexpected feelings.


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